ANCORA PER QUANTO TEMPO ...

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Vediamo di capirci meglio.
Secondo te chi non ha problemi pensa al suicidio?
Secondo te, chi come me mentre si avvicinava al precipizio, pensando al suicidio ma già pensava che non avrebbe saputo farlo, e pensava magari crolla tutto, come lo chiami ? tentato suicidio?

Poi scrivi :però cazzo, uccidersi per un tradimento....... quintina dietro di noi nella nostra infanzia e nella nostra vita ci stanno stili di vita differenti, e non sto qua a raccontarti quale sia stata la mia infanzia.
Ma ti dico che per me, il tutto dato dalla mia infanzia e dalla successiva crescita, mi ha portato a volere una famiglia a cui donare me stesso, mi ha portato a dare amore ed a volere dei figli a cui dare quello che io non ho avuto. e tanto tanto altro.
Forse è per questo che a me ha portato a pensare al suicidio ed a te no? come possiamo saperlo quintina ?
No, scusa, non ci siamo capiti...

Anch'io ho pensato al suicidio, più di una volta. Una volta ho preso una lametta e mentre ero nella vasca da bagno ho cominciato a tagliare la pelle e il sangue ha cominciato ad uscire ma poi non ce l'ho fatta ad andare avanti. Un'altra volta ho bevuto mezza boccetta di Lexotan, ma poi ho chiamato aiuto e mi sono fatta portare al pronto soccorso. Però non li considero dei veri tentativi di suicidio perché alla fine della fiera non ho veramente provato ad uccidermi. Se uno si butta dalla scogliera e poi qualcun altro si butta dietro di lui e lo salva, allora lo chiamo tentato suicidio, ma se uno va lì sul precipizio, ci pensa ma poi torna indietro no.
Anch'io ho avuto problemi durante la mia infanzia, anch'io ho sempre desiderato una famiglia... però ripeto: non lo capisco, non capisco come un tradimento (per di più un singolo episodio) ci possa portare al suicidio. sarà un mio limite, ma proprio non riesco a capirlo.
 

Andy

Utente di lunga data
Si può pensare al suicidio a causa di un tradimento. Certo.
Magari non lo si attua, perchè in quei momenti ci sono piccoli scorci di lucidità o di paura. Ma si può pensare al suicidio. E in quel momento non si scherza, perchè si è davvero in bilico. Non fa differenza tra chi arriva a farlo (per poi non tornare più a raccontarlo e chi non vi riesce perchè qualcuno ci salva: in questo caso, anzi, si potrebbe pensare che la cosa sia studiata per evidenziare al mondo la propria sofferenza, una forma di richiesta di aiuto).
Per me è tutto equiparabile.
Io sono stato una decina di anni fa, su mia scelta personale dopo un tradimento, da uno psichiatra, per un mesetto. Mi prescriveva dei farmaci. Ogni appuntamento mi spillava 200-300 euro. Dirò di più. Questi specialisti fanno così: all'inizio sondano soltanto e ti prescrivono farmaci-placebo. Le prima volte stava lui con un assistente a sentire la mia storia, e, nel loro studio, mi offrivano una sigaretta dopo l'altra, fumando con me. Una specie di incontro tra persone che capiscono e si lasciano andare. Ero in un periodo in cui, quando mi affacciavo sul vano scala o dal balcone, vedevo giù, e sentivo una spinta. Una sensazione insopprimibile, che mi diceva: fallo, tanto è tutto una merda, che ne guadagni? Naturalmente sono ancora qui a parlarne, ma capisco che in quei momenti la morte la senti davvero, perchè la desideri, non vuoi più soffrire.
In quei momenti capisci (ma anche quando sei lucido) che la gente racconta solo cazzate: vedrai che tutto si aggiusterà... se sei fortunato, aggiungo io. E infatti a me non si è ancora aggiustato nulla. Ma non penso più così in nero, perchè la vita di chi ci ha fatto soffrire consapevolmente, penso valga meno della nostra che soffriamo. Loro dovrebbero buttarsi nel vuoto, non io.
Finchè c'è vita c'è speranza.
 
