Ancora Ferita

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Lui non può cambiare lavoro, è dirigente...con i tempi che corrono dove va? Finisce disoccupato pensate che casino...
Lei forse avrebbe potuto cambiare ma non l'ha fatto...mica posso andare a spostarla con la forza!
Ragazzi, qui l'unica cosa da fare è essere indifferenti a tutto...fregarmene alla grande!
Si!
:up::up::up:
Non esitare ma decidi!
E sii la tua decisione!:up::up::up:
 

Diletta

Utente di lunga data
A me piace mio marito, esteticamente, e poi mi piace come persona, brillante, allegro, divertente...l'ho scelto per questo. L'ho già detto una volta: Ma a me manca la complicità che avevo con lui, il rapporto stretto e intimo che c'era prima. che devo fare? Preferisco andarci con i piedi di piombo perchè non è possibile cambiare umore, idea e comportamento un giono sì e uno no.
Non è il tradimento che mi ha allontanata da lui, ma l'aver metabolizzato gradualmente che poteva risparmiarmi tante meschinità, molte delle quali subite davanti al zucculone (molto dialettale).

Lo capisco, ma se ti mancano non puoi ricercare la complicità e il rapporto intimo di prima?
Se senti di amarlo ancora, anche se magari in modo diverso, perché non aprire il tuo animo?
Hai paura di farti del male, temi che lui non lo meriti, o che altro?

Riguardo alle meschinità, non so se quelle commesse dal tuo lui siano peggiori delle altre, ma chissà perché, non ci giurerei...
 

Ultimo

Escluso
Non è una cosa da poco questa. Per chi non è indifferente l'indifferenza è un compito difficile da autoimporsi.

Prima di arrivare all'indifferenza bisogna smontare tutto ciò che c'è. Se l'indifferenza è vuoto di sentimenti, bisogna fare tabula rasa di ogni sentimento. A questo punto mi chiedo davvero cosa resti in un matrimonio e in se stessi.

Io penso che ci si possa educare a gestire meglio i sentimenti, invece. La gelosia, la tristezza, il senso di solitudine e di abbandono... tutte cose che possono essere gestite con più equilibrio, imparando a non diventarne schiavi. Non è facile, ma si può.

Ora io mi domando e dico, ma porca paletta! perchè! perchè!! tutte le volte che, si legge qualcosa di vero di reale di sincero di intelligente viene ignorato?
Oh! ma non è la prima volta che noto questo.
O forse viene letto, e visto che è così giusto, non si può dire nulla? come se è meglio non digerire il tutto?
 

Diletta

Utente di lunga data
Ora io mi domando e dico, ma porca paletta! perchè! perchè!! tutte le volte che, si legge qualcosa di vero di reale di sincero di intelligente viene ignorato?
Oh! ma non è la prima volta che noto questo.
O forse viene letto, e visto che è così giusto, non si può dire nulla? come se è meglio non digerire il tutto?

Ma no Claudio, non viene ignorato, quanto meno non da me!
Quello che dice Sole è davvero un sole che illumina!!
:up:
 
per ferita...

La Tagliola

E’ difficile staccarsi dalla tagliola. La tagliola ci strappa le carni, blocca le nostre gambe, ci dissangua lentamente, infetta la nostra anima con il virus della vendetta e della giustificazione. È nascosta in ogni dove, scatta all’ improvviso, non lascia respiro, semina panico, ci mantiene costantemente in tensione. Ci incatena terribilmente e al tempo stesso ci offre la tremenda illusione di proteggerci dai pericoli, dai rischi, dall' imprevisto. Imprigiona realmente e al tempo stesso falsamente rassicura. L'abbiamo respirata da piccoli come approccio alla realtà, come soluzione ai problemi, come procedura spirituale segno di virtù e abnegazione. Avvolge la nostra intelligenza , straripa nei nostri riti sociali , avvelena la realizzazione di noi stessi e ci rende pesantemente egoisti, striscia perversa perfino nei nostri saluti, nelle nostre strette di mano, È la più evidente e collettiva forma di decadenza sociale. La tagliola è l'esitazione. Esitazione profonda e antica. Diffusa e stratificata in ogni ceto sociale e in ogni cultura. Esitazione fatale e corrosiva. Esitazione per ciò che sentiamo, per ciò die desideriamo, per ciò che siamo. Esitazione nell’accettare il presente, noi stessi, il destino, gli altri. Esitazione nel desiderare, nell'amare, nel cambiare, nel guarire, e perfino nel lasciar uscire la nostra voce. Esitazione nel modo di lavorare e di realizzarci, nell’'abbracciare, nel dare la vita, nel camminare, nel riposarsi e nel ringraziare.
E’ l'esitazione che ci rende lenti, terribilmente inadatti alle situazioni, profondamente incapaci e perdenti su ogni fronte. L’esitazione deriva dallo stato di nullità e di povertà che abbiamo respirato magari in famiglia e nelle agenzie educative, attraverso abbondanti vaccinazioni di sensi di colpa, scorretto senso del male, malsani legami e degradante rassegnazione. Esitare ci rende vulnerabili, miseri, egoisti, limitati. Esitare ovunque e sempre è lo stato d'animo che toglie gioia e potenza alla vita. E’ l'esitazione che ci obbliga a seguire e a servire le aspettative degli altri da sottomessi, infelici, depressi. Decidi chi comanda nella tua vita, se gli uomini o il tu. Decidi che posto dovranno avere tuo padre e tua madre, i tuoi affetti e i tuoi legami. Decidi senza presunzione, ma decidi. Dopo che hai deciso, tu sei e sarai la tua decisione. La decisione comprende errori e successi, infedeltà e fedeltà, paura e coraggio, cadute e resurrezioni, ma non prevede esitazioni. Mille errori non procurano il danno di una sola esitazione. Tu sarai la tua decisione, la tua decisione sarà la tua felicità e la tua protezione, il tuo scudo contro ogni male e ogni nemico. Se devi cambiare, cambia, se devi andare, va, se devi restare, resta, ma deciso, per scelta amante, non per paura e sottomissione. L'esitazione è una tagliola per il nostro cuore e per le nostre gambe, blocca e spacca in due. Protestare, recriminare, reclamare é esitazione. Compiacersi, incensarsi, parlare male degli altri è esitazione. Sospirare, deprimersi, rassegnarsi, lamentarsi, criticare è esitazione. Argomentare, giustificare e giustificarsi è esitazione.
L'esitazione si vince seguendo la scelta fatta con un'incrollabile fiducia felice. L'esitazione si vince ascoltando profondamente ciò che siamo dentro, ciò che desideriamo fortemente per la nostra vita. A tutti i costi.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
La Tagliola

