Depressione: quello che sto imparando.

Stato
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Ciao Conte,

Avere un tono malinconico è una cosa. Chi non lo ha avuto.
Spesso si fa viva, durante situazioni particolari della vita
che ci fa sentire abbattuti, tristi ecc. e c'è l'abitudine errata,
di dire sono depresso ... No, è sbagliato! Si è malinconici
e perciò spesso si confonde e si pensa, ma con un po' di volontà,
ci si può alzare da soli su di morale ... sono scuse, persone deboli,
problemi che non esistono ... basta alzarsi, basta pensare positivo ...
La depressione però, tutto questo ... te lo impedisce ...

La depressione - riconosciuta come malattia - ha un suo perché.
Certo, una depressione va accolta ... va affrontata ... va capita,
perché è un segnale che qualcosa nella nostra vita non sta andando
bene ... sia nel rapporto con se stessi, sia con il "mondo" ...
e perciò, la persona si sta spegnendo ... distruggendo ...

È vero, che i psicofarmaci eliminano i sintomi e non le cause.
E spegnendo i sintomi, si spegne quel segnale ... che ci sta parlando,
che ci sta dicendo ... ohhh, qui le cose non vanno proprio ...
Ma per poter affrontare i segnali... spesso ci vuole del aiuto, del respiro.
È chiaro, che solo i farmaci non servono, ma con l'aiuto di un buon
medico, che ti accompagna in un percorso di autocoscienza che
è indispensabile per poter guarire dalla depressione, si può guarire.

Personalmente non sono stata toccata dalla depressione.
Non la conosco personalmente ... ma l'ho vista in alcuni, ed è brutta.
Ho avuto e ho un altro disturbo ... certo indotto, ma intanto c'è ...
e me la sono vissuta tutta ... ma senza aiuto ... impensabile ...

La lotta più ardua alla fine sono state due:
il disturbo stesso, e la stigmatizzazione ...

Cosa ti impedisce di vederla - anche altre - come malattia?

Perché?

sienne
Bon e non ti sembra che nei tempi moderni sia enfatizzato il termine depressione?
Si definisce che si è un po' depressi anche se si è semplicemente un po' malinconici.

Una volta non si parlava mai di depressione
ma di esaurimento nervoso.

Bon non ti sembra che nell'epoca moderna vi sia pure un abuso di certi farmaci?
Con buona pace di chi li produce?

E non ci sto dentro sul demonizzare.
Dato che io ho visto con i miei occhi una persona disintossicarsi da quei farmaci.
Posso asserire senza tema di smentita:
Non demonizziamoli, ma occhio signori miei, hanno una montagna di spiacevoli effetti collaterali.

So che la depressione
clinicamente diagnosticata
si cura solo con i farmaci.

Infine una tassonomia di nevrosi
ce l'abbiamo tutti....

Basta non darsene eccessivo pensiero
facendo il gioco di chi vorrebbe amplificarla.
 
Io non ci sto dentro

In un mondo

Dove ad ogni minimo problema si dice

Ti farebbe bene un po' di psicoterapia.

Mi sembra un mondo stupido.
 

sienne

lucida-confusa
Bon e non ti sembra che nei tempi moderni sia enfatizzato il termine depressione?
Si definisce che si è un po' depressi anche se si è semplicemente un po' malinconici.

Una volta non si parlava mai di depressione
ma di esaurimento nervoso.

Bon non ti sembra che nell'epoca moderna vi sia pure un abuso di certi farmaci?
Con buona pace di chi li produce?

E non ci sto dentro sul demonizzare.
Dato che io ho visto con i miei occhi una persona disintossicarsi da quei farmaci.
Posso asserire senza tema di smentita:
Non demonizziamoli, ma occhio signori miei, hanno una montagna di spiacevoli effetti collaterali.

So che la depressione
clinicamente diagnosticata
si cura solo con i farmaci.

Infine una tassonomia di nevrosi
ce l'abbiamo tutti....

