Amanti ed onestà intellettuale

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Old Airforever

Guest
Post brevissimo perché l'elaborazione la si farà per strada....

Secondo voi quanto, nel rapporto amanti, conta la botta di adrenalina.
Quella componente che devasta non solo i matrimoni intiepiditi ma anche coloro che ci si infilano da liberi...

Il fascino del proibito, la clandestinità, la consapevolezza (spesso tranquillizzante) che non ci sarà futuro o realtà pubblica, il segreto, l'intesa complice ed occulta. Insomma una via di mezzo fra soggetti da romanzo e cospiratori idealisti.

Quanto contano, oltre l'innamoramento, queste componenti che alla fine avrebbero un effetto riduttivo sui soggetti in sé e che sono la parte allegorico-scenografica della storia?
Quante tresche naufragherebbero ben presto nella routine senza gli impedimenti della realtà quotidiana di ognuno?
Quanti/e amanti esistono solo perché esistono mariti e mogli abitudinarie e non per spontanea e nascente scelta? Spiego meglio, siamo certi che se non si fosse impegnati, la persona che diventa nostra amante lo sarebbe anche da liberi?
Bruja
Credo che il tradimento dia un'alta scossa adrenalinica all'adultero. Scossa adrenalinica che, come già dicevo in passato, permane anche quando il traditore rientra nella sua normale vita familiare, con una marcia in più, con uno spirito più energetico che gli fanno affrontare ancora una volta la situazione familiare di disagio (che per lo più delle volte è semplicemente l'amore per il partner che scema fino a scomparire) che lo hanno condotto al tradimento.
Per quanto concerne quello che ho evidenziato, è una domanda da 1 milione di dollari, perchè potrei risponderti con un'altra domanda più o meno simile: se un rapporto sentimentale (vedi il mio, post-secondo tradimento) non finisse, siamo sicuri che sceglieremmo un altro partner?
Airforever
 

Bruja

Utente di lunga data
La Lupa

Pur sapendo poco di fedifreghe faccende e tutto considerato trovandole piuttosto noiose, intervengo per par condicio a ribaltar la questione ribattendo con un:

... e sì... perchè invece l'eros sale alle stelle al pensiero del tuo amante sprofondato nel divano che ha (lui stesso col suo procace culone) sfondato l'anno prima, mentre tiene saldamente in una mano il telecomando, nell'altra una birra, e ti implora di prestargliene una terza per una poderosa grattatina scrotale propedeutica e cabalistica al calcio di inizio della partita della squadra del cuore.




Dicevi scusa?
Il propedeutica é impagabile!!!!!!!!!!

Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Senti Bruja non so'. Leggendo te riflettevo giusto su un confronto avuto ieri sera. Si parlava di sesso e amore di coppia.
Si diceva che all'inizio quando due persone si incontrano scatta qualcosa che potremmo chiamare eros. Insomma è quella cosa che ti fa' andare in palla, quella passione che ti prende ma che poi con il tempo va scemando. Quella passione che ti fa' desiderare di scoprire l'altro e farsi conoscere all'altro.
La passione, l'eros col tempo sparisce. A quel punto nella coppia questa voglia di scoprirsi diminuisce ma se entra in funzione l'amore dovrebbe continuare la voglia di svelarsi sempre piu' nell'intimo e conoscersi sempre piu' nel profondo.
Per arrivare al dunque diciamo che qualcuno sostiene che tradire sia la continua ricerca di quelle sensazioni inebrianti dell'eros e la paura di far conoscere se stessi agli altri. Svelarsi per quel che siamo e accettare dell'altra persona gli aspetti piu' intimi e nascosti in cui potremmo trovare cose che ci appartengono e ci infastidiscono. Ovvero non vogliamo vedere i nostri difetti, abbiamo paura di farci conoscere e paura di conoscere se stessi nel profondo. Perchè il modo di vivere ora ci porta ad essere molto piu' superficiali. Ecco quindi che scatta questo ricercare in perpetuo, una ricerca che è una fuga da noi stessi.
Tradimento come fuga dall'intimità?
Concordo
(non in tutti i casi, ma molti è così)
 

Old belledejour

Utente di lunga data
Che bel post!!!!!! Mi ci butto a pesce essendo convinto, come sono, che l'elemento essenziale di ogni tresca è, appunto, la tresca medesima (che è qualcosa che sta a metà fra un film di spionaggio e un appuntamento dal dentista).

