Credo che nel valutare le motivazioni che il traditore adduce occorrerebbe operare un distinguo temporale...
In un primo momento è umano trovare in insoddisfazioni, in mancanze (anche minime ma che si tendono ad ingigantire) del partner, le motivazioni, per scaricarsi di dosso il peso di qualcosa che si sa non esser corretto e girarlo sulle spalle altrui.
Poi, piano piano inizia il processo di rimozione delle false motivazioni e l'indagine introspettiva su quel qualcosa che non va IN SE STESSO...sulle PROPRIE REALI motivazioni che han portato al tradire, che siano per autogratificazione, per noia, per farsi scoprire e dare una scossa a un rapporto che lo stesso traditore fa poco per ravvivare, per farsi scoprire per uscire da un rapporto che va stretto, perchè non ama più il/la partner ma fa fatica a pensare di uscire da dinamiche magari decennali, perchè LUI/LEI è cambiato e avverte la necessità di rimettersi in gioco, di vivere una nuova vita,qualunque essa sia ...importa davvero?
Qui sopra è anche facile che arrivi chi quel mal di pancia già avverte e che è già disposto a mettersi in discussione, chi nel tradimento trova il palliativo per accantonare certe problematiche e ripete ossessivamente l'azione (il farfallone di cui si diceva sopra) difficilmente incrocia da queste parti (qualcuno si è affacciato ma è scappato a gambe levate!
)