Basta non darsene eccessivo pensiero
facendo il gioco di chi vorrebbe amplificarla.


Ciao Conte,

ma sta proprio nel linguaggio uno dei fastidiosi problemi!
a volte, mi sembra che vada di moda dire sono depresso ...
come se i momenti down ... fossero qualcosa di anomalo ...
per quello che mi ricordo, solo dopo sei mesi di continuo down,
accompagnati da sintomi ben precisi ... si può iniziare
a parlare di depressione ...

beh, quello dei farmaci ... riguarda proprio un po' tutti i mali.
per ogni cosuccia ... tac, la pillolina che fa passare tutto.
è un problema non ristretto agli psicofarmaci ...

disintossicazione? questo avviene dopo un periodo troppo lungo
di consumo come anche di dosi eccessive ... e non si dovrebbe
MAI terminare da un giorno all'altro ... perché regolano i processi
chimici ... bensì, diminuire le dosi ... così, che non avviene come
uno "shock" ... ma di norma, le dosi sono tenute basse il più possibile.
la dipendenza che può sorgere è più a livello psicologico.
poi certo, ci sono coloro che reagiscono male ... altra storia però.
come anche con l'aspirina ... comunque ... solo psicofarmaci,
non curano ... bella illusione di tanti ...

Ma siamo tutti "strampalati" ... e per fortuna pure ... sta lì il bello.
Solo quando il tutto cade in un disequilibrio e fa vivere veramente male ...
c'è un problema che va preso sul serio ... non si tratta di amplificarlo,
ma di prenderlo per quello che è ...

perciò, dovremmo in primis imparare a chiamare le cose con il loro nome ...
per non fare del "torto" a coloro, che stanno veramente male ...

sienne
 
Ciao Conte,

ma sta proprio nel linguaggio uno dei fastidiosi problemi!
a volte, mi sembra che vada di moda dire sono depresso ...
come se i momenti down ... fossero qualcosa di anomalo ...
per quello che mi ricordo, solo dopo sei mesi di continuo down,
accompagnati da sintomi ben precisi ... si può iniziare
a parlare di depressione ...

beh, quello dei farmaci ... riguarda proprio un po' tutti i mali.
per ogni cosuccia ... tac, la pillolina che fa passare tutto.
è un problema non ristretto agli psicofarmaci ...

disintossicazione? questo avviene dopo un periodo troppo lungo
di consumo come anche di dosi eccessive ... e non si dovrebbe
MAI terminare da un giorno all'altro ... perché regolano i processi
chimici ... bensì, diminuire le dosi ... così, che non avviene come
uno "shock" ... ma di norma, le dosi sono tenute basse il più possibile.
la dipendenza che può sorgere è più a livello psicologico.
poi certo, ci sono coloro che reagiscono male ... altra storia però.
come anche con l'aspirina ... comunque ... solo psicofarmaci,
non curano ... bella illusione di tanti ...

Ma siamo tutti "strampalati" ... e per fortuna pure ... sta lì il bello.
Solo quando il tutto cade in un disequilibrio e fa vivere veramente male ...
c'è un problema che va preso sul serio ... non si tratta di amplificarlo,
ma di prenderlo per quello che è ...

perciò, dovremmo in primis imparare a chiamare le cose con il loro nome ...
per non fare del "torto" a coloro, che stanno veramente male ...

sienne
Bon noi siamo tutti strampalati.
E siamo cresciuti nel benessere.

Bon
I nostri genitori da bambini hanno conosciuto la fame della seconda guerra mondiale.
Bon
I nostri nonni
Hanno ricostruito il nostro paese.

Ogni giorno io ho qui padre Stefano
Classe 1922.
Bon...
Aveva sei mesi quando è morta sua madre, undici anni quando è morto suo padre...

Bon...
NOn ha mai usato psicofarmaci...

Bon...

Hai ragione siamo tutti strampalati...

