Disperato. Ho scoperto che la mia compagna mi "tradisce" e non so come affrontarla

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Ataru

Utente di lunga data
Hai timore che affrontandola a viso aperto lei ti lasci?
Beh, si, ma anche no. Se non mi ama più che senso avrebbe volerla con me a tutti i costi?

Forse mi preoccupo troppo per gli altri.

Diletta, sono combattuto. Mi rendo conto che è assurdo, ma faccio quello che sento sul momento. E finché non prendo una decisione non posso neanche diventare freddo come il ghiaccio, visto che in genere sono tutt'altro, anche se non l'ho baciata per un cinico calcolo opportunistico. Non ho mai voluto dormire senza averla prima baciata.

Ah, e non ti trattenere. Insultami pure in privato se non puoi qui in pubblico ;)
 

Sbriciolata

Escluso
Beh, si, ma anche no. Se non mi ama più che senso avrebbe volerla con me a tutti i costi?

Forse mi preoccupo troppo per gli altri.

Diletta, sono combattuto. Mi rendo conto che è assurdo, ma faccio quello che sento sul momento. E finché non prendo una decisione non posso neanche diventare freddo come il ghiaccio, visto che in genere sono tutt'altro, anche se non l'ho baciata per un cinico calcolo opportunistico. Non ho mai voluto dormire senza averla prima baciata.

Ah, e non ti trattenere. Insultami pure in privato se non puoi qui in pubblico ;)
Comincia a preoccuparti di te, visto che al momento mi sembri tu quello che sta maluccio.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Beh, si, ma anche no. Se non mi ama più che senso avrebbe volerla con me a tutti i costi?

Forse mi preoccupo troppo per gli altri.

Diletta, sono combattuto. Mi rendo conto che è assurdo, ma faccio quello che sento sul momento. E finché non prendo una decisione non posso neanche diventare freddo come il ghiaccio, visto che in genere sono tutt'altro, anche se non l'ho baciata per un cinico calcolo opportunistico. Non ho mai voluto dormire senza averla prima baciata.

Ah, e non ti trattenere. Insultami pure in privato se non puoi qui in pubblico ;)
Sul neretto: hai fatto benissimo :)
E' un bel pensiero e ha fatto bene a te mantenere fede al tuo modo di vivere e intendere i sentimenti.
Ovviamente nessuno qui, te incluso, pensa che lei si meriti molta nobiltà d'animo.
Ma l'amore non è un premio, e alla fin fine tutto quello che preserva te senza danneggiare nessuno è il benvenuto.

Però capisci anche tu che far finta di nulla non puoi.
Non a lungo.
Spero che tu raccolga in fretta le forze per affrontare il discorso, anche perché il peggio deve ancora venire, e ti toccherà - anzi, VI toccherà - farvi fronte. Uscire dal sogno e entrare nella realtà richiede lucidità e presenza.
In bocca al lupo!
 

matthew

Utente
Beh, si, ma anche no. Se non mi ama più che senso avrebbe volerla con me a tutti i costi?

Forse mi preoccupo troppo per gli altri.

Diletta, sono combattuto. Mi rendo conto che è assurdo, ma faccio quello che sento sul momento. E finché non prendo una decisione non posso neanche diventare freddo come il ghiaccio, visto che in genere sono tutt'altro, anche se non l'ho baciata per un cinico calcolo opportunistico. Non ho mai voluto dormire senza averla prima baciata.

Ah, e non ti trattenere. Insultami pure in privato se non puoi qui in pubblico ;)
spero tu esca presto da questa spirale involutiva, può solo farvi del bene.
 

Diletta

Utente di lunga data
Beh, si, ma anche no. Se non mi ama più che senso avrebbe volerla con me a tutti i costi?

Forse mi preoccupo troppo per gli altri.

Diletta, sono combattuto. Mi rendo conto che è assurdo, ma faccio quello che sento sul momento. E finché non prendo una decisione non posso neanche diventare freddo come il ghiaccio, visto che in genere sono tutt'altro, anche se non l'ho baciata per un cinico calcolo opportunistico. Non ho mai voluto dormire senza averla prima baciata.

