Chi è più forte?

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Escluso
Ok, allora comincia con lo smettere di mangiare e respirare, che quello che consumi lo togli pure a me ed al resto del mondo......:rolleyes:
E non dirmi che lo paghi, perchè alla fine finirà tutto, e non si mangiano i soldi.

Magari tentare di vivere rompendo meno le palle possibile potrebbe essere un'alternativa? E ti assicuro che io sono moooooooooooolto ottimista! Vedo il bene ovunque, e mi gusto ogni goccia della vita.
Sbaglio o stai estremizzando? una via di mezzo no eh ?
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Sbaglio o stai estremizzando? una via di mezzo no eh ?
Chiaro che è un esempio estremo, ma è reale! L'Entropia è in aumento costante, e fra qualche milione di anni avremo il culo gelato, questo parrebbe un fatto :D-
La via di mezzo è proprio quello che ti ho proposto: vivere la propria vita accettando quella degli altri. Nulla di più.
 

Diletta

Utente di lunga data
Se comprendi l'errore dell'altro... lo hai già perdonato. Il perdono è proprio quello. Non si rinfacciano le cose che si sono comprese, ma quelle che ci risulano estranee.

Sbri, sugli obiettivi da raggiungere: è ovvio che fai più che bene ad impegnarti in questo (in risposta al post precedente...) e ti faccio il mio in bocca al lupo!


Su quanto espresso, non posso condividere in pieno: la comprensione dell'errore è il primo passo, poi seguirà l'accettazione che dovrebbe aprire la strada al perdono.
Purtroppo, l'ultimo step non è sempre automatico, per quello ho usato il condizionale.
Per lo meno, non lo è per me.
 

Sbriciolata

Escluso
Sbri, sugli obiettivi da raggiungere: è ovvio che fai più che bene ad impegnarti in questo (in risposta al post precedente...) e ti faccio il mio in bocca al lupo!


Su quanto espresso, non posso condividere in pieno: la comprensione dell'errore è il primo passo, poi seguirà l'accettazione che dovrebbe aprire la strada al perdono.
Purtroppo, l'ultimo step non è sempre automatico, per quello ho usato il condizionale.
Per lo meno, non lo è per me.
e' durissima Diletta... io sono ferma al primo step :mrgreen:... però ci provo!
 

ferita

Utente di lunga data
Oggi sono uscita con un mio amico (solo amico!), questa sera cenetta con una mia amica...forse potrei fare qualcosa con un'altra amica anche domani sera...
Penso che uscire di casa sia l'unico sistema per non pensare.
La famiglia ormai è distrutta, la convivenza (e cioè quiello che rimane...) sarà sicuramente meno impegnativa per me, cercherò altri interessi, per forza :(
 
N

Non Registrato

Guest
Sono molto orgogliosa e mi chiedo spesso: è più forte la donna che va via (o caccia via il marito) o la donna che rimane con lui nonostante abbia scoperto il tradimento?
(Ovviamente si intende che il tradimento è finito ed il marito si dichiara pentito :(!!) :smile:
E' più forte e coraggiosa colei che caccia via il marito.
Ricominciare daccapo è molto più dura che resistere.
Però cacciarlo per una scappatella non è il caso, sia chiaro.

Hiro
 
E' più forte e coraggiosa colei che caccia via il marito.
Ricominciare daccapo è molto più dura che resistere.
Però cacciarlo per una scappatella non è il caso, sia chiaro.

Hiro
Dipende sempre da che interessi materiali e non ci sono in gioco.
Fidati, una donna può cacciare un marito anche per molto meno di una scappatella.
Ma se vogliamo metterla così, la scappatella serve come ottimo pretesto no?
Hai osato farmi questo affronto?
Ora paghi.

Poi dipende sempre dalla natura del marito.
E dalla natura della moglie.

Molti neanche tentano di ricominciare daccapo.

Semplicemente se ne fregano e passano oltre.

Penso che siano sempre molto tristi i rapporti matrimoniali basati su celodurismo vs perfidia.

Per me è più forte chi resta al timone di una famiglia, qualsiasi cosa capiti!

