Alto Mare.

andrea53

Utente di lunga data
Anno 1963.
La Società di Navigazione Genepesca di Livorno possedeva al tempo una flotta di una decina di pescherecci atlantici. Dislocamento compreso tra le 3000 e le 5000 tonnellate, che incrociavano le acque dell'Atlantico Centrale, al largo delle coste di Mauritania e Senegal, facendo base nel porto di Las Palmas. Ai cui atterraggi (come si dice in gergo marinaresco) accostavano per rifornirsi di acqua e carburante e per riempire le cambuse. Oppure al largo delle coste norvegesi, appoggiandosi ai porti di Tromsö e di Bergen, alla pesca dei merluzzi. Su queste navi erano imbarcati numerosi marittimi nativi di Livorno e di Viareggio. Questa foto fu scattata a bordo del Genepesca VI, al largo delle coste mauritane. Si trattava di incontri utili a scambiare posta e generi di conforto tra gente di mare costretta per mesi alla lontananza da casa e dalle famiglie. L'altra nave, il cui comandante indossa il giubbotto salvagente, dovrebbe essere la m/n Maralunga, in servizio promiscuo merci e passeggeri tra Genova e New York. Non penso di violare la privacy scrivendo il suo nome, Ippolito Balena. Quel giorno si era messo alla radio per contattare le navi italiane più prossime. Lontani dai mezzi di comunicazione e dalle facilities di oggi, ma tanto più vicini a un senso di umana solidarietà oggi forse perduto. Qui, in coperta, si scambia un po' della posta imbarcata a Genova, prima di consegnarla alle agenzie marittime delle Canarie. Si scambiavano liquori, sigarette, vino, caffè, generi che abbondavano sui mercantili, in cambio di qualche cassa di pesce già pulito e congelato a bordo quelle che al tempo si chiamavano navi-fattoria. Il secondo da destra è mio padre, Comandante di Macchina, tuta di fustagno e canottiera bianca; mi hanno sempre detto che io sono uguale a lui. Anche se lui a quarantadue anni aveva ancora i capelli neri. Io avevo dieci anni, aspettavo le sue lettere in cui mi prometteva che quando sarebbe venuto a casa in licenza, avremmo fatto i nostri giri in auto, con la sua cinquecento grigia. Nel foglio di carta da lettere avvolgeva ogni volta un biglietto da mille lire. Oggi, lui e il Comandante riposano vicini, rivolti verso il mare. Mi piace pensare che a volte tornino a parlarsi. Un tempo perduto, persone che non ci sono più.


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