Cattivome

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Il tradimento nasce da una precisa volontà personale.
La crisi in una coppia nasce nella coppia, pertanto da entrambi.
Potevamo anche essere in crisi, per varie ragioni. Magari perché con una bambina di 6 anni, due genitori suoi appena deceduti e una serie di problemi innescatisi il tempo insieme non era più così soddisfacente come magari uno avrebbe voluto in quel momento della sua vita.
Ma se eravamo in crisi questo riguardava entrambi e all'epoca comunque non ne parlammo.
E io, anche adesso, mi faccio scrupoli all'idea di avere una relazione extra, figuriamoci allora.
Quindi l'essere in crisi con l'altro non indica automaticamente che si può tradire, non ne è una giustificazione.
Magari più semplicemente è andata così perché quel tipo le ha fatto sangue, mentre io dopo quasi 20 anni insieme ero pur sempre la stessa minestra e a un certo punto il perché no ha trovato le sue motivazioni per diventare un sì.
Perché no? Tanto alla sua capa va bene da anni, altri lo fanno senza essere beccati, perché proprio a lei doveva andare male?
Guarda che lo capisco. Anche a me "fanno sangue" altre ragazze, anch'io comprendo come una persona a un certo punto dopo aver sommato dolori, frustrazioni e ansie (anche del tempo che passa) trovandosi davanti un bel tipo che si propone ci faccia più di un pensierino, perché comunque "così fan tutte", cosa vuoi che sia?
Si scopa e poi si torna a casa più allegri e sereni, è il miglior ricostituente per la psiche, un antidoto all'infelicità, una barriera alla depressione.
Ma, per favore, non attribuiamo le colpe al tradito. E' un modo per dire anche in questo caso che "se lo è andato a cercare", che è un concetto obsoleto, retaggio dell'era patriarcale, quando a tradire erano soprattutto gli uomini.
Allora erano le mogli a doversi tenere buono il marito secondo l'opinione comune.
Oggi che facciamo? Siamo noi uomini a doverci tenere buone le mogli? Abbiamo ribaltato le cose mantenendone la sostanza, oltretutto a danno del nostro genere, che da statistiche in caso di divorzio perder quasi sempre tutto?
Poi, ripeto, il desiderio verso altre persone c'è in tutti noi, ma è una questione personale, non addebitiamolo ad altri.
Mamma mia che minestrone. Stai facendo un mischione irricevibile, e stai facendo l'errore che fanno tutti, ossia di prendere la tua percezione di un dato fenomeno e pensare che siccome tu senti un qualcosa e siccome tu hai gestito un qualcosa in una certa maniera, allora quel film se lo possono vedere tutti.
Mai fatto un discorso di uomini e di donne. Il tradimento esiste da quando esiste il matrimonio e non è un caso. Ed è qualcosa di assolutamente unisex.
Non è mai esistito un periodo in cui tradiva maggiormente l'uomo. Casomai fino a poco tempo fa, è in molti contesti ancora oggi, il tradimento dell'uomo viene soppesato con più indulgenza rispetto a quello femminile.
Poi per carità, ovvio che andiamo tutti a pensare di essere la persona più straordinaria del mondo, e di conseguenza la nostra storia, la nostra partner e soprattutto le nostre scelte di vita sono le più straordinarie di questo mondo, io per lavoro di gente con le corna date o prese ne vedo tante, e ti dico che pochissime volte mi sono trovato di fronte a situazioni in cui chi le corna le ha subite fosse totalmente avulso da qualunque tipo di responsabilità nella genesi delle corna stesse.
Per contro, mi sono sempre trovato di fronte a persone beatificate dal tradimento perché automaticamente anche se non scopavano più la moglie da due anni pretendevano che quella rimanesse a guardare il muretto perché si erano promesse l'esclusiva davanti a un prete. Ovviamente vale anche al contrario. Ripeto che non è una questione di Uomini e Donne
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Per come la vedo io la colpa peggiore e la moglie non è stata tradirti ma farsi beccare. Così ti avrebbe risparmiato la sofferenza, non evitando di tradirti.
