Apro questo 3d sulla scia di quanto detto tempo fa in quello di Vorreiesserefelice (http://www.tradimento.net/forum/showthread.php?t=623) sul fatto di simulare il tradimento nei confronti del traditore per fargli provare quello che prova il tradito.
Siamo d'accordo che è un modo sbagliato. Ritrovata lo sintetizza correttamente qui
Io non credo sia desiderio di vendetta perché altrimenti si tradirebbe davvero oppure si troverebbero tanti altri modi più pratici per vendicarsi.
Io penso che sia perché non possiamo (vogliamo) credere che l'altro ci abbia fatto così tanto male consapevolmente. Preferiamo pensare che non si sia reso conto delle reali conseguenze. E quindi cerchiamo un modo per farglielo capire.
E questo è tanto peggio se la mancanza di consapevolezza continua anche dopo che il tradimento viene scoperto.
Dei traditori presenti in questo sito quelli che scatenano di più la mia empatia, sono quelli che usano parole gravi per descrivere quanto gli è successo. Quelli come Verena che parlano di famiglie rovinate, di percorsi di ricostruzione, di dolore e fatica e di vasi rincollati ma comunque crepati per sempre.
Invece il traditore che arriva qui e sminusice o ignora del tutto le conseguenze delle sue azioni sugli altri in genere viene invitato da molti a riflettere sulle ferite inflitte al partner, ai figli e anche a se stesso.
Due domande:
- premesso che il nostro obiettivo sia di ricostruire o riparare il rapporto, da traditi, è davvero giusto e/o necessario far capire al traditore cosa e soprattutto quanto male ci ha fatto? O sarà comunque uno sforzo inutile (dal punto di vista della fattibilità ma anche del contributo al nuovo rapporto)?
- Se non è giusto perché?
- E se invece è necessario qual'è può essere il modo?
Per la seconda domanda do per scontato che si sia provata la strada del dialogo. Ma se il traditore non vuole vedere o ritiene che l'altro stia esagerando o che voglia colpevolizzarlo eccessivamente, darà un peso minore alle sue parole che quindi non basteranno.
Che si fa si tiene il muso ad oltranza e si fa una pernacchia ogni tanto
?
Brady
Siamo d'accordo che è un modo sbagliato. Ritrovata lo sintetizza correttamente qui
La prima domanda che mi faccio però è: da dove nasce questa esigenza che comunque c'è, come abbiamo confermato io e altri traditi che hanno cercato di percorrere questa strada?Permettete che dica che voler fare ingelosire chi sta tradendo è una vera assurdità.
Può succedere che il tradito possa pensare di esserlo stato perché "sicuro" e possa credere che rendendosi sfuggente e distante il traditore possa spaventarsi. Ma è assurdo perché per tradire bisogna già essere distaccati emotivamente dal tradito e gli alibi trovati per sè il traditore trova "nobile" usarli anche per il tradito perché assolvono se stesso.
Solo quando rientra dall'evasione il traditore potrà riconoscere l'importanza del partner, ma allora non vorrà riconoscere alcun alibi.
Io non credo sia desiderio di vendetta perché altrimenti si tradirebbe davvero oppure si troverebbero tanti altri modi più pratici per vendicarsi.
Io penso che sia perché non possiamo (vogliamo) credere che l'altro ci abbia fatto così tanto male consapevolmente. Preferiamo pensare che non si sia reso conto delle reali conseguenze. E quindi cerchiamo un modo per farglielo capire.
E questo è tanto peggio se la mancanza di consapevolezza continua anche dopo che il tradimento viene scoperto.
Dei traditori presenti in questo sito quelli che scatenano di più la mia empatia, sono quelli che usano parole gravi per descrivere quanto gli è successo. Quelli come Verena che parlano di famiglie rovinate, di percorsi di ricostruzione, di dolore e fatica e di vasi rincollati ma comunque crepati per sempre.
Invece il traditore che arriva qui e sminusice o ignora del tutto le conseguenze delle sue azioni sugli altri in genere viene invitato da molti a riflettere sulle ferite inflitte al partner, ai figli e anche a se stesso.
Due domande:
- premesso che il nostro obiettivo sia di ricostruire o riparare il rapporto, da traditi, è davvero giusto e/o necessario far capire al traditore cosa e soprattutto quanto male ci ha fatto? O sarà comunque uno sforzo inutile (dal punto di vista della fattibilità ma anche del contributo al nuovo rapporto)?
- Se non è giusto perché?
- E se invece è necessario qual'è può essere il modo?
Per la seconda domanda do per scontato che si sia provata la strada del dialogo. Ma se il traditore non vuole vedere o ritiene che l'altro stia esagerando o che voglia colpevolizzarlo eccessivamente, darà un peso minore alle sue parole che quindi non basteranno.
Che si fa si tiene il muso ad oltranza e si fa una pernacchia ogni tanto
Brady