Minerva
io
:mrgreen:
e' coeva....
ahahahahah
e' coeva....
ahahahahah
beh, io intanto mi rilasso.mo' so' impicciato e nun posso veni'...
ahahahah
se posso approvo.Ho imparato molto anche da musicisti mediocri, da teorici e da pratici. Da tutti c'è qualcosa da imparare... è la volontà di voler imparare il vero mezzo.
Io non conosco nessuno di voi di persona, non ho rapporti stretti con nessuno e posto da poco.
Oggi hai toppato.Ma non per la frase. Ci sta che tu non lo sapia e che Simy pensi il contrario. Ci sta che non te lo ricorda. Ma non hai chiesto scusa. Errare è umano.... etc etc tanto la sapete tutti come continua.
Ho sempre pensato che i musicisti abbiano una visione più sensibile del mondo. Non smentirmi.
Ps. Lo so, sono ancora un romantico... a modo mio.
Minchia ma quante volte te lo dovrò scrivere affinché ti entri in quella testa deforme rispetto al corpo che tu non mi fsi rabbia ma schifo?Ma quello che ti fa più rabbia
è che io non vivo secondo la tua egida
magari solo per non finire come te....no?:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
Qui mi pare tu ti riferisca anche alla carrellata di esempi, finiti in caciara, che ci sono nelle pp. precedenti e successive. -per inciso-mi sarebbe piaciuto vedere dove saresti andato a parare con lo sport estremo visto che ne so qualcosa, ma è solo un inciso- Il punto, secondo me, la chiave, è che ti sbatti troppo razionalmente per avere l'assolutezza della certezza. La certezza non è di questo mondo umano. Nella religione, c'è; io me ne allontanerei, al posto tuo. Nel mondo umano, esiste il giusto qui e ora, contingente, relativo. Ora, il non mentire, così, tout court non credo che debba far parte dei nostri imperativi categorici. Ammette troppe eccezioni, esperite nella vita di tutti, sempre. Io direi, invece: "non mentire, consciamente e deliberatamente, nelle cose fondamentali", ambito per ambito. Ora, in verità (vedi sopra), la fedeltà o l'esclusività non dovrebbero avere la caratteristica di essere assiomi, in quanto basati su regole o consuetudini sociali o morali. Dunque diverse da società e società, periodo e periodo, e, perdipiù, strumentalizzabili e straordinari strumenti di controllo. Ma la fedeltà o l'esclusività, nel merito di una coppia (dunque siamo all'interno della realtà, vedi sopra), può essere un fondamento. Non sono io a decidere che lo è, bada bene, è tua moglie che lo fa. E' qui che cade il tuo discorso teorico. Attenzione, perché l'ignoranza coatta è uno straordinario strumento di contenzione, da che mondo è mondo. E' una delle forme della violenza, una delle più efficaci. Nella migliore delle ipotesi è paternalistica. E questo non è un per me. Se io fossi lei, e lo scoprissi, non ti odierei, credo, perché mi hai tradito trilioni di volte, ma perché mi hai gambizzato perché stessi, buona e sorridente, al tuo passo. E' questo, il pressocché imperdonabile, secondo me.proviamo a guardare la cosa da un punto di vista diverso.
In primo luogo, io credo anche che le persone che vivono la propria sessualità in maniera libera, stiano meglio con sé stesse e con gli altri. Vivono una vita come andrebbe vissuta, come siamo stati fatti per viverla, e di conseguenza stanno meglio con sè stessi e con gli altri. Spesso sento gente che dice che chi tradisce lo fa perchè ha bisogno di dimostrare qualcosa, perchè è un debole o per altro. Io non condivido, la maggior parte di chi tradisce lo fa per vivevre una vita migliore e questo, inevitabilmente, lo rende una persona migliore.
Sulla prima frase sono d'accordo; attenzione sui secondo me dalla seconda frase in poi. Nel tuo caso, non sono basati sulla morale, bensì sui tuoi per te, ma poco cambia. Io, per me, non credo che far sesso con più persone sia più libero che farlo con una sola. Per te, forse è così. Non trasformarlo in un secondo te, nella migliore delle ipotesi è presuntuoso. Le persone, con tutta la libertà che riescono a pensare, od agire, liberamente scelgono come e con chi far sesso. Nessuno, a parità di possibilità, è più o meno libero degli altri. Secondo me. Un conto è difendersi da uno stigma gratuito, un conto è dar degli schiavi agli altri. Attenzione. Se mi pensi come meno libera di te, invalidi alla base il mio pensiero e la mia possibilità di confrontarmi con te. Non è bello e toglie libertà ed efficacia, ne converrai.