Io la vedo così e non voglio dare lezioni a nessuno. Ma per me sto schema funziona alla grande.
Da quando sono 'planato' in queste lande ho più volte cercato di sottolineare un concetto assai simile, partendo dal presupposto che (piaccia o meno) il tradimento è parte della natura umana ed è un atto più comune di quel che si creda (ovviamente il fatto che sia comune non lo nobilita, anzi).
Per cui ho sempre cercato (pro domo mia ? Probabile, ma rileva fino ad un certo punto) di sostenere che il tradimento non esiste finchè non viene alla luce, e finchè non viene alla luce non fa male.
Un fatto ignoto alla vittima non può nuocere alla vittima se essa ne è all'oscuro.
E che il tradimento intanto 'esiste' perchè emerge, se emerge e quando emerge.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Da quando sono 'planato' in queste lande ho più volte cercato di sottolineare un concetto assai simile, partendo dal presupposto che (piaccia o meno) il tradimento è parte della natura umana ed è un atto più comune di quel che si creda (ovviamente il fatto che sia comune non lo nobilita, anzi).
Per cui ho sempre cercato (pro domo mia ? Probabile, ma rileva fino ad un certo punto) di sostenere che il tradimento non esiste finchè non viene alla luce, e finchè non viene alla luce non fa male.
Un fatto ignoto alla vittima non può nuocere alla vittima se essa ne è all'oscuro.
E che il tradimento intanto 'esiste' perchè emerge, se emerge e quando emerge.
molto simile la mia posizione
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Lo capisco, in realtà Ti sto solo dicendo che quella rabbia di chi sa di vivere un'ingiustizia non la sento come mia. Semplicemente perché non credo e non crederò mai che il tradimento nasca da una parte sola. Se arrivo a conoscere una donna sposata e quella donna sposata arriva a volermisì scopare c'è qualcosa che si è rotto e qualcuno che ha rotto qualcosa nel rapporto fra quella donna scopata e il suo legittimo consorte.
'Razionalmente' dovrebbe andare come scrivi tu, il problema è che in questi casi la razionalità conta molto molto poco.
In altre parole, se fa male fa male, e se ci si sente vittima di un'ingiustizia è perchè, effettivamente, lo si è.
Puoi passare una vita a raccontarti che tutto sommato poteva accadere, che accade a tutti, che c'erano dei problemi e così via per indorarti la pillola e deglutirla illudendoti di non sentirne l'amaro.
Ma non funziona così, noi non funzioniamo così.
Se vieni tradito e ti fa male ti fa male e basta, e non basteranno un miliardo di perchè e percome a far scemare il dolore.

Conosco pochissime persone in grado di tradire con leggerezza. E ne conosco ancor meno in grado di tradire con leggerezza ma con la consapevolezza che bisogna sapersi muovere per non fare arrivare i casini a casa.
Per come la vedo io la colpa peggiore e la moglie non è stata tradirti ma farsi beccare. Così ti avrebbe risparmiato la sofferenza, non evitando di tradirti.
Io la vedo così e non voglio dare lezioni a nessuno. Ma per me sto schema funziona alla grande.
La sofferenza come giustamente scrivi deriva dall'essersi fatti sgamare.
Il problema è che, se sgamati, NON puoi evitare quella sofferenza. Non puoi evitare che il tradito viva costantemente con una sensazione di profonda ingiustizia.
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
'Razionalmente' dovrebbe andare come scrivi tu, il problema è che in questi casi la razionalità conta molto molto poco.
In altre parole, se fa male fa male, e se ci si sente vittima di un'ingiustizia è perchè, effettivamente, lo si è.
Puoi passare una vita a raccontarti che tutto sommato poteva accadere, che accade a tutti, che c'erano dei problemi e così via per indorarti la pillola e deglutirla illudendoti di non sentirne l'amaro.
Ma non funziona così, noi non funzioniamo così.
