Amanti

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Lettrice

Utente di lunga data
Invece io atterro tutt'e due... marito e amante...

Come ha detto Verena it takes two to tango... se il marito ha rotto una promessa fatta... l'amante invece viene a meno proprio a qualla forma base di rispetto sociale... che si deve a tutti...

Altrimenti viviamo in branchi come le scimmie e facciamo orgie collettive...
 
O

Old Airforever

Guest
Invece io atterro tutt'e due... marito e amante...

Come ha detto Verena it takes two to tango... se il marito ha rotto una promessa fatta... l'amante invece viene a meno proprio a qualla forma base di rispetto sociale... che si deve a tutti...

Altrimenti viviamo in branchi come le scimmie e facciamo orgie collettive...
...naturalmente, la mia, è una risposta ironica...
...ricordi quanti mi dicevano che l'uomo ha istinti animaleschi, quando postavo qui le mie paranoie post-tradimenti?
 

Lettrice

Utente di lunga data
...naturalmente, la mia, è una risposta ironica...
...ricordi quanti mi dicevano che l'uomo ha istinti animaleschi, quando postavo qui le mie paranoie post-tradimenti?
...il che e' anche vero... ma non li ha ripetutamente per anni...
 

brugola

Utente di lunga data
Non lo so, perchè non sono mai stata tradita che io sappia d fidanzata, ma leggendo i "traditi" mi stupisce che non possiate pensare che 'sto povero amante si è innamorato (quando non è proprio uno sfizio) anche lui, come lo siete voi di uno/a che ci ha messo ben del suo, altrimenti la figura dell'amante non ci sarebbe.

Credo che incanaliate il vostro odio verso l'amante per salvare ai vostri occhi un coniuge che non volete vedere per come è.
vulvia mia, diventiamo amanti??
 
O

Old angelodelmale

Guest
Ma le/gli amanti (considerate/i di stato libero) non si sentono in colpa non tanto nei confronti del/la rivale, ma nei confronti del/la loro amato/a che mettono in condizione di essere destabilizzato/a rispetto a una situazione coniugale e familiare?
Non si sentono di far del male proprio a chi dicono di amare?

ma non vedo perché debbano essere gli/le amanti a provare sensi di colpa, se non lo fannno i traditori
 
O

Old angelodelmale

Guest
...guarda che i traditori non si destabilizzato con la comparsa degli amanti...perciò, perchè mai l'amante dovrebbe sentirsi in colpa?
Sai, cambiando un poco il discorso, ma tanto per capirci...quando si è traditi, il tradito tende ad incolpare chi ha "rubato" il partner...quando, invece, la colpa è solo del partner stesso, non del terzo che ha contribuito...
Airforever
 
O

Old angelodelmale

Guest
Io non ho puntato una pistola alla tempia del "mio" traditore per farlo cadere nelle mie trame..

Anzi, sono stata io ad essere corteggiata a lungo tanto da esserne lusingata e cedere.
E dopo che io ci ho dato un taglio, è stato sempre e solo lui a cercare di ristabilire un contatto.

Io mi chiedo invece se non sarebbe più giusto che il traditore, sapendo fin dall'inizio di voler usare l'amante al fine di non cambiare nulla della sua esistenza, si sentisse un un po' in colpa nei confronti di quest'ultimo nel "ridurlo" alla stregua di un essere inferiore, che non deve avere per definizione richieste o aspirazioni di sorta.

Io posso capire l'odio dei traditi nei confronti degli amanti, ma è male indirizzato. E l'amante, secondo me, è davvero la figura più penosa del triangolo.

Così come al traditore non si punta la pistola alla tempia per farlo tradire, anche lui non punta la pistola alla tempia dell'amante, per farlo/a farla diventare tale. Quindi, la domanda nasce spontanea: perché dovrebbe provare sensi di colpa nei confronti dell'amante???? A parer mio l'unico che dovrebbe provare sensi di colpa è sì, il traditore, ma nei confronti del tradito, non nei confronti dell'amante. Del resto, se li provasse, non credo che tradirebbe (io con i sensi di colpa non ci so convivere...)
 