Passiamo ad un altro presupposto, in cui io credo fermamente. La fedeltà come obbligo è una regola sociale maturata negli secoli che io non condivido. Quando la fedeltà è una scelta spontanea, mi va benissimo. Ma se invece la fedeltà è il frutto di una regola, cioé c'è la voglia di tradire ma occorre frenarsi per non fare qualcosa che si vorrebbe fare, secondo me frenarsi ha un senso solo se ve ne sono delle ragioni valide. E per chi crede che tradire non sia un male in sé, l'unica ragione per frenarsi qual'è? Che tradendo, se si viene scoperti, si ferisce il proprio partner.
Anche io rifiuto la fedeltà come obbligo morale o sociale. Sono fedele per non ferire ME prima del non voler ferire l'altro. E se mi freno è per noi, non per solo l'altro. Nel nome di una realtà condivisa, non scissa in parti da nascondere. Ma sulla cosa ci arrivo più tardi se ho tempo, vado oltre.
Benissimo, ma perché si ferisce il proprio partner? Io non sarei ferito da un tradimento, perché non ho bisogno della fedeltà. Si ferisce un partner che crede nella fedeltà. Allora, io, per non ferire uno che crede ad una regola che io ritengo sbagliata, non faccio delle cose che ritengo giuste per me e per lei.
E qui arriviamo al punto. La scelta di rischiare la sua felicità mentendo.
Facciamo un'ipotesi. Cosa sarebbe successo se io avessi lasciato mia moglie? O se le avessi detto di me? Nessuno lo sa. Forse avrebbe trovato un partner migliore di me. Ma forse no. Forse avrebbe trovato una persona che l'avrebbe resa meno felice, che l'avrebbe amata di meno. O addirittura che l'avrebbe picchiata. Forse era uno sterile, che non poteva avere figli. O forse avrebbero divorziato perchè lui, dopo 20 anni di fedeltà assoluta, preso da una tremenda voglia di donna nuova, e refrattario all'infedeltà, l'avrebbe lasciata.
Possiamo saperlo? No
Alla lettura di queste frasi, un po' d'irritazione m'è venuta spontanea. Va bene avere una solida opinione di sé, è sano, ma pensarsi così superiori, così validi da essere tanto tanto tanto meglio di quasi tutto quello che avrebbe potuto capitarle, mi pare pericoloso. Avresti potuto fare una lunga lista di possibilità, egualmente ripartite fra migliori e peggiori, ma non è così. Nei tuoi esempi, quasi tutto è peggiore di te. Per me, ad esempio, un baro è peggiore di molte altre possibilità. Se ci penso bene, anche secondo me. Il perché, se riesco, te lo spiego meglio più avanti.
Ora, se fosse vero che mia moglie è felice e lo è stata da sempre. Se io continuassi senza essere beccato. Alla fine dei nostri giorni il bilancio sarebbe che io avrei vissuto la vita che volevo ed anche lei. Nessun danno. Lei voleva me fedele, ed è quel che ha avuto, per quel che ne sa. Ed è sinceramente felice.
Qui il concetto è sartriano (e in parte foucaultiano), ma adulterato ad arte (probabilmente involontariamente). Secondo gli esistenzialisti, la verità è un assioma prigione, un sistema solo teorico, sterile, illibertario la maggior parte delle volte. La realtà è la verità agita. E' nell'ambito della realtà che si dispiega il bene (o anche il male, eh), la libertà (e i suoi contrari). E' solo la realtà che esiste, è ciò che c'è, ciò che realmente si abita. La verità, non conosciuta, non esperita, non è vera, non esiste. E' la realtà, l'umanismo, il campo della vita dell'essere umano. Però, però, se la realtà (ciò che tua moglie sa) è un'adulterazione della verità, non è per niente libertà, non è per niente rivoluzionaria. Anzi. E' un atteggiamento reazionario, non liberatorio. Risponde solo al tuo fine. Secondo me. Secondo me, non è solo il potenziale risultato finale (lo sfacelo) che lo rende da scartare. E' l'assunto di base, tu che scegli per tutti. Il per me avrebbe già imbracciato un mitra, per altro. Ma anche qui, mi dilungo maggiormente più tardi.