Se vieni tradito e ti fa male ti fa male e basta, e non basteranno un miliardo di perchè e percome a far scemare il dolore.



La sofferenza come giustamente scrivi deriva dall'essersi fatti sgamare.
Il problema è che, se sgamati, NON puoi evitare quella sofferenza. Non puoi evitare che il tradito viva costantemente con una sensazione di profonda ingiustizia.
Altro errore di fondo, una cosa è il dolore, una cosa è l'attribuzione di torti e ragioni. Non basta dire sto male per essere automaticamente santi. Non basta nemmeno star male per essere automaticamente santi. Ti dirò di più. Molto spesso il dolore di scoprire un tradimento è infinitamente inferiore a quello che hai fatto patire sotto forma di frustrazione dall'altra parte magari ogni tanto una persona che per anni ha cercato di costruire qualcosa laddove le fondamenta erano di sabbia, ma la sabbia ce la ha messa chi alla fine è stato tradito.
La verità, è che molto semplicemente i rapporti di lungo corso si costruiscono sui non detti molto più che su uno scambio di comunicazione che dovrebbe essere il paradigma di qualunque coppia.
È molta gente, anzi moltissima, affida la propria felicità alla torbida acquiescenza al paradigma del per sempre solo perché ce lo siamo detti davanti ad un prete.
Molta di quella moltissima gente affida la propria felicità al fatto che poiché ci sedetti un per sempre automaticamente la gente diventa sorda muta è cieca non solo all'attrazione fisica nei confronti delle altre persone, ma anche e soprattutto alla attrazione mentale che già erano quelle persone che ti fanno capire senza dirtelo quanto la scelta di colui a cui hai detto per sempre sia stata fatta al ribasso rispetto alle tue aspettative.
Fidati, non sono Brad Pitt, e non sono uno a cui piacciono brutte, stupide o disagiate. Anzi. Ma lo straccio di successo immeritato che ho con l'altro sesso, sta esattamente nel fatto che la concorrenza fa schifo.
Poi magari ti ritrovi a 40 anni con un paio di figli fatti per strada un marito che ti vuole bene ma ti guarda come una sorella, e non ci pensi per niente a far saltare il banco perché tutto sommato stai bene come stai.
A sto punto onestamente va a finire che la testa corre e il resto dell'attrezzatura segue
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Altro errore di fondo, una cosa è il dolore, una cosa è l'attribuzione di torti e ragioni. Non basta dire sto male per essere automaticamente santi. Non basta nemmeno star male per essere automaticamente santi.
Non sono d'accordo.
Il dolore lo senti e basta, e prescinde dalla 'santificazione'.
Se una macchina ti investe il dolore lo senti, non è che siccome 10 anni prima hai investito tu un'altra persona allora non senti nulla...:)

Molto spesso il dolore di scoprire un tradimento è infinitamente inferiore a quello che hai fatto patire sotto forma di frustrazione dall'altra parte magari ogni tanto una persona che per anni ha cercato di costruire qualcosa laddove le fondamenta erano di sabbia, ma la sabbia ce la ha messa chi alla fine è stato tradito.
Su questo non ci piove ma è un altro discorso, e ripeto, è un discorso che cerca di 'spiegare' (e razionalmente va benissimo) ma il dolore non è che scema perchè ti dai una spiegazione...:cool:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non sono d'accordo.
Il dolore lo senti e basta, e prescinde dalla 'santificazione'.
Se una macchina ti investe il dolore lo senti, non è che siccome 10 anni prima hai investito tu un'altra persona allora non senti nulla...:)
sì ma non è che uno stronzo investito da una macchina diventa meno stronzo perché è stato investito.


Su questo non ci piove ma è un altro discorso, e ripeto, è un discorso che cerca di 'spiegare' (e razionalmente va benissimo) ma il dolore non è che scema perchè ti dai una spiegazione...:cool:
Non si tratta di darsi una spiegazione. Noi giochiamo al di fuori. I tradimenti li vedi, qui stiamo per vederli commentarli e farci una chiacchiera sul grande mondo delle corna. sei un giudice tanto migliore quanto riesci a vedere il tradimento al di fuori dalla lente deformante della tua esperienza personale.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Comunque 49 anni - 25 anni di matrimonio = 24 anni - 8 anni di fidanzamento = 16.
