Non è così.Quello che ho letto io, sbagliando probabilmente, è statp questo: Lo manderei al diavolo, ma mi sta sulle palle che possa rifarsi una vita, preferisco stare con lui per comodità (privilegi, divisione dei compiti, ecc). Del tipo se non avesse figli e guadagnasse meglio di me, l'avrei già spedito a calci in culo.
Non avevo confuso le storie. Ti ripeto che ho letto tutta la tua sofferenza e avendo io tradito mi ha colpito molto.
Sono sempre intervenuta poco, non sapendo sinceramente cosa consigliarti e anche per una forma di pudore. Poi oggi mi sei sembrata diversa tutto qui. Ho frainteso.
Quoto questo, e proprio per questo se ai tuoi occhi tuo marito ha perso dignità e stima come fai a restare con lui.Io sto apprezzando molto il punto di vista -attuale- di Ferita, il modo di porsi così pragmatico. Che sa che è facile sfasciare tutto e poi ritrovarsi di nuovo lucide a dire "oh-oh"....
E, in realtà, se lei in effetti pensasse quello che ha interpretato Farfalla, lo capirei.
Se il marito volesse rifarsi una vita e lei lo stesse trattenendo a forza, con inganni e parole finte, no, non la capirei. Ma invece riesco a capire che una donna, a un certo punto, faccia i conti coi pro e i contro.
Io sono sola, so quanta fatica si fa a pensare a tutto.
So che sono diventata più povera.
Ma sono contenta perchè vivere col mio ex mi stava distruggendo, e ora sono felice. E' stata una scelta di sopravvivenza.
E mi immagino Ferita, che si è fatta un mazzo così a casa e nella famiglia, che per l'errore di un altro deve, proprio adesso che magari può essere più facile, coi figli grandi e tutto, rimettersi a fare ancora più fatica.
Qua la dignità e l'orgoglio lo vedo proprio nel guardare questo uomo colpevole e imperfetto e dirsi che quello che è successo sminuisce lui e non lei. Che lei può scegliere che cosa fare, da donna consapevole e non da vittima.
E che, come dice lei, non sarà cornuta e bastonata.
Sempre nell0idea, che chissà, domani ci si potrà svegliare e sorridergli... o buttargli le robe fuori dalla finestra![]()
Si adesso si. Sarebbe un ulteriore fallimento per te mandarlo via. Ho capito?Non è così.
Lo amo profondamente e me ne sbatto dei suoi soldi (anche io lavoro!) e di quello che può fare in casa e per la famiglia, ma non voglio soffrire. Ho paura che la cosa si ripeta, mi ha levato ogni sicurezza. Il mio castello di carta (famiglia) si è sbriciolato. Mi trovo come tra le macerie di un terremoto terrificante e non so da quale parte cominciare.
Se mando via anche lui è davvero la fine.
Ma devo trovare dei validi motivi per giustificare il fatto che nonostante tutto (3 anni e mezzo di tradimento con una collega) non l'ho mandato via, per questo ho parlato di doveri familiari e privilegi.
In realtà lo amo da morire ed il male che mi ha fatto è proporzionato all'amore che provo, ma non voglio ricaderci, non voglio rischiare che possa riaccadere (visto che oltre tutto lavorano ancora insieme)...allora psicologicamente è meglio credere che mi serve per le cose materiali e non per quelle sentimentali, che se tradite fanno molto più male!
Non so se avete capito...![]()
Non sbagli di certo a considerare il matrimonio come qualcosa di ben più di un contratto di assistenza.Quoto questo, e proprio per questo se ai tuoi occhi tuo marito ha perso dignità e stima come fai a restare con lui.
Ho un sacco di problemi con mio marito ma tra i pro e i contro non ho mai messo il fattore economico o la gestione della casa. Sicuramente sbaglio ma non riesco a pensare al mio matrimonio come a un contratto economico o di assistenza.
Posso condividere la scelta di Stellina o di Ciliegina nel dire. Non è più un matrimonio, dividiamo tutto (conti bancari,ecc )e per comodità pratica di entrambi viviamo insieme ma io non sono più tua moglie. Patti chiari e condivisi.
Sono d'accordo. io so che non sarei più serena e tranquilla se stessi con mio marito per motivi diversi dai sentimenti. Forse sono troppo orgogliosa, e non dico di essere nel giusto, ma io la vedo così.Non sbagli di certo a considerare il matrimonio come qualcosa di ben più di un contratto di assistenza.
Ma sinceramente, essendo separata, e guardandomi intorno e vedendo tante realtà diverse, ho cominciato a pensare che è anche un contratto di assistenza reciproca. E che qualche volta, la dignità può tranquillamente stare nel capire quale è la situazione che ci fa stare meglio più serene, più tranquille. Senza mentire a noi stesse.
E se vivere assieme nonostante la fine del matrimonio è quello che fa stare meglio una donna -ho letto quello che ha scritto Ferita, quindi adesso sto parlando di un caso ipotetico diverso- allora plaudo.