Ed è per queste ragioni che il raginamento di chi mi dice "doveva scegliere lei" non mi convince. Lei non avrebbe mai scelto me infedele e in conseguenza, per una regola che io considero errata, si sarebbe privata di una vita felice. Se le avessi fatto fare questa scelta, forse il suo destino sarebbe stato l'infelicità. Nessuno può dirlo.
Soprattutto, non sei tu a poterlo dire. Se è vero che tu non sei peggiore a prescindere, non sei migliore a prescindere. E' pericoloso pensarlo. Se guardi bene, non è nemmeno democratico. Se guardi bene, è dittatoriale. Ora, io di imperativi categorici ne ho pochi, pochissimi. Tutti basati sull'etica, non sulla morale contingente, né quella maschile, né quella cattolica. Il primo è non uccidere forme di vita superiore compiute. Che poi sia in parte anche un comandamento è puro caso. Il secondo è non ledere consciamente, volontariamente, la libertà altrui. Non ledere il diritto di scelta. Qui casca l'asino. Non siamo quasi mai liberi di scegliere. Non lo siamo professionalmente, il mercato governa. Non lo siamo politicamente, la politica, il mercato e la finanza governano. Non lo siamo economicamente, il nostro paesello nemmeno più batte moneta. Siamo liberi di dover andare a lavorare, se il lavoro ce l'abbiamo ancora, per pagare una vita che costa sempre di più. Dove ci giriamo, sbarre. Ma c'è una finestra. Siamo liberi di amare chi vogliamo. Se siamo fortunati, tanto fortunati, ci ricambiano. Siamo liberi di scegliere chi frequentare nel privato, con chi cercare di far crescere qualcosa. Poi arrivi tu, e scegli per tutti e due, perché "tanto lei è felice e le poteva capitare, anzi, è quasi certo, ben di peggio". Altre sbarre, sbarre pesanti. Secondo me, tutto questo è grave. Molto grave.
Ci sono tante persone infelici qui perché sono state tradite. Ed io le rispetto sinceramente, ascolto le loro parole e mi confronto con una realtà che potrebbe essere in futuro, la mia. E le ragioni che mi hanno spinto a pensare se vale ancora la pena rischiare sono proprio queste, perché il rischio, con l'andare avanti negli anni aumenta.
Ma quante persone sono felici e non sono qui perché il loro partner regala loro una vita felice pur tradendo? Ti sei mai chiesta quanti uomini o donne sono le persone che sono, in positivo, anche perché hanno una vita sessuale libera?
Ripeto, scostati da questa idea, da questo secondo te. Per te sei più libero sessualmente di altri fedeli? Libero di pensarlo. Io potrei dirti che un collezionista di copertine non è più colto, né più libero, né più profondo, né più complesso di un lettore. E a occhio direi che è incontrovertibile. Ma non ho intenzione di tentare di "convertirti". Ma smettila di pensarti secondo te più libero di me o d'altri. Dammi il rispetto che merito, lo stesso che io ti dò. Altrimenti, 'sta fatica di comporre un lunghissimo papiro, perché la faccio? Per chi?
E' vero, avrei potuto informarla. Ma la certezza che questo avrebbe reso migliore la sua vita, quella non c'è. Ed allora ci dobbiamo basare sul valore assoluto della sincerità per giustificare l'obbligo di informare. Ma, per quanto mi riguarda, non credo che questo obbligo sia cogente.
E io godo di questo schifo.Minchia ma quante volte te lo dovrò scrivere affinché ti entri in quella testa deforme rispetto al corpo che tu non mi fsi rabbia ma schifo?![]()
Fallo presto che hai già rotto troppo i coglioni all'umanità.E io godo di questo schifo.
SOno al mondo per essere polvere fastidiosa
in quelli come te
E sappilo tu morirai digrignando i denti, mentre io me la riderò ancora una volta.
Non puoi essere capace d'amore
Hai troppa rabbia e risentimento verso gli altri.
Magari occupati di più della tua vita che magari presto avrai famiglia sul groppone.
E saranno finiti i voli pindarici.![]()
E io godo di questo schifo.
SOno al mondo per essere polvere fastidiosa
in quelli come te
E sappilo tu morirai digrignando i denti, mentre io me la riderò ancora una volta.
Non puoi essere capace d'amore
Hai troppa rabbia e risentimento verso gli altri.
Magari occupati di più della tua vita che magari presto avrai famiglia sul groppone.
