Analisi

danny

Utente di lunga data
4. I figli vengono prima di tutto. Non hanno il diritto di subire i capricci dei genitori. Ho moltissima stima di chi rimane in famiglia per i figli, pur non essendo in buoni rapporti con la moglie. Penso che sia meglio avere due genitori poco affini tra loro ma INSIEME, piuttosto che felici ma uno da una parte, uno dall'altra. Nella coppia, i figli sono un dono; nelle persone separate diventano un peso e questo non fa bene a loro (la mia ragazza ha vissuto l’esperienza di due genitori che non si amano ma stanno insieme per i figli, e lei è molto riconoscente per questo).
I genitori dovrebbe comunque restare in buoni rapporti anche se non si amano più per stare insieme.
Se hanno e danno un alto valore alla genitorialità è probabile che accada.
Finisce l'amore, si resta insieme IN ACCORDO e PIACEVOLMENTE per i figli.
E' una situazione molto comune.
Di solito ci si separa quando la situazione è insostenibile.
 

danny

Utente di lunga data
5. Il sesso. Questo va vissuto nel modo opportuno. Secondo me, allenarsi a non farlo per un po', aiuta (chi per una settimana, chi per un mese, o anche per due giorni, che ne so). Io sono convinto che la componente fisica è quella più ricercata nei tradimenti...allora serve abituarsi a dare la giusta importanza al sesso, senza esagerazioni e sapendosi limitare da persone mature. Perchè il rischio è che se assecondi tutte le voglie del momento e sei abituato a farlo, queste mano a mano crescono e poi non ti basta più. Io parlo di moderazione ed equilibrio nella sessualità, non di castità, sia chiaro. E di crescita insieme come coppia.
No, no, e poi no.
Vivete il sesso con la massima soddisfazione e fatelo con passione e ampia disponibilità.
Se non lo fai tu, lo farà qualcun altro.
 

danny

Utente di lunga data
6. Queste paranoie che vengono fuori da persone tradenti (uomini o donne, non cambia), sono ridicole. "Io lo/la amo, non posso vivere senza di lui/lei"...mi puzzano più di dipendenza che poco c'entra con l'Amore. E pretendere che il/la amante sia fedele con noi, quando non lo è stato con la propria moglie (o marito), beh bisogna essere poco svegli.
Mah, bisogna esserci nella situazione per giudicare.
E tu per ora non ci sei.
Osserva, impara, non giudicare, per ora.
E... soprattutto
CONFRONTATI qui.
Hai scritto un post, lanciato il sasso, ma non hai dato risposte.
 
Ultima modifica:

Foglia

utente viva e vegeta
Ciao a tutti, sono nuovo e mi sento di condividere con voi non un'esperienza, bensì una piccola analisi.
Innanzitutto io sono qui non perché sono stato tradito oppure perchè ho tradito, ma per un altro motivo.
Tutto nasce dalla situazione di mio zio: famiglia perfetta, 3 bambini bellissimi (oggettivo) e fantastici (soggettivo), i miei cuginetti a cui voglio un mondo di bene. Famiglia perfetta, impegnata anche nel servizio agli altri. Lui fa letteralmente di tutto per la famiglia: porta a scuola e va a prendere i bimbi; dottori, sport, la maggior parte dei pasti...di tutto. Lei invece ha sempre fatto molto poco e lavorava solo mezza giornata. Lui ha anche i genitori che hanno bisogno di assistenza...insomma, lui faceva di tutto e lei guardava. Fin quando lei non ha tradito lui. é andata via di casa e i bambini fanno la spola: un po' dalla mamma e un po' dal papà (che si sentono e sono in buoni rapporti). Per me è stata devastante: per mio zio, perchè sta soffrendo come un cane; per i bambini a cui voglio bene da morire.
Poi c'è un altro motivo: l'anno prossimo mi sposo. Tra me e lei va benissimo ma nulla è scontato (io 28anni, lei 24). Anzi, siamo molto attenti a non sottovalutare eventuali "pericoli" e a stare insieme il più possibile, anche se tra di noi c'è moltissima fiducia.
Così mi volevo informare sul tradimento e per caso ho trovato questo forum, che devo dire è fatto bene.
Dopo aver letto alcune storie, faccio queste considerazioni.
1. Marito e moglie devono giorno per giorno alimentare il rapporto, capendo i vari momenti di difficoltà (normalissimi) e di esigenze che cambiano. Capire e saper ascoltare. Si devono SCEGLIERE giorno per giorno.
2. L'Amore non è solo sentimento; e nemmeno avere "affinità". L'amore è sofferenza, anche. é un progetto, è una scelta. L'infatuazione va a farsi fottere presto e non deve poter mandare all'aria un progetto importante come una famiglia. Gli/le amanti che pretendono questo sono solo egoiste, nient’altro.
3. Le tentazioni ci sono per i santi e per i diavoli. Tutti le abbiamo e sempre le avremo. Il problema sta nel come porsi: si deve fuggire da quella simpatia, quell'occasione, e non assecondarla neanche un attimo. Se psicologicamente sono giù per vari motivi (anafettività improvvisa, lavoro, bambini...), è in quel momento che deve lavorare la testa e la forza di volontà. Tutti abbiamo le tentazioni (che poi arrivano di solito proprio quando siamo più fragili, quindi vulnerabili), ma tutti abbiamo anche la forza di volontà.
4. I figli vengono prima di tutto. Non hanno il diritto di subire i capricci dei genitori. Ho moltissima stima di chi rimane in famiglia per i figli, pur non essendo in buoni rapporti con la moglie. Penso che sia meglio avere due genitori poco affini tra loro ma INSIEME, piuttosto che felici ma uno da una parte, uno dall'altra. Nella coppia, i figli sono un dono; nelle persone separate diventano un peso e questo non fa bene a loro (la mia ragazza ha vissuto l’esperienza di due genitori che non si amano ma stanno insieme per i figli, e lei è molto riconoscente per questo).
5. Il sesso. Questo va vissuto nel modo opportuno. Secondo me, allenarsi a non farlo per un po', aiuta (chi per una settimana, chi per un mese, o anche per due giorni, che ne so). Io sono convinto che la componente fisica è quella più ricercata nei tradimenti...allora serve abituarsi a dare la giusta importanza al sesso, senza esagerazioni e sapendosi limitare da persone mature. Perchè il rischio è che se assecondi tutte le voglie del momento e sei abituato a farlo, queste mano a mano crescono e poi non ti basta più. Io parlo di moderazione ed equilibrio nella sessualità, non di castità, sia chiaro. E di crescita insieme come coppia.
6. Queste paranoie che vengono fuori da persone tradenti (uomini o donne, non cambia), sono ridicole. "Io lo/la amo, non posso vivere senza di lui/lei"...mi puzzano più di dipendenza che poco c'entra con l'Amore. E pretendere che il/la amante sia fedele con noi, quando non lo è stato con la propria moglie (o marito), beh bisogna essere poco svegli.

Questi sono spunti ricavati dalle storie che leggo qui, non sono scritte da nessuna parte, non sono uno psicologo (sono ingegnere), quindi vi chiedo di dirmi che ne pensate.
Grazie in anticipo e buona giornata!
Benvenuto anzitutto :)

Sai quale è il minimo comune denominatore che leggo nella tua ricetta?
Quello di evitare di dare l'altro per scontato.
Sai però con cosa non fai troppo i conti (e comprensibilmente anche)?
Con il fatto, secondo me, che trattandosi di "vita" parli di un cammino in cui il rischio è quello che per tantissime cause ci si possa trovare a "vivere" un gesto dell'altro prima considerato tollerabile (se non addirittura carino) come qualcosa che diventa "pesante". Non avviene dall'oggi al domani, questa trasformazione, e la bravura della coppia sta proprio nel saperne discutere al momento giusto. Offrire spazio all'altro. Spazio di comprensione. Altrimenti ogni cosa, come può essere un gesto semplice, si può trasformare all'apparenza di punto in bianco (ma solo all'apparenza) da quotidianità a prigione. Ed è un processo non dico irreversibile, ma difficile poi da convertire quando sopra si sono lasciati sedimentare detriti.
Aggiungo un altro punto al tuo decalogo: l'importanza della convivenza. Prima di sposarvi, fare figli, comprare casa eccetera, investite il meno possibile in termini finanziari. Un paio di anni in affitto, senza vincoli.
Ah: dimenticavo. Qualche spazio vostro individuale. Che stare insieme non è solo scegliersi, ma anche scegliere cosa condividere e cosa no. Sarà un ottimo banco di prova anche per un futuro con eventuali figli, laddove ognuno metterà e conserverà un poco di quello spazio senza recriminazioni o "fughe", o sentimenti di rinuncia totale di uno vs. bella vita (reale o percepita che sia dell'altro).
E il lavoro: presupposto affinché nessuno si senta in gabbia, ma stia liberamente per scelta (anche nei momenti bui) e' la più possibile reciproca indipendenza finanziaria, che significa proprio evitare coi fatti la "scontatezza" dei ruoli.
E a proposito: patti chiari e leali anche in punto soldi e in punto spese. Sembrerà banale, ma le famiglie che vedo funzionare condividono lussi e rinunce. In accordo, pure nella autonomia. Altrimenti si finisce come ero finita io, a rendere conto di dove acquistavo il burro per tutti :cool:
 

