giorgiocan
Utente prolisso
...mi manca.
Anche se mi sembra una nostalgia troppo giovane. Che la voragine che a volte percepisco è l'assenza del sentirsi assieme, di una testimonianza d'amore. Di un'ispirazione a cercare comunque la vita.
L'ho rivista per caso, ci siamo fermati a scambiare due parole. Con affetto e un po' di confusione. Leggendoci addosso la stessa sorpresa di non essere assieme, ma l'inesorabile necessità di essere lontani, adesso.
Vedo bene che la logica qui non mi aiuta. In un certo senso, credo di aver persino smesso di credere in quello che avevamo cercato assieme: eppure mi commuove ancora quella piccola benedizione in terra che avevamo trovato l'uno nell'altra. Anche se era e rimane chiaro che non avremmo più potuto accompagnarci, e forse neppure sopportarci. Che l'abbiamo capito, quando la vita si è rivelata diversa, divergente.
E lo ammetto, a vederci ora si percepisce in maniera lampante che nel presente siamo in parte sconosciuti, diversi, nuovi; e coerenti con le direzioni prese. Che forse non riusciremmo nemmeno a toccarci.
E confesso anche che mi fa paura, a volte, questo ignoto che ora è vita. Che, al solito, sono diffidente, e tiro indietro. Che l'affetto mi risulta ancora difficile, che un bacio o un abbraccio mi riportano lì. Ai ricordi, a un tesoro custodito con cura e nel profondo, da non sciupare. Che quando affiora fa piangere e sorridere allo stesso tempo.
Ma dura il tempo di una canzone. E riprendo a camminare.
Anche se mi sembra una nostalgia troppo giovane. Che la voragine che a volte percepisco è l'assenza del sentirsi assieme, di una testimonianza d'amore. Di un'ispirazione a cercare comunque la vita.
L'ho rivista per caso, ci siamo fermati a scambiare due parole. Con affetto e un po' di confusione. Leggendoci addosso la stessa sorpresa di non essere assieme, ma l'inesorabile necessità di essere lontani, adesso.
Vedo bene che la logica qui non mi aiuta. In un certo senso, credo di aver persino smesso di credere in quello che avevamo cercato assieme: eppure mi commuove ancora quella piccola benedizione in terra che avevamo trovato l'uno nell'altra. Anche se era e rimane chiaro che non avremmo più potuto accompagnarci, e forse neppure sopportarci. Che l'abbiamo capito, quando la vita si è rivelata diversa, divergente.
E lo ammetto, a vederci ora si percepisce in maniera lampante che nel presente siamo in parte sconosciuti, diversi, nuovi; e coerenti con le direzioni prese. Che forse non riusciremmo nemmeno a toccarci.
E confesso anche che mi fa paura, a volte, questo ignoto che ora è vita. Che, al solito, sono diffidente, e tiro indietro. Che l'affetto mi risulta ancora difficile, che un bacio o un abbraccio mi riportano lì. Ai ricordi, a un tesoro custodito con cura e nel profondo, da non sciupare. Che quando affiora fa piangere e sorridere allo stesso tempo.
Ma dura il tempo di una canzone. E riprendo a camminare.
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