Vedi, le informazioni in giro ci sono: basta andarle a cercare. Ed è proprio sul fatto che la gente non se le va a cercare che agiscono come presa gli slogan di quelli che la buttano sul populistico.Che poi io mica ho capito come entrerebbe questo controllo politico sui magistrati, perchè ogni volta che lo hanno chiesto a qualcuno del NO mica risponde, solitamente cambia argomento, o magari mi sono perso io qualche intervento in merito. Sarebbe utile capire il meccanismo
Ora, non ho tempo né voglia di starlo a spiegare, per cui visto che ChatGPT ti garba tanto, te lo faccio spiegare da lei:
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In che modo la riforma costituzionale sottoposta a referendum il 22 marzo favorisce un maggiore controllo dei partiti politici sulla magistratura?
In base al testo della riforma, il maggiore controllo dei partiti sulla magistratura non avverrebbe in modo diretto e immediato, come una subordinazione formale dei magistrati al governo. Il punto sostenuto dai critici è un altro: la riforma sposta una parte decisiva del potere di selezione e di indirizzo degli organi di autogoverno verso canali in cui il Parlamento conta di più, e contemporaneamente indebolisce la capacità della magistratura di autogovernarsi. (Sky TG24)
I meccanismi principali sono questi:
- Parlamento dentro la filiera di nomina dei nuovi Csm. La riforma sostituisce l’attuale Csm unico con due Csm distinti. Per ciascuno, un terzo dei componenti viene estratto a sorte da un elenco di professori e avvocati compilato dal Parlamento in seduta comune; inoltre i vicepresidenti devono essere scelti proprio tra questi componenti provenienti dall’elenco parlamentare. Questo aumenta il peso della sfera politico-parlamentare nella formazione dei vertici dei due organi che decidono assunzioni, trasferimenti, valutazioni e conferimento delle funzioni dei magistrati. (Documenti Camera)
- Meno garanzie costituzionali sulla scelta della quota “laica”. Il dossier della Camera segnala che, per l’elenco dei componenti “laici” compilato dal Parlamento, la riforma non fissa in Costituzione una maggioranza qualificata, a differenza dell’attuale disciplina. Per i critici questo rende più facile alla maggioranza politica del momento incidere sulla composizione degli organi di autogoverno. (Documenti Camera)
- Alta Corte disciplinare con presenza determinante di soggetti passati dal Parlamento. La riforma sottrae ai Csm il potere disciplinare e lo attribuisce a una nuova Alta Corte. Questa è composta da 15 giudici: 3 nominati dal Presidente della Repubblica, 3 sorteggiati da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune, 6 sorteggiati tra magistrati giudicanti e 3 tra magistrati requirenti; il presidente dell’Alta Corte deve essere scelto tra i membri nominati dal Presidente della Repubblica e quelli provenienti dall’elenco parlamentare. Per i critici, anche qui il circuito politico entra in un punto molto sensibile: il controllo disciplinare sui magistrati. (Documenti Camera)
- Frammentazione dell’autogoverno. I critici sostengono che dividere il Csm in due organi e affidarli a componenti sorteggiati ne riduce forza, autorevolezza e capacità di difendere l’indipendenza dei magistrati. L’ANM riassume questa obiezione dicendo che i due Csm e il sorteggio “depotenziano” l’autonomia della magistratura; nello stesso senso Magistratura democratica parla di “indebolimento del Csm”. (Associazione Magistrati)
- Separazione delle carriere come passaggio che rende più esposto il pubblico ministero. La riforma, da sola, non mette il pm sotto il governo: il testo continua a collocare giudici e pm dentro la magistratura come ordine autonomo e indipendente. Però i critici vedono nella separazione tra carriera giudicante e requirente un assetto che rende più semplice, in prospettiva, trattare il pubblico ministero come un corpo separato e quindi più esposto a future spinte di indirizzo politico. Questa è una valutazione critica, non un effetto testuale immediato della riforma. (Sky TG24)
- aumenta il ruolo del Parlamento nella formazione degli organi di autogoverno e dell’organo disciplinare;
- riduce le garanzie costituzionali sulla selezione di una parte di quei componenti;
- frammenta e indebolisce il Csm;
- crea, secondo i critici, le condizioni per una magistratura meno autonoma e quindi più permeabile alla pressione politica. (Documenti Camera)
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