Su quello non ci piove. Mi frega l'essere una persona che non esagera mai quello che sente/tende a esternare le cose nel modo più trasparente possibile. All'inizio era lei quella più presa, nel sentirle dire tutta una serie di cose anche sul suo vissuto a casa mi sono adoperata per darle la prova tangibile dell'importanza che lei sembrava assegnarmi... e quand'è così, che fai? Se non mi fido di quel che l'altro mi dice, in un caso come questo, di cosa mi devo fidare? Negli ultimi tempi vedevo che qualcosa non andava e al posto di metterla davanti ai problemi ho lasciato correre e date per assunte cose che non lo erano... lì per lì, quando l'ho scoperta, ho agito per rabbia, d'istinto, e quando mi ha chiesto di perdonarla l'ho cacciata via. Se lo meritava perché aveva fatto una cosa pessima, ma la zappa sui piedi me la sono tirata io. Il mio primo istinto era quello di perdonarla davvero, quando si è gettata in ginocchio. Ho pensato fra me e me "se le dico che la perdono può fare il cazzo che vuole": mi sono fatta violenza e le ho chiesto di alzarsi, ma tagliare i ponti così mi sa che ha fatto più male a me. Io speravo volesse restare, che mi dicesse "no, io non me ne vado"... ma conoscendo il tipo, avrei dovuto aspettarmelo. Avrei dovuto ascoltarmi, però: avevo l'occasione di dare uno scossone al rapporto e vedere se era possibile recuperare qualcosa, in quel momento ero io ad avere il potere di farlo, adesso non mi resta che il rimpianto di essere uscita dalle sue abitudini. A due miei amici in crisi è successa la stessa cosa, giorni fa, salvo che uno dei due ha deciso di confessare prima di tradire. Hanno deciso di ricominciare da amici e vedere dove vanno... avrei voluto avere un pizzico di umana prontezza in più, invece la rivelazione mi ha lasciata semisvenuta nel bagno del cinema, ed ero così sconvolta ed arrabbiata che anche vederla sconvolta come mai in vita sua (non l'ho mai vista piangere e implorarmi così, e lei è una persona che di solito non batte ciglio) non è servito, e il rancore me lo porto ancora dietro. Non lo volevo sentire, quel rancore. Conoscendola, avrei dovuto sapere che far passare del tempo sarebbe stato nocivo, e la sua presenza era veramente importante. Lo so che i comportamenti propri non influenzano le azioni altrui, ma se tu sai che l'altra persona reagisce, normalmente, in un determinato modo, e compi azioni che sai la allontanano ancora di più, ti giochi l'unico margine che potevi avere. Chi mi ha suggerito che avrei dovuto essere più morbida mi ha detto "eri tu, la grande, fra voi due, eri tu a dover decidere, lei aveva fatto una cazzata, ma è più piccola di te". E poi, quando ci siamo riviste, ero io a sentire di aver fatto qualcosa di sbagliato nei suoi confronti. A modo suo, penso davvero all'inizio volesse recuperare, ma se lo fai facendo finta di nulla, facendomi i sorrisi e le linguacce, dicendomi prima che vuoi tornare indietro e che poi no, te lo rimangi, mi fai diventare scema.
So che ripeto sempre le stesse cose, ma vedo tante persone attorno a me che sembrano gestire i rapporti umani con una padronanza che pare mi manchi, anche quando la gente prende psicofarmaci, e mi sento... fuori posto. Mi sento come se avessi sprecato qualcosa, ma razionalmente so che dovrebbe sentirsi LEI così, se ci teneva.