Lettrice

Utente di lunga data
Sara' ma e' come vedere un giardino ma siccome non so di chi sia ci piscio e ci caco tranquillamente...
 

ranatan

Utente di lunga data
Ma le/gli amanti (considerate/i di stato libero) non si sentono in colpa non tanto nei confronti del/la rivale, ma nei confronti del/la loro amato/a che mettono in condizione di essere destabilizzato/a rispetto a una situazione coniugale e familiare?
Non si sentono di far del male proprio a chi dicono di amare?
E' una domanda che mi ero posta anche io.
Premesso che il principale colpevole è sempre e comunque il traditore, è deprecabile anche il comportamento dell'amante.
Poi è ovvio che dipende da rapporto a rapporto e da persona a persona e ognuno si fa delle idee in base all'esperienza che ha vissuto.
Personalmente io sono stata corteggiata da un uomo in un mio periodo di crisi profonda con il marito. Certo, non mi ha puntato una pistola alla tempia per farmi capitolare, però ho ricevuto fortissime pressioni perchè prendessi delle decisioni e la sua presenza ha contribuito a farmi andare del tutto fuori di testa.
Non sono mai stata amante di un uomo impegnato, per cui non posso capire le sofferenze e le frustrazioni (se ci sono) che si provano ad essere in un ruolo simile ma così, di pancia, di istinto, mi verrebbe da dire che almeno per solidarietà femminile o maschile ci si dovrebbe astenere dal mettersi in certe situazioni.
 

emmanuelle arsan

Utente di lunga data
Ma le/gli amanti (considerate/i di stato libero) non si sentono in colpa non tanto nei confronti del/la rivale, ma nei confronti del/la loro amato/a che mettono in condizione di essere destabilizzato/a rispetto a una situazione coniugale e familiare?
Non si sentono di far del male proprio a chi dicono di amare?
se l'amato non voleva....l'amante non l'aveva....
 
O

Old giobbe

Guest
Non lo so, perchè non sono mai stata tradita che io sappia d fidanzata, ma leggendo i "traditi" mi stupisce che non possiate pensare che 'sto povero amante si è innamorato (quando non è proprio uno sfizio) anche lui, come lo siete voi di uno/a che ci ha messo ben del suo, altrimenti la figura dell'amante non ci sarebbe.

Credo che incanaliate il vostro odio verso l'amante per salvare ai vostri occhi un coniuge che non volete vedere per come è.


