Non è cosi semplice, come puo' sembrare. Le mie ragioni consistono nel riconoscimento da parte di mio marito, che cio' che faccio io (occuparmi dei figli della casa di mio marito che in casa non fa nulla) non sono "doveri" ma atti d'amore! Sentirsi chiedere dal figlio 2 volte al giorno: "cosa si mangia?" mi da su i nervi...giusto per fare qualche esempio.Se esordissi con un bel:
MI son proprio rotta le balle delle vostre pretese!!!![]()
Credi che sembreresti patetica o che si farebbe silenzio e starebbero finalmente ad ascoltare le tue ragioni?![]()
E' chiaro che a quello "SBOTTO" devono seguire le spiegazioni: che sei stanca di esser considerata "trasparente" o "un soprammobile" visibile o da considerare solo se se ne ha bisogno o se è tra i piedi, che vorresti sentirti più in "famiglia" e non colf o peggio sguattera....Non è cosi semplice, come puo' sembrare. Le mie ragioni consistono nel riconoscimento da parte di mio marito, che cio' che faccio io (occuparmi dei figli della casa di mio marito che in casa non fa nulla) non sono "doveri" ma atti d'amore! Sentirsi chiedere dal figlio 2 volte al giorno: "cosa si mangia?" mi da su i nervi...giusto per fare qualche esempio.
Se dovessi chiedere una macchina nuova perchè la mia mi lascia a piedi tutti i giorni, sarebbe semplice. Chiedere comprensione,condivisione e riconoscimento del proprio impegno è cosa diversa. Mio marito lavora tutto il giorno e quando torna a casa, per lui la giornata è finita. Se parliamo è di lavoro o di politica o dei nostri rapporti con gli altri ...mai di noi. Se poi non ho voglia di far sesso...non ne capisce le ragioni! Se provo a parlare... lui mi invita a parlare di cose concrete! Per lui le uniche ragioni per il mio rifiuto "sessuale" puo' essere solo che lui mi fa schifo o penso ad un altro!
Non so davvero come render "concreta" una richiesta di empatia!
E' solo una mia impressione , o ultimamente prevale una logica da fast food (mangia e butta), da kleenex, in cui non mi ci ritrovo piu'. Non "un come stai? "ma solo un "tutto bene?!" che non presuppone alcuna risposta?
perchè è facile fare le sanguisughe emotive verso una Candida che non non chiede, e si da ogni giorno, ripetutamente nel suo ruolo di madre, moglie, serva, senza chiedere perchè non è il momento, senza ritagliarsi spazio perchè non vi è tempo per sè...
Mettili intorno ad un tavolo ed esprimi cio' che senti candida: stasera.
A quello che si ottiene gratis non si dà valore...Mi ritrovo anch'io nello stesso stato d'animo di candida. Ma se dovessi sedermi intorno ad un tavolo stasera anch'io con mio marito...non saprei trovare le parole per esprimermi. Mi sentirei patetica.
Io rinuncio sempre per gli altri...marito e figli e sembra che ormai il mio "donare" sia per loro un diritto, e per me un dovere. Tu che parole useresti, per sensibilizzare senza sembrar patetica?
...o non la vede più semplicemente come compagna, ma come un elettrodomestico, un accessorio della casa...A quello che si ottiene gratis non si dà valore...
in altre parole ...quel che riceve abitualmente lo si dà per scontato.
Poi le donne tendono spesso a sentirsi in dovere di fare e si sentono più in colpa per quello che non fanno che in credito per quello che fanno.
Ma ...quando è il marito/compagno che dà per scontate o addirittura critica ...o ha già un'altra o ci sta pensando...![]()
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...appunto ed è pronto per chi non vede a portata di mano come un elettrodomestico......o non la vede più semplicemente come compagna, ma come un elettrodomestico, un accessorio della casa...![]()
Io farei così: lascerei sul tavolo una torta rustica e un biglietto: 'ecco cosa c'è per cena, per il resto arrangiatevi. non sono nata nè vivo per soddisfare le vostre richieste, ragion per cui sono in sciopero finchè non verranno riconosciute le mie esigenze e necessità di affetto, comprensione, risate e quant'altro potete immaginare (sforzatevi!). Candida' Poi andrei a stare un paio di giorni da mia madre oppure da un'amica o anche in casa, ma senza fare più NULLA per loro.... vediamo chi resiste di più?Non è cosi semplice, come puo' sembrare. Le mie ragioni consistono nel riconoscimento da parte di mio marito, che cio' che faccio io (occuparmi dei figli della casa di mio marito che in casa non fa nulla) non sono "doveri" ma atti d'amore! Sentirsi chiedere dal figlio 2 volte al giorno: "cosa si mangia?" mi da su i nervi...giusto per fare qualche esempio.