Questo per me è avere palle, non fare scappatelle.
 

job

Utente di lunga data
Di fronte ad un tradimento ci si chiede sempre se si deve o meno "perdonare".
Io non permetterei nemmeno al padreterno di perdonarmi, figuriamoci un mio pari!
Il tradimento è un atto di debolezza, quindi la vera domanda da porsi in questi casi è solo: "sono disposto a vivere con una persona che ha dimostrato di poter sbagliare oltre quanto comunemente io sarei disposto ad accettare?"
Il perdono fa bene al tradito, lo libera da inutili zavorre fatte di emozioni congelate, di frustrazioni, di rabbia, di rancori ecc. Perdonando il tradito può ricominciare a camminare.
È sostanzialmente un atto egoista: chi perdona pensa a se stesso, alla sua sopravvivenza, poco si importa com il traditore.
Chi perdona non si sente per nulla superiore: getta le armi, rinuncia a giudicare e a condannare l'altro.
A mio avviso, per il proprio bene, é giusto sforzarsi di perdonare sempre.
Perdonare non significa che si debba per forza continuare a vivere assieme, il tradimento è un avvenimento talmente straziante che per molte persone la soluzione migliore è quella della separazione.
È come dici tu, bisogna rispondere a questa domanda: "sono disposto a vivere con una persona che ha dimostrato di poter sbagliare oltre quanto comunemente io sarei disposto ad accettare?".
Entrambe le scelte sono dignitose (e anche dolorose) ma se si sceglie di continuare a vivere assieme al traditore bisogna mettere una pietra sopra il passato e andare avanti.
Anche il traditore deve imparare a perdonarsi. Il dolore che prova il traditore pentito a volte è superiore a quello del tradito perché in cuor suo non ha nemmeno la consolazione di trovarsi dalla parte del giusto.
Anche se il tradito decide per la separazione, il traditore pentito deve comunque sforzarsi di perdonare se stesso.
Credo che senza il perdono del tradito e del traditore difficilmente una coppia potrà uscire dal pantano di un tradimento.
 

job

Utente di lunga data
Riporto qui sotto un articolo che parla del perdono.

http://benvenutiinparadiso.wordpress.com/2007/12/20/perdono-liberarsi-da-rancori/



Qui, Katherine M. Piderman, Ph.D., cappellano del personale al Mayo Clinic, Rochester, Minn., discute il perdono e come esso può guidarvi nel cammino del benessere fisico, emozionale e spirituale.