Sempre leggo con piacere le tue parole ma in questo caso non sono d'accordo con te.
Io penso che l'amante abbia sempre colpa e abbia le stesse colpe del traditore. È chiaro che esistono 1000 tipi di amanti, traditori e traditi: nel caso di Paolo e Francesca tutti e tre erano colpevoli ma la persona più vile e meschina in quel caso è senz'altro il tradito. Non conosco la tua storia, ma se tu eri un'amante innamorata sicuramente la tua colpa era minore di quella di Airforever che fa l'amante solamente per attrazione fisica: tu hai un'attenuante, lui non ne ha nessuna (in fondo in fondo attenuanti ne ha anche lui, ma non è questo il post per discuterne...).
Ma il fatto che tu fossi innamorata e single non ti assolve assolutamente.
Io concordo con Verena quando dice che il tradimento assume proporzioni differenti quando coinvolge fidanzati, conviventi, sposati e una famiglia. In questo post parlo del tradimento che coinvolge una famiglia (esistono matrimoni e convivenze che non arrivano a costituire una vera e propria famiglia).
Se l'amante pensa che l'altro è single, è chiaro che non ha nessuna colpa. Ma se il traditore dice che il matrimonio è in crisi, praticamente finito, per me l'amante è ancora colpevole (dovrebbe aspettare la separazione prima di iniziare una nuova storia).
Non conosco la tua storia ma facciamo finta che il traditore fosse sposato e con figli. La tua colpa è stata quella di non aver provato empatia per la moglie del traditore, per i suoi figli e parenti. Hai pensato solo a vivere la tua passione egoista senza metterti nei panni di chi subiva questo tradimento. Anche se nessuno venisse a conoscenza della vostra tresca tu il male lo hai fatto lo stesso, hai in ogni caso rubato qualcosa a quella famiglia.
E non puoi dire che non sapevi di fare del male. Perché facevate tutto di nascosto? Perché tante menzogne e inganni? Perché non andavi con lui a prendere un gelato nella gelateria della piazza principale? Perché avevate tutti e due la certezza di fare qualcosa di sbagliato.
Se uno ha un colpo di fulmine e va a letto una volta con l'amante, lo capisco anche, è sempre tradimento ma è molto meno grave. Ma in genere gli amanti di fare del male lo scelgono e lo decidono coscientemente migliaia di volte: tutte le volte che decidono di baciare l'altro, di accarezzarlo, di farci l'amore, tutte le volte che gli telefonano, che gli mandano un SMS ecc. In ognuna di queste occasioni tu hai preso la decisione consapevole di fare del male a una famiglia che forse non se lo meritava.
Facciamo l'ipotesi che io sia un single di 40 anni e che una ragazzina di 14 anni s'innamori di me e mi faccia una corte serrata. Anch'io posso essere innamorato della ragazzina ma questo non mi dà il diritto di iniziare una relazione con lei: lo so, lo sento che non devo iniziarla questa storia. Anche se innamorato devo avere la lucidità per dire no a questa storia sbagliata: in caso contrario sono sicuramente colpevole.
Quando ho scoperto il tradimento ho avuto una voglia irresistibile di fare una visita all'amante di mia moglie con una mazza da baseball, ma me la son fatta passare questa voglia perché era una cosa ingiusta, sbagliata. La violenza di un marito tradito può essere più giustificabile di una violenza gratuita ma è pur sempre sbagliata.
Io ho il diritto di chiedere spiegazioni a mia moglie, non al suo amante che non conosco e non mi ha promesso niente, ma questo non toglie assolutamente la colpa dell'amante. E se l'amante era un mio amico, col cavolo che non gli chiedevo spiegazioni!
L'amante innamorato soffre molto? Anche uno che decide di usare eroina e ne diventa poi dipendente soffre molto. Posso umanamente capirlo ma la scelta sbagliata l'ha fatta anche lui.
Io giustifico più mia moglie che l'amante? Chiaro! Perché mia moglie la conosco e l'amante no. Conosco l'infanzia di mia moglie, il suo carattere a volte superficiale, il fatto che ha un padre traditore seriale, so che era infelice nel matrimonio, conosco la sua immaturità e i suoi dubbi esistenziali, conosco i consigli che gli hanno dato quelle teste di caxxo delle sue amiche (una delle quali è anche psicologa: bella roba!) ecc. In poche parole conosco le miserie di mia moglie ma non quelle del suo amante: se le conoscessi giustificherei di più anche lui. Ma in ogni caso non assolverei nessuno dei due: non ho nessun dubbio che tutti e due sono colpevoli.
Gli errori di traditori e amanti sono umanamente comprensibili e perdonabili ma non posso far finta che non esistono.
Scusa il tono un po' agitato di questo post ma è che veder descrivere l'amante come un innocente proprio non mi va giù.
Un caro abbraccio.
 
O

Old giobbe

Guest
Invece io atterro tutt'e due... marito e amante...

Come ha detto Verena it takes two to tango... se il marito ha rotto una promessa fatta... l'amante invece viene a meno proprio a qualla forma base di rispetto sociale... che si deve a tutti...

Altrimenti viviamo in branchi come le scimmie e facciamo orgie collettive...

