Lorenzo aveva rischiato grosso a presentarmi direttamente al Senatore G. senza interpellare i suoi soci.
Tuttavia il consiglio direttivo della Arkham non fu poi così severo con lui anzi, sembrò quasi elogiarlo per lo spirito di iniziativa che lo ha spinto a trovare una soluzione soddisfacente in tempi ancora più rapidi.
E così ero entrato ufficialmente a far parte della della Arkham come "Fornitore di servizi telematici per la gestione delle indagini statistiche".
Lorenzo mi chiamò almeno cento volte quel giorno e altrettante cento lo ringraziai per l'opportunità che mi aveva messo tra le mani.
Opportunità. Fare carte false per un Senatore ambizioso che voleva rilanciare l'immagine di una città affetta da un male che nessuno aveva il coraggio di affrontare apertamente, sembrava piuttosto una promessa di autodistruzione.
Tuttavia non potevo tirarmi indietro.
Appena tornato in sede riunii i miei collaboratori ed iniziai a mettere su il team di progetto.
Avevo così messo le basi per un rapporto di lavoro che mi svincolasse da Giulia e dai suoi giochetti.
Tutto perfetto...o quasi.
Restava da sbrigare l'incontro proprio con Giulia alla Maxwell & Co.
Alessandra aveva avuto l'intuizione di pianificarlo domani anziché oggi.
<Ho pensato che sarebbe stato utilie farlo di mattina, magari dopo un nostro briefing interno piuttosto che stasera con lei che torna da Milano e con me che non saprei nemmeno cosa dire. >
Non so se sarebbe diventata brava come Manager ma sicuramente Alessandra aveva la stoffa, e le curve, della segretaria di direzione.
La ringraziai, come al solito ed iniziai a prepararla su come affrontare la riunione di domani. Soprattutto a come affrontare Giulia.
Inutile dire che fui distratto più volte dal suo corpicino.
Il rosso delle sue labbra si intonava perfettamente col suo completo amaranto. I capelli corvini le davano quel fascino tipico delle donne seduttrici dei film di Tinto Brass.
Sicuramente se ne accorse ma sembrò non essere affatto a disagio dai miei sguardi. Almeno credo.
Fu diligente come una studentessa universitaria in vista di un esame importante.
D'altronde era la sua prima apparizione ufficiale, in uno dei più grandi studi legali della capitale. Non sono cose che capitano tutti i giorni, non so se mi spiego.
La lasciai a studiare.
Avrebbe sicuramente fatto tardi quella sera.
Io invece optai per una passeggiata in centro. Di quelle che amo di più. Di quelle che ti mischi tra la folla giocando a nascondino con Dio. Sfidandolo a trovarti in mezzo agli altri.
Perchè sapete, si può fare la vita più dissoluta del mondo o, al contrario, essere la persona più ortodossa su questa terra.
Prima o poi arriva sempre quel momento in cui hai voglia di essere invisibile.
Di non avere nessuna responsabilità, nessun impegno. Essere uno fra tanti.
E non esiste denaro o sotterfugio migliore per ingannare questo sentimento che quello di perdersi per le strade.
Tra la gente.
Per non tornare a casa.
Per non scoprire, una volta tornato, quel bigliettino sul letto.
Un biglietto semplice messo li, accanto alla caraffa di caffè che però ti fa capire che ci sei. Almeno nel cuore di qualcuno sei entrato, senza bussare e senza sapere davvero bene nemmeno come cazzo fai a restarci nonostante i tuoi sforzi di uscirne fuori, di allontanarti.
<Bentornato…Anna
> con uno smile che sa di:
"puoi farmi tutto quello che vuoi tanto io sto qui con te".
Puntini che si uniscono. Che prendono forma. Che indicano un verso contrario al mio desiderio di navigare a vista.
La vita e le sue inevitabili pazzie.
Ecco da cosa sto scappando oggi….
Tuttavia il consiglio direttivo della Arkham non fu poi così severo con lui anzi, sembrò quasi elogiarlo per lo spirito di iniziativa che lo ha spinto a trovare una soluzione soddisfacente in tempi ancora più rapidi.
E così ero entrato ufficialmente a far parte della della Arkham come "Fornitore di servizi telematici per la gestione delle indagini statistiche".
Lorenzo mi chiamò almeno cento volte quel giorno e altrettante cento lo ringraziai per l'opportunità che mi aveva messo tra le mani.
Opportunità. Fare carte false per un Senatore ambizioso che voleva rilanciare l'immagine di una città affetta da un male che nessuno aveva il coraggio di affrontare apertamente, sembrava piuttosto una promessa di autodistruzione.
Tuttavia non potevo tirarmi indietro.
Appena tornato in sede riunii i miei collaboratori ed iniziai a mettere su il team di progetto.
Avevo così messo le basi per un rapporto di lavoro che mi svincolasse da Giulia e dai suoi giochetti.
Tutto perfetto...o quasi.
Restava da sbrigare l'incontro proprio con Giulia alla Maxwell & Co.
Alessandra aveva avuto l'intuizione di pianificarlo domani anziché oggi.
<Ho pensato che sarebbe stato utilie farlo di mattina, magari dopo un nostro briefing interno piuttosto che stasera con lei che torna da Milano e con me che non saprei nemmeno cosa dire. >
Non so se sarebbe diventata brava come Manager ma sicuramente Alessandra aveva la stoffa, e le curve, della segretaria di direzione.
La ringraziai, come al solito ed iniziai a prepararla su come affrontare la riunione di domani. Soprattutto a come affrontare Giulia.
Inutile dire che fui distratto più volte dal suo corpicino.
Il rosso delle sue labbra si intonava perfettamente col suo completo amaranto. I capelli corvini le davano quel fascino tipico delle donne seduttrici dei film di Tinto Brass.
Sicuramente se ne accorse ma sembrò non essere affatto a disagio dai miei sguardi. Almeno credo.
Fu diligente come una studentessa universitaria in vista di un esame importante.
D'altronde era la sua prima apparizione ufficiale, in uno dei più grandi studi legali della capitale. Non sono cose che capitano tutti i giorni, non so se mi spiego.
La lasciai a studiare.
Avrebbe sicuramente fatto tardi quella sera.
Io invece optai per una passeggiata in centro. Di quelle che amo di più. Di quelle che ti mischi tra la folla giocando a nascondino con Dio. Sfidandolo a trovarti in mezzo agli altri.
Perchè sapete, si può fare la vita più dissoluta del mondo o, al contrario, essere la persona più ortodossa su questa terra.
Prima o poi arriva sempre quel momento in cui hai voglia di essere invisibile.
Di non avere nessuna responsabilità, nessun impegno. Essere uno fra tanti.
E non esiste denaro o sotterfugio migliore per ingannare questo sentimento che quello di perdersi per le strade.
Tra la gente.
Per non tornare a casa.
Per non scoprire, una volta tornato, quel bigliettino sul letto.
Un biglietto semplice messo li, accanto alla caraffa di caffè che però ti fa capire che ci sei. Almeno nel cuore di qualcuno sei entrato, senza bussare e senza sapere davvero bene nemmeno come cazzo fai a restarci nonostante i tuoi sforzi di uscirne fuori, di allontanarti.
<Bentornato…Anna
"puoi farmi tutto quello che vuoi tanto io sto qui con te".
Puntini che si uniscono. Che prendono forma. Che indicano un verso contrario al mio desiderio di navigare a vista.
La vita e le sue inevitabili pazzie.
Ecco da cosa sto scappando oggi….