Aggiornamento Annina123

Nocciola

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Staff Forum
Standing ovation (anche per la sintesi) è l’equivalente di femminuccia detto ai bambini.
A me lui sembra proprio un uomo manipolatore e squilibrato. Oppure squilibrato e manipolatore.
Boh io lo uso spesso come termine
Anche con le colleghe quando sono isteriche
È ironico
Ho già detto che non tutti di fanno ste menate quando scherzano?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tempo fa esisteva una pagina FB, indicatami da un'utente del forum molto in gamba che oggi non leggo qui, intitolata 'Uomini mestruati'.
La pagina aveva un chiaro intento ironico.
Da lí prendo spunto.

A me piace usare l'ironia e la leggerezza colloquiale, ogni tanto. Se c'è una che fa spesso questioni di principio sono io, ma se c'è da ironizzare (soprattutto autoironizzare, visto che la prima a trovarsi infantile e insopportabile durante il ciclo sono io) le questioni di principio le metto da parte. Anche per dare un po' di colore al linguaggio.

Prendo atto del vostro dispiacere, ma credo che continuerò ad usare questo termine perché rende l'idea e mi diverte al tempo stesso.
Eh...non conosco il linguaggio di facebook. Non sono social :D

Mi dispiace tu abbia letto impliciti dove non ce ne sono.
Men che meno era implicito un qualche veto allo scrivere.

Sono lieta che il mio modo dell'espressione, non divenga un limite per il tuo. :)

Non so che idea renda però.

Le donne mestruate utilizzano il mestruo per manipolare?
Per mettersi in posizione di vittima sociale e ottenere favori in funzione di quello?

Non mi è molto chiaro.

Io non faccio questioni di principio.
E' che non mi torna la descrizione.

Anche prendendo le femmine schizzate che si fanno portare in barca dagli ormoni e schizzano completamente fuori controllo, che hanno schifo del sangue, di infilarsi dita e tamponi o coppette e che addirittura si rifiutano a rapporti sessuali durante, io non vedo aderenza con le dinamiche di questo uomo. :confused::)

Non è tanto il principio...ma mi sembra una cosa tipo "quel gatto è un cane bastardo"
E mi fa pure ridere, per certi aspetti :D

Ma non riesce a spiegarmi cosa sta facendo quel gatto.

Che è un gatto e non è descrivibile utilizzando parametri canini.

Quanto al ciclo, pensa che io faccio comunque molta fatica a credere a certe dimostrazioni che a me sembrano sceneggiate da cinema.

Ma mi rendo conto che la mia perplessità deriva dal fatto che la mia esperienza è piuttosto diversa.
Nei giorni di ciclo, mi sento a Casa. Sono i giorni in cui mi sento più "piena" e radicata in me di tutto il mese. E pure il sesso prende connotazioni che mi piacciono e mi appagano moltissimo. Mestruata, per me, è una condizione bella. Poco pratica, forse. Ma di una scarsa praticità che riporta all'essenzialità del vivere il tempo e lo spazio e le proprie performance.

Quindi a maggior ragione mi fa effetto il clichè e la non aderenza nella descrizione di un uomo che fa scelte e prende decisioni sulla base dell'interesse (giustamente, se avesse il coraggio di dichiararlo senza inventarsi mille storie dell'amore impossibile, irraggiungibile e proprio per questo irrinunciabile - e in questo io ci vedo invece una femminilità da ottocento, col mestruo taciuto e coperto dal tabù ;) -)
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Standing ovation (anche per la sintesi) è l’equivalente di femminuccia detto ai bambini.
A me lui sembra proprio un uomo manipolatore e squilibrato. Oppure squilibrato e manipolatore.
Io metterei manipolatore infantile. :D

Squilibrato...mah. Se il suo manipolare ha tanta presa su annina, forse è sufficientemente equilibrato da saper riconoscere quali tasti andare a toccare per creare la situazione per lui desiderabile e sostenibile.

