Condividere le nostre esperienze

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Brunetta

Utente di lunga data
No. Non penso esista un io originario.

Penso semplicemente che i condizionamenti e i principi, essendo produzioni umane, siano relativi al dove e al quando.
E che di conseguenza non siano assoluti. Se non li si rende tali assolutizzando la propria cultura di appartenenza, il tempo in cui si vive e anche il luogo.

Assoluto, dal mio punto di vista, è essere uno dei tanti esseri sottoposti ai cicli della Vita e della Morte.

Io penso che evolvere sia semplicemente ampliare lo sguardo.
Non un guardare diversamente. Nella mia esperienza è un guardare "di più".

Togliere veli. Non cambiare lenti.

Togliere veli per me significa "ripulire" i miei processi decisionali. Conoscere cosa mi condiziona, in che termini lo fa, decidere io se mi va bene o meno lasciarmi condizionare e come, semplicemente mi permette di posizionarmi innanzitutto in relazione a me stessa. E soltanto poi in relazione al mondo.

E lo trovo anche naturale. Se non sono ben posizionata con me stessa, anche il mio relazionarmi con il mondo non è ben posizionato.

Le relazioni di dipendenza sono un bell'esempio di mancanza di posizionamento in se stessi che viene proiettato nel mondo.
La fedeltà per "fede" è secondo me un altro bell'esempio.

Non a caso in entrambe le situazioni, non ci sono principi che tengano.
E non perchè non tengano i principi.
Ma perchè i principi sono stampelle a lacune interiori.

Il principio in sè è niente.

Poi esistono alcuni principi di fondo.
Che riguardano la Vita e la Morte. Ma io non credo discendano dal mondo umano.

E' la traduzione ad essere umana.

L'uomo non governa il tempo, non governa la Vita e non governa neanche la Morte.

Per quanto provi ad illudersi del contrario.

Quello che fa spesso è provare ad arginare il fluire. Resistendo. Costruendo impianti e sovrastrutture. Illudendosi della propria importanza e del proprio potere tramite un'adesione ad un qualcosa in cui i più si raccolgono.

Ma prima di tutto siamo mammiferi, maschi e femmine.
Dimenticarselo, come spesso avviene, complica e di non poco le cose.

Il resto, cultura compresa, viene soltanto poi.

La negazione della morte è tipica del nostro tempo ed è evidente.
Capisco il lavoro che stai compiendo. Penso che anche questo sia culturale.
Personalmente mi sento molto animale storico. Credo che tu capisca.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
La negazione della morte è tipica del nostro tempo ed è evidente.
Capisco il lavoro che stai compiendo. Penso che anche questo sia culturale.
Personalmente mi sento molto animale storico. Credo che tu capisca.
Penso che più che negazione sia l'ignorarla.

Appellarsi ad una qualche eternità per provare ad aggirarla. E credo che questo sia tipicamente umano, non solo in questo tempo.

Credo sia sempre più evidente la conseguenza di questa particolare tensione tutta umana del negare e dell'ignorare la sua caducità e il suo essere semplicemente una piccola parte di un Sistema talmente ampio da essere inarrivabile.

Che convincersi di una qualche forma di eternità è, credo, l'inganno più grande che l'essere umano ha fatto a se stesso.

Ed è, dal mio punto di vista, la trappola peggiore potesse tendersi.
Che si è ridotto lui stesso a prodotto di se stesso.

Me compresa. Non mi tolgo. Per quanto mi piacerebbe riuscirci. A dire la verità.

In questi termini quello che sto provando a fare è sì figlio della cultura in cui sono nata e cresciuta. E vivo.
Saperlo e dirlo permette di metterlo in discussione. O almeno provarci.

E capisco, sì, quello che intendi quando parli di animale storico.
 

zanna

Utente di lunga data
La negazione della morte è tipica del nostro tempo ed è evidente.
Capisco il lavoro che stai compiendo. Penso che anche questo sia culturale.
Personalmente mi sento molto animale storico. Credo che tu capisca.
Ossia?? Mo che è?? :confused:
Parole semplici mi raccomando che ho terminato il travelgum leggendo Ippa ...
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Ossia?? Mo che è?? :confused:
Parole semplici mi raccomando che ho terminato il travelgum leggendo Ippa ...
:rotfl::rotfl::rotfl:mi fai tanto ridere.
E' semplice: riconosco in tutti noi sia la nostra natura animale sia la natura culturale nel divenire storico. La consapevolezza di essere nella storia, contestualizza il punto di vista senza fare sentire tutto labile e relativo.
 

zanna

Utente di lunga data
:rotfl::rotfl::rotfl:mi fai tanto ridere.
E' semplice: riconosco in tutti noi sia la nostra natura animale sia la natura culturale nel divenire storico. La consapevolezza di essere nella storia, contestualizza il punto di vista senza fare sentire tutto labile e relativo.
Aiut ... ok vado di plasil :carneval::carneval:
 

zanna

Utente di lunga data
Ma lo stai prendendo un protettore per lo stomaco? Tutta 'sta roba mica fa bene eh!!:p:mexican:
Quale roba? Quella che assumo volontariamente o quella che mi propinate voi?? :p:carneval::rolleyes:
 

danny

Utente di lunga data
Si dovrebbe supporre che l'amante sia una categoria a parte dal fidanzato/a marito/moglie.
Invece l'amante è spesso anche fidanzato etc.
Quindi quell'amante ha goduto o gode (nell'ignoranza) della fiducia di qualcuno.
Vi è troppa relatività per definire una risposta che sia assoluta.
Dipende dalla persona, come già detto.
 
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