emmanuelle arsan
Utente di lunga data
perdona la saccenza, ma carpe diem non può avere l'interpretazione letterale nobileE' quella vecchia ma sempre attuale storia dell'angioletto posato su una spalla e del diavoletto sull'altra: entrambi cercano di convincerti a fare o non fare qualcosa per tirare acqua al proprio mulino. Chiamala, se vuoi, coscienza. I detrattori la chiamano paura, i sostenitori, invece, altruismo o generosità (perché rinunziare al proprio piacere immediato a favore della dignità di un'altra persona che sta per essere tradita senza saperlo, questo è alla fine). Io avrei scelto come te. E l'ho anche fatto: mai pentito. Mai.
Un'ultima cosa: cogliere l'attimo è un'espressione su cui forse si dovrebbe riflettere tutti un po meglio sopra: ma siamo sicuri che significhi "arraffo subito tutto quello che ho a portata di mano" ? o forse ha un significato più "nobile": tendo a godermi quel che ho già in mano? senza necessità di andare "oltre"?
(comm so' antipatica quando faccio accussì)