proviamo a guardare la cosa da un punto di vista diverso.
In primo luogo, io credo anche che le persone che vivono la propria sessualità in maniera libera, stiano meglio con sé stesse e con gli altri. Vivono una vita come andrebbe vissuta, come siamo stati fatti per viverla, e di conseguenza stanno meglio con sè stessi e con gli altri. Spesso sento gente che dice che chi tradisce lo fa perchè ha bisogno di dimostrare qualcosa, perchè è un debole o per altro. Io non condivido, la maggior parte di chi tradisce lo fa per vivevre una vita migliore e questo, inevitabilmente, lo rende una persona migliore.
Passiamo ad un altro presupposto, in cui io credo fermamente. La fedeltà come obbligo è una regola sociale maturata negli secoli che io non condivido. Quando la fedeltà è una scelta spontanea, mi va benissimo. Ma se invece la fedeltà è il frutto di una regola, cioé c'è la voglia di tradire ma occorre frenarsi per non fare qualcosa che si vorrebbe fare, secondo me frenarsi ha un senso solo se ve ne sono delle ragioni valide. E per chi crede che tradire non sia un male in sé, l'unica ragione per frenarsi qual'è? Che tradendo, se si viene scoperti, si ferisce il proprio partner.
Benissimo, ma perché si ferisce il proprio partner? Io non sarei ferito da un tradimento, perché non ho bisogno della fedeltà. Si ferisce un partner che crede nella fedeltà. Allora, io, per non ferire uno che crede ad una regola che io ritengo sbagliata, non faccio delle cose che ritengo giuste per me e per lei.
E qui arriviamo al punto. La scelta di rischiare la sua felicità mentendo.
Facciamo un'ipotesi. Cosa sarebbe successo se io avessi lasciato mia moglie? O se le avessi detto di me? Nessuno lo sa. Forse avrebbe trovato un partner migliore di me. Ma forse no. Forse avrebbe trovato una persona che l'avrebbe resa meno felice, che l'avrebbe amata di meno. O addirittura che l'avrebbe picchiata. Forse era uno sterile, che non poteva avere figli. O forse avrebbero divorziato perchè lui, dopo 20 anni di fedeltà assoluta, preso da una tremenda voglia di donna nuova, e refrattario all'infedeltà, l'avrebbe lasciata.
Possiamo saperlo? No
Ora, se fosse vero che mia moglie è felice e lo è stata da sempre. Se io continuassi senza essere beccato. Alla fine dei nostri giorni il bilancio sarebbe che io avrei vissuto la vita che volevo ed anche lei. Nessun danno. Lei voleva me fedele, ed è quel che ha avuto, per quel che ne sa. Ed è sinceramente felice.
Ed è per queste ragioni che il raginamento di chi mi dice "doveva scegliere lei" non mi convince. Lei non avrebbe mai scelto me infedele e in conseguenza, per una regola che io considero errata, si sarebbe privata di una vita felice. Se le avessi fatto fare questa scelta, forse il suo destino sarebbe stato l'infelicità. Nessuno può dirlo.
Ci sono tante persone infelici qui perché sono state tradite. Ed io le rispetto sinceramente, ascolto le loro parole e mi confronto con una realtà che potrebbe essere in futuro, la mia. E le ragioni che mi hanno spinto a pensare se vale ancora la pena rischiare sono proprio queste, perché il rischio, con l'andare avanti negli anni aumenta.
Ma quante persone sono felici e non sono qui perché il loro partner regala loro una vita felice pur tradendo? Ti sei mai chiesta quanti uomini o donne sono le persone che sono, in positivo, anche perché hanno una vita sessuale libera?
E' vero, avrei potuto informarla. Ma la certezza che questo avrebbe reso migliore la sua vita, quella non c'è. Ed allora ci dobbiamo basare sul valore assoluto della sincerità per giustificare l'obbligo di informare. Ma, per quanto mi riguarda, non credo che questo obbligo sia cogente.