Cos’è il perdono?
Non c’è definizione del perdono. Ma in generale, il perdono è una decisione di lasciar andare risentimento e pensieri di vendetta. Perdono è l’atto di slegare voi stessi da pensieri e sentimenti che vi legano all’offesa commessa contro di voi. Questo può ridurre il potere che questi sentimenti hanno altrimenti su di voi, così che voi potete vivere una vita più libera e più felice nel presente. Il perdono può anche condurre a sentimenti di comprensione, empatia e compassione per la persona che vi ha ferito.
Perdonare qualcuno significa che voi state dimenticando o condonando quello che è successo?
Assolutamente no! Perdonare non è lo stesso che dimenticare quello che vi è successo. L’atto che vi ha ferito o offeso può rimanere per sempre una parte della vostra vita. Ma perdonare può allentare la presa su di voi e aiutarvi a focalizzare su altre, positive parti della vostra vita. Perdonare non significa nemmeno che voi negate la responsabilità dell’altro nell’avervi offeso. E non minimizza e giustifica l’errore. Voi potete perdonare la persona senza scusare l’atto.
Quali sono i benefici di perdonare qualcuno?
I ricercatori si sono interessati nello studiare gli effetti di avere attitudine a non perdonare e a perdonare. La prova si basa sul fatto che mantenere rancori e amarezza risulta in problemi di salute a lungo termine. Il perdono, d’altro canto, offre numerosi benefici, inclusi:
* pressione sanguigna più bassa
* riduzione dello stress
* meno ostilità
* capacità di gestire meglio la rabbia
* più basso ritmo cardiaco
* più basso rischio di abuso di droghe e alcol
* minori sintomi di depressione
* minori sintomi di ansietà
* riduzioni di dolori cronici
* più amicizie
* relazioni più sane
* maggiore benessere religioso e spirituale
* migliorato benessere fisiologico
Perché noi tratteniamo rancori e diventiamo risentiti e non perdoniamo?
Le persone che è più probabile ci possano ferire sono proprio quelle più vicino a noi – i nostri partner, amici, fratelli e genitori. Quando siamo feriti da qualcuno che amiamo o confidiamo – sia che si tratti di una bugia, un tradimento, un rifiuto un abuso o un insulto – può essere estremamente difficile da superare. Anche la minima offesa può portare a grandi conflitti.
Quando voi patite un’offesa dalle azioni o le parole di qualcuno, sia che sia intenzionale o no, voi potete cominciare a percepire sentimenti negativi come rabbia, confusione o tristezza, specialmente quando è qualcuno vicino a voi. Questi sentimenti possono essere ridotti all’inizio. Ma se voi non li affrontate subito, essi possono diventare più grandi e più potenti. Essi possono pure cominciare a prevalicare sui sentimenti positivi. Rancore nutrito da risentimento, vendetta e ostilità prendono piede quando vi soffermate su eventi o situazioni penose, che si ripresentano nella vostra mente molte volte.
Subito, voi potete ritrovarvi ingoiati dalla vostra stessa amarezza o senso di ingiustizia. Voi potete sentirvi intrappolati e potete non vedere la via d’uscita. È molto duro lasciar andare i rancori a questo punto e invece voi potete rimanere pieni di risentimento e incapaci di perdonare.
Come faccio a sapere quando è tempo di provare a perdonare?
Quando noi tratteniamo dolori, vecchi rancori, amarezza e persino odio, molte aree della nostra vita possono risentirne. Se noi non perdoniamo, siamo noi stessi a pagarne il prezzo all’infinito. Noi possiamo arrivare a portare la nostra amarezza e la rabbia in ogni relazione e nuova esperienza. Le nostre vite possono essere così inviluppate nel male da impedirci di gioire nel presente. Altri segni che possano invogliare a perdonare sono:
* soffermarsi sugli eventi che circondano l’offesa
* sentire da altri che voi fate la vittima o che sguazzate nell’autocommiserazione
* essere evitato da famiglia e amici perché non gradiscono la vostra compagnia
* avere scoppi di rabbia alla più piccola mancanza di rispetto
* sentirsi spesso incompreso
* bere eccessivamente, fumare o usare droghe per provare a tenere a bada il dolore
* avere sintomi di depressione o ansietà
* essere consumati da desideri di vendetta o punizione
* pensare automaticamente il peggio di persone o situazioni
* rimpiangere la perdita di una preziosa relazione
* sentire che la vostra vita non ha senso
* sentirsi in conflitto con i vostri credo religiosi o spirituali
la linea di fondo è che voi spesso rischiate di sentirvi miserabili nella vostra vita attuale.
Come posso raggiungere lo stato del perdono?
Il perdono è un impegno per un processo di cambiamento. Esso può essere difficile e può prendere tempo. Ognuno si muove verso il perdono in modo un po’ differente. Un passo è riconoscere il valore del perdono e l’importanza nelle nostre vite ad un dato tempo. Un altro è di riflettere sui fatti della situazione, come abbiamo reagito e come questa combinazione ha condizionato le nostre vite, la nostra salute e il nostro benessere.
Poi, come siamo pronti, noi possiamo attivamente scegliere di perdonare colui che ci ha offeso. In questo modo, noi ci tiriamo fuori dal ruolo di vittima e scarichiamo il controllo e il potere che la persona e la situazione che ci hanno recato offesa hanno avuto sulle nostre vite.
Perdonare anche significa che noi cambiamo vecchi schemi di credo e azione che sono pilotati dalla nostra amarezza. Come noi lasciamo andare rancori, noi non delimiteremo più le nostre vite da come siamo stati feriti, e potremmo persino trovare compassione e comprensione.

Che succede se io non posso perdonare qualcuno?
Perdonare può essere una gran bella sfida. Può essere particolarmente difficile perdonare qualcuno che non ammette il torto o che non accenna ad un pentimento. Tenete in mente che il beneficiario primo del perdono siete voi stessi. Se vi sentite bloccati, può essere utile prendere del tempo, parlare con una persona che voi considerate saggia e compassionevole, come una guida spirituale, un assistente sociale o un imparziale membro della famiglia o amico.
Può anche essere utile riflettere sulle volte che voi avete ferito altri e su quelli che hanno perdonato voi. Se voi ricordate come vi siete sentiti, può aiutarvi per capire la posizione della persona che vi ha ferito. Può anche essere utile pregare, usare meditazioni guidate. In ogni caso, se l’intenzione di perdonare è presente, il perdono verrà a tempo debito.
Il perdono garantisce la riconciliazione?
Non sempre. In alcuni casi, la riconciliazione può essere impossibile perché chi ha offeso è morto. In altri casi, la riconciliazione può non essere appropriata. Specialmente se voi siete stati attaccati o assaltati. Ma anche in quei casi, il perdono è ancora possibile, persino se non lo è la riconciliazione.
D’altro canto, se l’evento penoso ha coinvolto un membro della famiglia o un amico prezioso, il perdono può portare alla riconciliazione. Questo può non accadere subito, dato che entrambi potreste aver bisogno di tempo per ristabilire la fiducia. Ma alla fine, la vostra relazione può certo essere quella che è ricca e soddisfacente.