Siamo dei geni nel farci del male, per maleinteso amore, a sopportare anni di angherie che ci autodipingiamo di rosa, o per maleintesa dignità, ad accettare situazioni in cui siamo le principali sconfitte.
Scusa, non mi va di parlarne qui, ma mi sto riferendo anche alla mia situazione attuale, in cui per cercare di essere giusta e comportarmi con dignità, sto rischiando grosso.
No voglio solo come dire...fare il mio gran finale...no?...occhio che se si sparge la voce dopo sei fregato!
Pensi proprio di farcela o urge un rinforzo?![]()
ferita ma come puoi accettare che lavorino ancora insieme?Non è così.
Lo amo profondamente e me ne sbatto dei suoi soldi (anche io lavoro!) e di quello che può fare in casa e per la famiglia, ma non voglio soffrire. Ho paura che la cosa si ripeta, mi ha levato ogni sicurezza. Il mio castello di carta (famiglia) si è sbriciolato. Mi trovo come tra le macerie di un terremoto terrificante e non so da quale parte cominciare.
Se mando via anche lui è davvero la fine.
Ma devo trovare dei validi motivi per giustificare il fatto che nonostante tutto (3 anni e mezzo di tradimento con una collega) non l'ho mandato via, per questo ho parlato di doveri familiari e privilegi.
In realtà lo amo da morire ed il male che mi ha fatto è proporzionato all'amore che provo, ma non voglio ricaderci, non voglio rischiare che possa riaccadere (visto che oltre tutto lavorano ancora insieme)...allora psicologicamente è meglio credere che mi serve per le cose materiali e non per quelle sentimentali, che se tradite fanno molto più male!
Non so se avete capito...![]()
Capito perfettamente, ma tu hai un lavoro? sei indipendente? perche' dovresti continuare a soffrire? Lo ami certo, ma lui non ama te, e non venitemi a dire che chi ama puo' tradire, solo cazzate! Il matrimonio logora? bene se ne discute, ci si confronta ma non si cerca all'esterno il sollazzo e la panacea dei propri mali, sarebbe da vigliacco, in fondo si e' diviso in coppia negli anni il bene e il male. Fattene una ragione, inutile stare aggrappata ad un carro che in discesa prende sempre piu' velocita'. Fermalo, prendilo per le palle e tira forte se sei ancora in tempo e pensi che possiate recuperare, ma se non sei sicura lascialo al proprio destino, sicuramente sara' lui a cercarti. Alcune donne rimangono aggrappate all'amore, ad una figura sbiadita dell'amore perche' amano troppo...questo e' un male e tuo marito lo sa', cambia, sbattigli in faccia la realta', digli che ti sei rotta e abbandonalo.Non è così.
Lo amo profondamente e me ne sbatto dei suoi soldi (anche io lavoro!) e di quello che può fare in casa e per la famiglia, ma non voglio soffrire. Ho paura che la cosa si ripeta, mi ha levato ogni sicurezza. Il mio castello di carta (famiglia) si è sbriciolato. Mi trovo come tra le macerie di un terremoto terrificante e non so da quale parte cominciare.
Se mando via anche lui è davvero la fine.
Ma devo trovare dei validi motivi per giustificare il fatto che nonostante tutto (3 anni e mezzo di tradimento con una collega) non l'ho mandato via, per questo ho parlato di doveri familiari e privilegi.
In realtà lo amo da morire ed il male che mi ha fatto è proporzionato all'amore che provo, ma non voglio ricaderci, non voglio rischiare che possa riaccadere (visto che oltre tutto lavorano ancora insieme)...allora psicologicamente è meglio credere che mi serve per le cose materiali e non per quelle sentimentali, che se tradite fanno molto più male!
Non so se avete capito...![]()
Perchè dici che lui non ama me?Capito perfettamente, ma tu hai un lavoro? sei indipendente? perche' dovresti continuare a soffrire? Lo ami certo, ma lui non ama te, e non venitemi a dire che chi ama puo' tradire, solo cazzate! Il matrimonio logora? bene se ne discute, ci si confronta ma non si cerca all'esterno il sollazzo e la panacea dei propri mali, sarebbe da vigliacco, in fondo si e' diviso in coppia negli anni il bene e il male. Fattene una ragione, inutile stare aggrappata ad un carro che in discesa prende sempre piu' velocita'. Fermalo, prendilo per le palle e tira forte se sei ancora in tempo e pensi che possiate recuperare, ma se non sei sicura lascialo al proprio destino, sicuramente sara' lui a cercarti. Alcune donne rimangono aggrappate all'amore, ad una figura sbiadita dell'amore perche' amano troppo...questo e' un male e tuo marito lo sa', cambia, sbattigli in faccia la realta', digli che ti sei rotta e abbandonalo.
ferita ma come puoi accettare che lavorino ancora insieme?
io penso che nella vita bisogna assumersi anche le conseguenze delle proprie azioni.
quindi se per 3 anni e mezzo lui ha avuto una relazione così forte con la collega e ora vuole VERAMENTE recuperare deve dimostrarlo con atti concreti (es. chiede il trasferimento lui, oppure lei, o cerca nuovo lavoro).
questo credimi vi aiuteebbe molto nel percorso di ricostruzione.