Si può pensare al suicidio a causa di un tradimento. Certo.
Magari non lo si attua, perchè in quei momenti ci sono piccoli scorci di lucidità o di paura. Ma si può pensare al suicidio. E in quel momento non si scherza, perchè si è davvero in bilico. Non fa differenza tra chi arriva a farlo (per poi non tornare più a raccontarlo e chi non vi riesce perchè qualcuno ci salva: in questo caso, anzi, si potrebbe pensare che la cosa sia studiata per evidenziare al mondo la propria sofferenza, una forma di richiesta di aiuto).
Per me è tutto equiparabile.
Io sono stato una decina di anni fa, su mia scelta personale dopo un tradimento, da uno psichiatra, per un mesetto. Mi prescriveva dei farmaci. Ogni appuntamento mi spillava 200-300 euro. Dirò di più. Questi specialisti fanno così: all'inizio sondano soltanto e ti prescrivono farmaci-placebo. Le prima volte stava lui con un assistente a sentire la mia storia, e, nel loro studio, mi offrivano una sigaretta dopo l'altra, fumando con me. Una specie di incontro tra persone che capiscono e si lasciano andare. Ero in un periodo in cui, quando mi affacciavo sul vano scala o dal balcone, vedevo giù, e sentivo una spinta. Una sensazione insopprimibile, che mi diceva: fallo, tanto è tutto una merda, che ne guadagni? Naturalmente sono ancora qui a parlarne, ma capisco che in quei momenti la morte la senti davvero, perchè la desideri, non vuoi più soffrire.
In quei momenti capisci (ma anche quando sei lucido) che la gente racconta solo cazzate: vedrai che tutto si aggiusterà... se sei fortunato, aggiungo io. E infatti a me non si è ancora aggiustato nulla. Ma non penso più così in nero, perchè la vita di chi ci ha fatto soffrire consapevolmente, penso valga meno della nostra che soffriamo. Loro dovrebbero buttarsi nel vuoto, non io.
Finchè c'è vita c'è speranza.
Appunto.





Per quanto riguarda gli specialisti... sarai stato sfortunato, io non ho avuto esperienze di questo tipo.
 

Ultimo

Escluso
No, scusa, non ci siamo capiti...

Anch'io ho pensato al suicidio, più di una volta. Una volta ho preso una lametta e mentre ero nella vasca da bagno ho cominciato a tagliare la pelle e il sangue ha cominciato ad uscire ma poi non ce l'ho fatta ad andare avanti. Un'altra volta ho bevuto mezza boccetta di Lexotan, ma poi ho chiamato aiuto e mi sono fatta portare al pronto soccorso. Però non li considero dei veri tentativi di suicidio perché alla fine della fiera non ho veramente provato ad uccidermi. Se uno si butta dalla scogliera e poi qualcun altro si butta dietro di lui e lo salva, allora lo chiamo tentato suicidio, ma se uno va lì sul precipizio, ci pensa ma poi torna indietro no.
Anch'io ho avuto problemi durante la mia infanzia, anch'io ho sempre desiderato una famiglia... però ripeto: non lo capisco, non capisco come un tradimento (per di più un singolo episodio) ci possa portare al suicidio. sarà un mio limite, ma proprio non riesco a capirlo.
Ma non è un limite il tuo, nel mio caso io ho pensato ed a mio dire tentato il suicidio.
Tu ripeti non concepisci il suicidio o tentato suicidio per tradimento. E fino a qua chiarissimi no ?
Cosa posso dedurne ? ne deduco che per me il tradimento, vuoi forse per la mia fragilità vuoi forse altri diversi motivi, mi ha spinto a pensarlo e tentarlo, nel tuo caso la questione è completamente diversa.
Metti il caso che tu mi dica io ho tentato il suicidio perchè tizio mi ha detto cretina! Arrivo io e ti dico io non concepisco che tu tenti il suicidio perchè tizio mi ha detto cretina. Ma ciò non toglie che a te la parola cretina ti ha ferita a tal punto da.... ( sto facendo degli esempi mi raccomando non capiamoci male.)

Secondo te una persona normale vitale piena di vita che sta bene si mette a passeggiare davanti ad un precipizio? secondo te una persona che piange che vede tutto nero, che vede la sua vita solamente nera, che non ha più stima di se stesso che crede di aver perso tutta la sua vita passata con la moglie e figli, che in ogni canzone piange, che in ogni cosa che vede si ritrova triste perchè pensa a come vedeva le cose prima e nota che adesso sono diverse, che pensa che nulla abbia senso, che giorno per giorno ha un buco nello stomaco che non lo lascia un attimo, devo continuare? secondo te questa persona che nella normalità dei casi a mio parere se va in una scogliera ci va per un qualsiasi motivo ( per stare con la ragazza, per guardare il mare, per disegnare e via discorrendo) secondo te non sta pensando o tentando il suicidio
 
Ultima modifica:
Ma non è un limite il tuo, nel mio caso io ho pensato ed a mio dire tentato il suicidio.
Tu ripeti non concepisci il suicidio o tentato suicidio per tradimento. E fino a qua chiarissimi no ?
Cosa posso dedurne ? ne deduco che per me il tradimento, vuoi forse per la mia fragilità vuoi forse altri diversi motivi, mi ha spinto a pensarlo e tentarlo, nel tuo caso la questione è completamente diversa.
Metti il caso che tu mi dica io ho tentato il suicidio perchè tizio mi ha detto cretina! Arrivo io e ti dico io non concepisco che tu tenti il suicidio perchè tizio mi ha detto cretina. Ma ciò non toglie che a te la parola cretina ti ha ferita a tal punto da.... ( sto facendo degli esempi mi raccomando non capiamoci male.)