Il peggio è che i nostri figli sono ancora più strampalati...

Sono depressa perchè non posso permettermi l'iphone...

Bon dei...
 

sienne

lucida-confusa
Io non ci sto dentro

In un mondo

Dove ad ogni minimo problema si dice

Ti farebbe bene un po' di psicoterapia.

Mi sembra un mondo stupido.

Ciao Conte

:rotfl: ... ma neanche io, se è per questo ...

tu non hai vissuto dove vivevo io ... saresti scappato!

anche il cane ed il gatto dallo psicologo ...


Ma chi ad ogni problema cerca aiuto,
non ha fatto attenzione a scuola ...
La vita è composta da problemi ...

Ma ciò accade anche, quando cercando di fare del bene, impediamo
invece a crescere e a capire come affrontare le questioni ai nostri figli ...

sienne
 

sienne

lucida-confusa
Bon noi siamo tutti strampalati.
E siamo cresciuti nel benessere.

Bon
I nostri genitori da bambini hanno conosciuto la fame della seconda guerra mondiale.
Bon
I nostri nonni
Hanno ricostruito il nostro paese.

Ogni giorno io ho qui padre Stefano
Classe 1922.
Bon...
Aveva sei mesi quando è morta sua madre, undici anni quando è morto suo padre...

Bon...
NOn ha mai usato psicofarmaci...

Bon...

Hai ragione siamo tutti strampalati...

Il peggio è che i nostri figli sono ancora più strampalati...

Sono depressa perchè non posso permettermi l'iphone...

Bon dei...

Ciao Conte,

non so ... quando guardo mia madre, mi sembra che sia come immune ...
certa gente è immune ... non viene proprio strisciata da questo male.
guerra civile (e ne ha viste ...), lavorato sin da piccolissima, scappata ecc. ecc.
e non centra tanto la gravità degli episodi ... ma un insieme di cose.

ma la realtà è, che colpisce alcuni ... anche nel passato era così,
solo definito diversamente o non riconosciuto come tale ...
e finivano in manicomio ... ne vogliamo parlare? credo di no ...
le case, erano strapiene ...

beh, lì bisogna dire ... va a lavorare o guadagnati l'Iphone ...


sienne
 
Ciao Conte,

non so ... quando guardo mia madre, mi sembra che sia come immune ...
certa gente è immune ... non viene proprio strisciata da questo male.
guerra civile (e ne ha viste ...), lavorato sin da piccolissima, scappata ecc. ecc.
e non centra tanto la gravità degli episodi ... ma un insieme di cose.

ma la realtà è, che colpisce alcuni ... anche nel passato era così,
solo definito diversamente o non riconosciuto come tale ...
e finivano in manicomio ... ne vogliamo parlare? credo di no ...
le case, erano strapiene ...

beh, lì bisogna dire ... va a lavorare o guadagnati l'Iphone ...


sienne
Ostia
La guerra civile in Spagna....
Porco can se hanno sofferto lì...
Ho letto di quelle robe....
 

Calipso

Utente Eclettica
Ciau....

grazie per questo bellissimo e lucido post...

Mi sono ritrovata nella percezione distorta della realtà e in quasi tutti i punti che nel link descrivono la depressione.

Per me è una brutta bestia che conosco bene per una marea di ragioni personali.

Nell'ultimo mese credo di aver toccato letteralmente il fondo... e ora piano piano sto cercando di risalire... Ma a volte è davvero dura...

Ti alzi con l'ansia... hai degli sbalzi d'umore che non sono comprensibili per te... figuriamoci per chi ti sta intorno!

A volte hai la sensazione di non essere in grado di fare nulla... Le lacrime scendono nei momenti più impensati....

Non dormi la notte.... Oppure dormi tutto il giorno a tutte le ore....

Hai paura degli altri... ti isoli...

hai paura della tua stessa capacità di giudizio...