Ma capisci che così è un tormento e un'angoscia continua..... come fai?Lui non può cambiare lavoro, è dirigente...con i tempi che corrono dove va? Finisce disoccupato pensate che casino...
Lei forse avrebbe potuto cambiare ma non l'ha fatto...mica posso andare a spostarla con la forza!
Ragazzi, qui l'unica cosa da fare è essere indifferenti a tutto...fregarmene alla grande!
Sono cazzate per il tuo modo di essere.Ma non tutti siamo uguali.Capito perfettamente, ma tu hai un lavoro? sei indipendente? perche' dovresti continuare a soffrire? Lo ami certo, ma lui non ama te, e non venitemi a dire che chi ama puo' tradire, solo cazzate! Il matrimonio logora? bene se ne discute, ci si confronta ma non si cerca all'esterno il sollazzo e la panacea dei propri mali, sarebbe da vigliacco, in fondo si e' diviso in coppia negli anni il bene e il male. Fattene una ragione, inutile stare aggrappata ad un carro che in discesa prende sempre piu' velocita'. Fermalo, prendilo per le palle e tira forte se sei ancora in tempo e pensi che possiate recuperare, ma se non sei sicura lascialo al proprio destino, sicuramente sara' lui a cercarti. Alcune donne rimangono aggrappate all'amore, ad una figura sbiadita dell'amore perche' amano troppo...questo e' un male e tuo marito lo sa', cambia, sbattigli in faccia la realta', digli che ti sei rotta e abbandonalo.
Scusate, ma potrei anche pensare che se la sposta poi si vedono comunque tra un piano e l'altro, o si incontrano in un altro posto...o che se non è lei sarà un'altra donna...non posso vivere così. Il centro non devono essere loro ma io.Ma capisci che così è un tormento e un'angoscia continua..... come fai?
Per me volere è potere.... se lui è dirigente e vuole recuperare con te può fare almeno in modo di farla trasferire in altri uffici.
Non è una cosa da poco questa. Per chi non è indifferente l'indifferenza è un compito difficile da autoimporsi.Lui non può cambiare lavoro, è dirigente...con i tempi che corrono dove va? Finisce disoccupato pensate che casino...
Lei forse avrebbe potuto cambiare ma non l'ha fatto...mica posso andare a spostarla con la forza!
Ragazzi, qui l'unica cosa da fare è essere indifferenti a tutto...fregarmene alla grande!
Non ho espresso alcun giudizio, ho espresso il mio pensiero. Ognuno e' libero di fare cio' che meglio crede nella vita serve a farlo stare bene o meglio. Io se amo non tradisco non potrei mai farlo, sarebbe fisiologicamente impossibile per me, rivedrei lei e mi bloccherei, nessuno e' perfetto e io amo la mia immensa imperfezione. Con questo ho risposto anche a Ferita.Sono cazzate per il tuo modo di essere.Ma non tutti siamo uguali.
Io tradisco eppure amo.
Non discuto il tuo pensiero, siamo diversi.
Ma non puoi arrogarti il diritto di dare un giudizio sull'universo sentimentale tutto.
Perchè non è possibile.
Però hai giudicato il NON amore del marito di Ferita, dicendo che lui non la ama.Non ho espresso alcun giudizio, ho espresso il mio pensiero. Ognuno e' libero di fare cio' che meglio crede nella vita serve a farlo stare bene o meglio. Io se amo non tradisco non potrei mai farlo, sarebbe fisiologicamente impossibile per me, rivedrei lei e mi bloccherei, nessuno e' perfetto e io amo la mia immensa imperfezione. Con questo ho risposto anche a Ferita.
Non sbagli di certo a considerare il matrimonio come qualcosa di ben più di un contratto di assistenza.
Ma sinceramente, essendo separata, e guardandomi intorno e vedendo tante realtà diverse, ho cominciato a pensare che è anche un contratto di assistenza reciproca. E che qualche volta, la dignità può tranquillamente stare nel capire quale è la situazione che ci fa stare meglio più serene, più tranquille. Senza mentire a noi stesse.
E se vivere assieme nonostante la fine del matrimonio è quello che fa stare meglio una donna -ho letto quello che ha scritto Ferita, quindi adesso sto parlando di un caso ipotetico diverso- allora plaudo.
Siamo dei geni nel farci del male, per maleinteso amore, a sopportare anni di angherie che ci autodipingiamo di rosa, o per maleintesa dignità, ad accettare situazioni in cui siamo le principali sconfitte.
Scusa, non mi va di parlarne qui, ma mi sto riferendo anche alla mia situazione attuale, in cui per cercare di essere giusta e comportarmi con dignità, sto rischiando grosso.
Specie dopo un tradimento...non resta molto di piùLa penso esattamente come te!
Il matrimonio è un contratto e come tale, oltre ai sentimenti che devono avere la priorità, comprende tutto un ventaglio di elementi, nobili e meno nobili e tra questi c'è anche quello economico e assistenziale.
Sarà poco romantico, ma questo è...