Amore o dipendenza?

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http://www.benessere.com/psicologia/arg00/dipendenza_affettiva.htm

DIPENDENZA AFFETTIVA (Love Addiction)
A cura della Dott.ssa Monica Monaco
L’amore, nelle sue diverse forme di attaccamento e nelle sue manifestazioni più positive e più sane, rappresenta una importante capacità e, al contempo, un naturale e profondo bisogno di ogni essere umano. Talvolta, tuttavia, la frustrazione o l’assenza di esperienze serene di questo sentimento umano, frequenti nell’attuale società ricca di rapporti instabili, possono generare un disconoscimento o una negazione di questo bisogno, che rappresenta invece un importante ingrediente di un sano sviluppo psicofisico e di una buona salute mentale e fisica nella vita adulta. Quando un rapporto affettivo diventa un “legame che stringe” o, ancor peggio, “dolorosa ossessione” in cui si altera stabilmente quel necessario equilibrio tra il “dare” e il “ricevere”, l’amore può trasformarsi in un’abitudine a soffrire fino a divenire una vera e propria “dipendenza affettiva”, un disagio psicologico che è in grado di vivere nascosto nell’ombra anche per l’intera vita di una persona, ponendosi tuttavia come la radice di un costante dolore e alimentando spesso altre gravi problematiche psicologiche, fisiche e relazionali. Mal d'amore, intossicazione d'amore e droga d'amore
Sebbene alcuni autori utilizzino i termini di “mal d’amore”, “intossicazione d’amore” (o “intossicazione psicologica&#8221
e “droga d’amore” tutti come sinonimi della “dipendenza affettiva”, in realtà vanno fatte alcune importanti distinzioni al fine di non patologizzare processi che possono essere transitori e perfino normali in alcune fasi della vita di relazione.

“Mal d’amore” è un termine generico che indica una sofferenza che può essere legata ad uno stato affettivo e di interesse verso un “oggetto d’amore” non disponibile o di cui non si conosce ancora la responsività o, infine, di cui non si conoscono alcune caratteristiche che sono alla base di fiducia, stabilità e serenità della vita affettiva. Di conseguenza è possibile che questo stato di malessere sia temporaneamente normale in seguito alla delusione del rifiuto e quindi alla notizia di una non reciprocità che si pone come una ferita narcisistica e come uno smacco all’autostima, ma esso può essere altrettanto consueto (ma non necessario) nella fase iniziale di una relazione, soprattutto in quella più accesa e più passionale dell’innamoramento, prima che il rapporto si stabilizzi intorno ad alcuni “punti sicuri”.
Quando si parla invece di “intossicazione d’amore” si fa riferimento ad una tendenza psicologica e comportamentale che può coincidere con la dipendenza affettiva: una condizione relazionale negativa che è caratterizzata da una assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva e nelle sue manifestazioni all’interno della coppia, che tende a stressare e a creare nei “donatori d’amore a senso unico” malessere psicologico o fisico piuttosto che benessere e serenità. Tale condizione, nella migliore delle ipotesi, potrebbe essere interrotta per ricercare un nuovo stato di serenità. Qualora ciò risulti impossibile si è soliti parlare di “dipendenza affettiva” o anche di “droga d’amore” .
Riconoscere la Love addiction
L’amore che può essere definito una “droga” è uno stato affettivo che in una coppia normale è destinato a portare alla distruzione della relazione. Ma esso si instaura in “coppie disfunzionali”, ossia in contesti relazionali-affettivi in cui in genere uno dei partner mostra segni di dipendenza verso l’altro e in cui si radica una tendenza ad alimentare questa forma di equilibrio paradossale della coppia fondato sul malessere. In alcuni casi la dipendenza è reciproca e ciò genera una costruzione a due del disagio che si radica in modo ancora più forte e che alimenta più facilmente le distorsioni cognitive che fanno pensare che alcuni comportamenti siano normali e dovuti all’altro.
A partire dalla prospettiva di Giddens a questo problema, possono essere distinte tre principali caratteristiche della “love addiction” , che la connotano come una forma di “dipendenza”.