Eagle72

Utente di lunga data
Prima regola del 'corn club'' è che non ci sono regole! Non conta quanto tu sia eccezionale e presente, succede a prescindere. Non conta quanto sia timida lei, può benissimo tradirti. Non conta quanto tu ti sforzi di non tradire, puoi farlo anche tu dotato di un super io gigante. Non ci sono regole neanche dopo, potreste ritrovarvi o no, e capire che ciò che è successo era la via principale per l'uno o l'altro. Io cmq a 25 anni mai avrei cercato su Google tradimento e mai avrei buttato giù il decalogo. In bocca al lupo, e ricorda..è vita anche questo. Sbagliare, vivere cose impossibili e assurde, perdonare. Cadere. Decidere. Rialzarsi. Compromesso. Leccarsi le ferite da solo. Leccarsele a vicenda.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Prima regola del 'corn club'' è che non ci sono regole! Non conta quanto tu sia eccezionale e presente, succede a prescindere. Non conta quanto sia timida lei, può benissimo tradirti. Non conta quanto tu ti sforzi di non tradire, puoi farlo anche tu dotato di un super io gigante. Non ci sono regole neanche dopo, potreste ritrovarvi o no, e capire che ciò che è successo era la via principale per l'uno o l'altro. Io cmq a 25 anni mai avrei cercato su Google tradimento e mai avrei buttato giù il decalogo. In bocca al lupo, e ricorda..è vita anche questo. Sbagliare, vivere cose impossibili e assurde, perdonare. Cadere. Decidere. Rialzarsi. Compromesso. Leccarsi le ferite da solo. Leccarsele a vicenda.
Verissimo.
Soprattutto si può, limitatamente, rispondere di se stessi, ma non certo dell’altro.
 

Brunetta

Utente di lunga data
L'altro lo scegli tu.
Ma, come ben è stato detto e ridetto qui, l’altro è una persona in evoluzione, trasformazione e non si può sapere come cambierà, visto che non sappiamo come diventeremo noi stessi (v. Il mio thread su Cosa penserebbe di noi...)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Evoluzione

