Salve a tutti.
Ho letto il forum qua e là e mi sarei potuta agganciare al topic del "comecisisenteadesseretraditi", a quello sul perdono o sullo sfogo indifferentemente, ma ho preferito aprirne uno per avere, almeno per iniziare, un unico punto di riferimento.
Non so cosa sto cercando scrivendo qui, forse non conforto ma solo confronto. O forse ho bisogno di fare qualcosa per non farmi travolgere dagli effetti della devastazione che lo scoprire la rottura "del" patto di fiducia a cui mi sembrava di essere arrivata dopo una vita di ricerca, provoca. Non lo so...
Potrei dirvi che in questo stato sono da pochissimo (roba di una manciata di settimane), che sono diventata uno scheletro ambulante, che ho il viso che ricorda il crollo di una diga e il cuore mascherato da IT, ma preferisco non vittimeggiare e ragionare su altro.
Ho letto tantissime cose, da diversi utenti, che avrei potuto benissimo scrivere io; in fondo vedo che le dinamiche, i sentimenti e le reazioni da entrambe le parti alla fin fine sono molto simili tra loro, almeno per genere. Io ho scoperto tutto, in due tranches, a giochi fatti, ma mi consola relativamente l'essere stata la scelta e non l'alternativa. Ho voglia ancora e ancora di parlarne forse perchè, come bene ha scritto qualcuno qui, è come se ricercassi ancora più dolore nel dolore. Ovviamente per lui, completamente assorbito dall'idea di un'eventuale "ricostruzione" del rapporto, è una perdita di tempo, che fa male a me, e altrettanto ovviamente, ciò per me costituisce ulteriore occasione di frustrazione. Niente di nuovo sotto il sole, dunque..
Sono divorziata e questa lunga relazione "nuova", fondata su principi (ah ah ah) nuovi per me è stata la scommessa della vita sul cui piatto ho messo anche quella dei miei figli. Se nel precedente matrimonio, l'aver scoperto un tradimento di lui con una persona a me carissima, mentre ero incinta (e giovanissima), aveva creato una frattura insanabile che mi ha portata a tradirlo a mia volta (ma non è detto che non l'avrei fatto comunque) più volte, fregandomene altamente delle mogli dei bellimbusti del momento, in questa seconda relazione non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello. Anni e anni senza quasi neanche bere un caffè con chicchessia perchè così mi andava; nessuno, oltre lui, per (ironia della sorte) avere indietro una bella storiaccia sua da macinare e sulle cui ceneri tentare di far rinascere un Amore che comunque ha significato, e significa molto, quasi tutto, per entrambi.
Vorrei perdonare ma so che è presto; vorrei sapere ancora più dettagli di quanti già non ne sappia ma so che mi farebbero solo ulteriore male; vorrei prendere pienamente coscienza del fatto che nulla accade per caso e che questa cosa schifosa è arrivata per portarci a qualcosa di meglio; vorrei ritrovare un po' della leggerezza che avevo poco tempo fa, il mio solito sorriso e la capacità di godere delle piccole cose quotidiane, ma sono fagocitata da questo mostro sempre in agguato che tutto vorrebbe divorare; vorrei essere più forte, meno lamentosa, riprendermi la mia vita e, insieme a lui (che sembra non volere altro) ricominciare da dove lui ha interrotto, ma il rumore dei cocci del patto frantumato persiste nelle orecchie...
Grazie per aver letto e grazie per qualsiasi cosa vi venga in mente di commentare