Se dovessi chiedere una macchina nuova perchè la mia mi lascia a piedi tutti i giorni, sarebbe semplice. Chiedere comprensione,condivisione e riconoscimento del proprio impegno è cosa diversa. Mio marito lavora tutto il giorno e quando torna a casa, per lui la giornata è finita. Se parliamo è di lavoro o di politica o dei nostri rapporti con gli altri ...mai di noi. Se poi non ho voglia di far sesso...non ne capisce le ragioni! Se provo a parlare... lui mi invita a parlare di cose concrete! Per lui le uniche ragioni per il mio rifiuto "sessuale" puo' essere solo che lui mi fa schifo o penso ad un altro!
Non so davvero come render "concreta" una richiesta di empatia!
Bello"amo fosse pure senza il ritorno che spererei"?
In una parola bisogna avere consapevolezza della realtà e delle situazioni... ti pare poco? Anzi, ti pare facile? Hai detto la parolina magica "coraggio", ci vuole coraggio ad esternare sentimenti e stati d'animo, si hanno timori e pudori, e nonostante tanta profusione verbale di affetti, non si vuole apparire preda della debolezza dei propri sentimenti.
Non vedi che il lamento comune é "non sono amato/a"... e solo pochi accettano "amo fosse pure senza il ritorno che spererei"?
Bruja
Non è cosi semplice, come puo' sembrare. Le mie ragioni consistono nel riconoscimento da parte di mio marito, che cio' che faccio io (occuparmi dei figli della casa di mio marito che in casa non fa nulla) non sono "doveri" ma atti d'amore! Sentirsi chiedere dal figlio 2 volte al giorno: "cosa si mangia?" mi da su i nervi...giusto per fare qualche esempio.
Se dovessi chiedere una macchina nuova perchè la mia mi lascia a piedi tutti i giorni, sarebbe semplice. Chiedere comprensione,condivisione e riconoscimento del proprio impegno è cosa diversa. Mio marito lavora tutto il giorno e quando torna a casa, per lui la giornata è finita. Se parliamo è di lavoro o di politica o dei nostri rapporti con gli altri ...mai di noi. Se poi non ho voglia di far sesso...non ne capisce le ragioni! Se provo a parlare... lui mi invita a parlare di cose concrete! Per lui le uniche ragioni per il mio rifiuto "sessuale" puo' essere solo che lui mi fa schifo o penso ad un altro!
Non so davvero come render "concreta" una richiesta di empatia!
Io farei così: lascerei sul tavolo una torta rustica e un biglietto: 'ecco cosa c'è per cena, per il resto arrangiatevi. non sono nata nè vivo per soddisfare le vostre richieste, ragion per cui sono in sciopero finchè non verranno riconosciute le mie esigenze e necessità di affetto, comprensione, risate e quant'altro potete immaginare (sforzatevi!). Candida' Poi andrei a stare un paio di giorni da mia madre oppure da un'amica o anche in casa, ma senza fare più NULLA per loro.... vediamo chi resiste di più?
E aggiungo... ne ha da leggere!Oddio...a volte mi pare di svolazzare pure...ma mai abbastanza, evidentemente!
Tornando a te, mi sembra normale tu sia un po' giu' di corda. Queste storie comportano una certa ambivalenza di fondo, non è banale riprendere a "Godersi" il proprio matrimonio e la propria vita.
Sei un po' nella situazione di Kid, se rileggi i suoi thread ti ci ritroverai! Pazienza e forza!!!
Auguri!
oddio....non è che tu hai un po' troppe pretese?
Cosa vuoi da tuo marito, che ti seduca come Ridge al Café Rousse ogni 3 x 2?
Non credi che sia legittimo avere il desiderio di esser sedotte dal proprio marito? Non so come fa Ridge, ma un marito che ha tradito e dopo un po di buona condotta (nel senso pieno di premure e attenzioni per la moglie) ricominicia a ricomportarsi come prima...dando tutto per scontato, credi sia nel giusto?
Io mi sono fatta il mio bravo esamino ed è evidente che tutto quel che facevo e faccio io in seno alla famiglia ha perso il suo "senso originario" dopo il tradimento avvenuto 3 anni fa! Il tempo allevia le sofferenze le frustrazioni conseguenziali alla scoperta di un tradimento...ma di certo non sono piu' la stessa! Con gli anni bisogna azzerare tutte le pretese?
Io mi sono accollata casa e crescita dei figli...e lui poverino è caduto in tentanzione perchè "trascurato"! Io comprendo che certe cose (i tradimenti dopo anni di convivenza) possono accedere e c'è una certa responsabilità di entrambi! ma che si ritorni dopo un certo lasso di tempo alle stesse situazioni che hanno causato il tradimento mica è normale?? Devo quindi fare tutto io??? Essere responsabile, perdonare chi ti accoltella alle spalle...e continuare col sorriso sulle labbra se no ti accoltella di nuovo?
mena;436794 Non credi che sia legittimo avere il desiderio di esser sedotte dal proprio marito? Non so come fa Ridge ha detto:Sostanzialmente, salvo persone che sappiano veramente operare autocritica ed autoanalisi, il traditore si aspetta davvero che chi ha tradito, siccome é rientrato alla base, le vada incontro con l'olio buono. Insomma un rientro alla figliuol prodigo.