IL DILEMMA DEL SIGNOR D.
MENTE ACCURATA. La mente del signor D. osserva, dettaglia, analizza, cataloga, deduce, comprende. È solerte e accurata: una risorsa preziosa. Il signor D. ne va fiero dal tempo in cui, bambino, raccoglieva foglie, rocce e insetti, ordinandoli in meticolose collezioni.
Esaminare i dati, verificare le ipotesi, trarre corrette conclusioni è un processo tanto faticoso quanto rassicurante. Di più: confortante. Placa l’ansia mettendo ordine nel caos del mondo.
Che soddisfazione. Che senso di onnipotenza. E che gran gusto.
INEDITO INTERROGATIVO. Eppure oggi il signor D. deve vedersela con un interrogativo del tutto inedito, e dunque non facile da affrontare. Un dilemma che disordina la familiare e confortevole geometria dei suoi pensieri. Un quesito cruciale. Afferra lapis e taccuino.
Questo è il problema
è il titolo che scrive il signor D., a cavallo di due pagine bianche, disegnandoci attorno un cerchio. A sinistra aggiunge il sottotitolo Sposarsi, a destra, Non sposarsi.
Bene: non si può affermare che adesso la questione non sia chiara.
E non c’è dubbio che le alternative vadano esaminate in ogni dettaglio. Dissezionate, direbbe, se il termine stesso non gli facesse ribrezzo del tempo lontano dei suoi infelici – e abbandonati – tentativi di studiare medicina.
A DIO PIACENDO. Così, sulla pagina di sinistra, il signor D. annota rapido alcuni notevoli aspetti positivi.
Figli, a Dio piacendo – Costante compagnia, (& invecchiando amicizia) e accudimento – qualcosa da amare & con cui giocare – – meglio di un cane comunque. –
Se ne resta con il lapis in mano. Può essere che l’ultima affermazione sia un po’ forte, ma suvvia, si è imposto di essere onesto: ciò che ha scritto è esattamente quanto ha pensato, né più né meno.
E per certo nessuno mai leggerà quegli appunti. Può dialogare con se stesso in totale libertà. Dunque, prosegue.
Una casa, e qualcuno che se ne prende cura – Il piacere della musica e delle chiacchiere femminili – Tutte cose che fanno bene alla salute – ma sono anche una spaventosa perdita di tempo.
PERDITA DI TEMPO. Ora la mente del signor D., e con lei la mano che governa il lapis, vola a destra sulla pagina Non sposarsi.
Niente figli, scrive. Il che vuol dire niente prospettiva sul futuro, e una vecchiaia di solitudine perché – pensa il signor D. – è inutile nasconderselo: quando sei vecchio di te si occupano solo i parenti.
Ma resta la questione della spaventosa perdita di tempo.
Le parole “perdita” e “tempo” risuonano nelle mente del signor D. lugubri come un rintocco funebre, la mano torna alla pagina di sinistra e le sottolinea: quello sì che è un dato rilevante, incontrovertibile e definitivo.
LIBERTÀ, LIBERTÀ! Così ora, a destra, sulla pagina Non sposarsi, la mente e la mano tratteggiano un altro scenario, più avventuroso e indipendente.
Libertà di andarsene dove si vuole, annota frenetico il signor D., articolando con preoccupante facilità il resto del pensiero. Libertà di di socializzare come si vuole – cioè poco. E di conversare con uomini intelligenti (suvvia, nessuna moglie sarà mai all’altezza).
Nessun bisogno di visitare parenti o di occuparsi di sciocchezze. Senza parlare del fatto che i figli costano, e si ammalano, e ti riempiono d’ansia. E rieccoci:perdita di tempo. E addio letture serali. Ma non è finita.
Grasso, pigrizia, ansia e responsabilità. E meno soldi per comprare libri eccetera. Che orribili prospettive. E se i figli fossero tanti, ci sarebbe da lavorare sodo per mantenerli. Una cosa che alla salute bene non fa, e lui è così cagionevole.
Ma c’è di peggio: una moglie che non vuole restarsene in città. Una condanna all’esilio e all’avvilimento di diventare sciocco, indolente e ozioso.
L’APE OPERAIA. Tuttavia, considera equanime il signor D., mio Dio, è intollerabile pensare di spendere tutta la propria vita come un’ape operaia, lavorando e lavorando e basta. No, no, non lo farò. Figurarsi cosa vuol dire vivere da soli ogni singolo giorno in una lurida casa fumosa.
Che squallore. Meglio immaginare per sé qualcos’altro, come…
… come una moglie bella e dolce su un divano, con un buon fuoco acceso, e libri, e magari musica.
Sposarsi – Sposarsi – Sposarsi
conclude il signor D.
E per sancire la correttezza della conclusione aggiunge, in baldanzose lettere maiuscole : Q. E. D., Quod Erat Demostrandum.
SPESE E GUAI. Ma, risolto un dilemma, ecco che l’inquieta mente del signor D. ne propone un altro. Il quale si conquista un’ulteriore pagine del taccuino, e il titolo
Dimostrato che è necessario sposarsi, quando farlo? Presto o tardi?
Certo, medita il signor D.: da giovani si ha un carattere più flessibile coi figli. I sentimenti sono più vivi e, stabilito che sposarsi dà gioia, perché mai perderne una parte rimandando?
Dopotutto lui ha già ventinove anni. Il tempo stringe.
Ma se mi sposassi domani, annota subito, frenetico, ci sarebbe un’infinità di guai e spese. E chiamate la mattina presto, e difficoltà, e rieccoci: perdita di tempo (a meno di non trovarmi un angelo di moglie, che mi lascia lavorare). – E come potrei mai gestire tutte le mie faccende se fossi obbligato a passeggiare ogni giorno con mia moglie?
VORAGINE ANSIOSA. Il cuore accelera, la testa gli gira e il fiato gli manca.
Basta la rinnovata prospettiva di perdere tempo e affrontare una buona dose di seccature perché la mente del signor D. precipiti concitata in una voragine ansiosa, avviandosi a considerare il fatto macroscopico che fino a ora ha trascurato: ogni decisione presa esclude – in questo caso, per sempre e irreparabilmente – ogni altra opzione alternativa.
Ehi, scrive dunque il signor D., non potrei mai imparare il francese – o vedere il Continente – o andarmene in America, o salire su un pallone, o filarmela tutto solo nel Galles. Un povero schiavo.
Anzi, peggio che uno schiavo: orribilmente povero, a meno di non trovare una moglie non solo angelica, ma anche ricca.
FARSI PRETE? Che infinita sequenza di dilemmi, ciascuno dei quali delinea prospettive insieme liete e nefaste, pensa il signor D. Dovrebbe forse risolvere la questione, e placare infine la mente, riconsiderando l’ipotesi di farsi prete, come avrebbe voluto suo padre?
Si allenta il colletto. Vertigine. Respirare.
D’ALTRA PARTE. D’altra parte può la prospettiva di imparare il francese, e perfino quella di un viaggio in America (senza contare il fatto che ha già viaggiato, e parecchio) compensare l’assenza dei figli e delle chiacchierate, di una moglie dolce (se ricca, meglio ancora) e di una casa accogliente?
Non può, afferma esausta la mente del signor D.
E la sua mano, obbediente e rapida, senza esitare si accosta al taccuino.
Annota: non importa, ragazzo mio. Su col morale. Uno non può vivere questa vita solitaria, avviandosi a una vecchiaia gelida, stordita, senza figli né persone amiche.
NON IMPORTA. Già: uno non può starsene solo guardando allo specchio la propria faccia che già comincia a riempirsi di rughe.
Non importa, dice limpida e cristallina la mente – e sembra proprio che nel cervello del signor D. si levi una voce altrettanto limpida, mentre la mano scrive veloce.
Non importa. Fidati del caso – e tieni gli occhi bene aperti. Ci sono molti schiavi felici.
 