Ve la immaginate l'amante fugace che sciabatta per casa con una padella in mano ed il mozzicone a pendiglone al'angolo della bocca? Non fumo, giro scalza, e sinceramente non ho mai girato per casa con una padella in mano, queste cose accadono alla neuro.

Ve lo immaginate il piacere urgente d'infilare una mano sotto la gonna (dell'amante fugace) prima di farla scendere dalla macchina (a tastare serici collant o fruscianti autoreggenti indosso solo autoreggenti anche se nessuno deve vederle,), comparato alla stanca mano che scosta il tutone la mia tuta è di hello kitty è aderente e non è affatto brutta anziii carcerario con il quale si trascinerebbe per la casa se amante fugace non fosse?

Concluderei spezzando una lancia in favore delle mogli che non si abbandonano a loro stesse e un archibugio a favore di tante brave professioniste che ci tengono lontani dalle lusinghe della tresca.

A volte date delle risposte che .....grrrrrrrr!!!!!!!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Primo paragrafo direi di si, è vero non conosciamo l'altro perchè abbiamo paura di conoscerlo. Non solo le persone con il tempo cambiano con il cambiare dell'età e dell'ambiente che ci circonda.
Secondo punto che io allaccio al primo, non sono d'accordo. E ti spiego il perchè. Primo arrivare al punto di conoscere completamente un altra persona è impresa ardua considerando che le persone cambiano. Inoltre conoscere in profondità il tuo compagno significa vedere in lui quei difetti che non vorremo vedere, primo perchè lo rendono meno bello e secondo perchè i difetti dell'altro che ci disturbano sono gli stessi difetti che ci appartengono. E' complicato insomma accettare l'altro significa capire ed accettare noi stessi. Il cercare altrove è piu' legato alla ricerca del soddisfacimento psicologico facile. Meno fatica riceviamo il brivido dell'eros senza dover faticare a comprendere il patner e noi stessi.
Insomma è indubbiamente piu' faticoso portare avanti una relazione stabile. Anche se tradire costa energia, molto di piu' che la stabilità, ma è compensata dall'ebrezza della passione che ti travolge come un treno a tutta velocità e ti fa' sembrare tutto splendido.
La più grande resistenza non credo che sia nel conoscere l'altro, ma nel far conoscere sè stessi al partner e a sè stessi...
Quanti si mettono in coppia perché da soli non si sopportano?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
A volte date delle risposte che .....grrrrrrrr!!!!!!!
La moglie in tutona padellata con sigaretta puzzolente e l'amante sexy appartengono a uno stereotipo che piace a (quasi) tutti perché è rassicurante, fa pensare di avere un'asicurazione perché invece noi...
In effetti credevo anch'io allo stereotipo e mi sentivo in una botte di ferro ...protetta dai miei tre cassetti di lingerie
 

Bruja

Utente di lunga data
geisha

Senti Bruja non so'. Leggendo te riflettevo giusto su un confronto avuto ieri sera. Si parlava di sesso e amore di coppia.
Si diceva che all'inizio quando due persone si incontrano scatta qualcosa che potremmo chiamare eros. Insomma è quella cosa che ti fa' andare in palla, quella passione che ti prende ma che poi con il tempo va scemando. Quella passione che ti fa' desiderare di scoprire l'altro e farsi conoscere all'altro.Ovviamente questa sensazione scatta a prescindere da essere amanti o semplici persone che si incontrano e si trovano in sintonia.
La passione, l'eros col tempo sparisce. A quel punto nella coppia questa voglia di scoprirsi diminuisce ma se entra in funzione l'amore dovrebbe continuare la voglia di svelarsi sempre piu' nell'intimo e conoscersi sempre piu' nel profondo.Dovrebbe, ma bisogna che ENTRAMBI abbianoi l'idea ben chiara che un rapporto di coppia di qualunque natura, é un viaggio, un percorso e non un traguardo a cui mungere sensazioni come interessi da un capitale.
Per arrivare al dunque diciamo che qualcuno sostiene che tradire sia la continua ricerca di quelle sensazioni inebrianti dell'eros e la paura di far conoscere se stessi agli altri.Direi che sia oltre alla voglia si sensazioni forti anche la solita forma di "curiosità/conoiscenza" fra esseri umani che viene agevolato dalle cose che ho descritto Svelarsi per quel che siamo e accettare dell'altra persona gli aspetti piu' intimi e nascosti in cui potremmo trovare cose che ci appartengono e ci infastidiscono. Ovvero non vogliamo vedere i nostri difetti, abbiamo paura di farci conoscere e paura di conoscere se stessi nel profondo. Questo é vero ma é anche vero quel che dice Fedifrago... spesso noi NON conosciamo veramente chi ci sta accanto perché ci facciamo bastare l'immagine e l'idea che NOI abbiamo di loro.Perchè il modo di vivere ora ci porta ad essere molto piu' superficiali. Ecco quindi che scatta questo ricercare in perpetuo, una ricerca che è una fuga da noi stessi.
La superficialità brucia i rapporti perché si ferma al visibile ed al constatabile immediato. Il tutto aggravato dalla voglia incipiente di novità e varietà... tipica di chi non approfondisce.
Credo che mai come oggi la natura umana sia un po' così... siamo dei "consumatori veloci" di sentimenti, sensazioni ed emozioni e non ci attardiamo a valutare, passami il termine, il trascendente di quello che esiste nelle persone che ci stanno accanto. Per assurdo ho pensato spesso che, modernità a parte, quando ci si scriveva lettere, si aveva il telefono non così a portata di mano e ci si vedeva con difficoltà, poteva anche essere che ci si conoscesse meno, ma certamente c'era modo di conoscere meglio la nostra interiorità circa il nostro stato di innamoramento o amore.
Chissà che innumerevoli possibilità odierne di contattarci a tutti i livelli non abbiano tolto il mistero di certi sentimenti ed abbiano fornito solo la possibilità di appartarli velocemente e di cercarne di nuovi appena si vede una "piega" nel tessuto di una storia.
Esemplifico pedestremente, sono comodissimi i kleenex, ma il fazzolettino con il merletto aveva un altro fascino. Il pericolo, come per tutte le cose che abbiamo reso monouso... é che lo si diventi anche noi nei rapporti interpersonali.
Bruja
 

