Sono nel dramma... ho una storia con una collega che conosco da 13 anni.
Da circa due anni era entrata in crisi col marito e si era avvicinata a me, era aumentata la confidenza e la complicità: messaggi, bigliettini nel cassetto, etc. Un rapporto che ci aveva davvero sostenuto entrambi.
Poi dallo scorso autunno è iniziata la passione: baci, coccole.... Lei mi chiedeva sempre se per me era solo una questione fisica oppure no, diceva che non voleva soffrire. Io sono sposato da poco, con un matrimonio già poco passionale.
Lei fin dall'inizio, quando ha visto che l'amicizia si stava trasformando in qualcos'altro, ha sempre detto “fermiamoci qui, non continuiamo perché potremmo fare dei pasticci”. Le cose però sono tranquillamente continuate; dopo ogni suo stop riprendevamo più di prima.
Un mesetto fa si è allontanata in modo più deciso, salvo poi telefonarmi per invitarmi per la prima volta a casa sua, dove l'ho coccolata a lungo.
Poi si è di nuovo allontanata, per poi tornarmi vicino una settimana fa ed accettare un invito a cena a casa mia, dove per la prima volta abbiamo fatto sesso, tra le sue continue indecisioni: “non dovremmo, stiamo facendo una cazzata”.
Ora si è di nuovo allontanata, miparla ma non vuole messaggi. Intanto cerca chiunque altro la ascoltie le mostri un po' di attenzione.
In questo continuo su e giù sto male... qualche consiglio?
Ciao Idefix!
Io ritengo assolutamente immorale coccolare una donna che non sia la propria legittima consorte (o qualcosa di affine) perché è assolutamente ignobile nei confronti della propria dignità di virile uomo maschio.
Cioè, se ammettiamo che le donne siano tutte uguali - assunto che, in prima approssimazione - può essere ritenuto abbastanza corretto - allora una vale l'altra.
Se una vale l'altra, allora le soddisfazioni che possono offrire sono, più o meno, le stesse.
Se le soddisfazioni sono le stesse, però, la medesima cosa non si può dire dei danni.
Definendo il danno come una perdita fisica, morale od economica conseguente ad un certo atto o comportamento, si ha che tanto più si è legati da relazioni giuridiche, sociali ed affettive ad una donna, tanto maggiori sono i possibili (e probabili) danni che essa, o meglio una cattiva gestione di essa, può ingenerare.
Le coccole, poi, sono un atto più intimo del mero amplesso, se estrinsecate con affetto e benevolenza, mentre sono una sozza lordura se usate come bubbola infingarda per stimolare la polluzione, ma, in ogni caso, vengono percepite quali attività meno tollerabile della fulminea e proditoria fornicazione definita dai cartomanti e dalle sigaraie come 'sveltina' se messe in atto al di fuori delle corrette e riconosciute usanze proprie del consesso umano al quale si appartiene.
Ora, data la minore soddisfazione pelvica delle succitate coccole, ne consegue la loro bieca inutilità sessuale e la loro alta pericolosità sociale.
Insomma, il fare le coccole all'amante è sullo stesso piano dell'uccidere cuccioli di foca per farne tanga pelosi e fuorimoda o di finanziare con la propria pensione da falso invalido una fabbrica cinese di mine anti-uomo che sfrutta il lavoro minorile.
Ah, per quanto riguarda gli alti e bassi: è normale che una donna li abbia, se non altro perché è una donna.
Se non riesci a non coccolarla, lasciala perdere!
E lasciala perdere anche se ci riesci.
Ciao!