  • La prima di esse è il piacere connesso alla droga d’amore , definito anche ebbrezza , ovvero la sensazione di euforia sperimentata in funzione delle reazioni manifestate dal partner rispetto ai propri comportamenti.
  • La seconda caratteristica, la tolleranza , definita anche dose , consiste nel bisogno di aumentare la quantità di tempo da trascorrere in compagnia del partner, riducendo sempre di più il tempo autonomo proprio e dell’altro e i contatti con l’esterno della coppia, un comportamento che sembra alimentato dall’assenza della capacità di mantenere una “presenza interiorizzata” e quindi di rassicurarsi attraverso il pensiero dell’altro nella propria vita (Lerner, 1996). L’assenza della persona da cui si dipende porta pertanto ad uno stato di prostrazione e di disperazione che può essere interrotto solo dalla sua presenza tangibile.
  • Infine, l’incapacità a controllare il proprio comportamento , connessa alla perdita dell’Io ossia della capacità critica relativa a sé, alla situazione e all’altro, una riduzione di lucidità che crea vergogna e rimorso e che in taluni momenti viene sostituita da una temporanea lucidità, cui segue un senso di prostrante sconfitta e una ricaduta, spesso più profonda che mai, nella dipendenza che fa sentire più imminenti di prima i propri bisogni legati all’altro.
L’amore dipendente , conseguentemente, si mostra con le seguenti caratteristiche:

  • è ossessivo e tende a lasciare sempre minori spazi personali;
  • è parassitario e basato su continue richieste di assoluta devozione e di rinuncia da parte dell’amato;
  • è caratterizzato dalla stagnazione e dall’autoassorbimento, ossia da una tendenza a ripiegarsi su se stesso e a chiudersi alle esperienze esterne per paura del cambiamento e necessita di mantenere fermi alcuni punti certi, soffocando qualsiasi desiderio o interesse personale in nome di un amore che occupa il primo posto nella propria vita.
Nella dipendenza affettiva esistono 2 elementi distintivi della vita emotiva interiore :

  • un bisogno di sicurezza che fa da guida ad ogni comportamento;
  • una tendenza a disconoscere e a fare disconoscere all’altro i propri bisogni di ricevere amore , un’attitudine che sembra radicata in un’infanzia in cui ci si è abituati a limitare le proprie aspettative in conseguenza a delle esperienze relazionali precoci inappaganti e frustranti.
(...)Una delle maggiori studiose di questo tipo di problematica è stata Robin Norwood (1985), conosciuta ad un grande pubblico di lettori proprio per via di diverse opere su questo tema, tra cui la più nota dal titolo “Donne che amano troppo”. Nel suo libro l’autrice sottolinea le caratteristiche familiari, emozionali e le modalità tipiche di pensiero delle donne co-dipendenti.
Tra le peculiarità della storia personale e familiare condivise da chi è coinvolto in un problema di “love addiction” ci sono:

  • la provenienza da una famiglia in cui sono stati trascurati, soprattutto nell’età evolutiva, i bisogni emotivi della persona;
  • una storia familiare caratterizzata da carenze di affetto autentico che tendono ad essere compensate attraverso una identificazione con il partner, un tentativo di salvare lui/lei che in realtà coincide con un tentativo interiore di salvare se stessi;
  • una tendenza a ri-attribuirsi nella propria vita di coppia, più o meno inconsapevolmente, un ruolo simile a quello vissuto con i genitori che si è tentato a lungo di cambiare affettivamente, in modo da poter riprovare a ottenere un cambiamento nelle risposte affettive pressoché inesistenti ricevute nella propria vita;
  • l’assenza nell’infanzia della possibilità di sperimentare una sensazione di sicurezza che genera, nel contesto della co-dipendenza, un bisogno di controllare in modo ossessivo la relazione e il partner, che viene nascosto dietro un’apparente tendenza all’aiuto dell’altro.
È importante sottolineare che tutte le persone dipendenti affettivamente possono condividere, realmente o attraverso il proprio vissuto psicologico, tali realtà personali e familiari. Ciò che conta, infatti, è la percezione affettiva e il vissuto emotivo soggettivo conservato nella propria infanzia, anche se qualche volta questo non coincide con la presenza oggettiva di carenze e violenze e quindi con le attenzioni ricordate dai genitori delle persone che manifestano sintomi e conseguenze della dipendenza affettiva.
I pensieri e i vissuti emotivi nella “dipendenza dall’amore” sono principalmente connotati da:

  • tendenza a sottovalutare la fatica connessa a ciò che serve ad aiutare la persona amata al punto da raggiungere, senza percepirlo in tempo, livelli elevati di stress psicofisico;
  • terrore dell’abbandono che porta a fare cose anche precedentemente impensabili pur di evitare la fine della relazione;
  • tendenza ad assumersi abitualmente la responsabilità e le colpe della vita di coppia;
  • autostima estremamente bassa e una conseguente convinzione profonda di non meritare la felicità;
  • tendenza a nutrirsi di fantasie legate a come potrebbe essere il proprio rapporto di coppia se il partner cambiasse, piuttosto che a basarsi su pensieri legati al rapporto attuale e reale;
  • propensione a provare attrazione verso persone con problemi e contemporaneo disinteresse e apatia verso persone gentili, equilibrate, degne di fiducia, che invece suscitano noia.
(...)
Dalle catene al legame interiore
Il principale problema nella risoluzione delle dipendenze affettive è certamente l’ammissione di avere un problema. Esistono, infatti dei confini estremamente sottili tra ciò che in una coppia è normale e ciò che, nell’abitudine cronica, diviene dipendenza. La difficoltà nell’individuazione del problema risiede anche nei modelli di amore che, come si è detto, una persona affettivamente dipendente conserva nella propria memoria e che fanno ritenere determinati abusi e sacrifici di sé come “normali” in nome dell’amore.
Spesso, paradossalmente, è la “speranza” che fa sopravvivere il problema e che tende a cronicizzarlo: la speranza in un cambiamento impossibile, soprattutto in un contesto relazionale in cui si sono consolidati, e persino pietrificati, dei ruoli e dei copioni da cui è, più o meno, impossibile uscire. Così, paradossalmente, l’inizio del cambiamento arriva quando si raggiunge il fondo e si sperimenta la disperazione, che rappresenta la possibilità di sotterrare le illusioni che hanno nutrito a lungo il rapporto patologico.
Ci si può avvalere del supporto psicologico individuale, a volte può essere necessaria una psicoterapia, ma ciò che è certamente utile per velocizzare e stabilizzare i miglioramenti è il confronto in gruppo tra persone che vivono lo stesso problema perché ciò consente di prendere un impegno con gli altri, davanti agli altri e di cominciare a riconoscere le distorsioni della realtà, grazie alle somiglianze della propria vita con la vita altrui che consentono di vincere le difese che non permettono di vedere la verità sulla propria storia personale. Gli altri del gruppo diventano importanti specchi e insieme, si possono ritrovare la voglia, le motivazioni e le possibilità per uscire da relazioni tossiche e spesso anche molto pericolose che, in alcuni casi, sono le fondamenta della propria infelicità.
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Interessante, no?
Certamente il forum ha una funzione di specchio.
 

Miciolidia

Utente di lunga data
persa

applaudo.

non l'ho letto tutto. solo le parti evidenziate.

il forum è ottimo specchio, per questo ho sempre ringraziato coloro che scrivano e si raccontano, perchè confrontandomi, leggendo loro, leggevo quella parte di me in cui mi rispecchiavo....e cacchio che mazzate SANE che prendevo.e che prenderò.


ps. l'ho letto tutto...essere assolutamente trasparenti a se stessi è un gran casino. basteranno 220 anni?

ve lo sapro' dire.
 