Old belledejour

Utente di lunga data
Post brevissimo perché l'elaborazione la si farà per strada....

Secondo voi quanto, nel rapporto amanti, conta la botta di adrenalina.
Quella componente che devasta non solo i matrimoni intiepiditi ma anche coloro che ci si infilano da liberi...

Il fascino del proibito, la clandestinità, la consapevolezza (spesso tranquillizzante) che non ci sarà futuro o realtà pubblica, il segreto, l'intesa complice ed occulta. Insomma una via di mezzo fra soggetti da romanzo e cospiratori idealisti.

Quanto contano, oltre l'innamoramento, queste componenti che alla fine avrebbero un effetto riduttivo sui soggetti in sé e che sono la parte allegorico-scenografica della storia?
Quante tresche naufragherebbero ben presto nella routine senza gli impedimenti della realtà quotidiana di ognuno?
Quanti/e amanti esistono solo perché esistono mariti e mogli abitudinarie e non per spontanea e nascente scelta? Spiego meglio, siamo certi che se non si fosse impegnati, la persona che diventa nostra amante lo sarebbe anche da liberi?
Bruja
Ti rispondo secondo la mia esperienza. Cioè come "libera".
Mi è difficile ammetterlo, ma so che è cosi. Momentaneamente sono scissa tra ragione e sentimento, ma sembra che la ragione in alcuni momenti prevalga e con essa ti scrivo adesso.
Penso che se una donna libera si mette con uno sposato è perchè non ha tanta voglia di impegnarsi in una relazione seria, in una relazione nella quale dovrebbe teoricamente investire molto di più, ma che alla fine si rileva un investimento involontario e sicuramente peggiore.
Credo che la situazione in sè come il fascino del proibito, il segreto ect.. sia un fattore "divertente ed insolito" per il primo periodo ma se la storia prosegue è un legame di "dipendenza reciproca" ognuno placa involontariamente le mancanze dell'altro.
Non credo che se lui fosse stato libero io l'avrei fracamente sopportato per più di due mesi, ma non lo so. E' anche vero che io gli ho iniziato a far pressioni implicite e non, già dopo due mesi di storia.
 

Old belledejour

Utente di lunga data
La moglie in tutona padellata con sigaretta puzzolente e l'amante sexy appartengono a uno stereotipo che piace a (quasi) tutti perché è rassicurante, fa pensare di avere un'asicurazione perché invece noi...
In effetti credevo anch'io allo stereotipo e mi sentivo in una botte di ferro ...protetta dai miei tre cassetti di lingerie
A me fa pensare che se uno ha questa visione cosi distorta della realtà deve smetterla di guardare soap opera.

Ma tu Persa non ti sei mai mai mai accorta di nulla? Prima di quella vacanza intendo.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
A me fa pensare che se uno ha questa visione cosi distorta della realtà deve smetterla di guardare soap opera.

