aiuto sono disperata

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Old auberose

Guest
Un attimo.......non mi sembra tutto così facile!!
Non è detto che sempre si scelga il male minore, il più comodo per se stessi.....certo c'è anche chi lo fa, ma c'è anche chi sceglie a discapito delle comodità.
E poi, vorrei anche dire che quando uno decide di sposarsi non pensa certo che un giorno farà scelte diverse, è logico che lo fa convinto che quella sia la cosa migliore e più giusta.
E probabilmente in quel momento lo è......salvo poi dopo anni capire che ha fatto errori di valutazione. Sappiamo tutti che nella vita si cambia, e non cambiamo solo noi, cambia anche chi ci sta a fianco ed alcune volte anche tutto ciò che ci circonda, tutto od in parte.

Ad esempio io sono stata accusata di egoismo perchè ho scelto la vita meno comoda
 

Bruja

Utente di lunga data
Auberose

Già, proprio come hai detto, la via meno comoda a volte è anche quella malvista......... ma tanto lo sappiamo bene, chi dopo un matrimonio che si rivela mal riuscito, se ne fa carico e decide sul dfa farsi, spesso è anche chi affronta il "martirio sociale" !!!
A volte serve molto coraggio proprio per avere coraggio

Bruja
 

Bruja

Utente di lunga data
il male minore.....

Leggendo le ragioni, le giustificazioni, i chiarimenti di tutti verrebbe voglia di distribuire una parte di ragione ad ognuno, solo che bisogna pure che per ogni individuo la vita non sia passata invano.
Quando fedifrago pone le sue motivazioni e le sue concause, argomenta in modo obiettivo e parzialmente condivisibile. Quello che stona è che le giustificazioni e le analisi vanno solo da una parte; spiego meglio, perchè nello scegliere "il male minore" non si pensa che quello sarebbe il non scegliere o semplicemente non fare al/la coniuge quello che noi probabilmente non accetteremmo al posto loro?
Sono fermamente convinta che la tentazione o il desiderio tentatore ci sfiori parecchie volte nell'arco di un rapporto di coppia, ma che il cedimento avvenga solo in certe sistuazioni e grazie a determinate forme di agevolazione mentale che in qualche modo mettiamo in atto.
E' ovvio che se siamo felici la tentazione non ci tocca.............bella forza, non è una tentazione, è un'occasione che non riveste interesse.
E' nell'incertezza che il resistere farebbe parte di un piano di sostegno che dovrebbe rafforzare il patto di alleanza fra la coppia; se la tentazione prende il sopravvento, non è una questione di gratificazione, di evasione e altre belle definizioni, si è di fronte alla scissione dell'alleanza e della complicità.
Non voglio giudicare che sia male in sè o il tradimento come colpa, tuttavia mi piacerebbe che diventasse evidente che in quel caso NOI non siamo in grado di rispettare un impegno e, contemporaneamente, non riusciamo a renderlo palese accettando il compromesso di prendere la parte di tentazione che ci piace scindendola dal patto di coppia. In breve, quello che era piacevole fare in due, diventa pù gradevole farlo da soli.
E' giusto dire che a volte si è costretti a fare questa scelta per non mettere in crisi un'unione con impegni sociali, figli, condizioni economiche e via dicendo, ma bisogna pure prendere atto che è proprio per questi impedimenti che non si prendono decisioni chirurgiche ma sanatorie; se la coppia è implosa ricostruirla necessita di "architetti esistenziali" di notevole portata. Non è impossibile, sia chiaro, ma quando ci si mette all'opera, la scelta deve essere decisa, diversamente inutile farsi illusioni, la prima volta che si cede sarà anche la prima di una serie di prossime volte..............
Bruja
 
N

Non registrato

Guest
Bruja

Devo dire che sei una persona molto profonda e matura....

una curiosita`: in questo forum ci sei perche sei stata tradita o hai tradito?

Cmq le tue riflessioni mi sono state molto d`aiuto...
 