Brunetta

Utente di lunga data
...suspance
 

Brunetta

Utente di lunga data
Il 29 gennaio 1839 Charles Darwin sposa Emma Wedgwood, sua prima cugina e amica d’infanzia: una donna istruita, paziente e devota, proveniente da una ricca famiglia di imprenditori e filantropi.
Avranno dieci figli, sette dei quali sopravvissuti, tre dei quali – George l’astronomo, Francis il botanico e Horace l’ingegnere – insigni tanto da essere accolti nella Royal Society.

IDEE INCONCEPIBILI.
I taccuini di Charles Darwin sono conservati nella sezione Manoscritti della Cambridge University Library. Qui vedete la pagina originale del Memorandum on marriage.
Questa storia dà conto dell’intero testo. Le parti in corsivo ne traducono letteralmente alcune sezioni. Le parti in tondo lo interpretano in modo fedele, integrando qualche fatto biografico e cercando altresì di ricostruire la dinamica del pensiero dell’autore, in un periodo storico un cui alle donne era riconosciuto un ruolo puramente ancillare. E in cui anche gli uomini più acuti, civili e anticonformisti avevano, dell’universo femminile, idee così limitate e arcaiche da apparire oggi del tutto inconcepibili.
O, forse, no.

https://nuovoeutile.it/charles-darw...r4VCiwDyA5EIvN-S3-WjD--W_Jz322dEkW_nl2Hlw8Mec
 

danny

Utente di lunga data
Ma, come ben è stato detto e ridetto qui, l’altro è una persona in evoluzione, trasformazione e non si può sapere come cambierà, visto che non sappiamo come diventeremo noi stessi (v. Il mio thread su Cosa penserebbe di noi...)

Beh, se posso essere sincero, avendo quai 52 anni non ho visto gente mutare in maniera inaspettata.
Le persone si evolvono, ma restano pur sempre molto simili a loro stesse.
E ho amici e conoscenti da più di 30 anni.
 

Eagle72

Utente di lunga data
Ma, come ben è stato detto e ridetto qui, l’altro è una persona in evoluzione, trasformazione e non si può sapere come cambierà, visto che non sappiamo come diventeremo noi stessi (v. Il mio thread su Cosa penserebbe di noi...)
Si. Lo sappiamo tutti. E anche danny lo sa.
 