O

Old amarax

Guest
anche io l'ho letto tutto. Ho preso spunto x parlare. La conclusione? Io non sopporto quello che è successo e questo sta distruggendo tutto.Lui? Minimizza e spera mi passi. Ricordi? Lui non ne ha...bastano i miei.Dorme. Mi chiedo come fa a dormire...e chi è.
 

Verena67

Utente di lunga data
Non voglio dirlo troppo forte, ma io di quello che mi è successo nella storia extra ho un buon "ricordo", nel senso che malgrado il tantissimo dolore ho la sensazione di avere DAVVERO fatto un cammino di maturazione.
 
O

Old caterina

Guest
"donne che amono troppo" è uno dei tanti libri che ho letto. Averlo scelto fra tanti non è stato un caso...evidentemente avevo già compreso che avevo un problema, quindi ad un passo dalla guarigione. Le letture, il forum...persa/ritrovata in particolare... mi hanno guarita! Grazie cara!!!!
A differenza di amarax (di cui nn conosco la storia) non mi chiedo piu' chi è e come fa a dormire...ma me lo sono chiesto per tanto tempo con una sofferenza immane.
Mi viene pero' da chiedermi: guarire dalla dipendenza affettiva... non distrugge anche la capacità di amare?
Per chi ha sperimentato solo questa forma di amore, e poi se ne libera...ci sono possibilità di un amore sano? Io ne dubito. Sento di non amare piu' e non ho voglia di farlo!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
"donne che amono troppo" è uno dei tanti libri che ho letto. Averlo scelto fra tanti non è stato un caso...evidentemente avevo già compreso che avevo un problema, quindi ad un passo dalla guarigione. Le letture, il forum...persa/ritrovata in particolare... mi hanno guarita! Grazie cara!!!!
A differenza di amarax (di cui nn conosco la storia) non mi chiedo piu' chi è e come fa a dormire...ma me lo sono chiesto per tanto tempo con una sofferenza immane.
Mi viene pero' da chiedermi: guarire dalla dipendenza affettiva... non distrugge anche la capacità di amare?
Per chi ha sperimentato solo questa forma di amore, e poi se ne libera...ci sono possibilità di un amore sano? Io ne dubito. Sento di non amare piu' e non ho voglia di farlo!


Non lo so.
Credo che più che altro si sviluppi una sana difesa che non fa sentire disponibili, ma credo che si incontri una persona giusta si sia pronti ad amare in modo non dipendente.

Incontrarla la persona giusta...
 
O

Old Anna A

Guest
"donne che amono troppo" è uno dei tanti libri che ho letto. Averlo scelto fra tanti non è stato un caso...evidentemente avevo già compreso che avevo un problema, quindi ad un passo dalla guarigione. Le letture, il forum...persa/ritrovata in particolare... mi hanno guarita! Grazie cara!!!!
A differenza di amarax (di cui nn conosco la storia) non mi chiedo piu' chi è e come fa a dormire...ma me lo sono chiesto per tanto tempo con una sofferenza immane.
Mi viene pero' da chiedermi: guarire dalla dipendenza affettiva... non distrugge anche la capacità di amare?
Per chi ha sperimentato solo questa forma di amore, e poi se ne libera...ci sono possibilità di un amore sano? Io ne dubito. Sento di non amare piu' e non ho voglia di farlo!
l'amore sano lo trovi, solo che se non sei abbastanza guarita tu ti senti come in un paese straniero.
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Persa ,

la penso come caterina.

lapersona giusta in assoluto non esiste ci son persone con le quali puoi fare un pezzo di strada...e se c'è una promessa che pare duri tutta una vita ( mi riferisco ai cosi detti matrimoni riusciti) è perchè uno dei due ha abbozzato, si è piegato, ha mollato qualcosa di sè..quando non molto di sè.

Non vedo una coppia ad incastro perfetto, vedo uno piu' forte e l'altro piu' debole, uno che da di meno e l'altro che si accontenta..questo dall'esterno.