Ah, e non ti trattenere. Insultami pure in privato se non puoi qui in pubblico ;)

Come, insultarti?
Ci mancherebbe anche questo...tuttal più posso provare a scuoterti in tutta franchezza non usando mezzi termini e senza andare troppo per il sottile (cosa che comunque non faccio mai).
E quindi ti dò un consiglio: capisco che tu sia abituato a comportarti in un certo modo sulla base dei sentimenti che provi per lei e penso che tu sia puro di cuore e di animo sincero, ma cerca di accantonare questo tuo bel lato per studiare la situazione.
Non puoi stare in questo stato a lungo, te lo dico perché l'ho provato e la salute ne risente.
Rifletti ed elabora delle strategie di cui sceglierai quella che ti sembra vincente per il tuo obiettivo che non ti devo ricordare quale sia...
 

Ataru

Utente di lunga data
Aggiornamento: Involuzione?

Abbiamo parlato. Non di lui, ma di Noi. Non ricordo come si sia presentata l'occasione. So che ad un certo punto si parlava di separazioni.

Ho cercato di cacciarle in testa il concetto che se non mi amasse me lo dovrebbe dire, che non avrebbe senso per nessuno se stesse con me da infelice. Le ho detto che la conosco e che per sua natura probabilmente non sarà mai felice del tutto, nella sua vita. Di questo è consapevole anche lei. Le ho detto che se però la sua natura le impone di cercare perennemente la felicità (pur sapendo che se non la trova dentro di se non la troverà mai) deve sentirsi libera di farlo. Non deve rinunciare alla sua ricerca, restare imbrigliata in una situazione che comunque non la soddisfa e precludersi la possibilità di essere felice. Mi ha detto di sentirsi in colpa perché si rende conto di quanto sia fortunata e di quanto la vita sia stata generosa con lei. Ha me, i nostri meravigliosi figli, la sua famiglia, un lavoro che le piace e che fa bene. Se si guarda attorno, si sente una miracolata. Eppure non riesce ad "accontentarsi" di tutto questo. Le manca sempre qualcosa. E' sempre stato così. E questo la fa sentire in colpa.

Mi ha chiesto se pensavo che lei stesse con me solo per i figli e per la casa. Ho titubato. Le ho detto che succede a tanti, che è una possibilità, ma no, non lo penso, perché a volte, ma solo a volte, riesco a sentire che mi ama.

Ho cercato di trasmetterle coraggio, di dirle che qualsiasi cosa ci fosse e quali fossero i suoi sentimenti me ne può parlare. Me ne deve parlare. Perché su questo dobbiamo costruire il nostro futuro e quello dei nostri figli, assieme oppure separati, ma non possiamo costruirlo sulle bugie, sugli inganni, su cose taciute, sulla paura.

E le ho detto che quando abbiamo avuto il nostro confronto, più di un anno fa, ho percepito che c'erano cose che lei mi taceva, cose che non voleva o non poteva dirmi. Cose che forse riteneva non dovessero essere dette. E le ho detto che percepisco che è ancora così. Allora aveva negato, dicendo che aveva tirato fuori tutto quello che c'era da tirare fuori. Questa volta no. Questa volta è rimasta in silenzio.

La premessa che le ho fatto, prima di dirle queste cose, è che la prima cosa che deve tenere a mente è che io la amo e che non la voglio con me a tutti i costi.

Prima di addormentarsi si è lasciata andare in un "Ti amo!". Non me lo dice mai, o quasi. E in quel momento, forse stupidamente, le ho creduto.

Non ho affrontato la questione alla radice, ma penso sia un passo. Avanti o indietro non lo so. So che però quella chiacchierata mi ha regalato un pizzico di serenità in più. Non confido che durerà a lungo. Un giorno? Due? Una settimana? Però in questo momento sono più tranquillo e almeno riesco a lavorare e questo è un bene, perché la cosa stava diventando ingestibile in ufficio.
 

Sbriciolata

Escluso
Aggiornamento: Involuzione?

Abbiamo parlato. Non di lui, ma di Noi. Non ricordo come si sia presentata l'occasione. So che ad un certo punto si parlava di separazioni.