Si sono conosciuti al lavoro e veniva da un'altra storia di 4 anni. Dai 12 anni? :confused:
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Non si tratta di darsi una spiegazione. Noi giochiamo al di fuori. I tradimenti li vedi, qui stiamo per vederli commentarli e farci una chiacchiera sul grande mondo delle corna. sei un giudice tanto migliore quanto riesci a vedere il tradimento al di fuori dalla lente deformante della tua esperienza personale.
D'accordo ma...si parlava di dolore, di quello che uno sente quando è vittima di un torto (in questo caso il tradimento).
Per cui, chiedere al tradito di farsi terzo e 'vedere il tradimento al di fuori dalla lente deformante della tua esperienza personale' è dannatamente difficile !
Ne sono sufficientemente sicuro :
a) per esperienza personale ;
b) ho affrontato la questione con non uno, ma DUE terapisti.
Il primo la pensava più o meno come te, mi invitava infatti a guardare il tradimento non come qualcosa che fosse stato fatto a me, ma, appunto, come qualcosa da cui prendere le distanze e osservare in modo più distaccato.
L'esempio era il seguente : "supponiamo che il tradimento non l'avessi subìto tu ma un terzo a te estraneo ; e supponiamo che quella che tradiva non era tua moglie ma una bella figa X e che quello che se la trombava era un tuo caro amico. Come avresti reagito ? Cosa avresti detto al tuo amico ? Che non si fa o, molto più probabilmente, ti saresti complimentato con lui per la scelta ?"
Questo per dire che dipende dalla prospettiva da cui guardiamo una cosa, e che pertanto il tradimento, in sè, non è manco cosa grave, ma anzi, qualcosa della quale in certi casi addirittura compiacersi.
Il secondo terapista però, poichè il primo con quella teoria m'aveva pure convinto ma anche no, mi spiegò molto semplicemente che c'è una cosetta che si chiama inconscio alla quale NON PUOI spiegare razionalmente qualcosa e sperare che quella spiegazione faccia svanire il tuo dolore.
L'esempio dell'essere investiti da una macchina dovrebbe essere sufficientemente esplicativo.
Sarebbe troppo semplice e infatti così non è.
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
D'accordo ma...si parlava di dolore, di quello che uno sente quando è vittima di un torto (in questo caso il tradimento).
Per cui, chiedere al tradito di farsi terzo e 'vedere il tradimento al di fuori dalla lente deformante della tua esperienza personale' è dannatamente difficile !
Ne sono sufficientemente sicuro :
a) per esperienza personale ;
b) ho affrontato la questione con non uno, ma DUE terapisti.
Il primo la pensava più o meno come te, mi invitava infatti a guardare il tradimento non come qualcosa che fosse stato fatto a me, ma, appunto, come qualcosa da cui prendere le distanze e osservare in modo più distaccato.
L'esempio era il seguente : "supponiamo che il tradimento non l'avessi subìto tu ma un terzo a te estraneo ; e supponiamo che quella che tradiva non era tua moglie ma una bella figa X e che quello che se la trombava era un tuo caro amico. Come avresti reagito ? Cosa avresti detto al tuo amico ? Che non si fa o, molto più probabilmente, ti saresti complimentato con lui per la scelta ?"
Questo per dire che dipende dalla prospettiva da cui guardiamo una cosa, e che pertanto il tradimento, in sè, non è manco cosa grave, ma anzi, qualcosa della quale in certi casi addirittura compiacersi.
Il secondo terapista però, poichè il primo con quella teoria m'aveva pure convinto ma anche no, mi spiegò molto semplicemente che c'è una cosetta che si chiama inconscio alla quale NON PUOI spiegare razionalmente qualcosa e sperare che quella spiegazione faccia svanire il tuo dolore.