E’ difficile staccarsi dalla tagliola. La tagliola ci strappa le carni, blocca le nostre gambe, ci dissangua lentamente, infetta la nostra anima con il virus della vendetta e della giustificazione. È nascosta in ogni dove, scatta all’ improvviso, non lascia respiro, semina panico, ci mantiene costantemente in tensione. Ci incatena terribilmente e al tempo stesso ci offre la tremenda illusione di proteggerci dai pericoli, dai rischi, dall' imprevisto. Imprigiona realmente e al tempo stesso falsamente rassicura. L'abbiamo respirata da piccoli come approccio alla realtà, come soluzione ai problemi, come procedura spirituale segno di virtù e abnegazione. Avvolge la nostra intelligenza , straripa nei nostri riti sociali , avvelena la realizzazione di noi stessi e ci rende pesantemente egoisti, striscia perversa perfino nei nostri saluti, nelle nostre strette di mano, È la più evidente e collettiva forma di decadenza sociale. La tagliola è l'esitazione. Esitazione profonda e antica. Diffusa e stratificata in ogni ceto sociale e in ogni cultura. Esitazione fatale e corrosiva. Esitazione per ciò che sentiamo, per ciò die desideriamo, per ciò che siamo. Esitazione nell’accettare il presente, noi stessi, il destino, gli altri. Esitazione nel desiderare, nell'amare, nel cambiare, nel guarire, e perfino nel lasciar uscire la nostra voce. Esitazione nel modo di lavorare e di realizzarci, nell’'abbracciare, nel dare la vita, nel camminare, nel riposarsi e nel ringraziare.
E’ l'esitazione che ci rende lenti, terribilmente inadatti alle situazioni, profondamente incapaci e perdenti su ogni fronte. L’esitazione deriva dallo stato di nullità e di povertà che abbiamo respirato magari in famiglia e nelle agenzie educative, attraverso abbondanti vaccinazioni di sensi di colpa, scorretto senso del male, malsani legami e degradante rassegnazione. Esitare ci rende vulnerabili, miseri, egoisti, limitati. Esitare ovunque e sempre è lo stato d'animo che toglie gioia e potenza alla vita. E’ l'esitazione che ci obbliga a seguire e a servire le aspettative degli altri da sottomessi, infelici, depressi. Decidi chi comanda nella tua vita, se gli uomini o il tu. Decidi che posto dovranno avere tuo padre e tua madre, i tuoi affetti e i tuoi legami. Decidi senza presunzione, ma decidi. Dopo che hai deciso, tu sei e sarai la tua decisione. La decisione comprende errori e successi, infedeltà e fedeltà, paura e coraggio, cadute e resurrezioni, ma non prevede esitazioni. Mille errori non procurano il danno di una sola esitazione. Tu sarai la tua decisione, la tua decisione sarà la tua felicità e la tua protezione, il tuo scudo contro ogni male e ogni nemico. Se devi cambiare, cambia, se devi andare, va, se devi restare, resta, ma deciso, per scelta amante, non per paura e sottomissione. L'esitazione è una tagliola per il nostro cuore e per le nostre gambe, blocca e spacca in due. Protestare, recriminare, reclamare é esitazione. Compiacersi, incensarsi, parlare male degli altri è esitazione. Sospirare, deprimersi, rassegnarsi, lamentarsi, criticare è esitazione. Argomentare, giustificare e giustificarsi è esitazione.
L'esitazione si vince seguendo la scelta fatta con un'incrollabile fiducia felice. L'esitazione si vince ascoltando profondamente ciò che siamo dentro, ciò che desideriamo fortemente per la nostra vita. A tutti i costi.
Potente! :up::up:
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
La Tagliola