 
O

Old Vulvia

Guest
angelo del male e giobbe

Così come al traditore non si punta la pistola alla tempia per farlo tradire, anche lui non punta la pistola alla tempia dell'amante, per farlo/a farla diventare tale. Quindi, la domanda nasce spontanea: perché dovrebbe provare sensi di colpa nei confronti dell'amante???? A parer mio l'unico che dovrebbe provare sensi di colpa è sì, il traditore, ma nei confronti del tradito, non nei confronti dell'amante. Del resto, se li provasse, non credo che tradirebbe (io con i sensi di colpa non ci so convivere...)
Sempre leggo con piacere le tue parole ma in questo caso non sono d'accordo con te.
Io penso che l'amante abbia sempre colpa e abbia le stesse colpe del traditore. È chiaro che esistono 1000 tipi di amanti, traditori e traditi: nel caso di Paolo e Francesca tutti e tre erano colpevoli ma la persona più vile e meschina in quel caso è senz'altro il tradito. Non conosco la tua storia, ma se tu eri un'amante innamorata sicuramente la tua colpa era minore di quella di Airforever che fa l'amante solamente per attrazione fisica: tu hai un'attenuante, lui non ne ha nessuna (in fondo in fondo attenuanti ne ha anche lui, ma non è questo il post per discuterne...).
Ma il fatto che tu fossi innamorata e single non ti assolve assolutamente.
Io concordo con Verena quando dice che il tradimento assume proporzioni differenti quando coinvolge fidanzati, conviventi, sposati e una famiglia. In questo post parlo del tradimento che coinvolge una famiglia (esistono matrimoni e convivenze che non arrivano a costituire una vera e propria famiglia).
Se l'amante pensa che l'altro è single, è chiaro che non ha nessuna colpa. Ma se il traditore dice che il matrimonio è in crisi, praticamente finito, per me l'amante è ancora colpevole (dovrebbe aspettare la separazione prima di iniziare una nuova storia).
Non conosco la tua storia ma facciamo finta che il traditore fosse sposato e con figli. La tua colpa è stata quella di non aver provato empatia per la moglie del traditore, per i suoi figli e parenti. Hai pensato solo a vivere la tua passione egoista senza metterti nei panni di chi subiva questo tradimento. Anche se nessuno venisse a conoscenza della vostra tresca tu il male lo hai fatto lo stesso, hai in ogni caso rubato qualcosa a quella famiglia.
E non puoi dire che non sapevi di fare del male. Perché facevate tutto di nascosto? Perché tante menzogne e inganni? Perché non andavi con lui a prendere un gelato nella gelateria della piazza principale? Perché avevate tutti e due la certezza di fare qualcosa di sbagliato.
Se uno ha un colpo di fulmine e va a letto una volta con l'amante, lo capisco anche, è sempre tradimento ma è molto meno grave. Ma in genere gli amanti di fare del male lo scelgono e lo decidono coscientemente migliaia di volte: tutte le volte che decidono di baciare l'altro, di accarezzarlo, di farci l'amore, tutte le volte che gli telefonano, che gli mandano un SMS ecc. In ognuna di queste occasioni tu hai preso la decisione consapevole di fare del male a una famiglia che forse non se lo meritava.
Facciamo l'ipotesi che io sia un single di 40 anni e che una ragazzina di 14 anni s'innamori di me e mi faccia una corte serrata. Anch'io posso essere innamorato della ragazzina ma questo non mi dà il diritto di iniziare una relazione con lei: lo so, lo sento che non devo iniziarla questa storia. Anche se innamorato devo avere la lucidità per dire no a questa storia sbagliata: in caso contrario sono sicuramente colpevole.
Quando ho scoperto il tradimento ho avuto una voglia irresistibile di fare una visita all'amante di mia moglie con una mazza da baseball, ma me la son fatta passare questa voglia perché era una cosa ingiusta, sbagliata. La violenza di un marito tradito può essere più giustificabile di una violenza gratuita ma è pur sempre sbagliata.
Io ho il diritto di chiedere spiegazioni a mia moglie, non al suo amante che non conosco e non mi ha promesso niente, ma questo non toglie assolutamente la colpa dell'amante. E se l'amante era un mio amico, col cavolo che non gli chiedevo spiegazioni!
L'amante innamorato soffre molto? Anche uno che decide di usare eroina e ne diventa poi dipendente soffre molto. Posso umanamente capirlo ma la scelta sbagliata l'ha fatta anche lui.
Io giustifico più mia moglie che l'amante? Chiaro! Perché mia moglie la conosco e l'amante no. Conosco l'infanzia di mia moglie, il suo carattere a volte superficiale, il fatto che ha un padre traditore seriale, so che era infelice nel matrimonio, conosco la sua immaturità e i suoi dubbi esistenziali, conosco i consigli che gli hanno dato quelle teste di caxxo delle sue amiche (una delle quali è anche psicologa: bella roba!) ecc. In poche parole conosco le miserie di mia moglie ma non quelle del suo amante: se le conoscessi giustificherei di più anche lui. Ma in ogni caso non assolverei nessuno dei due: non ho nessun dubbio che tutti e due sono colpevoli.
Gli errori di traditori e amanti sono umanamente comprensibili e perdonabili ma non posso far finta che non esistono.
Scusa il tono un po' agitato di questo post ma è che veder descrivere l'amante come un innocente proprio non mi va giù.
Un caro abbraccio.
Rispondo ad entrambi..

