E' tutta un'altra partita fino a quando la legge non entra in conflitto non componibile con la tua coscienza: perchè nel diritto positivo si può iscrivere quel che si vuole, anche che va bene scoparsi i bambini, o ucciderli. Nel diritto positivo si riflette, certo con molte mediazioni, la cultura di una civiltà, e la cultura è una manifestazione visibile delle coscienze individuali, che con esse sta in rapporto biunivoco (ne viene formata e contribuisce a formarle).
Quando dici che non ti senti in colpa perchè tradisci fai un rilievo psicologico, non dai un giudizio etico sul tradimento (è bene/male l'atto di tradire); dici che il tradimento non confligge con la tua morale personale, e che dunque per te tradire non è egodistonico (ci dormi tranquillamente la notte, non ti viene la gastrite, etc.). Il che è senz'altro possibile. Siccome però il tradimento confligge con la morale personale di molti altri, e in generale la scoperta di essere traditi è dolorosa e foriera di spiacevoli conseguenze, l'importante è non farsi scoprire.
In chi dice "io non provo nessun rimorso a fare la cosa x, ma visto che altri non la pensano come me, l'importante è non farsi beccare" la contraddizione sorge quando la cosa x, tipo scoparsi i bambini o ucciderli, ti fa orrore. (Esistono veramente le persone che non provano alcun rimorso a fare cose orrende: vengono classificati come psicopatici, ma non so se la classificazione sia valida, c'è da discuterne a lungo). Diventa poi enorme, il problema, quando la cosa x orrenda viene ritenuta accettabile dalla cultura o dall'ideologia prevalenti, e viene iscritta nel diritto positivo: per esempio, "è permesso scoparsi i bambini" (con le debite qualificazioni, tipo se consenzienti, o se te li sposi, etc.)
Le morali personali antinomiche (tipo "tradire è bene", o, su cosa ben più grave, "è bene scoparsi/uccidere i bambini") funzionano fino a quando si configurano come eccezione alla regola generale che dice il contrario ("tradire-scoparsi/uccidere i bambini è male"), in un certo senso la parassitano e la confermano. Se la la regola generale, cioè l'etica pubblica ed eventualmente anche il diritto positivo che la cristallizza, si allineano alla morale personale antinomica ("è bene tradire, scopare/uccidere i bambini, etc.") si verifica quel che accade in uno stadio affollato dove si vede male la partita: se uno si alza in piedi vede meglio, se si alzano in piedi tutti nessuno vede meglio, anzi.
A proposito del tradire, noto di passaggio che nel diritto positivo almeno italiano (non so negli altri paesi occidentali), se non sbaglio il tradimento del coniuge non viene più definito come infrazione.