In altre situazioni, sarebbe semplicemente uno sfanculato (nel senso di mandato a fare in culo) :carneval:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma secondo me ci si usa a vicenda, soprattutto in rapporti extra. Il punto è esser onesti dall'inizio. I casini nascono quando si mente sistematicamente su ciò che si vuole e ciò che si è disposti ad offrire.
Ciao Ipa :)
Ciao!!! :):)

Come stai?

Sono d'accordo.
Secondo me ci si usa reciprocamente in una relazione, cambia l'accezione del termine usare. E credo cambi in proporzione alla condivisione. Al netto che la relazione sia extra o altro.
E penso che se l'usarsi non è ricoperto di nastri e fiocchetti sia uno dei valori fondanti di una relazione in cui c'è nutrimento e piacere e benessere.

Credo che i casini nascano quando si mente a se stessi.

Sono pochissimi quelli che mentono consapevolmente e scientificamente.
Serve una certa abilità per farlo. E non è poi così diffusa quel tipo di intelligenza. :)

Un amico diceva che si vogliono tante cose.
Ma che sapere cosa si vuole, è una cosa diversa dal volere.
Che questo implica addentrarsi in quei posti dove non sempre voler qualcosa è sovrapponibile all'effettivo bisogno che sta sotto.
E riconoscere e collocare le due cose...è un percorso.
 

Annina123

Utente di lunga data
Io metterei manipolatore infantile. :D

Squilibrato...mah. Se il suo manipolare ha tanta presa su annina, forse è sufficientemente equilibrato da saper riconoscere quali tasti andare a toccare per creare la situazione per lui desiderabile e sostenibile.

In altre situazioni, sarebbe semplicemente uno sfanculato (nel senso di mandato a fare in culo) :carneval:
Dici che è un manipolatore?
Infantile... probabile... come probabile che lo sia anche io...
Squilibrato cmq non è...
 

Annina123

Utente di lunga data
Ciao!!! :):)

Come stai?

Sono d'accordo.
Secondo me ci si usa reciprocamente in una relazione, cambia l'accezione del termine usare. E credo cambi in proporzione alla condivisione. Al netto che la relazione sia extra o altro.
E penso che se l'usarsi non è ricoperto di nastri e fiocchetti sia uno dei valori fondanti di una relazione in cui c'è nutrimento e piacere e benessere.

Credo che i casini nascano quando si mente a se stessi.

Sono pochissimi quelli che mentono consapevolmente e scientificamente.
Serve una certa abilità per farlo. E non è poi così diffusa quel tipo di intelligenza. :)

Un amico diceva che si vogliono tante cose.
Ma che sapere cosa si vuole, è una cosa diversa dal volere.
Che questo implica addentrarsi in quei posti dove non sempre voler qualcosa è sovrapponibile all'effettivo bisogno che sta sotto.
E riconoscere e collocare le due cose...è un percorso.
Ma scusa... secondo questa visone... tutti usano tutti.... se vogliamo ridurre tutto a questo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma scusa... secondo questa visone... tutti usano tutti.... se vogliamo ridurre tutto a questo.
Tutto dipende cosa intendi per "usare".

cosa intendi? :)

E certo che sì.
Ci stiamo usando anche io e te adesso.

No?

Perchè ridurre?
Dove è la riduzione?
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non ho la liberatoria io, ma ti sarebbe piaciuto ascoltare... :D
Io le donne le ascolto sempre volentieri..

Ma insomma saranno confidenze intime fra di voi, è anche giusto che restino nella vostra intimità di amici
 

Annina123

Utente di lunga data
Tutto dipende cosa intendi per "usare".

cosa intendi? :)

E certo che sì.
Ci stiamo usando anche io e te adesso.

No?

Perchè ridurre?
Dove è la riduzione?
Usare, nell'immaginario collettivo, o almeno nel mio, ha a che fare con l'egoismo....
Amare o volere bene, vanno oltre... anche oltre il proprio benessere.
Poi che anche quando si sta male si tragga qlsa... ok... ma certe situazioni non si superano se si tratta di soddisfare dei propri bisogni...
Non so se riesco a farmi capire...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Dici che è un manipolatore?
Infantile... probabile... come probabile che lo sia anche io...
Squilibrato cmq non è...
Beh.