Secondo te una persona normale vitale piena di vita che sta bene si mette a passeggiare davanti ad un precipizio? secondo te una persona che piange che vede tutto nero, che vede la sua vita solamente nera, che non ha più stima di se stesso che crede di aver perso tutta la sua vita passata con la moglie e figli, che in ogni canzone piange, che in ogni cosa che vede si ritrova triste perchè pensa a come vedeva le cose prima e nota che adesso sono diverse, che pensa che nulla abbia senso, che giorno per giorno ha un buco nello stomaco che non lo lascia un attimo, devo continuare? secondo te questa persona che nella normalità dei casi a mio parere se va in una scogliera ci va per un qualsiasi motivo ( per stare con la ragazza, per guardare il mare, per disegnare e via discorrendo) secondo te non sta pensando o tentando il suicidio

Scusami Claudio, ti assicuro che non intendo affatto sminuire il tuo dolore, ma mi chiedo: tutto questo (quello grassettato) per una singola scopata? è questo che mi lascia perplessa... e ti assicuro che so cosa si prova, perché sono stata tradita sia dal mio primo marito che dal secondo (il secondo per di più quando ero incinta di 8 mesi e mezzo), e so che fa male, ecc. ecc......... ma non capisco come una singola scopata possa ridurre una persona così. Potrei capire se tua moglie ti avesse detto che si era innamorata di un altro e che con te era tutto finito e che voleva lasciarti e quindi la tua vita si sarebbe rivoluzionata, non avresti più visto i tuoi figli quotidianamente, avresti dovuto lasciare la tua casa, ecc. ecc. ... ma un'unica scopata ti ha ridotto in quello stato? Sei sicuro che non c'era altro sotto? Cioè, voglio dire, tu prima di questa scopata eri una persona serena ed equilibrata?
 

Ultimo

Escluso
Scusami Claudio, ti assicuro che non intendo affatto sminuire il tuo dolore, ma mi chiedo: tutto questo (quello grassettato) per una singola scopata? è questo che mi lascia perplessa... e ti assicuro che so cosa si prova, perché sono stata tradita sia dal mio primo marito che dal secondo (il secondo per di più quando ero incinta di 8 mesi e mezzo), e so che fa male, ecc. ecc......... ma non capisco come una singola scopata possa ridurre una persona così. Potrei capire se tua moglie ti avesse detto che si era innamorata di un altro e che con te era tutto finito e che voleva lasciarti e quindi la tua vita si sarebbe rivoluzionata, non avresti più visto i tuoi figli quotidianamente, avresti dovuto lasciare la tua casa, ecc. ecc. ... ma un'unica scopata ti ha ridotto in quello stato? Sei sicuro che non c'era altro sotto? Cioè, voglio dire, tu prima di questa scopata eri una persona serena ed equilibrata?
Certo che sotto c'è altro. Anzi c'è tantissimo.
C'è un ragazzo diventato uomo che ha dovuto sopportare una vita familiare per nulla soddisfacente.
C'è un uomo che ha dato tanto senza nulla avere ( e so che a questo penserai/ penserete che sto sbagliando e che sono poco modesto.)
C'è un uomo che stava male in famiglia, e nonostante tutto amava ed ama la moglie.
C'è un uomo che per rabbia ed insoddisfazione nonostante parlasse chiaro alla moglie delle sue insoddisfazioni, ha avuto la possibilità di tradirla, e si domanda spesso perchè lei invece non ha saputo resistere.
Prendi per oro colato quanto sopra scritto, perchè il tutto è stato anche confermato da mia moglie.
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
La prima volta seria? ero sulla fioriera del mi palazzo e dietro di me c'era mia madre che aveva intuito che qualcosa non andava...mi ha preso mentre stavo facendo un picccolo passo in avanti e le sono caduto addosso oltretutto facendole del male. la seconda volta mi accoltellai, ma mi feci danni minimi e dopo solo tanto dolore.
Come dico, porto i segni del dolore che ho provato, porto i segni di quella che in quel momento sembrava l'unica scelta sensata e come ho detto in passato, nelle medesime condizioni lo rifarei senza ombra di dubbio. Mi si è lasciata una infanzia senza speranze, solo con distruzione dentro di me, ho passato anni a subire il dolore della morte di mio padre e la perdita di tutto quello che avevamo, ho subto shock più o meno gravi ma ho lavorato per un decennio e passa per poter avere un mio equilibrio interiore, seppur precario era l'unico equilibrio che mi era consentito. Una stronza provò a portarmelo via, riuscì a mantenere quel equilibrio con costruzioni mentali in cui mi davo la colpa dell'accaduto...quindi io potevo e ne avevo il potere di cambiare il futuro, di non rivivere quella condizione. Una puttanona da sbarco, quale fu la mia seconda stronza decise che voleva viversi la vita e lasciarmi...lo decise in due ore e decise anche che il metodo velloce per farlo era rompere del tutto il rappporto con me dentro di lei, si vendette ad un uomo quale puttana che era con il pagamento di una rottura, ma si vendette perchè fece sesso per avere qualcosa in cambio ed è per questo che la chiamo mignotta, puttana o meretrice. Scoprì la cosa quando lei mi chiamo disperata perchè le era morto suo nonno, io non sapevo nulla e lei era stata una persona importante nella mia vita...andai da lei e scoprìì tutto. Se fossi stato a casa mia con i miei cari forse lo avrei superato, ma li ero a 500 km di distanza, non potevo palrare e nepure sfogarmi come avevo bisogno e tutto quello che tenevo dentro mi teneva sveglio.
Mi sono bloccato, non riuscivo più a parlare unendo significato a significante quando parlavo della cosa, dicevo cose strane e la gente credette che io ero "andato", non cercava di capirmi, non cercava di sforzarsi e con quelli mia madre, che si aveva i suoi problemi, ma non intuiva che io ero il suo principale problema o che lo sarei diventato.
Io sono morto dentro e per questo ho provato il suicidio, adesso la mia ragazza in un modo che non comprendo mi ha salvato la vita, non lo sa però e le sono grato, le sono grato ogni momento che la guardo, ma io permango morto dentro di me, lei si è accompagnata con un uomo che ha una anima putrida di cadavere, perchè imito emozioni che provo solo in parte, non provo piacere nella interazione con le persone e soprattutto come ho sempre detto, non mi piace più fare sesso, non provo piacere, quindi ecco perchè la definizione della mia anima putrida.
Risultato, se mi fossi fatto fuori ci sarebbe stato un ingegnere di meno e forse una persona schifosa in meno.
 

