Va da sé che la definizione Messalina era un paradosso, troppo ce ne corre... la mia idea era argomentare nel senso opposto a quello che spesso valutiamo.
E' ovvio che la tua ragazza sarebbe delusa se sapesse... ma nessuno può sapere se questo basterebbe per una chiusura, nella scoperta di un tradimento le cose che si dicono prima sono spesso diverse da quelle che si "sentono" addosso poi! Anche se ammetto che da fidanzati é più facile chiudere che sopportare...
Tuttavia per arroganza non mi riferivo solo al fatto di essere scoperto, ma della sicumera che hai circa quello che gli altri possono sapere o sentire in quei frangenti.
Guarda che non sto puntando il dito sulla tua traccia esistenziale, ma solo cercando di farti valutare le facce molto prismatiche di una trasgressione.
Posso dirti senza tema di smentita che il tradimento, più che un fatto in sè, é importante per la percezione che se ne ha! Ti faccio un pedestre esempio.... spesso noi valutiamo una persona tradita e la tacciamo da cornuta. Tecnicamente la risulta, ma in effetti la é solo se "sente" di esserlo... Non é il tuo caso ovviamente, ma se tu, persona ipotetica, tradisci e la tua ragazza lo viene a sapere, ti conosce, fa le sue valutazioni e le sta bene di metterlo in conto... chi sarebbe la persona tradita? Non sarebbe forse più tradita la persona che é scesa a compromessi con sé stessa che quella che sa che dal partner può aspettarsi determinate cose e non altre e a conti fatti decide sia accettabile o sopportabile perché ha altri ritorni ?
Tu e la tua ragazza siete una coppia standard, lei ti ama ed ha aspettative per il vostro futuro, tu hai intenzione di non perderla.... capisco che la tentazione sia forte con l'altra, ma vedila sotto un'altra prospettiva... quale sarebbe in proiezione la cosa più INTELLIGENTE da fare per il tuo futuro e, vale più un futuro o un temporaneo sfizio pruruginoso.
Non ho bevuto nulla di acido.... piuttosto vorrei che tu non ti trovassi il vino in aceto più in là, perché se non é questa volta, e stante la tua tenuta alla tentazione, quel che non accade oggi potrebbe accadere la prossima volta. Inoltre che tu ti ravveda perché "quella non te la dà" é semplicemente un fare di necessità virtù, e questa prassi paga per le cose che contano... cioé per la tua ragazza e non per le persone che sono incidenti di percorso che gratificano solo perché SI gratificano.
Poi ripeto, sarò anche rigida, con aspettative ingombranti e con l'idea che una persona debba sapere quale sia in suo interesse prospettico e non immediato, ma per me un "piatto di lenticchie....." é sempre stato un baratto a rimessa.
Bruja
Ma guarda che ho capito perfettamente quello che dici. Sono consapevole che non tradendo più la mia ragazza (anche se, diciamolo, non per scelta mia) non posso che farle del bene. Il punto è che io non vedo futuro qua, ora, con nessuno, perchè non è il mio posto, perchè non è qua che voglio vivere, perchè so già, che più prima che poi, me ne andrò. Sapendo, anzitempo, queste cose, ciò che voglio, non capisco perchè devo far trascorrere 5 brutti minuti ad una persona, che volente o nolente, perderò lo stesso. Perchè devo rinunciare ad un'altra che non ha nulla a che vedere con la mia vita, è come unico scopo, ha quello di farmi godere?
Interessi "prospettici, come dici, non ne vedo per nessuno.
L'amante, come è entrata nella mia vita, ci esce per direttissimo quando mi sono rotto di stare ai suoi giochini.
Oggi ad esempio sapeva che ero a casa tutto il giorno, sapeva che ero da solo, e per pranzo, mi ha detto che andava con il suo ex amante...poi alle 3 mi ha chiamato, e si è stupita del perchè non avessi voglia di sentirla.
A me, arrivato ad un certo punto, non me ne frega più di tanto. Insomma, la vita è sua. Di certo so che non andrò con altre donne diverse dalla mia, alla ricerca di un qualcosa di diverso, perchè il diverso lo voglio vivere, geograficamente parlando, altrove.
Quello che cerco di spiegare è che io non sono succube nè dell'amante che si diverte a giocare con me, e io sto al gioco, perchè mi sembra di aver capito esser l'unico modo per prenderla una tantum, nè di preconcetti morali che dovrebbero alimentare la mia coscienza e farmi rivelare la verità ad una persona che non deve soffrire inutilmente per una cosa di cui non ha colpe.
Non sono un santo, anzi, sono stronzissimo come dice Anna. Sono arrogante, si, egocentrico, pure. Ma il mio vino è la mia vita, non una donna. E l'aceto, e lo voglio fortemente per me stesso, non sarà la mia vita.