Io ci sto lavorando....e mi sono persino iscritta in palestra.... gesto folle per me... anche e soprattutto per la situazione economica che molto probabilmente dovrò affrontare nei prossimi mesi....

Ma ci ho provato... ci sto provando...


Santo cielo quanto è dura però e a volte penso che l'unica cosa sensata da fare sarebbe ricominciare a prendere gli anti depressivi.....

Li smisi esattamente un anno fa...

quando incontrai il mio ex fidanzato...

Vi abbraccio.

Cal
 

giorgiocan

Utente prolisso
Bon e non ti sembra che nei tempi moderni sia enfatizzato il termine depressione?
Si definisce che si è un po' depressi anche se si è semplicemente un po' malinconici.
Conte, stai facendo un "mischiotto" di opinioni condivisibili e nozioni semplicemente sbagliate.

Siamo d'accordo al 100% che di questi tempi, soprattutto per interessi economici, ci si inventa un sacco di problemi per poi vendere la soluzione pronta. E noi italiani, in quanto a faciloneria, non abbiamo rivali in questo continente.

Però forse non hai letto bene il post, prima di commentare, perchè parlavo proprio della differenza tra "umore depresso", che è quello che dici tu, e depressione "clinica", che è un disturbo noto e trattato a livello medico da almeno 60 anni. Beninteso, prima che capitasse a me avevo le idee molto confuse anche io, e credo che la mia opinione non fosse molto diversa dalla tua: adesso so che era semplicemente ignoranza.

I farmaci: è vero, quasi tutti quelli psicoattivi (oltre a tantissimi altri, anche di uso comunissimo) comportano potenziali effetti collaterali (ma quasi sempre solo nelle prime settimane di assunzione). A me è andata decisamente bene, ma so per certo di persone che hanno penato non poco prima di trovare una terapia tollerabile. C'è anche da dire che i farmaci entrati in commercio dopo gli anni '90 hanno ridimensionato di molto il problema, almeno parlando di quelli utilizzati nella cura della depressione. In ogni caso, molte volte il gioco vale la candela, perchè si sta così male che si sopporta di buon grado che l'azione dei farmaci si stabilizzi.

E' certamente vero che sono anche utilizzati farmaci il cui impiego va monitorato e/o limitato nel tempo, perchè possono comportare problemi di assuefazione e dipendenza. Ma non vedo la differenza rispetto alla somministrazione di oppioidi come antidolorifici quando necessario (sempre sotto il controllo medico, ovviamente).

Non stiamo parlando di "fai da te", e anche questo era piuttosto chiaro nel mio post.

E come ti ha fatto notare sienne, "una volta" per i disturbi psichiatrici la soluzione spesso era rinchiuderti e dimenticarsi della tua esistenza. E immagino tu abbia presente, almeno per sentito dire, che inferno terrificante erano i manicomi.

Quindi ben venga l'opinione di chiunque, ma non estremizziamo giudizi personali, altrimenti si scade facilmente nella chiacchera da bar. E il tema di cui stiamo discutendo qui è troppo delicato per questo genere di approssimazioni.

Altro che iPhone!!:rolleyes:
 

giorgiocan

Utente prolisso
:)
in generale vedo una sfiducia
nelle strutture pubbliche
per quanto riguarda la cura
l'aiuto, il supporto psicologico
senza nulla togliere a professionisti blasonati
vorrei solo far presente che
esistono professionisti più anonimi
ma altrettanto preparati e motivati
mi spiace pensare che il denaro
possa essere un freno nel cercare
un certo tipo di aiuto
Sono d'accordo anche io, ma il settore pubblico di solito (almeno dalle mie parti) pone il problema dei tempi di attesa. Questo si ricollega a quanto dicevo sul tipico rimandare, per sufficienza, una terapia finchè il collasso definitivo è imminente (io come sapete sono stato così imbecille).
A quel punto prendere la situazione in mano immediatamente e potendo contare sull'attenzione piena e completa di un professionista esperto può fare la differenza tra la sopravvivenza e l'inizio di un inferno personale. Per me almeno è stato così, e solo ora mi rendo conto dell'errore: errore che probabilmente ora presuppone anche uno sforzo maggiore per recuperare il "tempo perduto". Ma sempre meglio così che lasciarsi completamente andare. Qualsiasi sia la modalità comunque, se una possibilità esiste, giocarla sempre!
 