E’ difficile staccarsi dalla tagliola. La tagliola ci strappa le carni, blocca le nostre gambe, ci dissangua lentamente, infetta la nostra anima con il virus della vendetta e della giustificazione. È nascosta in ogni dove, scatta all’ improvviso, non lascia respiro, semina panico, ci mantiene costantemente in tensione. Ci incatena terribilmente e al tempo stesso ci offre la tremenda illusione di proteggerci dai pericoli, dai rischi, dall' imprevisto. Imprigiona realmente e al tempo stesso falsamente rassicura. L'abbiamo respirata da piccoli come approccio alla realtà, come soluzione ai problemi, come procedura spirituale segno di virtù e abnegazione. Avvolge la nostra intelligenza , straripa nei nostri riti sociali , avvelena la realizzazione di noi stessi e ci rende pesantemente egoisti, striscia perversa perfino nei nostri saluti, nelle nostre strette di mano, È la più evidente e collettiva forma di decadenza sociale. La tagliola è l'esitazione. Esitazione profonda e antica. Diffusa e stratificata in ogni ceto sociale e in ogni cultura. Esitazione fatale e corrosiva. Esitazione per ciò che sentiamo, per ciò die desideriamo, per ciò che siamo. Esitazione nell’accettare il presente, noi stessi, il destino, gli altri. Esitazione nel desiderare, nell'amare, nel cambiare, nel guarire, e perfino nel lasciar uscire la nostra voce. Esitazione nel modo di lavorare e di realizzarci, nell’'abbracciare, nel dare la vita, nel camminare, nel riposarsi e nel ringraziare.
E’ l'esitazione che ci rende lenti, terribilmente inadatti alle situazioni, profondamente incapaci e perdenti su ogni fronte. L’esitazione deriva dallo stato di nullità e di povertà che abbiamo respirato magari in famiglia e nelle agenzie educative, attraverso abbondanti vaccinazioni di sensi di colpa, scorretto senso del male, malsani legami e degradante rassegnazione. Esitare ci rende vulnerabili, miseri, egoisti, limitati. Esitare ovunque e sempre è lo stato d'animo che toglie gioia e potenza alla vita. E’ l'esitazione che ci obbliga a seguire e a servire le aspettative degli altri da sottomessi, infelici, depressi. Decidi chi comanda nella tua vita, se gli uomini o il tu. Decidi che posto dovranno avere tuo padre e tua madre, i tuoi affetti e i tuoi legami. Decidi senza presunzione, ma decidi. Dopo che hai deciso, tu sei e sarai la tua decisione. La decisione comprende errori e successi, infedeltà e fedeltà, paura e coraggio, cadute e resurrezioni, ma non prevede esitazioni. Mille errori non procurano il danno di una sola esitazione. Tu sarai la tua decisione, la tua decisione sarà la tua felicità e la tua protezione, il tuo scudo contro ogni male e ogni nemico. Se devi cambiare, cambia, se devi andare, va, se devi restare, resta, ma deciso, per scelta amante, non per paura e sottomissione. L'esitazione è una tagliola per il nostro cuore e per le nostre gambe, blocca e spacca in due. Protestare, recriminare, reclamare é esitazione. Compiacersi, incensarsi, parlare male degli altri è esitazione. Sospirare, deprimersi, rassegnarsi, lamentarsi, criticare è esitazione. Argomentare, giustificare e giustificarsi è esitazione.
L'esitazione si vince seguendo la scelta fatta con un'incrollabile fiducia felice. L'esitazione si vince ascoltando profondamente ciò che siamo dentro, ciò che desideriamo fortemente per la nostra vita. A tutti i costi.
E' una delle cose migliori, se non la migliore che hai mai scritto :up:
 
E' una delle cose migliori, se non la migliore che hai mai scritto :up:
Ma pensa facendo (costretto dalla moglie) le pulizie quaresimali...mi è venuto tra le mani questo mio scritto di tanto tempo fa...e mi ricordo che l'ho scritto a me stesso in un momento in cui mi sentivo di dover prendere determinate decisioni...non esenti da dolore...

L'ho riletto a mia moglie e questa ha esclamato...ma questo dedicalo a ferita...e così ho fatto...

Mi fa molto piacere che a te piaccia!
 