Ma tu Persa non ti sei mai mai mai accorta di nulla? Prima di quella vacanza intendo.
Ne ho parlato per mesi. Ora non ne ho più voglia. Comunque no, non ne avevo assolutamente motivo...aveva anche momenti di tenerezza assolutamente spontanei e gratuiti che non potevano che rassicurarmi e nessun comportamento anomalo o uscite non credibili (2 cene all'anno con i colleghi erano meno di quelle che facevo io).
 

Old belledejour

Utente di lunga data
Ne ho parlato per mesi. Ora non ne ho più voglia. Comunque no, non ne avevo assolutamente motivo...aveva anche momenti di tenerezza assolutamente spontanei e gratuiti che non potevano che rassicurarmi e nessun comportamento anomalo o uscite non credibili (2 cene all'anno con i colleghi erano meno di quelle che facevo io).
okkk scusami..! Bacio
 

Fedifrago

Utente di lunga data
O

Old Lineadombra

Guest
ma perchè hai un'idea delle donne così becera??
le mogli in tuta e sciabattate e naturalmente dall'altra parte solo le prostitute di alto livello, belle, tettone e valchirie.
in mezzo niente eh?
eppure io so che non la pensi così

Come fai a sapere che non la penso così? Perchè.... effettivamente la penso parzialmente così. Mi spiego. Come ho già accennato nella Piccola guida per uomini (quasi) felici la coppia si definisce tale perchè si è in due. Fin qui le premesse, poi il grande bivio: quelli che capiscono che le storie d'amore, quando implicano un progetto esistenziale comune, si trasformano nel tempo, e quelli che non lo capiscono.

Quelli che lo capiscono lavoreranno sulla coppia. Che cosa vuol dire? Vuol dire che coltiveranno la loro storia d'amore tutti i giorni, con grazia e senza sicumere, come si coltiva un orto o un campo di spinaci, tenendo conto che le stagioni sono mutevoli, può arrivare la grandine, ci sono pericoli, insidie, insomma, non è facile, non è da tutti, bisogna che il materiale umano sia di buona qualità, bisogna che ci sia feeling e rispetto reciproco, attrazione fisica, stima, dialogo, roba da gran fighi (non bisogna essere necessariamente colti, bisogna solo essere umanamente fighi).

Quelli che non lo capiscono, invece, si gratteranno lo scroto (per dirla con Lupa) guardando la partita o sciabatteranno per casa con la padella e il mozzicone (naturalmente questi orrori sono simbolici e stanno a significare sopratutto lo sciabattamento relazionale); poi, dopo averlo fatto, piangeranno sulla loro infelicità e cercheranno improbabili ulteriori "amori allo stato nascente" (per dirla con quel merluzzo di Alberoni) nel collega d'ufficio o nell'estetista all'angolo, illudendosi tutte le volte di essere di fronte all'amore, mentre amore non è (l'amore è una cosa molto più bella e complessa, forse è così bello proprio perchè è complesso), nella migliore delle ipotesi è una fuga.

Che ruolo hanno le professioniste in tutta questa faccenda? Mi aspettano ad una riunione e non riesco a dilungarmi, ma sostanzialmente, secondo me, hanno il ruolo di cui ho parlato nella Piccola guida per uomini "quasi" felici (stava al punto cinque, credo).

Buona giornata.

Lineadombra.
 