E poi vedo tutti che se la raccontano secondo un proprio punto di vista, che non potrà essere mai oggettivo, quindi veritiero di che? veritiero di quale regola che si puo' dimostrare.
Saranno relazioni di equilibri fatti di "tolleranza" sempre in diversa percentuale.

non so se sono riuscita a spiegarmi o trovate che stia farneticando.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
la penso come caterina.

lapersona giusta in assoluto non esiste ci son persone con le quali puoi fare un pezzo di strada...e se c'è una promessa che pare duri tutta una vita ( mi riferisco ai cosi detti matrimoni riusciti) è perchè uno dei due ha abbozzato, si è piegato, ha mollato qualcosa di sè..quando non molto di sè.

Non vedo una coppia ad incastro perfetto, vedo uno piu' forte e l'altro piu' debole, uno che da di meno e l'altro che si accontenta..questo dall'esterno.

E poi vedo tutti che se la raccontano secondo un proprio punto di vista, che non potrà essere mai oggettivo, quindi veritiero di che? veritiero di quale regola che si puo' dimostrare.
Saranno relazioni di equilibri fatti di "tolleranza" sempre in diversa percentuale.

non so se sono riuscita a spiegarmi o trovate che stia farneticando.
Io credo che ci voglia tolleranza e accetazione reciproca e non si può pesare col bilancino chi dà di più e chi meno, tanto più dall'esterno.
Però io mi rivolgevo proprio a Caterina nell'intento di ridarle fiducia di poter ritrovare dentro di sè la capacità e la voglia di amare.
Siamo tutte troppo giovani (perfino io) per mandare il cuore in rottamazione.
 
O

Old caterina

Guest
miciolidia

lapersona giusta in assoluto non esiste ci son persone con le quali puoi fare un pezzo di strada...e se c'è una promessa che pare duri tutta una vita ( mi riferisco ai cosi detti matrimoni riusciti) è perchè uno dei due ha abbozzato, si è piegato, ha mollato qualcosa di sè..quando non molto di sè.

Non vedo una coppia ad incastro perfetto, vedo uno piu' forte e l'altro piu' debole, uno che da di meno e l'altro che si accontenta..questo dall'esterno.

E poi vedo tutti che se la raccontano secondo un proprio punto di vista, che non potrà essere mai oggettivo, quindi veritiero di che? veritiero di quale regola che si puo' dimostrare.
Saranno relazioni di equilibri fatti di "tolleranza" sempre in diversa percentuale.

non so se sono riuscita a spiegarmi o trovate che stia farneticando.
non credo farnetichi... almeno, io la devo alla stessa maniera.
 
O

Old caterina

Guest
anna

l'amore sano lo trovi, solo che se non sei abbastanza guarita tu ti senti come in un paese straniero.
Per trovare dovrei cercare...ma io adesso sto bene cosi'! Amare mi ha fatto soffrire, adesso mi godo il nuovo "benessere". Non mi sento in un paese straniero, perchè il mio paese, adesso è... me stessa.
Ho una dimensione totalmente diversa ed è appagante. L'amore è una dimensione importante di noi stessi...ma solo un dimensione. Avendo perso totalmente di vista me stessa...adesso trovo appagante conoscermi in modo totalmente diverso. credete stia imppazzendo?
 

Verena67

Utente di lunga data
"donne che amono troppo" è uno dei tanti libri che ho letto. Averlo scelto fra tanti non è stato un caso...evidentemente avevo già compreso che avevo un problema, quindi ad un passo dalla guarigione. Le letture, il forum...persa/ritrovata in particolare... mi hanno guarita! Grazie cara!!!!
A differenza di amarax (di cui nn conosco la storia) non mi chiedo piu' chi è e come fa a dormire...ma me lo sono chiesto per tanto tempo con una sofferenza immane.
Mi viene pero' da chiedermi: guarire dalla dipendenza affettiva... non distrugge anche la capacità di amare?
Per chi ha sperimentato solo questa forma di amore, e poi se ne libera...ci sono possibilità di un amore sano? Io ne dubito. Sento di non amare piu' e non ho voglia di farlo!