Bruja

Utente di lunga data
non registrato

In questo forum ci sono perchè mi interessa l'argomento e perchè per come è impostato non ci si cita addosso e si parla di problemi che, tradimento a parte, valgono anche per molti altri settori della vita.
Ma per esserti più precisa, chi nella vita non è stato tradito o non ha tradito, fosse anche perfino inconsapevolmente?
Si tradiscono gli ideali, le aspettative, le amicizie, i rapporti umani............ l'importante è prendere atto che quando avviene esiste sempre una strada decorosa e dignitosa per fare ammenda e lo capiamo quando nell'affrontare il problema non ci rimorde la coscienza e non ci lascia pieni di dubbi.
Non esistono esseri umani infallibili, e la menzogna, il tradimento, l'inganno fanno parte della nostra natura che attraverso il libero arbitrio ci rende, al bisogno, anche infingardi; è la parte di noi che è tentata dal manipolare la realtà per nostro tornaconto o piacere.
Intendiamoci non la butto sul fideista o sul morale, ma in noi esiste il bene e il male, ed anche se le circostanze spesso non ci agevolano, alla fine la scelta spetta sempre al nostro arbitrio.
Poichè dipende da noi l'opinione che gli altri e noi stessi abbiamo del nostro operato, l'essere corretti a costo di qualche sacrificio, alla fine, è una forma di grande autorispetto e di considerazione della nostra identità reale e spirituale.
Bruja
 
F

Fedifrago

Guest
Bruja

Personalmente non leggo le tue osservazioni come frutto di posizioni fideistiche o moraleggianti, ma si denota sicuramente una certa severità e una certa rigidità nel giudizio.

Ovvio che traspare pure che la prima a cui applichi questi parametri sei tu medesima.

Indichi spesso nella volontà del singolo di darsi assoluzione per il proprio piacere personale, egoistico ed edonistico, la causa che porta al tradire, che sia verso una persona o verso un principio, poco importa. Forse però è su questo che, ovviamente a mio parere, dovresti guardare diciamo con più indulgenza.

La volontà presuppone la consapevolezza del proprio agire e degli effetti conseguenti, e mi pare che spesso è questa che manca in chi tradisce. E ritengo che siano più le volte che si agisce inconsapevolmente quando ci son di mezzo i sentimenti, che non il contrario.

Resta comunque sempre un piacere leggerti.
 

Bruja

Utente di lunga data
feddy

Più che severità e rigidità applico, pur non essendo credente (sono alla ricerca delle motivazioni della fede perchè forse la fede è un dpno che presuppone caratteristiche che io non ho), trovo assolutamente equidistante il passo: "non fare agli altri quello che non viorresti fosse fatto a te". Ecco perchè non mi è difficile, entro la mia umana possibilità, attenermici senza grandi sforzi.

Guarda che io sono indulgente sulle cause, sulle persone e sulle circostanze e spesso ne discuto cercando un concorso di colpa sulle trasgressioni; ma sul principio non posso essere ondivaga e incerta. Le attenuanti sono tali solo se la "legge" è certa e, per parafrasare la giurisprudenza, il giudice a suo insindacabile giudizio concede appunto ragionevoli attenuanti.

Concordo che i sentimenti e le pulsioni non siano certo facili da governare, e non per nulla il tradimento dei vent'anni lo concepisco diversamente da quello dei quaranta; cambiano spesso le motivazioni più che l'oggetto del tradire. Se si agisce, come dici, inconsapevolmente, forse è anche perchè alle pulsioni non opponiamo alcuna resistenza e non ascoltiamo la nostra coscienza, che a sua volta comprende il disagio altrui.
Probabilmente sono ostile al tradimento non tanto per l'atto in sè quanto per il compromesso a cui si deve arrivare con la propria autostima; se ci pensi il vero brivido del tradimento che tanto viene osannato da chi pensa che la clandestinità sia motivo di stimoli imperdibili, è più dovuto alla parte che in ogni tradimento ci si ritaglia come protagonisti di spy-love story che ci fanno sentire quasi come elementi dei "servizi segreti dei sentimenti"..............
E immagino tu sappia bene quanto per la natura umana, l'intrigo, il segreto e l'occultarsi in genere, siano elementi di grande fascino ed a cui sottrarsi diventa facile solo se si hanno in proprio equilibrio, consapevolezza e persuasione dell'essere in sé.

Ricambio il piacere di leggerti, ogni tanto qualche "bacchettata" mi ricorda la gioventù

Bruja
 
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