Che succede se io devo interagire con la persona che mi ha ferito ma io non voglio?
Queste situazioni sono difficili. Se la ferita coinvolge un membro della famiglia, potrebbe essere non sempre possibile evitarlo completamente. Potreste essere invitato alla stessa riunioni di famiglia, per esempio. Se voi avuto raggiunto lo stato di perdono, voi potrete essere capaci di gioire queste riunioni senza coltivare le vecchie ferite. Se voi non avete raggiunto il perdono, queste riunioni possono essere tese e stressanti per ognuno, in particolare se altri membri della famiglia hanno preso delle parti nel conflitto.
Come gestire tale situazione? Primo, ricordate che voi avete una scelta se frequentare o meno raduni familiari. Rispettate voi stessi e optate per la soluzione migliore. Se voi scegliete di andare, non siate sorpresi di provare imbarazzo e persino sentimenti più intensi. È importante tenere a bada questi sentimenti. Voi non vorrete certo che essi vi inducano ad essere ingiusti o scortesi in ritorno a ciò che vi è stato fatto.
Anche, evitate di bere troppo alcol come espediente per intorpidire i vostri sentimenti o sentirvi meglio – è probabile che vi si ritorca contro. E tenete cuore e mente aperti. Le persone cambiano e forse la persona che vi ha offeso vorrà scusarsi o rimediare. Anzi potrete scoprire che la riunione vi da modo di farvi avanti a perdonare.
Come faccio a sapere quando ho veramente perdonato qualcuno?
Il perdono può risultare in parole dette con sincerità come “ti perdono” o azioni tenere che mettano a posto la relazione. Ma più che questo, il perdono porta ad un tipo di pace che vi aiuta ad andare avanti con la vita. L’offesa non è più al centro dei vostri pensieri o sentimenti. La vostra ostilità, risentimento e infelicità hanno fatto strada a compassione, gentilezza e pace.
Inoltre ricordate che il perdono non è una cosa che avviene di botto. Esso comincia con la decisione, ma poiché la memoria o un altro set di azioni o parole possono provocare vecchi sentimenti, avrete bisogno di ricorrere al perdono più volte.
E se la persona che sto perdonando non cambia?
Far si che l’altra persona cambi comportamento non è il punto del perdono. Infatti, la persona non è detto che cambi atteggiamento o si scusi per l’offesa. Pensate al perdono piuttosto come un modo per cambiare la vostra vita – portando a voi stessi più pace, felicità e benessere emozionale e spirituale.
Il perdono sottrae all’altra persona il potere di continuare a influenzare la vostra via. Attraverso il perdono, voi scegliete di non considerare più voi stessi una vittima.
Il perdono è prima di tutto fatto per voi stessi e meno per la persona che vi ha fatto del male.
E se invece sono io ad aver bisogno di perdono?
Sarebbe bene spendere del tempo per pensare all’offesa che avete commesso e provare a capire l’effetto che ha avuto su altri. A meno che ciò non provochi più danno e sofferenza, considerate di ammettere il male che avete fatto a coloro che avete ferito, parlando del vostro sincero pentimento e chiedendo perdono – senza dare delle scuse.
Ma se questo sembra poco saggio perché può portare altro danno o sofferenza, meglio non farlo – non è che voi chiedete scusa per sentirvi meglio. Non vogliate aggiungere sale sulla ferita dolente. Inoltre tenete a mente che non potete forzare qualcuno a perdonarvi. Essi avranno bisogno del loro tempo per perdonare.
In ogni caso, noi dovremmo impegnarci a perdonare noi stessi. Mantenere risentimento verso sé stessi può essere deleterio nello stesso modo come mantenere risentimento verso qualcun altro. Rendetevi conto che un comportamento mediocre o degli sbagli non fanno di voi un essere cattivo o inutile.
Accettate il fatto che voi – come chiunque altro – non siete perfetti. Accettate voi stessi a dispetto dei vostri sbagli. Ammettete i vostri errori. Cercate di trattare altri con compassione, empatia e rispetto. E ancora, parlare con una guida spirituale, un assistente sociale o un amico/parente fidato può essere utile.
Il perdono di voi stessi o di altri, sebbene non facile, può trasformare la vostra vita. Invece di indugiare nel senso di ingiustizia e vendetta, invece di sentirsi arrabbiati o amareggiati, voi potete volgervi verso una vita di pace, compassione, gioia e gentilezza.
 