L'esempio dell'essere investiti da una macchina dovrebbe essere sufficientemente esplicativo.
Sarebbe troppo semplice e infatti così non è.
nessuno pretende che tu sia asettico nei confronti della tua esperienza, ma magari che tu fossi un minimo meno parziale nei confronti dell'esperienza degli altri magari quello si.
Comunque ti continuo a dire che per me uno stronzo che viene investito da una macchina non è meno stronzo perché è stato investito.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
nessuno pretende che tu sia asettico nei confronti della tua esperienza, ma magari che tu fossi un minimo meno parziale nei confronti dell'esperienza degli altri magari quello si.
Comunque ti continuo a dire che per me uno stronzo che viene investito da una macchina non è meno stronzo perché è stato investito.
Sul sottolineato : questo è chiarissimo, il punto è che il presupposto è quanto scrivevi prima, e cioè che "Ti sto solo dicendo che quella rabbia di chi sa di vivere un'ingiustizia non la sento come mia. Semplicemente perché non credo e non crederò mai che il tradimento nasca da una parte sola".
Questo è il punto di vista di un terzo, che NON PUO' (forse perchè, come nel tuo caso, non c'è mai passato) comprendere il dolore e la rabbia.
Quella, la tua, è una razionalissima presa di posizione (ripeto, di un terzo).
Ma se per un secondo riuscissi ad entrare nel ruolo del tradito . con annessi dolori - ti sarebbe facile comprendere come sentiresti tua quella rabbia e che te ne fotterebbe meno di zero di sapere, di riconoscere, che il tradimento non nasce da una parte sola....(anche perchè spessissimo nasce da una parte sola e non ha NESSUNA giustificazione, nè spiegazione)...;)
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sul sottolineato : questo è chiarissimo, il punto è che il presupposto è quanto scrivevi prima, e cioè che "Ti sto solo dicendo che quella rabbia di chi sa di vivere un'ingiustizia non la sento come mia. Semplicemente perché non credo e non crederò mai che il tradimento nasca da una parte sola".
Questo è il punto di vista di un terzo, che NON PUO' (forse perchè, come nel tuo caso, non c'è mai passato) comprendere il dolore e la rabbia.
Quella, la tua, è una razionalissima presa di posizione (ripeto, di un terzo).
Ma se per un secondo riuscissi ad entrare nel ruolo del tradito . con annessi dolori - ti sarebbe facile comprendere come sentiresti tua quella rabbia e che te ne fotterebbe meno di zero di sapere, di riconoscere, che il tradimento non nasce da una parte sola....(anche perchè spessissimo nasce da una parte sola e non ha NESSUNA giustificazione, nè spiegazione)...;)
Io sto facendo un discorso ancora una volta completamente diverso dal tuo. Il dolore è dolore. La ragione è ragione. e secondo me non ce l'hai in automatico perché hai beccato le corna. E secondo me non ce l'ha in automatico perché stai male.
Se becchi tua moglie a letto con me e provi a picchiarla, io ti gonfio e ti becchi pure la denuncia per aggressione. Non io, tu. Chi ha ragione in quel caso? Chi sta male in quel caso?
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Io sto facendo un discorso ancora una volta completamente diverso dal tuo. Il dolore è dolore. La ragione è ragione. e secondo me non ce l'hai in automatico perché hai beccato le corna. E secondo me non ce l'ha in automatico perché stai male.
Se becchi tua moglie a letto con me e provi a picchiarla, io ti gonfio e ti becchi pure la denuncia per aggressione. Non io, tu. Chi ha ragione in quel caso? Chi sta male in quel caso?

In un contesto storico un po' diverso, chi ti becca a letto con sua moglie fa fuori te e lei e nessuno ha nulla da obiettare. Anzi, in diversi contesti storici chi ti becca a letto con la moglie deve far fuori te e lei anche se non ne ha voglia, sennò perde la faccia e viene colpito da ostracismo sociale totale (capitò al maggiore madrigalista di sempre, il principe Gesualdo da Venosa).