Parlare di colpa non so se sia il termine giusto e il sentimento giusto.. mi pare che se ci si concentra su questo non se ne esce.

Per quanto mi riguarda, comunque, l'unica grave colpa (responsabilità) che mi addebito è di essere stata una scema romantica.. malgrado l'età non avevo avuto fino ad allora esperienze adulterine e pensavo ahimè, come pensano in molti, che se uno cerca al di fuori della propria relazione in essere è perchè non è più innamorato del compagno e si è innamorato di un'altra persona.
Il mio errore è stato quello di pensare che l'altro ragionasse come me e certamente di aver affrontato con grave leggerezza l'argomento adulterio.

Ho saputo dopo che durante l'anno in cui mi ha corteggiato in modo coinvolgente, il "mio" traditore stava cercando di mettere in cantiere un figlio con la sua compagna, la quale nel frattempo aveva già avuto un aborto spontaneo. Dopo circa sei mesi dall'inizio della nostra "relazione", è stato lui stesso a dirmi che la compagna era in dolce attesa di un figlio cercato, con le notizie di cui sopra. Ovviamente, se l'avessi anche solo sospettato prima, avrei maturato una concezione ben diversa di quell'uomo. A quel punto io ho capito, io ho dato un taglio a questa storia, io ho dimostrato con i fatti di avere più rispetto per quella donna e non lui che ha continuato a cercarmi in questi anni.

Per rispondere alla domanda di angeloDM, chiunque consideri un altro essere umano come mezzo e non come fine, dovrebbe non dico sentirsi in colpa ma perlomeno interrogarsi sulla "contrazione" della propria umanità fatta scontare ad un altro individuo "ridotto" a qualche cosa di despiritualizzato.

Io sono profondamente contraria alla considerazione tuttora molto in voga secondo la quale "è sottinteso che questo sia il ruolo dell'amante" (non avere richieste, non avere aspirazioni e desideri, non avere sentimenti di cui sentirsi in dovere di curarsi, ecc), come se lo squallore sia meno squallido qualora sia implicitamente dichiarato prima.




(Per amore di correttezza, per queste ultime considerazioni mi sono liberamente ispirata ad alcuni interventi di Chen -che non trovo purtroppo- il quale aveva spiegato mirabilmente questi concetti).
 
O

Old Confù

Guest
Ma le/gli amanti (considerate/i di stato libero) non si sentono in colpa non tanto nei confronti del/la rivale, ma nei confronti del/la loro amato/a che mettono in condizione di essere destabilizzato/a rispetto a una situazione coniugale e familiare?
Non si sentono di far del male proprio a chi dicono di amare?
Quando mi ci sono trovata ad esserlo....amante intendo, si qualche volta ce l'avevo il senso di colpa....ma nn è costante, è 1 sensazione che puoi avere in alcuni attimi e poi scompare....nei confronti della rivale...e cmq è un sentimento ambivalente misto alla gelosia e al sentirsi a volte superiori a lei e a volte inferiori....

Nei confronti di lui....ovviamente nn avrei mai fatto nulla che potesse metterlo nei casini, e se percepivo che qlcosa nn andava.... mi ci allontanavo!!!
 
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Old Airforever

Guest
Potremmo davvero dirne tante, su quest'argomento: io sbuco sempre con esempi banali, non dei migliori ma...spero che cogliate il morale della favola, e non l'esempio stesso.
C'è chi dice che non ci sarebbero spacciatori se non ci fossero tossicodipendenti. Si potrebbe dire il contrario.
Ora, se non ci fossero traditori, non ci sarebbero amanti, come non ci sarebbero amanti se non ci fossero traditori.
Però, dipende sempre da amanti ed amanti. Ci sono amanti che a loro volta tradiscono...e questi fanno del male solo a chi stanno tradendo, ma di loro possesso.
Io, single, sono un amante: non ho nessuno di mio a cui fare del male. Il male lo sta commettendo la donna che frequento e che sta tradendo il marito.
Altruista si e anche tanto...ma non a tal punto di rendere miei problemi che miei non sono...anche se, in verità, in fin della fiera mi faccio più pippe mentali io di questa fanciulla...
Air
 
Stato
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