Le cose le so per certo e la cosa non mi rode affatto, tant'è che ho divorziato senza essere a conoscenza di tutto ciò. E' stato, ripeto, solo per amore di verità e con molta fortuna (o sfortuna, non lo so) che ho saputo fin dove si erano spinte le persone che credevo "amiche" ai tempi. L'unica mia preoccupazione sono eventuali ripercussioni sui miei figli e solo marginalmente sull'altro ragazzo, che ha una sua madre, un padreanzidue, che hanno delle responsabilità nei suoi confronti, non io. Degli altri adulti non mi frega un beneamato e neanche ci voglio avere nulla a che fare; figurati se vado a parlarci.
Abitavo in un paese di 10.000 abitanti. Non capisco, scusami, il tuo intervento.
Il tradimento, se così lo vogliamo chiamare, si è perpetrato nel momento in cui è stata fatta la scelta a monte di mettere al mondo un figlio in quelle condizioni, fuori dalla "norma". E considera che quando tutto ciò accadeva io ero la moglie di un uomo che fa un figlio con un'altra; quando l'ho scoperto ero già in un altro pezzo di vita, non ha fatto molto male, ma qualcosa comunque dentro si è smosso. E non ne sto parlando, lo tengo lì a necrotizzare, concentrandomi solo sul bene dei figli e cercando di fare meno danni possibili, che già ne sono stati fatti a sufficienza.
Non mi sento colpevole perchè li sto tradendo, opero delle scelte, come tutti i genitori con un po' di sale in zucca, che ritengo siano funzionali per una crescita serena. Per ora. E mi scanso io, capisci, per loro.