O
Old giobbe
Guest
Stellafreedom
Pensare di accingersi a realizzare un sogno bellissimo e poi incontrare l'inferno e una mazzata durissima. Ci credo che non ti passi neppure per l'anticamera del cervello di perdonare.
Io concordo con Verena: la rabbia è una fase che deve essere superata.
Una fase di tristezza, di dolore, di rabbia in questo caso è più che giustificata.
Gesù ha pianto la morte di Lazzaro. Se ha pianto anche Gesù significa che è perfettamente normale e umano soffrire in questi casi. Gesù ha pianto ma non si è disperato perché sapeva che la morte non rappresenta la fine di tutto.
Anche dopo terminato il tuo fidanzamento la presenza (negativa) di tuo marito continua a vivere nella tua mente. Tu devi cercare di scacciarla, non puoi permettere che ti faccia più male.
Siamo noi che dovremmo decidere da cosa ci vogliamo lasciar attingere. Se io avessi un carattere o una fede incredibilmente forti (se fossi “un Gandhi” per esempio), nulla mi attingerebbe, nulla mi farebbe disperare. Neppure avere delusioni dalle persone, fracassi finanziari, lutti in famiglia, problemi di salute. Se avessi una fede forte nemmeno l'imminenza della mia morte mi turberebbe.
É chiaro che tutte queste disgrazie non mi lascerebbero indifferente. Se per esempio restassi paralizzato per il resto della mia vita, mi rattristerei moltissimo ma questo non dovrebbe farmi mai disperare.
C'è un limite tra il giusto soffrire e il disperarsi che è bene non oltrepassare. Se vai oltre il giusto soffrire, la ferita si trasforma in risentimento e ti accompagnerà per il resto della tua vita.
Ci credo che, anche senza far nulla di particolare, in uno o due anni al massimo ti passerà questo dolore: il tempo risolve tutto.
Ma se perdoni ti togli un peso di dosso, mai più questa cosa ti farà del male. In caso contrario influenzerà il tuo futuro potendo riesplodere in qualsiasi momento.
Ma tu senti che l'idea di perdonare non fa per te. Allora mettila in un cassetto e non ci pensare più. Se un giorno ti servirà la tirerai fuori.
Una cosa che potrebbe farti bene è analizzare la tua situazione da una prospettiva più distante. Uscire dal microcosmo in cui ti sei rinchiusa e osservare le cose come le vedrebbe una terza persona, oppure (cosa più difficile) come le vedrebbe il tuo ex fidanzato.
Dovresti chiederti cosa puoi imparare tu da tutto questo, perché ti potrà essere utile in futuro.
Una volta ho sentito dire che la nostra vita è come una bella tovaglia ricamata, noi vediamo la parte di basso che è brutta e piena di zig-zag incomprensibili ma Dio la sta osservando dal verso giusto dove si sta formando un disegno bellissimo.
Questo non vuol dire assolutamente che Dio manda il male, ma che Lui sa trarre il bene anche dal male e lo fa sempre.
Coraggio che questa fase negativa tra poco passa.
Un abbraccio.
Ciao a tutti ,
dopo un paio di giorni di assenza eccomi di nuovo qui a rileggere i vostri messaggi che mi danno tanto aiuto e visioni diverse..
Sono disposta a tutto pur di ritornare ad essere serena..
Certo mi rincuora leggendo quello che avete scritto di non avere figli, creature che possano soffrire per l'irresponsabilita e la superficialita' di un padre..
Scusate se ve lo dico ma penso che le vostre mogli sono solo delle egoiste e che non hanno la testa sulle spalle.
Ma cavolo come si fa a comportarsi cosi..??
Io ho scelto di stare con quello stronzo del mio ex, l'ho seguito , l'ho aspettato, giustificato e amato morbosamente senza mai chiuderlo in gabbia. Mai un tradimento mai un torto
L'ho amato sinceramente e sono sempre stata un libro aperto senza segreti. E ho sempre messo da parte le tentazioni che nella vita non mancano mai a nessuno.
Avevo scelto e non posso assolutamente giustificare comportamenti cosi disgustosi.
Giobbe anch'io penso a volte ad una possibile crisi esistenziale..Ma quando finiscono questi soggetti di essere in crisi??
Io penso che la migliore cosa da fare sia dare loro il completo abbandono perche non saranno mai in grado di capire la profondita dei nostri sentimenti e la serieta che ci rappresenta.