ferita

Utente di lunga data
La Tagliola

E’ difficile staccarsi dalla tagliola. La tagliola ci strappa le carni, blocca le nostre gambe, ci dissangua lentamente, infetta la nostra anima con il virus della vendetta e della giustificazione. È nascosta in ogni dove, scatta all’ improvviso, non lascia respiro, semina panico, ci mantiene costantemente in tensione. Ci incatena terribilmente e al tempo stesso ci offre la tremenda illusione di proteggerci dai pericoli, dai rischi, dall' imprevisto. Imprigiona realmente e al tempo stesso falsamente rassicura. L'abbiamo respirata da piccoli come approccio alla realtà, come soluzione ai problemi, come procedura spirituale segno di virtù e abnegazione. Avvolge la nostra intelligenza , straripa nei nostri riti sociali , avvelena la realizzazione di noi stessi e ci rende pesantemente egoisti, striscia perversa perfino nei nostri saluti, nelle nostre strette di mano, È la più evidente e collettiva forma di decadenza sociale. La tagliola è l'esitazione. Esitazione profonda e antica. Diffusa e stratificata in ogni ceto sociale e in ogni cultura. Esitazione fatale e corrosiva. Esitazione per ciò che sentiamo, per ciò die desideriamo, per ciò che siamo. Esitazione nell’accettare il presente, noi stessi, il destino, gli altri. Esitazione nel desiderare, nell'amare, nel cambiare, nel guarire, e perfino nel lasciar uscire la nostra voce. Esitazione nel modo di lavorare e di realizzarci, nell’'abbracciare, nel dare la vita, nel camminare, nel riposarsi e nel ringraziare.
E’ l'esitazione che ci rende lenti, terribilmente inadatti alle situazioni, profondamente incapaci e perdenti su ogni fronte. L’esitazione deriva dallo stato di nullità e di povertà che abbiamo respirato magari in famiglia e nelle agenzie educative, attraverso abbondanti vaccinazioni di sensi di colpa, scorretto senso del male, malsani legami e degradante rassegnazione. Esitare ci rende vulnerabili, miseri, egoisti, limitati. Esitare ovunque e sempre è lo stato d'animo che toglie gioia e potenza alla vita. E’ l'esitazione che ci obbliga a seguire e a servire le aspettative degli altri da sottomessi, infelici, depressi. Decidi chi comanda nella tua vita, se gli uomini o il tu. Decidi che posto dovranno avere tuo padre e tua madre, i tuoi affetti e i tuoi legami. Decidi senza presunzione, ma decidi. Dopo che hai deciso, tu sei e sarai la tua decisione. La decisione comprende errori e successi, infedeltà e fedeltà, paura e coraggio, cadute e resurrezioni, ma non prevede esitazioni. Mille errori non procurano il danno di una sola esitazione. Tu sarai la tua decisione, la tua decisione sarà la tua felicità e la tua protezione, il tuo scudo contro ogni male e ogni nemico. Se devi cambiare, cambia, se devi andare, va, se devi restare, resta, ma deciso, per scelta amante, non per paura e sottomissione. L'esitazione è una tagliola per il nostro cuore e per le nostre gambe, blocca e spacca in due. Protestare, recriminare, reclamare é esitazione. Compiacersi, incensarsi, parlare male degli altri è esitazione. Sospirare, deprimersi, rassegnarsi, lamentarsi, criticare è esitazione. Argomentare, giustificare e giustificarsi è esitazione.
L'esitazione si vince seguendo la scelta fatta con un'incrollabile fiducia felice. L'esitazione si vince ascoltando profondamente ciò che siamo dentro, ciò che desideriamo fortemente per la nostra vita. A tutti i costi.
Eccomi: sono l'esitazione.
Non su tutto però, ci sono decisioni che ho preso nella mia vita improvvisamente e sono andata avanti come un treno, nel bene e nel male.
Per il resto (compreso un invito a una cena) sono l'esitazione in persona.
Vado, non vado? Faccio, non faccio? Dico, non dico? Parto, non parto?
Infatti ho il terrore dell'aereo. Però ho voluto fare il corso antipanico e ho volato, con tanta paura, ma ho volato. E ho prenotato un altro volo per maggio.
Voglio liberarmi dall'esitazione. Voglio scrollarmi l'incertezza che mi porto dietro da sempre.
Ti ringrazio per quello che hai scritto, mi è piaciuto molto.
La decisione che prenderò sulla mia vita sarà la liberazione dall'esitazione.
Però l'esitazione serve anche a non prendere decisioni affrettate. Le decisioni affrettate portano al pentimento e non è quello che sopporterei adesso.
Ho preso un attimo di pausa per pensare, e anche se questo attimo dura da più di un anno, non credo sia esitazione, ma serve a ponderare la scelta più importante della mia vita.
Ho bisogno di aria pura, di ossigeno nei polmoni, di respirare a fondo e poi continuare a vivere, nel modo che sceglierò io.
L'esitazione ruba la vita che ti fa perdere...ce la metterò tutta per mandarla via, ma - purtroppo - fa parte del mio carattere e sarà molto dura

:)
 

ferita

Utente di lunga data
Ora io mi domando e dico, ma porca paletta! perchè! perchè!! tutte le volte che, si legge qualcosa di vero di reale di sincero di intelligente viene ignorato?
Oh! ma non è la prima volta che noto questo.
O forse viene letto, e visto che è così giusto, non si può dire nulla? come se è meglio non digerire il tutto?
Ciao Claudio, ho letto invece...ho letto e riflettuto.
Ma è difficile mettere in pratica quello che ha detto Sole.
Ci vorrebbe un lungo percorso psicologico, lungo e doloroso.
Forse perchè ha scritto cose terribilmente vere e profonde ma difficili da raggiungere non ho saputo rispondere....
Grazie comunque per averlo messo in risalto, mi ha dato modo di ripensarci su...
 