N

Non Registrato

Guest
Sono molto orgogliosa e mi chiedo spesso: è più forte la donna che va via (o caccia via il marito) o la donna che rimane con lui nonostante abbia scoperto il tradimento?
(Ovviamente si intende che il tradimento è finito ed il marito si dichiara pentito :(!!) :smile:

carissima ferita...ti consiglio di leggerti due libri: falli soffrire.....e donne stronze.
RICARICANO. e ti fanno capire tantissime cose, comprese le risposte che chiedi.


Poi leggiti autostima di Pasini.
con affetto....


una ex brava ragazza
 
N

Non Registrato

Guest
...è che io mi sento come se fossi la donna numero due e non la protagonista principale.
Mi sento come un ripiego.
Perchè? :confused:

perchè sei la numero due di un uomo che tratta le donne come i numeri.
perchè di fatto lui ha la sua ufficiale e tu sei quella nascosta, ripiego.

ignoralo. lascialo, sparisci.
perdonare?no.... rancore? no

cancellalo, non salutarlo nemmeno più se lo incontri per strada.
 

ferita

Utente di lunga data
perchè sei la numero due di un uomo che tratta le donne come i numeri.
perchè di fatto lui ha la sua ufficiale e tu sei quella nascosta, ripiego.

ignoralo. lascialo, sparisci.
perdonare?no.... rancore? no

cancellalo, non salutarlo nemmeno più se lo incontri per strada.

Io veramente sarei quella ufficiale....:eek: io sono la moglie, quella nascosta era l'amante che però vedeva (e vede) ogni giorno in ufficio. Credo che lei fosse la passione ed io quella scontata.
Ma sta cambiando il vento...adesso non mi sembra più tanto sicuro di me (ha paura di perdermi) e si sta attaccando come una cozza.
Donna stronza, stronza come la sua amante, sicuramente l'attiro più così!
 

Ultimo

Escluso
Chiaro che è un esempio estremo, ma è reale! L'Entropia è in aumento costante, e fra qualche milione di anni avremo il culo gelato, questo parrebbe un fatto :D-
La via di mezzo è proprio quello che ti ho proposto: vivere la propria vita accettando quella degli altri. Nulla di più.


:eek: Ed io che ho detto fino ad adesso.
 

Ultimo

Escluso
Il perdono fa bene al tradito, lo libera da inutili zavorre fatte di emozioni congelate, di frustrazioni, di rabbia, di rancori ecc. Perdonando il tradito può ricominciare a camminare.
È sostanzialmente un atto egoista: chi perdona pensa a se stesso, alla sua sopravvivenza, poco si importa com il traditore.
Chi perdona non si sente per nulla superiore: getta le armi, rinuncia a giudicare e a condannare l'altro.
A mio avviso, per il proprio bene, é giusto sforzarsi di perdonare sempre.
Perdonare non significa che si debba per forza continuare a vivere assieme, il tradimento è un avvenimento talmente straziante che per molte persone la soluzione migliore è quella della separazione.
È come dici tu, bisogna rispondere a questa domanda: "sono disposto a vivere con una persona che ha dimostrato di poter sbagliare oltre quanto comunemente io sarei disposto ad accettare?".
Entrambe le scelte sono dignitose (e anche dolorose) ma se si sceglie di continuare a vivere assieme al traditore bisogna mettere una pietra sopra il passato e andare avanti.
Anche il traditore deve imparare a perdonarsi. Il dolore che prova il traditore pentito a volte è superiore a quello del tradito perché in cuor suo non ha nemmeno la consolazione di trovarsi dalla parte del giusto.
Anche se il tradito decide per la separazione, il traditore pentito deve comunque sforzarsi di perdonare se stesso.
Credo che senza il perdono del tradito e del traditore difficilmente una coppia potrà uscire dal pantano di un tradimento.
A parere mio quasi tutto giusto.
Su una cosa non sono daccordo, che sia il traditore pentito a soffrire di più. Un evento così drammatico come il tradimento, porta anche a leggersi dentro, e nessuno può passare da tradito a traditore come se uno dei due eventi fosse mai esistito, quindi se uno dei due eventi non viene vissuto come esperienza come prima volta senza che ci sia stata l'altra esperienza, come si fa a capire chi soffre di più?

Scusate ma non sono riuscito a scriverlo peggio!
 

