Ma no.
E' che ci sono vari modi per trasformare i figli in campi di battaglia. Tanto lo e' chiedere collocamenti senza senso, quanto lo e' fare ricatti morali tirando in ballo "rinunce", che non esistono.
Nulla si sa sulla oggettiva disponibilità di tempo dei genitori. Magari potrebbe pure essere che lei lavora 10 ore al dì, e lui 4. Come che appunto lui sia uno steward e lei casalinga.
Poi si sentono gli uomini che frignano rivendicando pari opportunità lavorative e genitoriali. Salvo frignare ancora di più quando ci si trovano davanti. O pretendere, al contrario, che i figli stiano meglio accuditi dalla baby-sitter perché sia mai.... Quella la si può pagare, ma guai se questo si traduce in un assegno di importo maggiore da versare all'altro coniuge.
Posto che una coppia si separa ANCHE SOLO perché uno dei due non ci sta.... Tutte le restanti considerazioni sul collocamento dei figli, non sarebbe meglio farle nell'interesse dei figli? Che non so nel caso di specie quale sia, intendiamoci. Mi fa strano però che ci sia il biasimo per "rinunce", laddove non si dica che quella rinuncia mette in difficoltà prima di tutto te. Eh. Senza usare i figli come campi di battaglia per una decisione presa.