Nella ricomposizione di un tradimento si deve lavorare in due e chi ha tradito deve essere consapevole che ha il compito più oneroso, non per il fatto in sè, quanto per aver distrutto la fiducia e la complicità che era integra.
Il problema vero non é mai il tradire in sé, ma il non poter più tornare agli standard tapportuali di prima. Si aggiusta, si elabora, ci si intende, si ritrova una nuova complicità ma l'innocenza del rapporto é andata... e qualche cicatrice la deve pur lasciare. Ecco perché bisogna darsi da fare in due per renderla sempre meno visibile, e se la parte che ha provocato il tutto é inerte o lassa, difficile che l'altro/a abbia la spinta giusta.
Bruja
Vedi non sei poi tanto "irresponsabile"e condisci il tutto con baci e abbracci.
buona serata!![]()
Non è che nell'affrontare il SUO tradimento tu non abbia prese pèer buone le sue motivazioni?Non credi che sia legittimo avere il desiderio di esser sedotte dal proprio marito? Non so come fa Ridge, ma un marito che ha tradito e dopo un po di buona condotta (nel senso pieno di premure e attenzioni per la moglie) ricominicia a ricomportarsi come prima...dando tutto per scontato, credi sia nel giusto?
Io mi sono fatta il mio bravo esamino ed è evidente che tutto quel che facevo e faccio io in seno alla famiglia ha perso il suo "senso originario" dopo il tradimento avvenuto 3 anni fa! Il tempo allevia le sofferenze le frustrazioni conseguenziali alla scoperta di un tradimento...ma di certo non sono piu' la stessa! Con gli anni bisogna azzerare tutte le pretese?
Io mi sono accollata casa e crescita dei figli...e lui poverino è caduto in tentanzione perchè "trascurato"! Io comprendo che certe cose (i tradimenti dopo anni di convivenza) possono accedere e c'è una certa responsabilità di entrambi! ma che si ritorni dopo un certo lasso di tempo alle stesse situazioni che hanno causato il tradimento mica è normale?? Devo quindi fare tutto io??? Essere responsabile, perdonare chi ti accoltella alle spalle...e continuare col sorriso sulle labbra se no ti accoltella di nuovo?
No...non è cosi. Potrei dire che per me "la crisi della coppia" non è stata affrontata come io avrei voluto, e per questo forse non del tutto superata da parte mia. La scoperta del suo tradimento ha comportato una crisi "esistenziale" per entrambi, che ciascuno ha rielaborato a modo suo e da solo. Posso dirti che a me tutto sommato non ha fatto male, avendo adesso maggior consapevolezza di me stessa. Come se avessi appurato che sono in grado di superare un dolore cosi forte, posso vivere a prescindere da lui e dalla nostra unione. Anche lui è stato male, diceva di aver fatto una grossa cretinata senza una ragione visto che voleva me. Lui si è opposto con tutte le sue forze per non farmi andar via, invitandomi ad appellarmi a quanto di buono c'era stato tra noi... ai nostri figli...e cosi è stato. Gli ho dato fiducia ma lui mi ha mentito spudoratamente sui rapporti che intratteneva con la tipa (sua collega di lavoro) successivamente alla mia scoperta e questo mi ha ulteriormente, forse anche di piu', ferita. Lui non ha mai voluto chiarire...mi inviatava a non farlo soffrire nel rimettere quell'argomento in discussione. Io ho pazientemente aspettato che lui "maturasse"...che comprendesse la necessità della verità assoluta, ma cio' non è avvenuto ed io non ho piu' chiesto nulla, visto il tempo trascorso ed il trasferimento di lei. La verità serviva alla coppia, non a me.Non è che nell'affrontare il SUO tradimento tu non abbia prese pèer buone le sue motivazioni?
Che in pratica ti sia messa dalla parte di quella che doveva le attenzioni e accettando questa visuale lui ora si "senta in diritto" di pretendere attenzioni mentre tu dovresti star zitta e muta, pena una sua possibile ricaduta?![]()
Come l'avete affrontata e superata la crisi?![]()
Bruja ha detto:Il problema vero non é mai il tradire in sé, ma il non poter più tornare agli standard tapportuali di prima. Si aggiusta, si elabora, ci si intende, si ritrova una nuova complicità ma l'innocenza del rapporto é andata... e qualche cicatrice la deve pur lasciare. Ecco perché bisogna darsi da fare in due per renderla sempre meno visibile, e se la parte che ha provocato il tutto é inerte o lassa, difficile che l'altro/a abbia la spinta giusta.
Bruja