Bruja

Utente di lunga data
Air

Credo che il tradimento dia un'alta scossa adrenalinica all'adultero. Scossa adrenalinica che, come già dicevo in passato, permane anche quando il traditore rientra nella sua normale vita familiare, con una marcia in più, con uno spirito più energetico che gli fanno affrontare ancora una volta la situazione familiare di disagio (che per lo più delle volte è semplicemente l'amore per il partner che scema fino a scomparire) che lo hanno condotto al tradimento.
Per quanto concerne quello che ho evidenziato, è una domanda da 1 milione di dollari, perchè potrei risponderti con un'altra domanda più o meno simile: se un rapporto sentimentale (vedi il mio, post-secondo tradimento) non finisse, siamo sicuri che sceglieremmo un altro partner?
Airforever
Nel tuo rapporto post... esiste un impegno costruttivo?
Una pianificazione progettuale?
Va da sé che chi non ha impegni o legami preesistenti, ha una possibilità di "manovra" più articolata. Tuttavia dubito che la risposta possa essere univoca, tu non cambieresti fino alla consumazione del rapporto... poi?
Sai io conosco perfino persone che si sono date dell'imbecille o della cogliona per aver intrecciato rapporti extra con persone che avevano solo la "qualità" di essere a portata di mano in un momento di stanca... e posso assicurarti che la storia non era finita per la scoperta della tresca.
Noi presupponiamo sempre che due amanti che si lasciano o che chiudono sia per essere stati beccati o perché non esiste un futuro per i due... ma chi lo ha detto? Possibile che non si metta in conto che molti presupposti fra amanti sono proprio indicativi in questo senso, sono persone che possono essere efficacemente e piacevolmente amanti ma non sarebbero mai scelte come progetti esistenziali.
Sai, per certi versi capisco molto bene il disagio degli amanti, che fra adrenalina, afflati passionali e altre sensazioni varie ed eventuali, alla fine arrivano a darsi quasi sempre la stessa risposta... non é stato possibile, non c'era disponibilità, i figli, la moglie, il marito, il mutuo, il sociale.... ma RARAMENTE hanno la consapevolezza di accettare o ammettere che non erano idonei ad altro che a ricopriore il ruolo di amanti.
Bruja
 

Bruja

Utente di lunga data
Perbacco

Come fai a sapere che non la penso così? Perchè.... effettivamente la penso parzialmente così. Mi spiego. Come ho già accennato nella Piccola guida per uomini (quasi) felici la coppia si definisce tale perchè si è in due. Fin qui le premesse, poi il grande bivio: quelli che capiscono che le storie d'amore, quando implicano un progetto esistenziale comune, si trasformano nel tempo, e quelli che non lo capiscono.I più... anche se con un mucchio di alibi e ottime ragioni.

Quelli che lo capiscono lavoreranno sulla coppia. Che cosa vuol dire? Vuol dire che coltiveranno la loro storia d'amore tutti i giorni, con grazia e senza sicumere, come si coltiva un orto o un campo di spinaci, tenendo conto che le stagioni sono mutevoli, può arrivare la grandine, ci sono pericoli, insidie, insomma, non è facile, non è da tutti, bisogna che il materiale umano sia di buona qualità, bisogna che ci sia feeling e rispetto reciproco, attrazione fisica, stima, dialogo, roba da gran fighi (non bisogna essere necessariamente colti, bisogna solo essere umanamente fighi).Bisogna essere sensibili, aperti, generosi, disponibili e costruttivi in modo evolutivo.

Quelli che non lo capiscono, invece, si gratteranno lo scroto (per dirla con Lupa) guardando la partita o sciabatteranno per casa con la padella e il mozzicone (naturalmente questi orrori sono simbolici e stanno a significare sopratutto lo sciabattamento relazionale); poi, dopo averlo fatto, piangeranno sulla loro infelicità e cercheranno improbabili ulteriori "amori allo stato nascente" (per dirla con quel merluzzo di Alberoni) nel collega d'ufficio o nell'estetista all'angolo, illudendosi tutte le volte di essere di fronte all'amore, mentre amore non è (l'amore è una cosa molto più bella e complessa, forse è così bello proprio perchè è complesso), nella migliore delle ipotesi è una fuga.E non sempre da sé stessi ma dalla fatica esistenziale di crescere, comprendere, confrontarsi e misurarsi... insomma dal persuadere sè stessi che si sta facendo un itinerario costruttivo per il quale serve impegno.

Che ruolo hanno le professioniste in tutta questa faccenda? Mi aspettano ad una riunione e non riesco a dilungarmi, ma sostanzialmente, secondo me, hanno il ruolo di cui ho parlato nella Piccola guida per uomini "quasi" felici (stava al punto cinque, credo).
Forse la tua imprecisione é nel valutare le professioniste come prestatrici d'opera, mentre in effetti si vorrebbe vederle come etère adatte alpiacere del corpo non disgiunto da quello della mente, ma senza l'obbligo di coinvolgimenti o "manie futuribili"
Buona giornata.

Lineadombra.
Bruja
 

Bruja

Utente di lunga data
..........

La più grande resistenza non credo che sia nel conoscere l'altro, ma nel far conoscere sè stessi al partner e a sè stessi...
Quanti si mettono in coppia perché da soli non si sopportano?
Quella é la mascheratura della mascheratura... fa vivere una vita finta, quindi tutto quello che rotea attorno alla coppia é falsato. Un vivere male da soli ed in coppia... un tunnel senza fine la cui luce la si consuma per camminare e non per vedere uno sbocco.
Bruja
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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