Ho cercato di cacciarle in testa il concetto che se non mi amasse me lo dovrebbe dire, che non avrebbe senso per nessuno se stesse con me da infelice. Le ho detto che la conosco e che per sua natura probabilmente non sarà mai felice del tutto, nella sua vita. Di questo è consapevole anche lei. Le ho detto che se però la sua natura le impone di cercare perennemente la felicità (pur sapendo che se non la trova dentro di se non la troverà mai) deve sentirsi libera di farlo. Non deve rinunciare alla sua ricerca, restare imbrigliata in una situazione che comunque non la soddisfa e precludersi la possibilità di essere felice. Mi ha detto di sentirsi in colpa perché si rende conto di quanto sia fortunata e di quanto la vita sia stata generosa con lei. Ha me, i nostri meravigliosi figli, la sua famiglia, un lavoro che le piace e che fa bene. Se si guarda attorno, si sente una miracolata. Eppure non riesce ad "accontentarsi" di tutto questo. Le manca sempre qualcosa. E' sempre stato così. E questo la fa sentire in colpa.

Mi ha chiesto se pensavo che lei stesse con me solo per i figli e per la casa. Ho titubato. Le ho detto che succede a tanti, che è una possibilità, ma no, non lo penso, perché a volte, ma solo a volte, riesco a sentire che mi ama.

Ho cercato di trasmetterle coraggio, di dirle che qualsiasi cosa ci fosse e quali fossero i suoi sentimenti me ne può parlare. Me ne deve parlare. Perché su questo dobbiamo costruire il nostro futuro e quello dei nostri figli, assieme oppure separati, ma non possiamo costruirlo sulle bugie, sugli inganni, su cose taciute, sulla paura.

E le ho detto che quando abbiamo avuto il nostro confronto, più di un anno fa, ho percepito che c'erano cose che lei mi taceva, cose che non voleva o non poteva dirmi. Cose che forse riteneva non dovessero essere dette. E le ho detto che percepisco che è ancora così. Allora aveva negato, dicendo che aveva tirato fuori tutto quello che c'era da tirare fuori. Questa volta no. Questa volta è rimasta in silenzio.

La premessa che le ho fatto, prima di dirle queste cose, è che la prima cosa che deve tenere a mente è che io la amo e che non la voglio con me a tutti i costi.

Prima di addormentarsi si è lasciata andare in un "Ti amo!". Non me lo dice mai, o quasi. E in quel momento, forse stupidamente, le ho creduto.

Non ho affrontato la questione alla radice, ma penso sia un passo. Avanti o indietro non lo so. So che però quella chiacchierata mi ha regalato un pizzico di serenità in più. Non confido che durerà a lungo. Un giorno? Due? Una settimana? Però in questo momento sono più tranquillo e almeno riesco a lavorare e questo è un bene, perché la cosa stava diventando ingestibile in ufficio.
no, non è una involuzione.
lei ha un problema che non sa come gestire... ma adesso sa almeno che non è sola.
non so se troverà le motivazioni per essere anche sincera, per buttare fuori il rospaccio.
dovrebbe essrlo per prima cosa con sè stessa, ed è la parte più difficile.
Tirare fuori i propri fantasmi e farci i conti è sempre la parte più difficile.
 

Ataru

Utente di lunga data
Per chiarezza, mi riferivo a me parlando di involuzione, non a lei o alla situazione. Ho fatto un passo indietro o un passo avanti?
 

Sbriciolata

Escluso
Per chiarezza, mi riferivo a me parlando di involuzione, non a lei o alla situazione. Ho fatto un passo indietro o un passo avanti?
secondo me, avanti.:) Ma ti dico sinceramente che io vedo un percorso lunghetto e non semplicissimo.
Hai preso in considerazione l'idea di farvi aiutare?
 

Sbriciolata

Escluso

Ataru

Utente di lunga data
Ah beh si. Allora sarebbe più "facile". Il difficile, sono d'accordo con te, è che quel rospaccio lei lo cacci fuori.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao Ataru:)

Io sono una che il rospaccio l'ha fatto saltar fuori.

Il mio rospaccio non è un tradimento, anche perchè nella relazione in cui sto/ero il per sempre e il per sempre fedeli non era concordato.

Il mio rospaccio è che dopo 10 anni di relazione, come la bella addormentata mi sono risvegliata e ho iniziato a non riconoscermi in quello che mi circondava.