giorgiocan

Utente prolisso
Ciau....
grazie per questo bellissimo e lucido post...
Lieto che ti abbia fatto piacere leggerlo. La lucidità purtroppo ancora va e viene. Ci ho messo mesi a capire davvero che non esiste un confine definito tra avere e non avere il pieno controllo delle proprie facoltà. E il primo lavoro che ho dovuto affrontare è stato proprio quello di accettare questa situazione. Credevo davvero che a me non sarebbe mai potuto capitare nulla del genere. Somaro che sono stato!

Un abbraccione anche a te!
 

Flavia

utente che medita
Sono d'accordo anche io, ma il settore pubblico di solito (almeno dalle mie parti) pone il problema dei tempi di attesa. Questo si ricollega a quanto dicevo sul tipico rimandare, per sufficienza, una terapia finchè il collasso definitivo è imminente (io come sapete sono stato così imbecille).
A quel punto prendere la situazione in mano immediatamente e potendo contare sull'attenzione piena e completa di un professionista esperto può fare la differenza tra la sopravvivenza e l'inizio di un inferno personale. Per me almeno è stato così, e solo ora mi rendo conto dell'errore: errore che probabilmente ora presuppone anche uno sforzo maggiore per recuperare il "tempo perduto". Ma sempre meglio così che lasciarsi completamente andare. Qualsiasi sia la modalità comunque, se una possibilità esiste, giocarla sempre!
capisco purtroppo le liste di attesa
possono essere assai lunghe,
mi ritengo molto fortunata
il mio voleva essere solo un incoraggiamento
a tutte quelle persone che non si curano
per problemi economici, e che non si fidano
delle strutture pubbliche
 

lolapal

Utente reloaded
Come al solito uso il forum come un mio diario, ma sto imparando qualcosa di nuovo e vorrei condividerlo. Se non interessati, passate oltre. Non è un post pessimista: un po' confuso sì, ma in questo periodo sto lavorando su di me a un livello cui non ero mai giunto prima.

......
Giorgio, leggerti mi fa sempre molto piacere e questa tua "nuova" lucidità è musica per le mie orecchie! :D

Sono veramente molto, molto contenta di sentirti così... mi sono ritrovata in tutto quello che hai scritto, nelle varie fasi del percorso che ho intrapreso ormai tre anni fa e che ora, in accordo con la terapeuta, sto terminando... :)

Mi sono sempre rivista nei tuoi post, rivista com'ero, ma anche come sono (perché non si può mai prescindere dalla propria personalità di base) e la mia empatia mi ha sempre fatto sentire vicina a te e alla tua storia... :amici:

Sai che se hai bisogno di confronto, io ci sono. :)

Continua così, la luce in fondo al tunnel c'è sempre! :up:
 

giorgiocan

Utente prolisso
Mi sono sempre rivista nei tuoi post, rivista com'ero, ma anche come sono (perché non si può mai prescindere dalla propria personalità di base) e la mia empatia mi ha sempre fatto sentire vicina a te e alla tua storia... :amici:

Sai che se hai bisogno di confronto, io ci sono. :)
Ti ringrazio, lola. Anche a me ha sempre fatto piacere il tuo sostegno. E sono lieto di sapere che finalmente sei arrivata ad una svolta. Immagino che in questi tre anni tu abbia potuto lavorare su molti fronti...d'altronde queste occasioni servono anche a riprendere quanto lasciato in sospeso a prescindere dagli eventi che ci hanno portato a sentire la necessità di un aiuto dall'esterno. E quello che viene fuori può essere la base per ricostruire (meglio) una parte di sè. Spero di seguire le tue orme!