Prende le tue emozioni, e te le ridà in modo tale che siano co-costruenti una situazione per lui desiderabile rendendola desiderabile pure per te.

E' infantile perchè, a mio parere, parlar chiaro proprio non gli riesce.
Ma non con te eh.

con se stesso.

Questa costruzione dell'amore impossibile, insostituibile e proprio per questo irraggiungibile crea una situazione in cui lui (e tu) vi deresponsabilizzate rispetto ai rispettivi.

E per deresponsabilizzare intendo che invece che affrontare direttamente tutta una serie di questioni, usate l'ammore irraggiungibile per mantenerli fermi esattamente dove sono.

Che per come la vedo potrebbe anche essere una scelta.
Un mio vecchio amante aveva fissato la moglie nel ruolo di moglie, madre, compagna magnifica. E preziosa.
Ma aveva anche stabilito che la sua parte di amante non c'era come lui desiderava l'amante.

Quindi aveva semplicemente scisso gli aspetti per preservare da un lato il suo matrimonio e dall'altro il suo spazio in cui compensare quel che gli mancava.
E ci era riuscito pure bene.

Però, ecco...non se la raccontava.
Sapeva della separazione. La sapeva nominare e non la usava per ottenere favori.

Tradotto: non piangeva le mancanze che lo portavano irreversibilmente al fuori. (che il fuori fosse la scopata di una notte o la scopata del secolo con sentimenti mai sperimentati e provati).

Era uno stronzo. Ma era uno stronzo onesto nel suo essere stronzo.

Ovviamente la moglie non sapeva nulla.
Ma è comprensibile.

Se avesse saputo, avrebbe dovuto affrontare cose.
E lui non ne aveva la minima intenzione.

E dichiarava pure questo.

Non si nascondeva dietro l'amore oh l'amore.
Usandolo per ravanare nelle sue amanti.

Lui sapeva e condivideva quel che sapeva. Senza fare mr. drahma, in buona sostanza :D

Il tuo amante a me sembra mr drahma invece.
E, se posso essere molto franca, non so come tu lo possa trovare interessante.

Michia, hai bisogno di rilassarti e di uno spazio in cui riposare e ti ritrovi questo che piange sull'amore che mai avrà---che due palle!
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
[MENTION=7332]Annina123[/MENTION] ha dato una pessima immagine del suo amante. Da quello che ho capito è tranquillissimo e sta attraversando tutte le fasi che ci sono in queste relazioni.
Lo stesso vale per Annina.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Usare, nell'immaginario collettivo, o almeno nel mio, ha a che fare con l'egoismo....
Amare o volere bene, vanno oltre... anche oltre il proprio benessere.
Poi che anche quando si sta male si tragga qlsa... ok... ma certe situazioni non si superano se si tratta di soddisfare dei propri bisogni...
Non so se riesco a farmi capire...
E' perchè si considera l'accezione negativa.

Che implica fra l'altro la non consensualità di una parte.

Ma se io penso alla mia relazione con G., ci usiamo reciprocamente per migliorare sia individualmente sia come coppia.
Usiamo le rispettive competenze e caratteristiche, messe in condivisione, per progredire.
Per creare un mondo adatto e su misura.

Io penso che quando si sottrae al proprio benessere, in particolare in una coppia, si sottragga alla coppia stessa. Che si nutre del benessere che i due individui che la compongono sanno produrre. Individualmente ed in alleanza.

Poi c'è il venirsi incontro.
Ma vedi...quando per amore si ritrae se stessi...prima o poi arriva il conto.
E lo paga la coppia.
(è amore fingere con l'altro, nascondergli i propri bisogni per trattenerlo a sè?)

Che dopo un tot di sacrificio, serve anche l'appagamento dei bisogni individuali.