Ho iniziato un percorso mio, che ho provato a condividere con lui, su ciò che mi stava accadendo.

Perchè quello che accadeva non era nella relazione, nel NOI, era ed è interamente dentro di me.

Tutto questo è iniziato suppergiù due anni fa...questo per darti l'idea dei tempi, i nostri, e ancora non è concluso.

Ciò di cui mi rendo conto ora, dopo mesi passati a spararci addosso in un modo o nell'altro, è che le idee che avevamo in testa quando abbiamo iniziato a stare insieme erano simili...ma simili però.

E negli anni quelle idee sono diventate sempre più simili a loro stesse, separandoci.

Lui voleva un NOI, voleva una relazione in cui sperimentare e vivere la quotidianità, in cui accomodarsi e sentirsi tranquillo.

Io volevo un TU, che mi facesse compagnia nella costruzione quotidiana di quel NOI attraverso la crescita dell'IO e del TU.

Sembra la stessa cosa. Io sto scoprendo che non lo è per niente.

Perchè la fonte di nutrimento di cui abbiamo bisogno per vivere è proprio diversa.

Sono qui, non da sola. Non da sola nel senso che senza l'aiuto di un esterno non sarei riuscita a capire che cosa mi stava succedendo, perchè questo sentire deriva da situazioni "antiche", antecedenti all'incontrare il compagno.

E il percorso per arrivare qui non è stato per niente indolore, e non lo è neanche adesso. E' doloroso, veramente tanto.

Ho scelto di non sbattere la porta e andarmene. Ma di dare degna sepoltura a questo periodo della mia vita. E di chiedere a lui se vuole esserci a quel funerale. Perchè quel funerale riguarda entrambi.
E parteciparci insieme è dare un valore a ciò che ci siamo scambiati in questi anni.

Lui non sa se vuole esserci a quel funerale, è arrabbiato con me, molto, e passa da momenti di tranquillità a momenti di rabbia molto forte.

Io..dopo essermi arrabbiata perchè lui si arrabbiava, perchè non mi capiva, perchè sentivo che con quel suo dirmi che mi voleva bene, che ero libera mi voleva in realtà legare ancora di più...mi sono accorta che DAL SUO PUNTO DI VISTA ha le sue ragioni. E sto facendo la fatica di comprenderle.

Questo non significa che io le condivida, perchè non sono le mie. Le rispetto, le comprendo.

Lui è lui, io sono io. E la distanza fra le ragioni di ognuno è solo l'ennesima conferma della distanza che ci separa come individui in evoluzione.

Questo è il nostro quasi finale.

Lo svolgimento...lui mi diceva che mi amava, che ero libera di andare e di fare, che lui ci sarebbe stato al mio ritorno.
E io non andavo da nessuna parte, perchè gli voglio bene, e il dolore che sentivo in quelle parole mi feriva troppo per fare una qualunque azione.
Perchè volevo, e voglio, che lui sia felice.
Ma dentro sentivo crescere la sensazione che lui non rendeva felice me...e mi avvitavo.
Fra alti e bassi.

Gli alti, in cui mi avvicinavo a lui, cercando la conferma che la nostra relazione avesse ancora un senso per me. Negli alti sentivo di volergli davvero bene, di stimarlo, desideravo lasciarmi andare con lui, rientrare di nuovo in quel mondo ovattato e sognante in cui ero stata fino a quel momento.

I bassi, in cui lo guardavo e non lo riconoscevo come la persona con cui avrei voluto stare. Ma era un sentire confuso, sporcato dal sentirmi cattiva nei suoi confronti, ingrata. Dal demolirmi chiedendomi cosa mai avessi di così sbagliato per non riuscire ad apprezzare i risultati delle fatiche che avevamo fatto insieme.
Mi allontanavo da lui, le sue manifestazioni di affetto mi infastidivano e mi imbarazzavano. Stavo male e mi arrabbiavo con lui. E lui si arrabbiava con me perchè sentiva la mia distanza e non la comprendeva.

Un casino insomma.
La parte più difficile era ascoltarsi e comprendersi.

Parlavamo, in continuazione. Ma non comunicavamo. Continuavamo a dire parole sul NOI.
Non riuscivamo proprio a vedere che non era quello il problema.

