Ciao a tutti.
Vi leggo da un pò di tempo ma solo ora mi sono decisa a scrivere per chiedere un parere.
Sono una donna di 39 anni con 3 bambini. Il grande fa la prima media, la bambina le elementari, il piccolo l'ultimo anno di asilo.
Sono insieme a mio marito da 17 anni, 4 di fidanzamento e 13 di matrimonio.
Ci siamo sposati giovani ma con le idee chiare sul desiderio condiviso di una famiglia solida. Il nostro non è mai stato un amore travolgente, più una profonda affinità e affetto. Però per entrambi era appagante, anche se abbiamo avuti alti e bassi come tutti, soprattutto lui, non per distrazioni femminili (che io sappia) quanto per personali esigenze di spazio per gestire i suoi interessi a volte un pò in contrasto con le esigenze familiari.
Con la nascita del terzo figlio (desideratissimo) la situazione si è notevolmente complicata perchè mentre con i primi 2 io riuscivo a gestire in maniera autonoma il tutto, col l'arrivo del piccolo questo non è stato più possibile perchè seguire tre figli è più complesso di due! Ovviamente ognuno ha i suoi impegni e il suo carattere. In più dopo la nascita della bambina 8 anni fa, io ero stata qualche anno a casa, perchè ero stata costretta a licenziarmi dato che non mi davano il part-time nell'azienda dove lavoravo. Due anni fa ho trovato un'occupazione interessante, solo la mattina, e ho accettato. Prima di tutto perchè con 3 figli i soldini servono, poi perchè sono laureata in economia e mi spiaceva buttare la mia professione alle ortiche....inoltre riusciendo finalmente ad avere il part-time mi è sembrata un'ottima opportunità. Purtroppo questo ha tolto un pò del mio tempo alla famiglia, ma più che altro avrei avuto bisogno di un aiuto in più da mio marito, cosa che non è accaduta. Lui ha continuato a gestire i suoi impegni con i suoi ritmi, costrigendo me a fare salti mortali, quando non ce la faccio non posso comunque coinvolgerlo. Sono i bambini a dover rinunciare ad eventuali impegni. Ho provato a parlarne con lui, ma non ho avuto molte reazioni positive. Anzi, è cresciuta la distanza tra noi e il reciproco distacco.
In questa situazione di difficoltà, che non era drammatica intendiamoci, ma comunque di disagio e sofferenza, ho conosciuto un altro uomo. O meglio, mi sono innamorata, perchè già ci conoscevamo da alcuni anni (per motivi lavorativi) ma in maniera superficiale. Poi ci sono state alcune situazioni che ci hanno avvicinato, tra cui un corso di aggiornamento di lavoro condiviso per alcune settimane. Lui mi era sempre piaciuto e avevo sempre percepito una forte simpatia e interesse anche da parte sua. Ma essendo entrambi sposati con figli (lui ne ha 2 entambi alle medie) e con certe idee, non era mai successo nulla, se non qualche battuta.
Invece qualcosa è successo, ci siamo parlati e baciati, per poi pentircene. Abbiamo preso atto che l'attrazione tra noi e anche la complicità caratteriale era talmente forte da spingerci con potenza l'uno nelle braccia dell'altra. E' successo di nuovo qualche volta, di cui l'ultima è stato molto coinvolgente e stavamo spingendoci oltre, quando per volontà di entrambi, anche se con fatica, ci siamo fermati e ripromessi di pensarci prima molto bene. Ci abbiamo riflettuto e con dolore siamo stati costretti a prendere atto che una relazione tra noi avrebbe causato molta sofferenza in qualunque modo. Se nascosta perchè avremmo mentito, se invece approfondendo la storia avessimo davvero visto che non potevamo star lontani, avremmo distrutto 2 famiglie. Allora abbiamo intrapreso l'unica via possibile e coerente: soffocare questo sentimento forte e unico per non creare e crearci guai irrisolvibili.
Questo accadeva mesi fa. Purtroppo ad oggi la soffrenza e le difficoltà non sono state superate. abbiamo cercato di evitarci il più possibile. Lavoriamo nella stessa azienda ma abbiamo troncato la corrispondenza, le telefonate, abbiamo concluso i progetti comuni e cercato di non riprenderne, non frequentiamo più gli stessi colleghi per evitare di pranzare insieme, seppur in gruppo. Però non è stato possibile evitarci del tutto. Le occasioni in cui ci siamo visti (una festa aziendale natalizia e una riunione generale fuori città la scorsa settimana su tutto) hanno confermato che pur cercando di evitarci e sopprimere il sentimento, c'è un legame tra noi. Sento di non essere mai stata così bene con nessuno, di non aver mai provato nulla del genere e lo stesso mi ha confermato di provare lui. Ma ci siamo ancora ribaditi che proprio perchè tra noi non sarebbe solo sesso, è troppo pericoloso lasciarsi andare. Vorrebbe davvero dire opzionare il nostro futuro perchè saremmo travolti da questo amore.
Il problema non è cosa sia giusto o sbagliato. Quello già lo sappiamo. Il problema è riuscire a dimenticarci e smettere di soffrire, sapendo che fuori dalla nostra casa ci sarebbe la persona che vorremmo, ma dentro la casa ci sono le persone che un tempo abbiamo scelto, che ora magari non ci corrispondono più come una volta. Ci sono i figli che hanno bisogno del nostro sostegno e del nostro esempio. Però questa scelta lacera nel profondo...come è possibile uscirne? Oppure stiamo sbagliando e dovremmo approfondire il nostro rapporto mettendo in discussione i matrimoni?
