distinzione
Credo serva uno spartiacque. Quando si incontra l'amore per la prima volta, non ci é mai ben chiaro quale sia la sua valenza, siamo travolti da sensazioni nuove, esaltanti, da afflati poetici e da voli romantici, e tutto vciene filtrato da questo sentimento che tutto appare meno che appagamento personale, é slancio, affinità elettiva.
Poi si vive, si impara, si comprende che la vita é amore ed altre cose.
Ho visto troppe volte l'amore finire.... accade, ma la differenza la facevano solo le condizioni economiche, se c'era modo di accomodare, di distrarsi, di consolarsi la pena era modesta, quando c'erano grosse difficoltà, stranamente diventavano gigantesche anche le pene d'amore. on lo volevo accettare ma era la realtà di fatto che osservavo.
Ora l'amore primario, quello romantico, ha come carburante la convinzione che l'altro/a sia l'anima gemella e tutto di quella persona ci appare perfetto e non vediamo i difetti.... con l'esperienza l'amore diventa maturo e riusciamo ad amare nonostante i difetti, o forse proprio per quelli, l'amore é accoglienza nonostante tutto.
Tuttavia é indubbio che quando si cresce, si evolve nella conoscenza dei caratteri e della psiche umana, si diventa prudenti, saggi, o solamente timorosi e non dico si veda l'amore in modo utilitaristico, ma certo più reciproco... si deve essere compensativi uno per l'altra attraverso i sentimenti e l'attrazione che stimola la voglia di rapporto.
E' vero che l'amore dovrebbe essere tutto sogni, progetti e momenti paradisiaci, ma tanto più lo innalziamo disumanizzandolo e rendendolo ideale (quasi per gli dei) e tanto più pesantemente ci deluderà quando non si dimostrerà all'altezza.
Poi naturalmente si può sperare a vita che esista l'amore elettivo, ma é anche vero che per trovare o avere un amore elettivo non basta che l'altro soggetto sia all'altezza, lo dovremmo essere anche noi, e non é facile essere l'amore elettivo se non per persone che ci sono elettivamente affini; e non sempre sono quelle di cui ci innamoriamo.
Bruja