Di pancia...io non concederei proprio per niente. di morire.
Neanche lo lascerei semplicemente a marcire in carcere. che si renda utile. e paghi. alla società. che quella donna e quello che ha comportato in termini sociali quella morte e quegli stupri non bastano una vita a ripagare.
E per si renda utile intendo lavoro. Lavoro e cella. Cella e lavoro. E ascolti i suoi demoni. Ogni santissimo giorno.
Che di demoni in testa ne sono restati non soltanto a lui. Non vedo perchè lui debba essere liberato.
Una violenza di demoni ne lascia tanti. E sono fedeli compagni per la vita intera. Di una donna violentata. Fedeli compagni quotidiani. Da addomesticare. O combattere.
Perchè lui no?
Cosa ha di diverso da una donna che ha subito uno stupro? Una donna che decide di continuare a Vivere. Se la deve smazzare. Ogni santissimo giorno. Quale è il suo privilegio nel chiedere di essere liberato dai suoi demoni? Che gli fischino nella testa. Ogni santissimo giorno anche a lui.
Una donna violentata che decide di morire che fa? Va a chiedere la morte dolce? No. Si arrangia.
Cosa ha lui in più perchè gli venga concesso di liberarsi dei demoni che ha creato rispetto ad un altro individuo che quei demoni se li è trovati buttati addosso senza poter esprimere la minima libertà di parola e scelta a riguardo?
E' una vendetta? forse.
Ma non vedo, non riesco a vedere equità nel fatto che questo si sia permesso di stuprare e chieda la morte dolce (e gli venga concessa) e le donne che quello stupro l'hanno subito e la morte dolce, in caso la chiedano, se la debbano anche pagare. (a questo la regala lo stato. come estremo gesto di pietà).
(e non mi interessa se fosse malato o meno, non è una scusante dal punto di vista delle sue vittime. Che non hanno subito la malattia. Hanno subito uno stupro vero. La malattia è solo una possibile spiegazione dei perchè. Ma lo stupro subito resta. Indelebile.)
Poi mi dico che lui può però anche decidere di morire sì. In fondo dispone della sua vita.
Ma a questo punto che si arrangi. Vuole morire? Che si uccida. Con i mezzi che le conseguenze della sua vita gli hanno messo a disposizione. Che trovi un paio di calze e le usi su se stesso. Allo stesso modo in cui le ha usate con quella ragazza. E gli va anche bene. Che lui sceglie. Lei non ha potuto.(sì questa è la cattiveria e la violenza mia.)
Ma sollevarlo dai demoni, a spese pubbliche....non capisco il perchè.
Vuoi morire? Ucciditi. Nessuno lo vieta.
Perchè pagare una degenza in ospedale. Un medico. I farmaci necessari alla morte dolce e tutto il circo che gli gira intorno.?
Se vuole morire lo faccia. Ma pagare la sua morte no. Lo stato offre il carcere. Prendere o lasciare. Ma a spese sue.
Io non credo che questa sia pietà. Io credo sia buonismo. Quella del concedere la morte dolce intendo.
Condivido in pieno la tua riflessione: sintetizzando, anche io non credo che lo Stato debba farsi carico di accontentare le richieste di un pluriomicida: è prevista una condanna, e non mi sembra logico concedergli di potervisi sottrarre.
Ho cercato quindi di comprendere un po' come funziona la legislazione lì, e se la sua richiesta era stata accolta in forza di una legge specifica che prevede questa facoltà per gli ergastolani, ma ho trovato nulla di specifico.
Ora sul link di wikipedia.en segnalato da perplesso leggo che proprio oggi
la procedura di eutanasia è stata sospesa, su parere dei medici che lo hanno in trattamento, e che sarà trasferito in ospedale psichiatrico.
Immagino allora che la sua richiesta sia da riferirsi alla legislazione generale di quel paese, che, se non sbaglio, ammette la eutanasia a spese dello Stato proprio quando il richiedente (dunque anche non un ergastolano) alleghi "intollerabili sofferenze psichiche", ovviamente certificate da psichiatri.
Ma forse qualcuno ne sa di più.