Diletta

Utente di lunga data
La Tagliola

E’ difficile staccarsi dalla tagliola. La tagliola ci strappa le carni, blocca le nostre gambe, ci dissangua lentamente, infetta la nostra anima con il virus della vendetta e della giustificazione. È nascosta in ogni dove, scatta all’ improvviso, non lascia respiro, semina panico, ci mantiene costantemente in tensione. Ci incatena terribilmente e al tempo stesso ci offre la tremenda illusione di proteggerci dai pericoli, dai rischi, dall' imprevisto. Imprigiona realmente e al tempo stesso falsamente rassicura. L'abbiamo respirata da piccoli come approccio alla realtà, come soluzione ai problemi, come procedura spirituale segno di virtù e abnegazione. Avvolge la nostra intelligenza , straripa nei nostri riti sociali , avvelena la realizzazione di noi stessi e ci rende pesantemente egoisti, striscia perversa perfino nei nostri saluti, nelle nostre strette di mano, È la più evidente e collettiva forma di decadenza sociale. La tagliola è l'esitazione. Esitazione profonda e antica. Diffusa e stratificata in ogni ceto sociale e in ogni cultura. Esitazione fatale e corrosiva. Esitazione per ciò che sentiamo, per ciò die desideriamo, per ciò che siamo. Esitazione nell’accettare il presente, noi stessi, il destino, gli altri. Esitazione nel desiderare, nell'amare, nel cambiare, nel guarire, e perfino nel lasciar uscire la nostra voce. Esitazione nel modo di lavorare e di realizzarci, nell’'abbracciare, nel dare la vita, nel camminare, nel riposarsi e nel ringraziare.
E’ l'esitazione che ci rende lenti, terribilmente inadatti alle situazioni, profondamente incapaci e perdenti su ogni fronte. L’esitazione deriva dallo stato di nullità e di povertà che abbiamo respirato magari in famiglia e nelle agenzie educative, attraverso abbondanti vaccinazioni di sensi di colpa, scorretto senso del male, malsani legami e degradante rassegnazione. Esitare ci rende vulnerabili, miseri, egoisti, limitati. Esitare ovunque e sempre è lo stato d'animo che toglie gioia e potenza alla vita. E’ l'esitazione che ci obbliga a seguire e a servire le aspettative degli altri da sottomessi, infelici, depressi. Decidi chi comanda nella tua vita, se gli uomini o il tu. Decidi che posto dovranno avere tuo padre e tua madre, i tuoi affetti e i tuoi legami. Decidi senza presunzione, ma decidi. Dopo che hai deciso, tu sei e sarai la tua decisione. La decisione comprende errori e successi, infedeltà e fedeltà, paura e coraggio, cadute e resurrezioni, ma non prevede esitazioni. Mille errori non procurano il danno di una sola esitazione. Tu sarai la tua decisione, la tua decisione sarà la tua felicità e la tua protezione, il tuo scudo contro ogni male e ogni nemico. Se devi cambiare, cambia, se devi andare, va, se devi restare, resta, ma deciso, per scelta amante, non per paura e sottomissione. L'esitazione è una tagliola per il nostro cuore e per le nostre gambe, blocca e spacca in due. Protestare, recriminare, reclamare é esitazione. Compiacersi, incensarsi, parlare male degli altri è esitazione. Sospirare, deprimersi, rassegnarsi, lamentarsi, criticare è esitazione. Argomentare, giustificare e giustificarsi è esitazione.
L'esitazione si vince seguendo la scelta fatta con un'incrollabile fiducia felice. L'esitazione si vince ascoltando profondamente ciò che siamo dentro, ciò che desideriamo fortemente per la nostra vita. A tutti i costi.

...che dire?
Encomiabile !!:up::up:
 

stellina

Utente di lunga data
La Tagliola

E’ difficile staccarsi dalla tagliola. La tagliola ci strappa le carni, blocca le nostre gambe, ci dissangua lentamente, infetta la nostra anima con il virus della vendetta e della giustificazione. È nascosta in ogni dove, scatta all’ improvviso, non lascia respiro, semina panico, ci mantiene costantemente in tensione. Ci incatena terribilmente e al tempo stesso ci offre la tremenda illusione di proteggerci dai pericoli, dai rischi, dall' imprevisto. Imprigiona realmente e al tempo stesso falsamente rassicura. L'abbiamo respirata da piccoli come approccio alla realtà, come soluzione ai problemi, come procedura spirituale segno di virtù e abnegazione. Avvolge la nostra intelligenza , straripa nei nostri riti sociali , avvelena la realizzazione di noi stessi e ci rende pesantemente egoisti, striscia perversa perfino nei nostri saluti, nelle nostre strette di mano, È la più evidente e collettiva forma di decadenza sociale. La tagliola è l'esitazione. Esitazione profonda e antica. Diffusa e stratificata in ogni ceto sociale e in ogni cultura. Esitazione fatale e corrosiva. Esitazione per ciò che sentiamo, per ciò die desideriamo, per ciò che siamo. Esitazione nell’accettare il presente, noi stessi, il destino, gli altri. Esitazione nel desiderare, nell'amare, nel cambiare, nel guarire, e perfino nel lasciar uscire la nostra voce. Esitazione nel modo di lavorare e di realizzarci, nell’'abbracciare, nel dare la vita, nel camminare, nel riposarsi e nel ringraziare.
E’ l'esitazione che ci rende lenti, terribilmente inadatti alle situazioni, profondamente incapaci e perdenti su ogni fronte. L’esitazione deriva dallo stato di nullità e di povertà che abbiamo respirato magari in famiglia e nelle agenzie educative, attraverso abbondanti vaccinazioni di sensi di colpa, scorretto senso del male, malsani legami e degradante rassegnazione. Esitare ci rende vulnerabili, miseri, egoisti, limitati. Esitare ovunque e sempre è lo stato d'animo che toglie gioia e potenza alla vita. E’ l'esitazione che ci obbliga a seguire e a servire le aspettative degli altri da sottomessi, infelici, depressi. Decidi chi comanda nella tua vita, se gli uomini o il tu. Decidi che posto dovranno avere tuo padre e tua madre, i tuoi affetti e i tuoi legami. Decidi senza presunzione, ma decidi. Dopo che hai deciso, tu sei e sarai la tua decisione. La decisione comprende errori e successi, infedeltà e fedeltà, paura e coraggio, cadute e resurrezioni, ma non prevede esitazioni. Mille errori non procurano il danno di una sola esitazione. Tu sarai la tua decisione, la tua decisione sarà la tua felicità e la tua protezione, il tuo scudo contro ogni male e ogni nemico. Se devi cambiare, cambia, se devi andare, va, se devi restare, resta, ma deciso, per scelta amante, non per paura e sottomissione. L'esitazione è una tagliola per il nostro cuore e per le nostre gambe, blocca e spacca in due. Protestare, recriminare, reclamare é esitazione. Compiacersi, incensarsi, parlare male degli altri è esitazione. Sospirare, deprimersi, rassegnarsi, lamentarsi, criticare è esitazione. Argomentare, giustificare e giustificarsi è esitazione.
L'esitazione si vince seguendo la scelta fatta con un'incrollabile fiducia felice. L'esitazione si vince ascoltando profondamente ciò che siamo dentro, ciò che desideriamo fortemente per la nostra vita. A tutti i costi.
bellissmo e realissimo!
 