E saranno finiti i voli pindarici.![]()
La risposta seria è che se è vero che non si può parlare di figli non avendone non si può parlare d'amore se non ne conosci il significato. la stessa cosa della parola infanzua in bocca ad un pedofilo. stona. e il parallelismo non è estremo.E io godo di questo schifo.
SOno al mondo per essere polvere fastidiosa
in quelli come te
E sappilo tu morirai digrignando i denti, mentre io me la riderò ancora una volta.
Non puoi essere capace d'amore
Hai troppa rabbia e risentimento verso gli altri.
Magari occupati di più della tua vita che magari presto avrai famiglia sul groppone.
E saranno finiti i voli pindarici.![]()
D'ora in poi conserverò lo sperma e te lo spedisco a casabravo Conte!!!d'altronde cosa ti vuoi aspettare da uno cosi'???e'tutta un'offesa...e'solo un povero alce pieno di corna..probabilmente impotente o afflitto da precocita'.Di sicuro mai goduto.
D'ora in poi conserverò lo sperma e te lo spedisco a casa
così tua moglie si ricirda un po' come è fatto![]()
Ué ciccina, quota lui e non me che io ho solo risposto. a te darà fastidio la parola spermama non da fastidio quello che lui ha detto s me. ergo vedi fi girarmi al largo. Davveronon sia mai che i toni non si abbassino eh ?
fai una roba, faglieli l mangiare e lascialo perdere.
basta, davvero.
ne ho letta una parte.per ora, mi sei piaciuta molto.
il dono della sintesi però effettivamente ti mancaGrazie
non riesco mai ad essere breve, mi serve un corso da Joey.
Anche molti dei tuoi interventi mi sono piaciuti, tanto.
Ho smeraldato più in questo 3D che in tutta la board, anche ieri notte. Se uno smeraldo non vi torna, potrei essere stata io
PS: spero che quest'ultimo intervento abbia possa scogliere gli ultimi dubbi che io sia un troll e che sia Toy2
Girero' molto al largo. nausei.Ué ciccina, quota lui e non me che io ho solo risposto. a te darà fastidio la parola spermama non da fastidio quello che lui ha detto s me. ergo vedi fi girarmi al largo. Davvero
Angelo
tu toy 2 ?Grazie
non riesco mai ad essere breve, mi serve un corso da Joey.
Anche molti dei tuoi interventi mi sono piaciuti, tanto.
Ho smeraldato più in questo 3D che in tutta la board, anche ieri notte. Se uno smeraldo non vi torna, potrei essere stata io
PS: spero che quest'ultimo intervento abbia possa scogliere gli ultimi dubbi che io sia un troll e che sia Toy2
Brava. fallo. che nausei te è solo una nota positiva e ti ringrazio per avermelo ricordato.Girero' molto al largo. nausei.
ma te sei messa gia' in ferie?Uno dei miei docenti più autorevoli, una volta entrò in aula esordendo con:
“Oggi sono molto tollerante.
Tollero che voi vi sbagliate”.
Era docente di Storia della filosofia occidentale, la lezione risultò poi essere centrata sul concetto morale di tolleranza, e sulla sostanziale coercizione della morale.
Etica e morale sono due parole simili ma distanti anni luce. Ora, tranquilli tutti, non ho alcuna intenzione di fare una prosopopea sulle radici greca e latina dei termini, o sproloquiare su questi due concetti. Noto però che le risposte che hai ricevuto sono state quasi tutte basate sulla morale. Morale che –giustamente, aggiungerei io- rifiuti a prescindere, in quanto tale. Io vorrei invece incentrare le mie riflessioni sull’etica, che spero tu non rifiuti in sé, altrimenti non vedrei possibili vie di interazione o confronto. Io di ricette spicciole perché tu possa risolvere il tuo "problema tecnico" o giudizi sulla tua vita non ne ho; sul merito ho al massimo un “per me” che non diventa un “secondo me”. Tu hai il tuo “per te”, 1 a 1 e palla al centro. Nel metodo, però, qualcosa da dire secondo me si trova, e potrebbe essere più proficuo.
[Ultima precisazione: “per me” è qualcosa che io faccio o sono o penso o desidero, in base alle mie idee o esperienze. “Secondo me” è qualcosa che vorrei che fosse pensato, fatto o perseguito anche dagli altri. Esempio: “il blu è bellissimo” è un per me. “Il blu è il colore più bello del mondo”, o “il blu è l’unico colore possibile” è un secondo me. In questo caso, se basata sulla morale, è un’asserzione sbagliata.]