Ci sentiamo presto, un bacio!
 
Conte, stai facendo un "mischiotto" di opinioni condivisibili e nozioni semplicemente sbagliate.

Siamo d'accordo al 100% che di questi tempi, soprattutto per interessi economici, ci si inventa un sacco di problemi per poi vendere la soluzione pronta. E noi italiani, in quanto a faciloneria, non abbiamo rivali in questo continente.

Però forse non hai letto bene il post, prima di commentare, perchè parlavo proprio della differenza tra "umore depresso", che è quello che dici tu, e depressione "clinica", che è un disturbo noto e trattato a livello medico da almeno 60 anni. Beninteso, prima che capitasse a me avevo le idee molto confuse anche io, e credo che la mia opinione non fosse molto diversa dalla tua: adesso so che era semplicemente ignoranza.

I farmaci: è vero, quasi tutti quelli psicoattivi (oltre a tantissimi altri, anche di uso comunissimo) comportano potenziali effetti collaterali (ma quasi sempre solo nelle prime settimane di assunzione). A me è andata decisamente bene, ma so per certo di persone che hanno penato non poco prima di trovare una terapia tollerabile. C'è anche da dire che i farmaci entrati in commercio dopo gli anni '90 hanno ridimensionato di molto il problema, almeno parlando di quelli utilizzati nella cura della depressione. In ogni caso, molte volte il gioco vale la candela, perchè si sta così male che si sopporta di buon grado che l'azione dei farmaci si stabilizzi.

E' certamente vero che sono anche utilizzati farmaci il cui impiego va monitorato e/o limitato nel tempo, perchè possono comportare problemi di assuefazione e dipendenza. Ma non vedo la differenza rispetto alla somministrazione di oppioidi come antidolorifici quando necessario (sempre sotto il controllo medico, ovviamente).

Non stiamo parlando di "fai da te", e anche questo era piuttosto chiaro nel mio post.

E come ti ha fatto notare sienne, "una volta" per i disturbi psichiatrici la soluzione spesso era rinchiuderti e dimenticarsi della tua esistenza. E immagino tu abbia presente, almeno per sentito dire, che inferno terrificante erano i manicomi.

Quindi ben venga l'opinione di chiunque, ma non estremizziamo giudizi personali, altrimenti si scade facilmente nella chiacchera da bar. E il tema di cui stiamo discutendo qui è troppo delicato per questo genere di approssimazioni.

Altro che iPhone!!:rolleyes:
Si hai ragione.
Ma io appunto intendevo polemizzare con chi abusa di sto termine
Con chi fa lo psicoterapeuta della domenica.
Con chi conclude sempre dicendo...sarai un po' depresso.

Si badi
Certe cose io le ho chieste ad una psichiatra.

Mi ha spiegato che la depressione una volta diagnosticata
si cura con i farmaci.

Ma non si guarisce.
E' come con il farmaco della pressione.

Prendo la pastiglietta la pressione va a posto.
Smetto la pastiglietta la pressione torna ad alzarsi.

Idem che so con il colesterolo.
Smetti di prendere il farmaco, i valori tornano ad alzarsi.

Il depresso toglie i farmaci
Ritornano gli effetti.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Mi ha spiegato che la depressione una volta diagnosticata
si cura con i farmaci.

Ma non si guarisce.
E' come con il farmaco della pressione.

...

Il depresso toglie i farmaci
Ritornano gli effetti.
Altro discorso mica facile. Sul primo punto confermo che è anche la versione dei fatti che conosco io. Anche se non è una cosa automatica. A me il medico aveva proposto di utilizzare i farmaci solo nel caso non riuscissi più a sostenere la tensione, ma intanto di iniziare un percorso di psicoterapia. Ho resistito tre settimane, poi ha visto com'ero ridotto a abbiamo cominciato anche con gli antidepressivi.