Io ripetevo che non lo capivo. Ma credimi, non era tanto per dire, io non capivo proprio quello che mi stava dicendo. Mi sembrava che parlasse contemporaneamente la mia lingua e un'altra. Una sensazione davvero stranissima e frustrante.

La nostra svolta è stata quando gli ho proposto di andare da un mediatore. Quel far finta di comunicare mi stava veramente distruggendo. E stava distruggendo anche lui.

Il mediatore ci ha separati. Ci ha chiesto di andare ognuno per se stesso.

E' stata una svolta. Ci siamo sganciati dal NOI, e ognuno ha iniziato a pensare a se stesso.

Non è finita, stiamo avendo tempi diversi.
In casa ora è un deserto.

Senza quel NOI, che era diventato un contenitore vuoto, un terreno di guerra, finalmente abbiamo ognuno la tranquillità necessaria per guardarci dentro e a vicenda.

Io vedo con chiarezza che lui non sarà il mio compagno.
Lui sta iniziando a vedere che quella che sono..forse non gli piace poi molto, ma anzi lo fa incazzare, profondamente.
E va bene così.

Lui ha ragione dal suo punto di vista.

E io ho ragione dal mio.

Ora...la decisione che abbiamo preso noi, per ora è di non sbattere porte per prendere un'altra via. Ma di provare a chiuderle. Ognuno la sua.
Quindi viviamo insieme. Separatamente.
Ci stiamo dando il tempo di vivere questa morte.

Fra i due sono quella che lo comprende di più.
Ma è consequenziale al fatto che il mio percorso è iniziato prima del suo. E anche del fatto che il mio percorso ha imposto a lui di iniziare il suo.

Non stiamo bene. Siamo entrambi doloranti. Ma almeno c'è chiarezza.

Ovviamente questo è il mio vissuto. Spero ti possa in un qualche modo essere utile. A me ha fatto bene scriverne. :)
 

Sole

Escluso
Stesso concetto detto, ripetuto e approfondito col mio terapeuta.
Concetto giusto, non si può dire di no, ma che commento così:
ok, ci si mette le scarpe dell'altro, per usare la tua metafora, ma poi ci si rimette le nostre perché sono quelle che ci vanno bene perché appunto sono le nostre.
Quindi, se il peso che dò io al tradimento è diverso da quello che gli dà chi l'ha compiuto, non posso non considerarlo perché è il MIO peso, il mio metro di valutazione e il mio sentire.
In sostanza sono arrivata alla conclusione che mettersi nei panni dell'altro serve a poco, se non a capirne le motivazioni, per il resto è aria fritta.
Ci credo che la cosa non ti piace.
Sono d'accordo.

Anch'io ho fatto terapia e anch'io ho provato a mettere quelle scarpe. Ho anche sperimentato il tradimento, nel tentativo di dare una nuova forma alla nostra coppia, più aperta, più libera, non più fondata sull'esclusività... ma non è servito.
La mia idea dell'amore è rimasta esattamente com'era prima del tradimento. E la terapeuta ha appoggiato ogni mia scelta, nel momento in cui ha capito che non era frutto della rabbia, ma di un lungo percorso di rielaborazione.
 

Hellseven

Utente di lunga data
Sono d'accordo.

Anch'io ho fatto terapia e anch'io ho provato a mettere quelle scarpe. Ho anche sperimentato il tradimento, nel tentativo di dare una nuova forma alla nostra coppia, più aperta, più libera, non più fondata sull'esclusività... ma non è servito.
La mia idea dell'amore è rimasta esattamente com'era prima del tradimento. E la terapeuta ha appoggiato ogni mia scelta, nel momento in cui ha capito che non era frutto della rabbia, ma di un lungo percorso di rielaborazione.
Perdona la curiosità: coppia aperta nel senso che entrambi sapevate che l'altro poteva non essere fedele?
 

Sole

Escluso
Perdona la curiosità: coppia aperta nel senso che entrambi sapevate che l'altro poteva non essere fedele?
Sì, nel senso che dopo i suoi tradimenti (e dopo 5-6 mesi in cui mi sono ripresa dalla botta) io gli ho detto chiaramente che se mi fosse capitata qualche storia non mi sarei tirata indietro (e un paio di cose gliele ho proprio confessate). E che lui poteva fare altrettanto.