Salvo si sia votati al martirio.

MA ne vedo pochi di martiri a giro :D

E anche i martiri, nel martirio godevano del piacere del martirio.
Ci sono scritti interessanti a riguardo. ;)
 
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bettypage

Utente acrobata
Ciao!!! :):)

Come stai?

Sono d'accordo.
Secondo me ci si usa reciprocamente in una relazione, cambia l'accezione del termine usare. E credo cambi in proporzione alla condivisione. Al netto che la relazione sia extra o altro.
E penso che se l'usarsi non è ricoperto di nastri e fiocchetti sia uno dei valori fondanti di una relazione in cui c'è nutrimento e piacere e benessere.

Credo che i casini nascano quando si mente a se stessi.

Sono pochissimi quelli che mentono consapevolmente e scientificamente.
Serve una certa abilità per farlo. E non è poi così diffusa quel tipo di intelligenza. :)

Un amico diceva che si vogliono tante cose.
Ma che sapere cosa si vuole, è una cosa diversa dal volere.
Che questo implica addentrarsi in quei posti dove non sempre voler qualcosa è sovrapponibile all'effettivo bisogno che sta sotto.
E riconoscere e collocare le due cose...è un percorso.
Diciamo che è un periodo in cui navigo a vista :D

Penso che nelle relazioni ci sia sempre uno dei due più coinvolto e quindi più irrazionale, e quindi più propenso a non vedere cose evidenti.
Chi ha il controllo riesce a gestire ed eventualmente edulcora la realtà.
C'è sempre corresponsabilità tra chi mente e chi ci crede però.
E penso anche io però che non ci sia piena consapevolezza, diciamo che le cose sfuggono di mano.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Diciamo che è un periodo in cui navigo a vista :D

Penso che nelle relazioni ci sia sempre uno dei due più coinvolto e quindi più irrazionale, e quindi più propenso a non vedere cose evidenti.
Chi ha il controllo riesce a gestire ed eventualmente edulcora la realtà.
C'è sempre corresponsabilità tra chi mente e chi ci crede però.
E penso anche io però che non ci sia piena consapevolezza, diciamo che le cose sfuggono di mano.
Non è male navigare a vista!

Serve una buona conoscenza delle acque in cui ci si muove e, più che altro, una buona conoscenza dei propri limiti e delle proprie risorse. :)

Sì, credo sia una cosa che riguarda lo sfuggire di mano, per finire nella mente...e nelle illusioni che la mente sa creare.

Sempre quell'amico mi diceva che non sempre, o forse quasi mai, quel che si vuole corrisponde a quello di cui si ha bisogno.
Fluire e collocare questi due aspetti, è una discriminante non indifferente.

Più che altro per non mentire a se stessi.

E io penso che quando si è presenti ai propri bisogni, presenti quietamente e con accettazione dello stato di cose in cui si affondano i piedi, si possono decidere tante cose.

Questa però è una cosa che ognuno fa per sè.
L'altro può essere uno specchio.
Ma è una di quelle cose che riguardano l'ognun per sè.

Secondo me. :)
 

Annina123

Utente di lunga data
Beh.

Prende le tue emozioni, e te le ridà in modo tale che siano co-costruenti una situazione per lui desiderabile rendendola desiderabile pure per te.

E' infantile perchè, a mio parere, parlar chiaro proprio non gli riesce.
Ma non con te eh.

con se stesso.

Questa costruzione dell'amore impossibile, insostituibile e proprio per questo irraggiungibile crea una situazione in cui lui (e tu) vi deresponsabilizzate rispetto ai rispettivi.

E per deresponsabilizzare intendo che invece che affrontare direttamente tutta una serie di questioni, usate l'ammore irraggiungibile per mantenerli fermi esattamente dove sono.

Che per come la vedo potrebbe anche essere una scelta.
Un mio vecchio amante aveva fissato la moglie nel ruolo di moglie, madre, compagna magnifica. E preziosa.
Ma aveva anche stabilito che la sua parte di amante non c'era come lui desiderava l'amante.