Ultimo

Escluso
La Tagliola

E’ difficile staccarsi dalla tagliola. La tagliola ci strappa le carni, blocca le nostre gambe, ci dissangua lentamente, infetta la nostra anima con il virus della vendetta e della giustificazione. È nascosta in ogni dove, scatta all’ improvviso, non lascia respiro, semina panico, ci mantiene costantemente in tensione. Ci incatena terribilmente e al tempo stesso ci offre la tremenda illusione di proteggerci dai pericoli, dai rischi, dall' imprevisto. Imprigiona realmente e al tempo stesso falsamente rassicura. L'abbiamo respirata da piccoli come approccio alla realtà, come soluzione ai problemi, come procedura spirituale segno di virtù e abnegazione. Avvolge la nostra intelligenza , straripa nei nostri riti sociali , avvelena la realizzazione di noi stessi e ci rende pesantemente egoisti, striscia perversa perfino nei nostri saluti, nelle nostre strette di mano, È la più evidente e collettiva forma di decadenza sociale. La tagliola è l'esitazione. Esitazione profonda e antica. Diffusa e stratificata in ogni ceto sociale e in ogni cultura. Esitazione fatale e corrosiva. Esitazione per ciò che sentiamo, per ciò die desideriamo, per ciò che siamo. Esitazione nell’accettare il presente, noi stessi, il destino, gli altri. Esitazione nel desiderare, nell'amare, nel cambiare, nel guarire, e perfino nel lasciar uscire la nostra voce. Esitazione nel modo di lavorare e di realizzarci, nell’'abbracciare, nel dare la vita, nel camminare, nel riposarsi e nel ringraziare.
E’ l'esitazione che ci rende lenti, terribilmente inadatti alle situazioni, profondamente incapaci e perdenti su ogni fronte. L’esitazione deriva dallo stato di nullità e di povertà che abbiamo respirato magari in famiglia e nelle agenzie educative, attraverso abbondanti vaccinazioni di sensi di colpa, scorretto senso del male, malsani legami e degradante rassegnazione. Esitare ci rende vulnerabili, miseri, egoisti, limitati. Esitare ovunque e sempre è lo stato d'animo che toglie gioia e potenza alla vita. E’ l'esitazione che ci obbliga a seguire e a servire le aspettative degli altri da sottomessi, infelici, depressi. Decidi chi comanda nella tua vita, se gli uomini o il tu. Decidi che posto dovranno avere tuo padre e tua madre, i tuoi affetti e i tuoi legami. Decidi senza presunzione, ma decidi. Dopo che hai deciso, tu sei e sarai la tua decisione. La decisione comprende errori e successi, infedeltà e fedeltà, paura e coraggio, cadute e resurrezioni, ma non prevede esitazioni. Mille errori non procurano il danno di una sola esitazione. Tu sarai la tua decisione, la tua decisione sarà la tua felicità e la tua protezione, il tuo scudo contro ogni male e ogni nemico. Se devi cambiare, cambia, se devi andare, va, se devi restare, resta, ma deciso, per scelta amante, non per paura e sottomissione. L'esitazione è una tagliola per il nostro cuore e per le nostre gambe, blocca e spacca in due. Protestare, recriminare, reclamare é esitazione. Compiacersi, incensarsi, parlare male degli altri è esitazione. Sospirare, deprimersi, rassegnarsi, lamentarsi, criticare è esitazione. Argomentare, giustificare e giustificarsi è esitazione.
L'esitazione si vince seguendo la scelta fatta con un'incrollabile fiducia felice. L'esitazione si vince ascoltando profondamente ciò che siamo dentro, ciò che desideriamo fortemente per la nostra vita. A tutti i costi.