Riparto da qui (post 1478) ma lo commento a pezzi:
Qui mi pare tu ti riferisca anche alla carrellata di esempi, finiti in caciara, che ci sono nelle pp. precedenti e successive. -per inciso-mi sarebbe piaciuto vedere dove saresti andato a parare con lo sport estremo visto che ne so qualcosa, ma è solo un inciso- Il punto, secondo me, la chiave, è che ti sbatti troppo razionalmente per avere l'assolutezza della certezza. La certezza non è di questo mondo umano. Nella religione, c'è; io me ne allontanerei, al posto tuo. Nel mondo umano, esiste il giusto qui e ora, contingente, relativo. Ora, il non mentire, così, tout court non credo che debba far parte dei nostri imperativi categorici. Ammette troppe eccezioni, esperite nella vita di tutti, sempre. Io direi, invece: "non mentire, consciamente e deliberatamente, nelle cose fondamentali", ambito per ambito. Ora, in verità (vedi sopra), la fedeltà o l'esclusività non dovrebbero avere la caratteristica di essere assiomi, in quanto basati su regole o consuetudini sociali o morali. Dunque diverse da società e società, periodo e periodo, e, perdipiù, strumentalizzabili e straordinari strumenti di controllo. Ma la fedeltà o l'esclusività, nel merito di una coppia (dunque siamo all'interno della realtà, vedi sopra), può essere un fondamento. Non sono io a decidere che lo è, bada bene, è tua moglie che lo fa. E' qui che cade il tuo discorso teorico. Attenzione, perché l'ignoranza coatta è uno straordinario strumento di contenzione, da che mondo è mondo. E' una delle forme della violenza, una delle più efficaci. Nella migliore delle ipotesi è paternalistica. E questo non è un per me. Se io fossi lei, e lo scoprissi, non ti odierei, credo, perché mi hai tradito trilioni di volte, ma perché mi hai gambizzato perché stessi, buona e sorridente, al tuo passo. E' questo, il pressocché imperdonabile, secondo me.
E ancora: mi pare che sia sotteso a tutto il tuo discorso, la tua supposta superiorità teorica e di prassi. Tu credo dica: poiché la fedeltà è sbagliata e imposta socialmente e moralmente, e dato che io ne sono immune, o me ne sono sbarazzato, e dunque più libero di te, scelgo per te, meno libera. E scelgo io, da libero, di fare in modo che tu mi scelga, da non libera. Mi prendo questo diritto, perché sono libero e migliore di qualsiasi cosa potrebbe capitarti. Io continuo ad esercitare la mia libertà, che ti taccio in modo che tu stia qui, con me. Mi cago un pò sotto perché lo potresti scoprire, ma finché funziona, ognuno ha quello che voleva.
Prima domanda: ti piace ancora questo discorso guardandolo da fuori, leggendolo così? Trovi ancora che sia legittimo? A vederla da fuori, un atteggiamento così, trovi ancora che sia stimabile? Trovi che sia legittimo fra due adulti e pari?
Seconda domanda: non ti senti mai solo? Ho capito perché nemmeno i tuoi amici lo sanno. Ma tu, per una volta, non vorresti essere amato o conosciuto nella tua interezza? C'è una grande libertà, una meravigliosa sensazione di leggerezza, di completezza che si prova ad essersi presentati nudi, difetti compresi, ad un'altra persona, ed essere da questa desiderati, amati, accettati in ogni fibra. Ci vuole coraggio, il rischio di essere scartati è sempre altissimo. Ma tu, perché dalla tua vita non hai chiesto di più? C'è un punto nel quale 1+1 fa più di mille. Sei sicuro di esserci arrivato? Qualcosa mi dice che ti si sta formando una crepa all'interno, non solo un timore razionale per quello che potrebbe accadere. Ma magari sbaglio.
Finisco qui, io le risposte non ce le ho. Sarai tu a scegliere se la A (smettere), o la B (proseguire) C (divorziare simulando afonia). La D (avere il coraggio di correre il rischio di essere lasciato), che a me pare l'unica veramente seria, è quella che non farai (amore o la sua forzatura, figli, vita, tutto). Hai, una volta ancora, un'invidiabile libertà. Quella di sapere. Potrai scegliere per entrambi, cosa dire e non dire, cosa fare. Io, per me, spero di avere in futuro un amore diverso, nel quale entrambi sappiamo le cose fondamentali e siamo entrambi liberi di scegliere sempre, momento per momento, ma non faccio testo.