La Lupa hai colpito il centro, le tue parole mi hanno commosso, ho ancora le lacrime agli occhi..
Questo perche non riesco e non riusciro mai a perdonarlo (Giobbe non riesco a vedere niente di buono nel perdono).
Quello che continuo a chiedere e' una giustizia divina. Una lezione di vita..
Non posso che augurargli la sofferenza che lui sta facendo passare a me,forse allora capira che non si puo giocare con i sentimenti umani.
La vorrei vedere questa sofferenza perche non si puo costruire una favola e distruggerla in un secondo senza alcuna pieta e pentimento.
Tanta e' la tristezza e la disperazione e tanto e' il mio rancore per lui..IMMENSO
Ho passato gli ultimi tre mesi a sognare quella che sarebbe stata la mia vita con lui in quella meravigliosa casa..e non vedevo l'ora. Per me era la coronazione del mio sogno e pensavo anche del suo. Era il mio piu grande desiderio. Dopo tanto anni finalmente vedevo il concretizzarsi di qualcosa. Ero tropopo felice credetemi..E lui lo sapeva, lo vedeva e continuava il suo sporco gioco.
Non e' ammissibile.
Non lo so se ci saranno banchetti ...e non so se saro in grado di godermeli.Ho perso tante voglie, tanti sogni..
Mi manca la mia serenita e la capacita di ricominciare senza di lui!
Pensare di accingersi a realizzare un sogno bellissimo e poi incontrare l'inferno e una mazzata durissima. Ci credo che non ti passi neppure per l'anticamera del cervello di perdonare.
Io concordo con Verena: la rabbia è una fase che deve essere superata.
Una fase di tristezza, di dolore, di rabbia in questo caso è più che giustificata.
Gesù ha pianto la morte di Lazzaro. Se ha pianto anche Gesù significa che è perfettamente normale e umano soffrire in questi casi. Gesù ha pianto ma non si è disperato perché sapeva che la morte non rappresenta la fine di tutto.
Anche dopo terminato il tuo fidanzamento la presenza (negativa) di tuo marito continua a vivere nella tua mente. Tu devi cercare di scacciarla, non puoi permettere che ti faccia più male.
Siamo noi che dovremmo decidere da cosa ci vogliamo lasciar attingere. Se io avessi un carattere o una fede incredibilmente forti (se fossi “un Gandhi” per esempio), nulla mi attingerebbe, nulla mi farebbe disperare. Neppure avere delusioni dalle persone, fracassi finanziari, lutti in famiglia, problemi di salute. Se avessi una fede forte nemmeno l'imminenza della mia morte mi turberebbe.
É chiaro che tutte queste disgrazie non mi lascerebbero indifferente. Se per esempio restassi paralizzato per il resto della mia vita, mi rattristerei moltissimo ma questo non dovrebbe farmi mai disperare.
C'è un limite tra il giusto soffrire e il disperarsi che è bene non oltrepassare. Se vai oltre il giusto soffrire, la ferita si trasforma in risentimento e ti accompagnerà per il resto della tua vita.
Ci credo che, anche senza far nulla di particolare, in uno o due anni al massimo ti passerà questo dolore: il tempo risolve tutto.
Ma se perdoni ti togli un peso di dosso, mai più questa cosa ti farà del male. In caso contrario influenzerà il tuo futuro potendo riesplodere in qualsiasi momento.
Ma tu senti che l'idea di perdonare non fa per te. Allora mettila in un cassetto e non ci pensare più. Se un giorno ti servirà la tirerai fuori.
Una cosa che potrebbe farti bene è analizzare la tua situazione da una prospettiva più distante. Uscire dal microcosmo in cui ti sei rinchiusa e osservare le cose come le vedrebbe una terza persona, oppure (cosa più difficile) come le vedrebbe il tuo ex fidanzato.
Dovresti chiederti cosa puoi imparare tu da tutto questo, perché ti potrà essere utile in futuro.
Una volta ho sentito dire che la nostra vita è come una bella tovaglia ricamata, noi vediamo la parte di basso che è brutta e piena di zig-zag incomprensibili ma Dio la sta osservando dal verso giusto dove si sta formando un disegno bellissimo.
Questo non vuol dire assolutamente che Dio manda il male, ma che Lui sa trarre il bene anche dal male e lo fa sempre.
Coraggio che questa fase negativa tra poco passa.
Un abbraccio.