Non generalizzerei sul fatto che "non si guarisca". E' vero che la depressione può protrarsi per tempi anche molto lunghi, e poichè i farmaci di per sè non innescano alcun processo di guarigione, bisogna intervenire specificamente sulle origini del problema.
Attualmente viene privilegiato l'approccio cognitivo-comportamentale, sia per cercare di desensibilizzare alcune meccaniche depressive, sia perchè ogni individuo è un caso a se (quindi anche ogni disturbo). La Depressione Maggiore poi può essere associata (o innescata) da una serie molto ampia di sintomi, su alcuni dei quali - una volta individuati - è più facile intervenire che su altri.

Ovviamente contano anche altri fattori, come ad esempio la durata dell'"esposizione", l'età, la risposta alla terapia, ecc. La prassi della continuazione della terapia farmaceutica anche oltre la durata del singolo episodio depressivo serve a consolidare gli eventuali effetti positivi della psicoterapia. E' noto che le ricadute sono frequenti quando l'assunzione dei farmaci viene interrotta troppo precipitosamente, o quando sottovaluta il perdurare di condizioni che possono innescare, anche a distanza di mesi o anni, le stesse dinamiche iniziali.

Anche per questo i farmaci di per sè non vanno considerati risolutivi. Su questo il medico è stato chiaro: agire soltanto sull'eliminazione dei sintomi significa continuare ad assumere farmaci potenzialmente a vita.
Ma una ricetta valida per tutti non esiste, tanto per i farmaci quanto per la psicoterapia: quel che potrebbe essere risolutivo per te, potrebbe essere completamente inefficace per me e viceversa.

Come detto da altri, è una ricerca personale, un viaggio. Senza un coinvolgimento importante, è molto difficile raggiungere risultati concreti.
 
Ultima modifica:

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Che bella sintesi! Conoscevo questo meccanismo, ma devo dire che l'hai esposto benissimo. Tra l'altro questo passo si lega perfettamente con un altro aspetto chiave della depressione, ovvero il progressivo isolamento. Ed è quando ti arrendi a te stesso che inizia a diventare davvero buio, attorno.



Ma voi lo state già facendo! E andate benissimo così! :up:
A volte l'isolamento é necessario. È necessario per capire e capirsi.

scusa non ti conosco ma sono una tua "compagna" ... if you know what I mean...

Per me tagliare i ponti con tutti é stato doloroso ma necessario. Una volta ero la "mattacchiona", quella che faceva divertire tutti in compagnia... Poi semplicemente ho cominciato ad evitare di stare con gli altri (a parte le occasioni "imposte", tipo lavoro, riunioni a scuola, partite varie dei figli)... Perché semplicemente non mi veniva più naturale. Il distacco paradossalmente mi ha aiutata a recuperare lucidità e a vedere le cose da una prospettiva più obiettiva. Troppe voci intorno a volte creano confusione...

E comunque ringrazio i farmaci e il mio psichiatra. Non è vero che per guarire "basta volerlo".
Per me l'isolamento non ha avuto origini di depressione, ma è stato necessario perché ritrovassi me stesso. Quando stai in un posto dove essenzialmente non incontri nessuno e l'unico interlocutore sei te stesso, allora ti potrai concedere il lusso di farti le domande di gran lusso e risponderti onestamente, senza che ti devi confrontare con nulla e nessuno, se non con te stesso.