In altro contesto storico e sociale, l'alta nobiltà francese dell'ultimo Settecento, capitò che un marito cogliesse la moglie con l'amante e le dicesse,"Signora! Vi rendete conto? Fortuna che ero io, ma se vi avesse sorpreso qualcun altro?!"

Il tradimento coniugale è una regolarità permanente, visto come siamo fatti. Il modello sociale della reazione al tradimento dice tante cose su molti aspetti della nostra cultura; in particolare dice molto chiaro che cosa pensiamo del matrimonio come istituzione, se lo reputiamo importante o no, e perchè. Noi lo reputiamo una sopravvivenza del passato, come la religione; una cosa decorativa e fiabesca che va bene per i bambini o per i momenti in cui vogliamo sentirci bambini, ma sostanzialmente falsa, che non deve interferire con la vita adulta, dove si fa sul serio, cioè dove si persegue il proprio interesse personale comunque inteso.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
In un contesto storico un po' diverso, chi ti becca a letto con sua moglie fa fuori te e lei e nessuno ha nulla da obiettare. Anzi, in diversi contesti storici chi ti becca a letto con la moglie deve far fuori te e lei anche se non ne ha voglia, sennò perde la faccia e viene colpito da ostracismo sociale totale (capitò al maggiore madrigalista di sempre, il principe Gesualdo da Venosa).

In altro contesto storico e sociale, l'alta nobiltà francese dell'ultimo Settecento, capitò che un marito cogliesse la moglie con l'amante e le dicesse,"Signora! Vi rendete conto? Fortuna che ero io, ma se vi avesse sorpreso qualcun altro?!"

Il tradimento coniugale è una regolarità permanente, visto come siamo fatti. Il modello sociale della reazione al tradimento dice tante cose su molti aspetti della nostra cultura; in particolare dice molto chiaro che cosa pensiamo del matrimonio come istituzione, se lo reputiamo importante o no, e perchè. Noi lo reputiamo una sopravvivenza del passato, come la religione; una cosa decorativa e fiabesca che va bene per i bambini o per i momenti in cui vogliamo sentirci bambini, ma sostanzialmente falsa, che non deve interferire con la vita adulta, dove si fa sul serio, cioè dove si persegue il proprio interesse personale comunque inteso.
Ci sono anche i contesti storici in cui, se io voglio la tua donna, ti spacco la testa e me la prendo. Il mio discorso è relativo al qui e ora. Qui e ora funziona così, gli animali che non si adattano si estinguono.
E nelle sfumature del processo di adattamento c'è chi ci sguazza. Tipo me.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Ci sono anche i contesti storici in cui, se io voglio la tua donna, ti spacco la testa e me la prendo. Il mio discorso è relativo al qui e ora. Qui e ora funziona così, gli animali che non si adattano si estinguono.
E nelle sfumature del processo di adattamento c'è chi ci sguazza. Tipo me.
Ci sarebbe il particolare che non siamo animali. Ci estinguiamo quando la nostra cultura/civiltà è disfunzionale, non quando "non ci adattiamo" come i dinosauri.
Il contesto storico in cui se io voglio la tua donna ti spacco la testa e te la prendo non è un "contesto storico", per esempio primitivo, è una condizione nella quale, semplicemente, non vige alcuna legge tranne la forza, e quella è una condizione sempre possibile come intervallo ed eccezione.
Per esempio se io sono un criminale e mi piace la tua donna ti faccio fuori e me la prendo, se sono un invasore idem, etc. Però nella mia banda di criminali il metodo "mi prendo la tua donna e ti faccio fuori" non funziona, nè funziona nell'esercito degli invasori, etc., perchè altrimenti banda criminale ed esercito invasore durano molto poco.
Per farla corta: senza legge e senza autorità, quindi senza divieti, e divieti introiettati, non sostenuti esclusivamente dalla paura di una rappresaglia violenta, le civiltà durano molto poco.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ci sarebbe il particolare che non siamo animali. Ci estinguiamo quando la nostra cultura/civiltà è disfunzionale, non quando "non ci adattiamo" come i dinosauri.
