Accontentarsi

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Brunetta

Utente di lunga data
Vedo che continua a esserci il dibattito se accontentarsi sia accettare la realtà vivendo in modo da renderla la migliore possibile o sia rassegnarsi di una vita che fa schifo.
Io penso che si deve fare il possibile per stare bene ma che inseguire l'idea dell'amore "che ci meritiamo" sia la versione politicamente corretta della ricerca del principe azzurro che porta solo a essere sempre scontenti e non saper apprezzare quello che si ha.
 
E' uscito più volte in altre discussioni "accontentarsi" e "non accontentarsi".
Cosa significa per voi?
Non dobbiamo forse sempre non accontentarci e impegnarci perché la nostra vita, in ogni suo aspetto, sia il meglio possibile e nel contempo accettare la realtà dei fatti e, di conseguenza, accontentarci?
Ovvero posso non accontentarmi di come sono e impegnarmi per cercare di migliorarmi ma devo accontentarmi dell'altezza e dell'età che ho e non farmi fare allungamento chirurgico, arrampicarmi su trampoli traballanti o ricorrere al chirurgo plastico per cercare di apparire una ventenne se non lo sono più, apparendo un mostro?
Non è forse altrettanto mostruoso deformare una relazione in cui viviamo, giudicandola non abbastanza, inseguendo il sogno di un amore appagante da ogni punto di vista, con la ferma convinzione di meritarci la favola che sogniamo?
Il problema non è accontentarsi o meno
Il problema in una relazione è quando ti metti assieme ad un incontentabile.
O una incontentabile.

Per quanto tu farai del tuo meglio
lei o lui avraà sempre da ridire su qualcosa

E la relazione diventerà un'infinita tesi di laurea

In cui il relatore, ahimè,
ti dirà sempre si la nostra relazione è buona

ma è pur sempre suscettibile di miglioramento.

Bon per me accontentarmi è arrivare a dirti

No, a me non va per niente di migliorarla, mi sta benissimo così...

Non va bene a te?
Ceste.

Valorizzare quello che c'è di buono e bello tra noi spinge sempre a ritenersi contenti.

Mi hai tradito?
Ok mi hai fatto male
Ma non importa.
 
Vedo che continua a esserci il dibattito se accontentarsi sia accettare la realtà vivendo in modo da renderla la migliore possibile o sia rassegnarsi di una vita che fa schifo.
Io penso che si deve fare il possibile per stare bene ma che inseguire l'idea dell'amore "che ci meritiamo" sia la versione politicamente corretta della ricerca del principe azzurro che porta solo a essere sempre scontenti e non saper apprezzare quello che si ha.
Hai voglia.
Infatti quante persone conosci incontentabili o pretenziose
che non siano sole?

Le persone che si fanno andare bene tutto
non sono mai sole, anzi hanno un bazar dentro di loro.
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

dipende estremamente dalla persona.

C'è chi ha tutto ... amore, soldi, carriera, riconoscimento ecc., ma è insoddisfatto,
c'è chi ha ... poco, ma è contento e soddisfatto ...

Se hai la pace in te stessa, trovi contentezza alle più piccole cose ...
Dipende da te ... :up: ... brutale, ma credo che sia vero. Basta non fermarsi ...