Quindi aveva semplicemente scisso gli aspetti per preservare da un lato il suo matrimonio e dall'altro il suo spazio in cui compensare quel che gli mancava.
E ci era riuscito pure bene.

Però, ecco...non se la raccontava.
Sapeva della separazione. La sapeva nominare e non la usava per ottenere favori.

Tradotto: non piangeva le mancanze che lo portavano irreversibilmente al fuori. (che il fuori fosse la scopata di una notte o la scopata del secolo con sentimenti mai sperimentati e provati).

Era uno stronzo. Ma era uno stronzo onesto nel suo essere stronzo.

Ovviamente la moglie non sapeva nulla.
Ma è comprensibile.

Se avesse saputo, avrebbe dovuto affrontare cose.
E lui non ne aveva la minima intenzione.

E dichiarava pure questo.

Non si nascondeva dietro l'amore oh l'amore.
Usandolo per ravanare nelle sue amanti.

Lui sapeva e condivideva quel che sapeva. Senza fare mr. drahma, in buona sostanza :D

Il tuo amante a me sembra mr drahma invece.
E, se posso essere molto franca, non so come tu lo possa trovare interessante.

Michia, hai bisogno di rilassarti e di uno spazio in cui riposare e ti ritrovi questo che piange sull'amore che mai avrà---che due palle!
Nel mio caso, e posso parlare solo per me, quando dici:

Questa costruzione dell'amore impossibile, insostituibile e proprio per questo irraggiungibile crea una situazione in cui lui (e tu) vi deresponsabilizzate rispetto ai rispettivi.

E per deresponsabilizzare intendo che invece che affrontare direttamente tutta una serie di questioni, usate l'ammore irraggiungibile per mantenerli fermi esattamente dove sono.

Non mi ci ritrovo...
Io non voglio mantenere la mia relazione ufficiale dove è.
Non ce la faccio... e, per come sono io, il fatto di provare qlsa di altro e magari più grande.. rema a sfavore della situazione cristallizzata. E non dico che sia questo il caso, eh! Intendo solo che l'esistenza effettiva di qlsa di vero e migliore mi spingerebbe a tendere verso di esso.
Nel mio caso specifico... è come se da un lato invidiassi tutte le certezze di coloro che hanno scelto di mantenere in piedi la famiglia a tutti i costi... vorrei quasi esserne capace anche io, ma non al prezzo di mentire tutta la vita o a rinunciare a qualsiasi tipo di affetto... vorrei, da un certo punto di vista, riuscire a "sacrificarmi" per il bene dei miei figli ad esempio... ma mi chiedo se mentire a me stessa e anche a loro sia il Vero Bene o se possa invece essere una madre migliore, magari più nel lungo periodo che nel breve, cercando di essere onesta... non so se riesco a spiegarmi bene. E davvero questo dubbio me lo pongo concretamente...

Lui non lo so... sembra sincero ma la sincerità potrebbe nascere proprio da una disonestà verso se stesso... solo che se inizio a psicanalizzare anche lui... mi sfinisco...

La mia opinione è che lui sia nella mia situazione (quindi niente compagna perfetta tranne allegati) ma semplicemente non intenda affrontare la questione e le conseguenze... sui figli in primis ma, conoscendolo, anche economiche.
E, vedendo come sono confusa io, per gli stessi identici motivi... non mi sento proprio di giudicarlo...
Quello che mi stranisce è che abbia scelto e che questa scelta lo renda davvero sereno... e anche qui si capirà col tempo...