Non ha funzionato perché 1) alla fine mi sono resa conto che era un tentativo disperato di salvare ciò che non era più salvabile e che ad ogni storia mi allontanavo un po' da lui 2) Lui non aveva più alcuna intenzione di scopare in giro, era in terapia ed era intenzionato a fare il suo percorso personale, che non prevedeva più esperienze extra.
 

Hellseven

Utente di lunga data
Sì, nel senso che dopo i suoi tradimenti (e dopo 5-6 mesi in cui mi sono ripresa dalla botta) io gli ho detto chiaramente che se mi fosse capitata qualche storia non mi sarei tirata indietro (e un paio di cose gliele ho proprio confessate). E che lui poteva fare altrettanto.

Non ha funzionato perché 1) alla fine mi sono resa conto che era un tentativo disperato di salvare ciò che non era più salvabile e che ad ogni storia mi allontanavo un po' da lui 2) Lui non aveva più alcuna intenzione di scopare in giro, era in terapia ed era intenzionato a fare il suo percorso personale, che non prevedeva più esperienze extra.
Non per farmi i fatti tuoi ma mi pare di capire che non sei riuscita a superare il dolore (o meglio la delusione e la rabbia, forse) del tradimento subito e che lui è "rientrato nei ranghi" troppo tardi. Ma tu tradivi già prima di scoprire che lui lo faceva oppure hai scoperto solo dopo questa indole?
 

Sole

Escluso
Ho cercato di cacciarle in testa il concetto che se non mi amasse me lo dovrebbe dire, che non avrebbe senso per nessuno se stesse con me da infelice. Le ho detto che la conosco e che per sua natura probabilmente non sarà mai felice del tutto, nella sua vita. Di questo è consapevole anche lei. Le ho detto che se però la sua natura le impone di cercare perennemente la felicità (pur sapendo che se non la trova dentro di se non la troverà mai) deve sentirsi libera di farlo. Non deve rinunciare alla sua ricerca, restare imbrigliata in una situazione che comunque non la soddisfa e precludersi la possibilità di essere felice. Mi ha detto di sentirsi in colpa perché si rende conto di quanto sia fortunata e di quanto la vita sia stata generosa con lei. Ha me, i nostri meravigliosi figli, la sua famiglia, un lavoro che le piace e che fa bene. Se si guarda attorno, si sente una miracolata. Eppure non riesce ad "accontentarsi" di tutto questo. Le manca sempre qualcosa. E' sempre stato così. E questo la fa sentire in colpa.
Ho letto la tua storia ma non tutto il 3d.

Premesso che ammiro molto la tua pazienza e i tuoi tentativi di comprensione nei suoi confronti, davvero.

Detto questo, io non capisco cosa possa indurre una donna che ha tutto ad essere insoddisfatta, se non una grande immaturità che dovrebbe imparare a gestire, magari con l'aiuto di un buon terapeuta.

L'insoddisfazione perenne (il mio ex marito ne era affetto) porta a cercare spesso la felicità in cose effimere che fanno salire l'adrenalina e danno la spinta temporanea per andare avanti, ma nel cercare questa adrenalina, spesso si finisce col fare grandi cazzate, danneggiando sé stessi e chi sta intorno.

Dalla lettura che emerge, mi pare che tu c'entri ben poco in questo problema. Che sia più un suo problema che finisce col riflettersi sulla vostra coppia.

Non sono riuscita a capire se le hai detto di aver visto le chat. Io ti consiglio di tirare fuori la cosa e metterla con le spalle al muro, perché si decida a prendersi cura di questo aspetto di sé.
A sue eventuali lamentele, credo tu possa opporre mille valide ragioni.

A volte essere troppo delicati è controproducente. Questa donna mi sembra molto amata, ma anche un po' viziata. Perfino nella scoperta della sua 'evasione' tu temi di metterla in difficoltà.
Ataru, la vita di coppia non è sempre una passeggiata in mezzo ai fiori. A volte è anche mettendo l'altro in difficoltà che facciamo il suo bene. Una scrollata ben data a chi amiamo vale più di mille bei discorsi. Questo il mio parere.
 
Stato
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