Caterina, benritrovata, come stai?

Non condivido per niente la premessa del libro della Norwood, secondo me non siamo NOI DONNE a doverci patologizzare


Comunque per altri versi è una lettura interessante!

Baci
 

Verena67

Utente di lunga data
Micio,
ammesso che un pizzico di disequilibrio esiste in tutte le coppie (io sono fortemente dell'idea che le coppie riuscite sono quelle dove la bilancia del potere pende dal lato della donna...), dopo cammini ventennali o piu' che ventennali come si puo' dire che uno solo ha ceduto parte di sé?

Se si è arrivati a fare un percorso così lungo, ci sono di base motivi di compatibilità molto profondi e un do ut des reciproco, a mio avviso...

Baci!
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Micio,
ammesso che un pizzico di disequilibrio esiste in tutte le coppie (io sono fortemente dell'idea che le coppie riuscite sono quelle dove la bilancia del potere pende dal lato della donna...), dopo cammini ventennali o piu' che ventennali come si puo' dire che uno solo ha ceduto parte di sé?

Se si è arrivati a fare un percorso così lungo, ci sono di base motivi di compatibilità molto profondi e un do ut des reciproco, a mio avviso...

Baci!

Vere, tutto è relativo allo sguardo di chi osserva.

la mia osservazione tra le coppie che perdurano è che quello che tu chiami pizzico in realtà un qualcosa di molto piu' ampio.

Quel do ut des si, è reciproco, ma dipende sempre dal livello di tolleranza di uno dei componenti...e col termine "tollerare " ci possiamo infilare un sacco di cose. e non è detto che un percoso cosi lungo nel tempo equivalga ad un percorso di verifica reale di compatibilità.

Voglio dire, ti faccio un es.: donna azzerbinata, debole, che è accanto ad un uomo tiranno.

Relazione che va avanti da 20 anni...o 27....


Incastro perfetto naturalmente ...la relazione dura apparentemente agli occhi esterni...

ma dentro di essa?

Quale compatibilità trovi? come la chiami?


oppure diversamente: uomo debolissimo, dipendente, che ha bisogno di una donna forte al suo fianco.

etc..etc...28 anni di unione...che bella coppia felice dall'esterno...

la tolleranza di questo signore non riesco a chiamarla tolleranza, ma gli darò un nome diverso.

Vere, non so se sono riuscita a spiegarmi.
 

Verena67

Utente di lunga data
Si, Micio, ho capito cosa intendi.

Ma alla fin fine...se due persone stanno insieme una vita, un perché ci sarà!

Magari non sarà un matrimonio modello, ma E' un matrimonio...o no?

Mia suocera sono quasi 50 anni che sfugge al marito, negli ultimi 20 anni grazie alla scusa di una madre ora centenaria.

Eppure, resistono. Ovviamente appartengono ad un'altra generazione, di divorzio neanche a parlarne.

Pero' resistono....!
 

Lettrice

Utente di lunga data
Si, Micio, ho capito cosa intendi.

Ma alla fin fine...se due persone stanno insieme una vita, un perché ci sarà!

Magari non sarà un matrimonio modello, ma E' un matrimonio...o no?

Mia suocera sono quasi 50 anni che sfugge al marito, negli ultimi 20 anni grazie alla scusa di una madre ora centenaria.

Eppure, resistono. Ovviamente appartengono ad un'altra generazione, di divorzio neanche a parlarne.

Pero' resistono....!
Ti quoto.

Alla fine ogni incastro e' valido e quasi indiscutibile.

Certo che vista da fuori ( ma pure da dentro) la donna zerbino e l'uomo tiranno non pare tutta sta felicita' di coppia, ma chi ci dice che potrebbe essere diversamente?

Ci sta che la donna zerbino incontri un uomo favoloso, ma che alla fine rimpianga il suo tiranno.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Stato
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