Le domande che uno si pone sono di vitale importanza, ma essendo da solo non c'è nessuno che ci suggerisce la soluzione. Chiamo queste domande "di lusso", perché se poste davanti a un pubblico numeroso, trovano tante soluzioni quante persone sono presenti. Se ti azzardi a proporre una soluzione dopo aver espresso la domanda, ricevi un coro di disapprovazione. Alla domanda, quale delle loro proposte sia la migliore, si scannano, finché resta uno che ha ragione perché sopravvissuto, non per altro. Sono di lusso, perché ognuno, pur di ottenere ragione, è disposto a fare qualunque sacrificio :D
 
Ultima modifica:
Altro discorso mica facile. Sul primo punto confermo che è anche la versione dei fatti che conosco io. Anche se non è una cosa automatica. A me il medico aveva proposto di utilizzare i farmaci solo nel caso non riuscissi più a sostenere la tensione, ma intanto di iniziare un percorso di psicoterapia. Ho resistito tre settimane, poi ha visto com'ero ridotto a abbiamo cominciato anche con gli antidepressivi.

Non generalizzerei sul fatto che "non si guarisca". E' vero che la depressione può protarsi per tempi anche molto lunghi, e poichè i farmaci di per sè non innescano alcun processo di guarigione, bisogna intervenire specificamente sulle origini del problema.
Attualmente viene privilegiato l'approccio cognitivo-comportamentale, sia per cercare di desensibilizzare alcune meccaniche depressive, sia perchè ogni individuo è un caso a se (quindi anche ogni disturbo). La Depressione Maggiore poi può essere associata (o innescata) da una serie molto ampia di sintomi, su alcuni dei quali - una volta individuati - è più facile intervenire che su altri.

Ovviamente contano anche altri fattori, come ad esempio la durata dell'"esposizione", l'età, la risposta alla terapia, ecc. La prassi della continuazione della terapia farmaceutica anche oltre la durata del singolo episodio depressivo serve a consolidare gli eventuali effetti positivi della psicoterapia. E' noto che le ricadute sono frequenti quando l'assunzione dei farmaci viene interrotta troppo precipitosamente, o quando sottovaluta il perdurare di condizioni che possono innescare, anche a distanza di mesi o anni, le stesse dinamiche iniziali.

Anche per questo i farmaci di per sè non vanno considerati risolutivi. Su questo il medico è stato chiaro: agire soltanto sull'eliminazione dei sintomi significa continuare ad assumere farmaci potenzialmente a vita.
Ma una ricetta valida per tutti non esiste, tanto per i farmaci quanto per la psicoterapia: quel che potrebbe essere risolutivo per te, potrebbe essere completamente inefficace per me e viceversa.

Come detto da altri, è una ricerca personale, un viaggio. Senza un coinvolgimento importante, è molto difficile raggiungere risultati concreti.
Non so io ti ho riportato cosa mi ha detto una psichiatra
Ovvio lei non è psicologa.
Ma psichiatra.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Non so io ti ho riportato cosa mi ha detto una psichiatra
Ovvio lei non è psicologa.
Ma psichiatra.
E in definitiva ti ha detto bene. Ovviamente quella è la parte che riguarda le sue competenze (di medico). Se per curare una malattia esiste uno specifico farmaco, quando è diagnosticata quella malattia viene impiegato quel farmaco.

Il resto lo sto imparando anch'io strada facendo...
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Ciao Mille! Sai che quando sono arrivato qui sei la prima persona di cui mi hanno parlato? Dicevano che forse eri l'unica qui dentro che avrebbe potuto comprendere veramente il mio stato d'animo e la mia situazione, ed eventualmente consigliarmi. Quindi mi fa doppiamente piacere il "tifo"!

Grazie!
Ah! No, non lo sapevo! :eek:
E non credo che sia vero, qui dentro c'è chi ha vissuto la depressione sulla propria pelle, io solo di riflesso stando accanto al mio convivente.
Ecco, da questa parte dello schermo, lui potrebbe dire qualcosa di davvero utile maturato durante la terapia, il mio è uno sguardo esterno su un'esperienza che non condividerà mai del tutto con me.

Ti hanno già scritto e ti sei reso conto che sarà un lungo percorso fatto di piccoli passi avanti e non pochi momenti di frustrazione, se nel mio piccolo potrò aggiungere qualcosa di sensato, ci proverò.
:smile:
 
Stato
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