Il contesto storico in cui se io voglio la tua donna ti spacco la testa e te la prendo non è un "contesto storico", per esempio primitivo, è una condizione nella quale, semplicemente, non vige alcuna legge tranne la forza, e quella è una condizione sempre possibile come intervallo ed eccezione.
Per esempio se io sono un criminale e mi piace la tua donna ti faccio fuori e me la prendo, se sono un invasore idem, etc. Però nella mia banda di criminali il metodo "mi prendo la tua donna e ti faccio fuori" non funziona, nè funziona nell'esercito degli invasori, etc., perchè altrimenti banda criminale ed esercito invasore durano molto poco.
Per farla corta: senza legge e senza autorità, quindi senza divieti, e divieti introiettati, non sostenuti esclusivamente dalla paura di una rappresaglia violenta, le civiltà durano molto poco.
sfondi una porta aperta, io e tutta la vita che sostengo che la monogamia è un sistema di controllo sociale. Ci ho fatto anche un esame all'università su questo.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
sfondi una porta aperta, io e tutta la vita che sostengo che la monogamia è un sistema di controllo sociale. Ci ho fatto anche un esame all'università su questo.
Certo che, sociologicamente inteso, è un sistema di controllo sociale, come il matrimonio in generale, anche non monogamico. E' anche la istituzione ordinata alla riproduzione della specie all'interno della cultura, e quindi, proprio per l'estrema importanza che riveste, è circondata di divieti. Come dicevo sopra, però, i divieti funzionano sul serio solo quando sono introiettati come divieti autorevoli (per esempio religiosi). Quando non sono introiettati, l'unico modo di farli rispettare diventa la forza. Autorità forte = Poco potere; autorità debole = molto potere; nessuna autorità+ nessun potere = the end.
Sintesi: per il matrimonio, nei paesi occidentali, vedo profilarsi the end. Dopo the end, non lo sa nessuno che cosa ci sarà.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Certo che, sociologicamente inteso, è un sistema di controllo sociale, come il matrimonio in generale, anche non monogamico. E' anche la istituzione ordinata alla riproduzione della specie all'interno della cultura, e quindi, proprio per l'estrema importanza che riveste, è circondata di divieti. Come dicevo sopra, però, i divieti funzionano sul serio solo quando sono introiettati come divieti autorevoli (per esempio religiosi). Quando non sono introiettati, l'unico modo di farli rispettare diventa la forza. Autorità forte = Poco potere; autorità debole = molto potere; nessuna autorità+ nessun potere = the end.
Sintesi: per il matrimonio, nei paesi occidentali, vedo profilarsi the end. Dopo the end, non lo sa nessuno che cosa ci sarà.
Mah. C'é tempo.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E' anche la istituzione ordinata alla riproduzione della specie all'interno della cultura, e quindi, proprio per l'estrema importanza che riveste, è circondata di divieti.
Qui mi tocca correggerti. Il matrimonio monogamo di stampo occidentale greco-romano poi cristallizzato una tradizione cattolica ha la funzione prevalente della trasmissione di ricchezza dai padri ai figli legittimi. Motivo per cui sta andando a puttane in tempi di tracciabilità del DNA. Non è un caso se la monogamia, tutti i divieti collegati servono fondamentalmente a far sì che la ricchezza, identificata ovviamente con la terra, sia passata attraverso legami di sangue. Il maschio coltiva la terra perché è più forte quindi un altro maschio erediterà i possedimenti. Non è un caso se tutte le società matriarcali, ad esempio quella sarda, sono costruite intorno alle donne che hanno la funzione di tramandare i patrimoni di madre in figlia.
Tutte le società che vivono di caccia o di raccolta hanno costumi sessuali originali, salvo conversioni successive, molto tranquilli e libertari. Spesso e volentieri si scopa con chi ti pare e i figli sono figli della tribù non di questo o di quello. E la fedeltà è un concetto assolutamente alieno.
 
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