Diletta

Utente di lunga data
Il perdono fa bene al tradito, lo libera da inutili zavorre fatte di emozioni congelate, di frustrazioni, di rabbia, di rancori ecc. Perdonando il tradito può ricominciare a camminare.
È sostanzialmente un atto egoista: chi perdona pensa a se stesso, alla sua sopravvivenza, poco si importa com il traditore.
Chi perdona non si sente per nulla superiore: getta le armi, rinuncia a giudicare e a condannare l'altro.
A mio avviso, per il proprio bene, é giusto sforzarsi di perdonare sempre.
Perdonare non significa che si debba per forza continuare a vivere assieme, il tradimento è un avvenimento talmente straziante che per molte persone la soluzione migliore è quella della separazione.
È come dici tu, bisogna rispondere a questa domanda: "sono disposto a vivere con una persona che ha dimostrato di poter sbagliare oltre quanto comunemente io sarei disposto ad accettare?".
Entrambe le scelte sono dignitose (e anche dolorose) ma se si sceglie di continuare a vivere assieme al traditore bisogna mettere una pietra sopra il passato e andare avanti.
Anche il traditore deve imparare a perdonarsi. Il dolore che prova il traditore pentito a volte è superiore a quello del tradito perché in cuor suo non ha nemmeno la consolazione di trovarsi dalla parte del giusto.
Anche se il tradito decide per la separazione, il traditore pentito deve comunque sforzarsi di perdonare se stesso.
Credo che senza il perdono del tradito e del traditore difficilmente una coppia potrà uscire dal pantano di un tradimento.

Grazie Job per l'articolo sul perdono che hai postato. Mi sarà utile.
Condivido anche quello che hai scritto.
 

bastardo dentro

Utente di lunga data
Le ragioni possono essere molteplici a seconda delle situazioni. Sicuramente non e' mai una sola, forse non sono neanche tutte coscienti. Spesso c'è paura e tante difficoltà (anche economiche). Sempre c'è egoismo.

se avessi dovuto ascoltare ciò che provavo e il punto aui ero arrivato avrei dovuto andarmene di corsa. sono rimasto. perchè? quando ho sposato mia moglie pronunciato delle parole - guardandola dritto nei suoi occhi grigi - impegni, solenni (per me...che credo che la parola data sia tutto in un uomo). non posso pensarla sola e in difficoltà. e' un pensiero che la mia mente ha sempre rimosso. la mia serenità è troppo legata alla sua. non avrei mai potuto costruire nulla su questa incertezza. però... pensandoci... magari dopo lei avrebbe potuto trovare qualcuno che l'amasse - magari meno intensamente, meno romanticamente anche con minore disponibilità economica - ma forse in maniera più concreta, senza mancarle di rispetto, un uomo che volesse solo e sempre lei. lo meriterebbe.... io questo non l'ho permesso. ho deciso io (anche per lei....). oggi, dopo anni, questo è l'aseptto più problematico. è come il gatto che si morde la coda, da una parte le do sempre di più.. da ogni punto di vista (o per lo meno cerco)dall'altra non riesco a non desiderare altre donne...

bastardo dentro
 
se avessi dovuto ascoltare ciò che provavo e il punto aui ero arrivato avrei dovuto andarmene di corsa. sono rimasto. perchè? quando ho sposato mia moglie pronunciato delle parole - guardandola dritto nei suoi occhi grigi - impegni, solenni (per me...che credo che la parola data sia tutto in un uomo). non posso pensarla sola e in difficoltà. e' un pensiero che la mia mente ha sempre rimosso. la mia serenità è troppo legata alla sua. non avrei mai potuto costruire nulla su questa incertezza. però... pensandoci... magari dopo lei avrebbe potuto trovare qualcuno che l'amasse - magari meno intensamente, meno romanticamente anche con minore disponibilità economica - ma forse in maniera più concreta, senza mancarle di rispetto, un uomo che volesse solo e sempre lei. lo meriterebbe.... io questo non l'ho permesso. ho deciso io (anche per lei....). oggi, dopo anni, questo è l'aseptto più problematico. è come il gatto che si morde la coda, da una parte le do sempre di più.. da ogni punto di vista (o per lo meno cerco)dall'altra non riesco a non desiderare altre donne...

bastardo dentro
Ma amico mio...
E' normale sai desiderare altre donne eh?

I guai per noi iniziano...

Quando siamo desiderati no?

Là se non stiamo attenti ci mettiamo nei guai eh?:smile:
 
Stato
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