:up::up::up:
 

Diletta

Utente di lunga data
Eccomi: sono l'esitazione.
Non su tutto però, ci sono decisioni che ho preso nella mia vita improvvisamente e sono andata avanti come un treno, nel bene e nel male.
Per il resto (compreso un invito a una cena) sono l'esitazione in persona.
Vado, non vado? Faccio, non faccio? Dico, non dico? Parto, non parto?
Infatti ho il terrore dell'aereo. Però ho voluto fare il corso antipanico e ho volato, con tanta paura, ma ho volato. E ho prenotato un altro volo per maggio.
Voglio liberarmi dall'esitazione. Voglio scrollarmi l'incertezza che mi porto dietro da sempre.
Ti ringrazio per quello che hai scritto, mi è piaciuto molto.
La decisione che prenderò sulla mia vita sarà la liberazione dall'esitazione.
Però l'esitazione serve anche a non prendere decisioni affrettate. Le decisioni affrettate portano al pentimento e non è quello che sopporterei adesso.
Ho preso un attimo di pausa per pensare, e anche se questo attimo dura da più di un anno, non credo sia esitazione, ma serve a ponderare la scelta più importante della mia vita.

Ho bisogno di aria pura, di ossigeno nei polmoni, di respirare a fondo e poi continuare a vivere, nel modo che sceglierò io.
L'esitazione ruba la vita che ti fa perdere...ce la metterò tutta per mandarla via, ma - purtroppo - fa parte del mio carattere e sarà molto dura

:)
Permettimi un commento a quello che hai scritto:
hai centrato perfettamente l'essenza: sai che questa decisione è la più importante della vita e non ti puoi permettere di abbandonarti all'emotività, di far sì che gli impulsi ti governino facendo le scelte al posto tuo. So che l'istinto ti porterebbe altrove, come avrebbe fatto con me, ma l'ho controllato e l'ho domato e ne sono fiera.
Noi siamo le nostre scelte, ma queste scelte devono essere oculate e ponderate, e non importa il tempo che occorrerà.
Prima o poi l'animo trova la sua strada per esprimersi e per farci sapere dove vuole andare.
Verrà il momento che ti sveglierai sapendo con fermezza quello che vuoi davvero dalla vita e quando avverrà ciò tornerai a sorridere!
Io mi sento che questo momento sta per giungere...:)
 
Permettimi un commento a quello che hai scritto:
hai centrato perfettamente l'essenza: sai che questa decisione è la più importante della vita e non ti puoi permettere di abbandonarti all'emotività, di far sì che gli impulsi ti governino facendo le scelte al posto tuo. So che l'istinto ti porterebbe altrove, come avrebbe fatto con me, ma l'ho controllato e l'ho domato e ne sono fiera.
Noi siamo le nostre scelte, ma queste scelte devono essere oculate e ponderate, e non importa il tempo che occorrerà.
Prima o poi l'animo trova la sua strada per esprimersi e per farci sapere dove vuole andare.
Verrà il momento che ti sveglierai sapendo con fermezza quello che vuoi davvero dalla vita e quando avverrà ciò tornerai a sorridere!
Io mi sento che questo momento sta per giungere...:)
Ma io ho vinto l'esitazione solo con un sistema.
Essere poi pronto a pagare senza sconti il peso di scelte sbagliate.
Poi mi sono accorto che ogni scelta non è mai perfettamente giusta e mai perfettamente sbagliata.

Es. Ho scelto una facoltà?
Ecco se scelgo di laurearmi in lettere, ipso facto, la mia scelta comporta anche la rinuncia a diventare un ingegnere, o un medico.

Poi c'è il fattore tempo...
Solo con il senno del poi possiamo dire ho compiuto la scelta giusta o sbagliata.

E se è sbagliata se ciapa su...e si torna indietro no?

Insomma se la vita è una partita di pugilato...un buon pugile non mena i pugni alla cazzo di cane...perchè batterebbe l'aria...egli sa che deve essere pronto anche a fare dieci passi indietro...pur di trovarsi nell'occasione propizia di sferrare quell'unico colpo decisivo.

Penso che ci voglia una certa tensione a...per vivere bene.

Sogno un giorno in cui Ferita cambierà il suo nick in Guarita!:)
 