sienne
 

Innominata

Utente che predica bene
Io senza accontentarmi non sarei io. Nel senso che fin da piccola ho sempre scovato pure nella polvere sul tavolo un piccolo misteriosissimo motivo per essere in qualche modo contenta. Non sono un' ottimista, se mai il contrario, è proprio un fatto percettivo, credo. Ho un'attrazione per le minuterie quotidiane, sono affascinata dai racconti della quotidianità, mi interessa il campionario umano e mi sento attivata dalla diversa curvatura delle vibrisse di due gatti diversi per strada o a casa. Mi incuriosisce l'odore delle case e delle persone, ogni tanto perfino una lattina di carne Simmenthal esercita su di me un non so che, provo ancora curiosità per la strana e scomoda usanza di cucinare la sera con la cornetta del telefono tenuta su tra spalla e guancia perchè il marito, scendendo dalla collina finito il lavoro, cala in città dovendo raccontare quello che è successo o non è successo (non è neanche necessario che io gli risponda o lo stia veramente a sentire) intanto che si fa il tragitto, parlando magari anche a un secondo telefono. Senza contare la conta degli sguardi in tralice del mio secondo figlio, famoso per i suoi sguardi in tralice, e il profilo da sezione aurea del primo mentre guarda le videocassette ancora in vhs. Il brivido del viale ombreggiato la mattina presto, prima di fare sei piani di scale a piedi al lavoro (mi accontento di questo, in quanto ad attività fisica:D). La serranda della cucina è rotta, ma aspetto a chiamare il serrandista, perché è crollata in basso, e la luce che filtra solo nello spazio aperto sopra dà alla stanza una luce rosa acceso per tutto il pomeriggio. Non mi accontento, sono contenta. Che ripeto, per me è più un fatto sensoriale-percettivo che altro, ma mi fa da ottimo funtore. La felicità è altro.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io senza accontentarmi non sarei io. Nel senso che fin da piccola ho sempre scovato pure nella polvere sul tavolo un piccolo misteriosissimo motivo per essere in qualche modo contenta. Non sono un' ottimista, se mai il contrario, è proprio un fatto percettivo, credo. Ho un'attrazione per le minuterie quotidiane, sono affascinata dai racconti della quotidianità, mi interessa il campionario umano e mi sento attivata dalla diversa curvatura delle vibrisse di due gatti diversi per strada o a casa. Mi incuriosisce l'odore delle case e delle persone, ogni tanto perfino una lattina di carne Simmenthal esercita su di me un non so che, provo ancora curiosità per la strana e scomoda usanza di cucinare la sera con la cornetta del telefono tenuta su tra spalla e guancia perchè il marito, scendendo dalla collina finito il lavoro, cala in città dovendo raccontare quello che è successo o non è successo (non è neanche necessario che io gli risponda o lo stia veramente a sentire) intanto che si fa il tragitto, parlando magari anche a un secondo telefono. Senza contare la conta degli sguardi in tralice del mio secondo figlio, famoso per i suoi sguardi in tralice, e il profilo da sezione aurea del primo mentre guarda le videocassette ancora in vhs. Il brivido del viale ombreggiato la mattina presto, prima di fare sei piani di scale a piedi al lavoro (mi accontento di questo, in quanto ad attività fisica:D). La serranda della cucina è rotta, ma aspetto a chiamare il serrandista, perché è crollata in basso, e la luce che filtra solo nello spazio aperto sopra dà alla stanza una luce rosa acceso per tutto il pomeriggio. Non mi accontento, sono contenta. Che ripeto, per me è più un fatto sensoriale-percettivo che altro, ma mi fa da ottimo funtore. La felicità è altro.
:):up:
 

Spider

Escluso
Io senza accontentarmi non sarei io. Nel senso che fin da piccola ho sempre scovato pure nella polvere sul tavolo un piccolo misteriosissimo motivo per essere in qualche modo contenta. Non sono un' ottimista, se mai il contrario, è proprio un fatto percettivo, credo. Ho un'attrazione per le minuterie quotidiane, sono affascinata dai racconti della quotidianità, mi interessa il campionario umano e mi sento attivata dalla diversa curvatura delle vibrisse di due gatti diversi per strada o a casa. Mi incuriosisce l'odore delle case e delle persone, ogni tanto perfino una lattina di carne Simmenthal esercita su di me un non so che, provo ancora curiosità per la strana e scomoda usanza di cucinare la sera con la cornetta del telefono tenuta su tra spalla e guancia perchè il marito, scendendo dalla collina finito il lavoro, cala in città dovendo raccontare quello che è successo o non è successo (non è neanche necessario che io gli risponda o lo stia veramente a sentire) intanto che si fa il tragitto, parlando magari anche a un secondo telefono. Senza contare la conta degli sguardi in tralice del mio secondo figlio, famoso per i suoi sguardi in tralice, e il profilo da sezione aurea del primo mentre guarda le videocassette ancora in vhs. Il brivido del viale ombreggiato la mattina presto, prima di fare sei piani di scale a piedi al lavoro (mi accontento di questo, in quanto ad attività fisica:D). La serranda della cucina è rotta, ma aspetto a chiamare il serrandista, perché è crollata in basso, e la luce che filtra solo nello spazio aperto sopra dà alla stanza una luce rosa acceso per tutto il pomeriggio. Non mi accontento, sono contenta. Che ripeto, per me è più un fatto sensoriale-percettivo che altro, ma mi fa da ottimo funtore. La felicità è altro.
madonna che bellezza!
e quanto è vero quello che dici.
mi fai innamorare della vita stessa, solo perchè vissuta e non importa mica tanto come la si vive,
basta viverla ed assaporarla.
allora penso a me a quello che sarei potuto essere e a quello che sono stato.
un leggero rimpianto mi sfiora ma so che è solo un secondo.
se ami la vita non riesci ad avere rimpianti, perchè tutto ha un senso, uno scopo, un suo essere
...anche la tapparella abbassata.
io non mi accontento e non nel senso arrogante che la parola in se potrebbe supporre.
vedo invece nell'assecondare la vita o il destino se vogliamo metterla cosi...una profonda verità.
la mia.
cosi è stato, cosi doveva essere.
 