Andy

Utente di lunga data
Risultato, se mi fossi fatto fuori ci sarebbe stato un ingegnere di meno e forse una persona schifosa in meno.
No, in più, nel mondo che continua a putridire senza persone con i sentimenti
 

Sbriciolata

Escluso
Certo che sotto c'è altro. Anzi c'è tantissimo.
C'è un ragazzo diventato uomo che ha dovuto sopportare una vita familiare per nulla soddisfacente.
C'è un uomo che ha dato tanto senza nulla avere ( e so che a questo penserai/ penserete che sto sbagliando e che sono poco modesto.)
C'è un uomo che stava male in famiglia, e nonostante tutto amava ed ama la moglie.
C'è un uomo che per rabbia ed insoddisfazione nonostante parlasse chiaro alla moglie delle sue insoddisfazioni, ha avuto la possibilità di tradirla, e si domanda spesso perchè lei invece non ha saputo resistere.
Prendi per oro colato quanto sopra scritto, perchè il tutto è stato anche confermato da mia moglie.
Il mio nick... esprime come mi sono sentita. A volte si nasce sfigati, nel senso che invece di una famiglia hai zona appena visitata da un tornado... tutti i giorni, per tutta l'infanzia: evidentemente sei stata un errore. Allora ti aggrappi ad altro, alla stima degli insegnanti, a una parola buona detta da qualche parente prossimo, anche a qualcosa letto in un libro, ma dentro di te ti senti da buttare via, perchè sarebbe stato meglio non essere mai nati, meglio per te e per gli altri. E allora scommetti con te stessa che ce la farai comunque e un giorno riuscirai a costruire quello che a te è sempre stato negato, e sarà la migliore famiglia del mondo. Poi naturalmente quando ci arrivi capisci che puoi solo cercare di fare del tuo meglio. Infine un giorno leggi delle frasi che ti fanno pensare che anche stavolta sarebbe stato meglio non esserci, o che al posto tuo ci fosse un'altra persona... sei stata un errore anche questa volta insomma. La mia fortuna è di essere diventata madre: non potrei mai fare una cosa del genere ai miei figli, ma dentro di me ho avuto brutti pensieri. Certo che c'è qualcosa dietro per arrivare ad una simile disperazione, c'è anche una fragilità proprio alla base, nascosta, ma c'è. Di certe cose non ho mai parlato con nessuno, solo brevi cenni a mio marito, le cose peggiori le ho tenute per me... ma sono ancora lì. So che questa è la mia debolezza ma è anche la mia forza però, perchè da quello sono uscita, e da sola: posso quindi uscire da sola anche da 'sta palta qui!
 
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