Oggi gli dicevo che tra poco sarà un anno che ci frequentiamo... era quasi stranito... questa situazione, nell'immagine di sè che si era costruito in tutti questi 40 anni, non era assolutamente contemplata... lui, uomo tutto di un pezzo, punto di riferimento per tutti i suoi amici, difensore dei sani principi familiari... e bla bla bla... da qui nasce la scarsa consapevolezza di sè e la poca onestà nel guardarsi dentro... se non a tratti.
Ma ti assicuro che non è un coglione... certe cose le sa. Non so se le affronterà mai, tutto qui. E, sinceramente, al momento, penso che non mi riguardi...
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
...
Io non voglio mantenere la mia relazione ufficiale dove è.
Non ce la faccio... e, per come sono io, il fatto di provare qlsa di altro e magari più grande.. rema a sfavore della situazione cristallizzata. E non dico che sia questo il caso, eh! Intendo solo che l'esistenza effettiva di qlsa di vero e migliore mi spingerebbe a tendere verso di esso.
Tendere verso di esso... se lui tendesse verso di te, come tu verso di lui, ti separeresti.
Hai voglia a dire che il coraggio vuoi dartelo da sola. Quando certe cose si fanno in due il coraggio si centuplica.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Nel mio caso, e posso parlare solo per me, quando dici:

Questa costruzione dell'amore impossibile, insostituibile e proprio per questo irraggiungibile crea una situazione in cui lui (e tu) vi deresponsabilizzate rispetto ai rispettivi.

E per deresponsabilizzare intendo che invece che affrontare direttamente tutta una serie di questioni, usate l'ammore irraggiungibile per mantenerli fermi esattamente dove sono.

Non mi ci ritrovo...
Io non voglio mantenere la mia relazione ufficiale dove è.
Non ce la faccio... e, per come sono io, il fatto di provare qlsa di altro e magari più grande.. rema a sfavore della situazione cristallizzata. E non dico che sia questo il caso, eh! Intendo solo che l'esistenza effettiva di qlsa di vero e migliore mi spingerebbe a tendere verso di esso.
Nel mio caso specifico... è come se da un lato invidiassi tutte le certezze di coloro che hanno scelto di mantenere in piedi la famiglia a tutti i costi... vorrei quasi esserne capace anche io, ma non al prezzo di mentire tutta la vita o a rinunciare a qualsiasi tipo di affetto... vorrei, da un certo punto di vista, riuscire a "sacrificarmi" per il bene dei miei figli ad esempio... ma mi chiedo se mentire a me stessa e anche a loro sia il Vero Bene o se possa invece essere una madre migliore, magari più nel lungo periodo che nel breve, cercando di essere onesta... non so se riesco a spiegarmi bene. E davvero questo dubbio me lo pongo concretamente...

Lui non lo so... sembra sincero ma la sincerità potrebbe nascere proprio da una disonestà verso se stesso... solo che se inizio a psicanalizzare anche lui... mi sfinisco...

La mia opinione è che lui sia nella mia situazione (quindi niente compagna perfetta tranne allegati) ma semplicemente non intenda affrontare la questione e le conseguenze... sui figli in primis ma, conoscendolo, anche economiche.
E, vedendo come sono confusa io, per gli stessi identici motivi... non mi sento proprio di giudicarlo...
Quello che mi stranisce è che abbia scelto e che questa scelta lo renda davvero sereno... e anche qui si capirà col tempo...

Oggi gli dicevo che tra poco sarà un anno che ci frequentiamo... era quasi stranito... questa situazione, nell'immagine di sè che si era costruito in tutti questi 40 anni, non era assolutamente contemplata... lui, uomo tutto di un pezzo, punto di riferimento per tutti i suoi amici, difensore dei sani principi familiari... e bla bla bla... da qui nasce la scarsa consapevolezza di sè e la poca onestà nel guardarsi dentro... se non a tratti.
Ma ti assicuro che non è un coglione... certe cose le sa. Non so se le affronterà mai, tutto qui. E, sinceramente, al momento, penso che non mi riguardi...
Prova a rileggerti.
Parti dai grassetti.

Una cosa che ho imparato in passato, è che quando si dice voglio oppure non voglio, si è ben ancorati a dove si è.

E nel sottolineato io penso ci siano cose importanti.
Per come sei costruita tu.