Grazie a tutti.
Vi leggo da un pò di tempo ma solo ora mi sono decisa a scrivere per chiedere un parere.
Sono una donna di 39 anni con 3 bambini. Il grande fa la prima media, la bambina le elementari, il piccolo l'ultimo anno di asilo.
Sono insieme a mio marito da 17 anni, 4 di fidanzamento e 13 di matrimonio.
Ci siamo sposati giovani ma con le idee chiare sul desiderio condiviso di una famiglia solida. Il nostro non è mai stato un amore travolgente, più una profonda affinità e affetto. Però per entrambi era appagante, anche se abbiamo avuti alti e bassi come tutti, soprattutto lui, non per distrazioni femminili (che io sappia) quanto per personali esigenze di spazio per gestire i suoi interessi a volte un pò in contrasto con le esigenze familiari.
Con la nascita del terzo figlio (desideratissimo) la situazione si è notevolmente complicata perchè mentre con i primi 2 io riuscivo a gestire in maniera autonoma il tutto, col l'arrivo del piccolo questo non è stato più possibile perchè seguire tre figli è più complesso di due! Ovviamente ognuno ha i suoi impegni e il suo carattere. In più dopo la nascita della bambina 8 anni fa, io ero stata qualche anno a casa, perchè ero stata costretta a licenziarmi dato che non mi davano il part-time nell'azienda dove lavoravo. Due anni fa ho trovato un'occupazione interessante, solo la mattina, e ho accettato. Prima di tutto perchè con 3 figli i soldini servono, poi perchè sono laureata in economia e mi spiaceva buttare la mia professione alle ortiche....inoltre riusciendo finalmente ad avere il part-time mi è sembrata un'ottima opportunità. Purtroppo questo ha tolto un pò del mio tempo alla famiglia, ma più che altro avrei avuto bisogno di un aiuto in più da mio marito, cosa che non è accaduta. Lui ha continuato a gestire i suoi impegni con i suoi ritmi, costrigendo me a fare salti mortali, quando non ce la faccio non posso comunque coinvolgerlo. Sono i bambini a dover rinunciare ad eventuali impegni. Ho provato a parlarne con lui, ma non ho avuto molte reazioni positive. Anzi, è cresciuta la distanza tra noi e il reciproco distacco.
In questa situazione di difficoltà, che non era drammatica intendiamoci, ma comunque di disagio e sofferenza, ho conosciuto un altro uomo. O meglio, mi sono innamorata, perchè già ci conoscevamo da alcuni anni (per motivi lavorativi) ma in maniera superficiale. Poi ci sono state alcune situazioni che ci hanno avvicinato, tra cui un corso di aggiornamento di lavoro condiviso per alcune settimane. Lui mi era sempre piaciuto e avevo sempre percepito una forte simpatia e interesse anche da parte sua. Ma essendo entrambi sposati con figli (lui ne ha 2 entambi alle medie) e con certe idee, non era mai successo nulla, se non qualche battuta.
Invece qualcosa è successo, ci siamo parlati e baciati, per poi pentircene. Abbiamo preso atto che l'attrazione tra noi e anche la complicità caratteriale era talmente forte da spingerci con potenza l'uno nelle braccia dell'altra. E' successo di nuovo qualche volta, di cui l'ultima è stato molto coinvolgente e stavamo spingendoci oltre, quando per volontà di entrambi, anche se con fatica, ci siamo fermati e ripromessi di pensarci prima molto bene. Ci abbiamo riflettuto e con dolore siamo stati costretti a prendere atto che una relazione tra noi avrebbe causato molta sofferenza in qualunque modo. Se nascosta perchè avremmo mentito, se invece approfondendo la storia avessimo davvero visto che non potevamo star lontani, avremmo distrutto 2 famiglie. Allora abbiamo intrapreso l'unica via possibile e coerente: soffocare questo sentimento forte e unico per non creare e crearci guai irrisolvibili.
Questo accadeva mesi fa. Purtroppo ad oggi la soffrenza e le difficoltà non sono state superate. abbiamo cercato di evitarci il più possibile. Lavoriamo nella stessa azienda ma abbiamo troncato la corrispondenza, le telefonate, abbiamo concluso i progetti comuni e cercato di non riprenderne, non frequentiamo più gli stessi colleghi per evitare di pranzare insieme, seppur in gruppo. Però non è stato possibile evitarci del tutto. Le occasioni in cui ci siamo visti (una festa aziendale natalizia e una riunione generale fuori città la scorsa settimana su tutto) hanno confermato che pur cercando di evitarci e sopprimere il sentimento, c'è un legame tra noi. Sento di non essere mai stata così bene con nessuno, di non aver mai provato nulla del genere e lo stesso mi ha confermato di provare lui. Ma ci siamo ancora ribaditi che proprio perchè tra noi non sarebbe solo sesso, è troppo pericoloso lasciarsi andare. Vorrebbe davvero dire opzionare il nostro futuro perchè saremmo travolti da questo amore.
Il problema non è cosa sia giusto o sbagliato. Quello già lo sappiamo. Il problema è riuscire a dimenticarci e smettere di soffrire, sapendo che fuori dalla nostra casa ci sarebbe la persona che vorremmo, ma dentro la casa ci sono le persone che un tempo abbiamo scelto, che ora magari non ci corrispondono più come una volta. Ci sono i figli che hanno bisogno del nostro sostegno e del nostro esempio. Però questa scelta lacera nel profondo...come è possibile uscirne? Oppure stiamo sbagliando e dovremmo approfondire il nostro rapporto mettendo in discussione i matrimoni?
Grazie a tutti.