Eagle72

Utente di lunga data
Beh, se posso essere sincero, avendo quai 52 anni non ho visto gente mutare in maniera inaspettata.
Le persone si evolvono, ma restano pur sempre molto simili a loro stesse.
E ho amici e conoscenti da più di 30 anni.
Da tua moglie quindi ti saresti aspettato l evoluzione avuta? E perche l hai scelta nonostante cio?
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Beh, se posso essere sincero, avendo quai 52 anni non ho visto gente mutare in maniera inaspettata.
Le persone si evolvono, ma restano pur sempre molto simili a loro stesse.
E ho amici e conoscenti da più di 30 anni.
Condivido !
Non decidi di punto in bianco di passare per terra la divisa del calcetto per fingere di averla sporcata giocandoci .... e di guardare tuo marito negli occhi inventandoti con naturalezza di aver passato la pausa pranzo con quell’amica noiosa che non vedevi da tempo e che ha insistito tanto perché pranzaste insieme...quando invece eri in motel ....
 

danny

Utente di lunga data
Si. Lo sappiamo tutti. E anche danny lo sa.
L'individuo adulto segue una modesta evoluzione.
Più che altro col tempo aumenta la consapevolezza di sé.
A 25 anni l'esperienza del mondo è limitata, mediamente.
La difficoltà nel cogliere negli altri le sfumature che si renderanno evidenti dopo 10 o 20 anni è evidente per tutti, altrimenti non si farebbero errori così marchiani nello scegliere una persona come partner, e non mi riferisco solo al tradimento.
Crescere insieme sicuramente aiuta, ma bisogna anche essere predisposti ad accogliere l'altro per poterlo fare.
Io non direi che vi sia un rischio evidente di trovarsi dopo 20 anni con una persona diversa: c'è la certezza assoluta di non avere invece mai saputo cogliere l'evidenza di quella persona in tanti anni, riflettendo semplicemente noi stessi per tutto questo tempo.
E' l'errore che fanno tante persone che sono avverse al tradimento, che non colgono i segnali dei compagni che invece sono predisposti a commetterlo, perché semplicemente nell'altro proiettano loro stessi.
Questo ovviamente vale per qualsiasi cosa.
E' l'errore che fa anche il nostro amico, che ha spostato nel suo infelice decalogo tutto il baricentro su di sé.
Secondo me sarà il primo a crollare tra le braccia di una collega tra 10 anni.
Pensa troppo al tradimento...
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Da tua moglie quindi ti saresti aspettato l evoluzione avuta? E perche l hai scelta nonostante cio?
Rispondo per me ...: perché si sottovalutano certi segnali ... o in molti casi speri in un cambiamento
Non è stata un'evoluzione.
Lei è sempre stata così.
Poi anch'io ho fatto come dice Jacaranda.
O peggio ancora, ho sempre proiettato me stesso in lei.
 
Ultima modifica:

Foglia

utente viva e vegeta
Da tua moglie quindi ti saresti aspettato l evoluzione avuta? E perche l hai scelta nonostante cio?
Mica conosci TUTTO dell'altro eh.
Non è che comunque cambiamo "sostanza": e' il modo in cui la esprimiamo. (ci esprimiamo), la orientiamo, che cambia con il cambiare delle nostre percezioni degli eventi. Finché sto bene, sorrido di quello che ritengo un tuo piccolo difetto. Se non sto più bene, quel difetto mi fa scattare come una molla. Solitamente più lontano da te, e soprattutto molto più lontano quanto più è il tempo in cui il silenzio ha preso il posto delle parole. O quando le parole sono parole dette solo per mandarsi al diavolo. Poi le parole si usano in due, alle corna (tanto quanto in altri fatti gravi) ci si va da soli. La mancanza di dialogo e' responsabilità di entrambi, i singoli gesti no.
 

danny

Utente di lunga data
La mia futura moglie? Sa il valore del sacrificio, visto che anche insieme ne facciamo tanti; non è maliziosa ed è molto riservata con persone che non conosce. H
Quello che avrei potuto scrivere io di lei tanti anni fa.:rotfl:

Quanto poco vediamo degli altri. Soprattutto quando come accade quasi sempre non ce lo vogliono mostrare.
 
Ultima modifica:
Top