E

elena_

Guest
La Tagliola

E’ difficile staccarsi dalla tagliola. La tagliola ci strappa le carni, blocca le nostre gambe, ci dissangua lentamente, infetta la nostra anima con il virus della vendetta e della giustificazione. È nascosta in ogni dove, scatta all’ improvviso, non lascia respiro, semina panico, ci mantiene costantemente in tensione. Ci incatena terribilmente e al tempo stesso ci offre la tremenda illusione di proteggerci dai pericoli, dai rischi, dall' imprevisto. Imprigiona realmente e al tempo stesso falsamente rassicura. L'abbiamo respirata da piccoli come approccio alla realtà, come soluzione ai problemi, come procedura spirituale segno di virtù e abnegazione. Avvolge la nostra intelligenza , straripa nei nostri riti sociali , avvelena la realizzazione di noi stessi e ci rende pesantemente egoisti, striscia perversa perfino nei nostri saluti, nelle nostre strette di mano, È la più evidente e collettiva forma di decadenza sociale. La tagliola è l'esitazione. Esitazione profonda e antica. Diffusa e stratificata in ogni ceto sociale e in ogni cultura. Esitazione fatale e corrosiva. Esitazione per ciò che sentiamo, per ciò die desideriamo, per ciò che siamo. Esitazione nell’accettare il presente, noi stessi, il destino, gli altri. Esitazione nel desiderare, nell'amare, nel cambiare, nel guarire, e perfino nel lasciar uscire la nostra voce. Esitazione nel modo di lavorare e di realizzarci, nell’'abbracciare, nel dare la vita, nel camminare, nel riposarsi e nel ringraziare.
E’ l'esitazione che ci rende lenti, terribilmente inadatti alle situazioni, profondamente incapaci e perdenti su ogni fronte. L’esitazione deriva dallo stato di nullità e di povertà che abbiamo respirato magari in famiglia e nelle agenzie educative, attraverso abbondanti vaccinazioni di sensi di colpa, scorretto senso del male, malsani legami e degradante rassegnazione. Esitare ci rende vulnerabili, miseri, egoisti, limitati. Esitare ovunque e sempre è lo stato d'animo che toglie gioia e potenza alla vita. E’ l'esitazione che ci obbliga a seguire e a servire le aspettative degli altri da sottomessi, infelici, depressi. Decidi chi comanda nella tua vita, se gli uomini o il tu. Decidi che posto dovranno avere tuo padre e tua madre, i tuoi affetti e i tuoi legami. Decidi senza presunzione, ma decidi. Dopo che hai deciso, tu sei e sarai la tua decisione. La decisione comprende errori e successi, infedeltà e fedeltà, paura e coraggio, cadute e resurrezioni, ma non prevede esitazioni. Mille errori non procurano il danno di una sola esitazione. Tu sarai la tua decisione, la tua decisione sarà la tua felicità e la tua protezione, il tuo scudo contro ogni male e ogni nemico. Se devi cambiare, cambia, se devi andare, va, se devi restare, resta, ma deciso, per scelta amante, non per paura e sottomissione. L'esitazione è una tagliola per il nostro cuore e per le nostre gambe, blocca e spacca in due. Protestare, recriminare, reclamare é esitazione. Compiacersi, incensarsi, parlare male degli altri è esitazione. Sospirare, deprimersi, rassegnarsi, lamentarsi, criticare è esitazione. Argomentare, giustificare e giustificarsi è esitazione.
L'esitazione si vince seguendo la scelta fatta con un'incrollabile fiducia felice. L'esitazione si vince ascoltando profondamente ciò che siamo dentro, ciò che desideriamo fortemente per la nostra vita. A tutti i costi.
è difficile staccarsi dalla tagliola, sì
perché l'esitazione spesso può diventare una via di fuga, un abito che ci si cuce addosso e in cui ci si rifugia
è difficile decidere ed essere la propria decisione
e ci vuole coraggio, sì
oh se ce ne vuole
poi però si è liberi...
 
è difficile staccarsi dalla tagliola, sì
perché l'esitazione spesso può diventare una via di fuga, un abito che ci si cuce addosso e in cui ci si rifugia
è difficile decidere ed essere la propria decisione
e ci vuole coraggio, sì
oh se ce ne vuole
poi però si è liberi...
E quando si è liberi si vede tutto chiaramente.
E si vive!
 

ferita

Utente di lunga data
Ma io ho vinto l'esitazione solo con un sistema.
Essere poi pronto a pagare senza sconti il peso di scelte sbagliate.
Poi mi sono accorto che ogni scelta non è mai perfettamente giusta e mai perfettamente sbagliata.

Es. Ho scelto una facoltà?
Ecco se scelgo di laurearmi in lettere, ipso facto, la mia scelta comporta anche la rinuncia a diventare un ingegnere, o un medico.

Poi c'è il fattore tempo...
Solo con il senno del poi possiamo dire ho compiuto la scelta giusta o sbagliata.

E se è sbagliata se ciapa su...e si torna indietro no?

Insomma se la vita è una partita di pugilato...un buon pugile non mena i pugni alla cazzo di cane...perchè batterebbe l'aria...egli sa che deve essere pronto anche a fare dieci passi indietro...pur di trovarsi nell'occasione propizia di sferrare quell'unico colpo decisivo.

Penso che ci voglia una certa tensione a...per vivere bene.

Sogno un giorno in cui Ferita cambierà il suo nick in Guarita!:)
Dire "me ne vado", non è esattamente come scegliere una facoltà, o decidere di fare un viaggio, o addirittura sposarsi...Dire "basta" vuol dire cancellare 30 anni della propria vita. Vuol dire avere alle spalle un fallimento totale su tutto, vuol dire che un figlio ti si rivolta contro perchè in fondo potevi fare uno sforzo e lui avrebbe continuato la sua vita serena, vuol dire restare soli e continuare a domandarsi se è stata fatta la scelta giusta o sbagliata...
Allora per il momento decido di restare perchè almeno so in quale situazione mi trovo, non ho sorprese, so che domani è come oggi e che non avrò ripensamenti o rimorsi.
Per ora ho deciso di rimanere, forse in modo vigliacco, forse perchè la tagliola è un modo per non affrontare i problemi, forse perchè il mio carattere è debole, non so...però rimango in questo limbo che non è nè amore nè odio nè indifferenza. E' un passaggio, riflessione su di me, su chi sono stata finora e chi sarò dopo...
La tensione per ora non fa per me, non ho la forza per affontarla, aspetto e perdo tempo...di più non so fare.
Ferita non è guarita è "in pausa"
:smile:
 
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