Io, per esempio, non sono mai riuscita a pensare ad una situazione esterna a me come motore di un cambiamento che riguardasse me.
Anzi. Ho rifuggito fortemente quel tipo di spinta, che a me richiama un delegare all'esterno un qualcosa di mio.

Forse girare lo specchio e guardarti nella situazione in cui. Guardarti per davvero.
E valutarti.

Come sei.
Oggi e in questa situazione.
Con tuo marito, il tuo amante, i tuoi figli.

ti piaci?
E' così che vuoi essere?

Sei soddisfatta?

Pensi di non valere oltre questo che vedi?

Se devo essere sincera dubito che mettere i tuoi figli sulla bilancia ti possa essere di una qualche utilità.
Come pensare al Vero Bene.

E chi lo stabilisce quello che è vero e quello che non lo è?

Cosa significa Vero?
E cosa significa Bene?

Boh annina...io leggo una donna che è dentro un matrimonio che non ha il coraggio (senza giudizio, sia chiaro!) di chiudere e neanche di proseguire e/o trasformare.
Che cerca fuori la soluzione.
Inseguendo il sogno di un amore talmente totalizzante (non parlo di lui, parlo del sogno...di cui in un qualche modo sei preda come nella situazione con lui) da salvarla da una situazione che non riesce a governare. (e questo è frustrante...o per lo meno, per me lo sarebbe non governare una mia situazione. Non so per te).
Mi fai venire in mente la principessa chiusa nella torre che aspetta che qualcuno la salvi dal drago.
E intanto si strugge...

Forse troverai pure l'amore talmente totalizzante da farti fare il passo.

Se devo essere sincera, e da non estimatrice dell'amore così come è descritto, ti auguro di non trovarlo un amore così grande da doverlo umiliare trasformandolo in grimaldello per sollevarti. Una specie di ascensore...

Cosa porti in un amore trasformato in motivazione che non riesci a darti?
Una motivazione che non si offre, ma che chiede all'amore di motivarla?

Mi sembra un amore con basi povere. Se devo essere sincera.

E forse sono romantica io qui.
Ma se parliamo d'amore, a me vengono in mente persone che mettono dentro energie, e non che le tirano fuori per fare cose che con quell'amore non c'entrano una beneamata.

Non so se mi spiego. :)

EDIT: quanto a lui...io più che provare a pelle fastidio nelle descrizioni che ne fai, e pensare a cosa ne farei io di quelle robe che ti sversa addosso senza la minima considerazione di te ma solo egocentrato non so sentire.
Posso provare a comprendere.
Ma nel concreto, se mi trovassi fra le mani un maschio così, perderei la pazienza in tre per due.
Uno così non porta valore aggiunto, concreto, alla mia vita.
Anzi, la appesantisce. E se la mia vita fosse già di suo pesante...non tenderei a renderla ancora più pesante in nome di un sognato.

Non sarebbe un candidato per me.
Nè per un amore clandestino e men che meno potrebbe rappresentare una tensione ad un amore futuro.

E' un casino.
E casino più casino, non fanno chiarezza.
Creano solo ulteriore entropia.

Che magari per un periodo sembra pure benessere.
Ma poi i nodi vengono comunque al pettine.

E fra di voi, se togliete l'amore, di nodi ce ne sono. E non pochi.
 
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Orbis Tertius

Utente di lunga data
Se devo essere sincera, e da non estimatrice dell'amore così come è descritto, ti auguro di non trovarlo un amore così grande da doverlo umiliare trasformandolo in grimaldello per sollevarti. Una specie di ascensore...
Sei sicura che, nella tua scelta di lasciare qualcuno, non sei mai stata influenzata da altro? Non dico una nuova storia, anche solo semplicemente intravedere che qualcosa di diverso poteva esserci?
Quando mi sentivo con Annina, una volta le ho detto che lei è una donna per la quale certe scelte drastiche possono essere fatte. In totale opposizione con la mia ex, troppo inaffidabile per pensare ad un sereno futuro insieme.
Da qui la sua "semplificazione" di oggi. Che le perdono, perché troppo simpatica.
 
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