Ultima modifica:
madonna che bellezza!
e quanto è vero quello che dici.
mi fai innamorare della vita stessa, solo perchè vissuta e non importa mica tanto come la si vive,
basta viverla ed assaporarla.
allora penso a me a quello che sarei potuto essere e a quello che sono stato.
un leggero rimpianto mi sfiora ma so che è solo un secondo.
se ami la vita non riesci ad avere rimpianti, perchè tutto ha un senso, uno scopo, un suo essere
...anche la tapparella abbassata.
io non mi accontento e non nel senso arrogante che la parola in se potrebbe supporre.
vedo invece nell'assecondare la vita o il destino se vogliamo metterla cosi...una profonda verità.
la mia.
cosi è stato, cosi doveva essere.
[video=youtube;_pISgKv3U34]http://www.youtube.com/watch?v=_pISgKv3U34[/video]
 

AnnaBlume

capziosina random
Io senza accontentarmi non sarei io. Nel senso che fin da piccola ho sempre scovato pure nella polvere sul tavolo un piccolo misteriosissimo motivo per essere in qualche modo contenta. Non sono un' ottimista, se mai il contrario, è proprio un fatto percettivo, credo. Ho un'attrazione per le minuterie quotidiane, sono affascinata dai racconti della quotidianità, mi interessa il campionario umano e mi sento attivata dalla diversa curvatura delle vibrisse di due gatti diversi per strada o a casa. Mi incuriosisce l'odore delle case e delle persone, ogni tanto perfino una lattina di carne Simmenthal esercita su di me un non so che, provo ancora curiosità per la strana e scomoda usanza di cucinare la sera con la cornetta del telefono tenuta su tra spalla e guancia perchè il marito, scendendo dalla collina finito il lavoro, cala in città dovendo raccontare quello che è successo o non è successo (non è neanche necessario che io gli risponda o lo stia veramente a sentire) intanto che si fa il tragitto, parlando magari anche a un secondo telefono. Senza contare la conta degli sguardi in tralice del mio secondo figlio, famoso per i suoi sguardi in tralice, e il profilo da sezione aurea del primo mentre guarda le videocassette ancora in vhs. Il brivido del viale ombreggiato la mattina presto, prima di fare sei piani di scale a piedi al lavoro (mi accontento di questo, in quanto ad attività fisica:D). La serranda della cucina è rotta, ma aspetto a chiamare il serrandista, perché è crollata in basso, e la luce che filtra solo nello spazio aperto sopra dà alla stanza una luce rosa acceso per tutto il pomeriggio. Non mi accontento, sono contenta. Che ripeto, per me è più un fatto sensoriale-percettivo che altro, ma mi fa da ottimo funtore. La felicità è altro.
bellissimo!
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Ciao

dipende estremamente dalla persona.

C'è chi ha tutto ... amore, soldi, carriera, riconoscimento ecc., ma è insoddisfatto,
c'è chi ha ... poco, ma è contento e soddisfatto ...

Se hai la pace in te stessa, trovi contentezza alle più piccole cose ...
Dipende da te ... :up: ... brutale, ma credo che sia vero. Basta non fermarsi ...


sienne
:applauso:

Già, la pace in sé stessi è fondamentale.
 

lunaiena

Scemo chi legge
Io senza accontentarmi non sarei io. Nel senso che fin da piccola ho sempre scovato pure nella polvere sul tavolo un piccolo misteriosissimo motivo per essere in qualche modo contenta. Non sono un' ottimista, se mai il contrario, è proprio un fatto percettivo, credo. Ho un'attrazione per le minuterie quotidiane, sono affascinata dai racconti della quotidianità, mi interessa il campionario umano e mi sento attivata dalla diversa curvatura delle vibrisse di due gatti diversi per strada o a casa. Mi incuriosisce l'odore delle case e delle persone, ogni tanto perfino una lattina di carne Simmenthal esercita su di me un non so che, provo ancora curiosità per la strana e scomoda usanza di cucinare la sera con la cornetta del telefono tenuta su tra spalla e guancia perchè il marito, scendendo dalla collina finito il lavoro, cala in città dovendo raccontare quello che è successo o non è successo (non è neanche necessario che io gli risponda o lo stia veramente a sentire) intanto che si fa il tragitto, parlando magari anche a un secondo telefono. Senza contare la conta degli sguardi in tralice del mio secondo figlio, famoso per i suoi sguardi in tralice, e il profilo da sezione aurea del primo mentre guarda le videocassette ancora in vhs. Il brivido del viale ombreggiato la mattina presto, prima di fare sei piani di scale a piedi al lavoro (mi accontento di questo, in quanto ad attività fisica:D). La serranda della cucina è rotta, ma aspetto a chiamare il serrandista, perché è crollata in basso, e la luce che filtra solo nello spazio aperto sopra dà alla stanza una luce rosa acceso per tutto il pomeriggio. Non mi accontento, sono contenta. Che ripeto, per me è più un fatto sensoriale-percettivo che altro, ma mi fa da ottimo funtore. La felicità è altro.
è proprio vero ...
non mi accontento sono contenta ...
proprio oggi ho fatto la mia ultima visita
e il ginecologo rimane sempre stupito dal mio carattere
tranquilla scialla serena e contenta ...
contenta di tutto che vada bene che vada male riesco
comunque a trovare il lato positivo ...
 

morfeo78

Utente di lunga data
Accontentarsi vuole dire essere in una situazione che non soddisfa o non piace proprio e non fare nulla per cambiarla. Per pigrizia, per poca autostima o scarsa ambizione.

Per me il motore del cambiamento deve essere alimentata da una misurata ambizione. Bisogna capire le proprie potenzialità, i propri limiti e puntando in direzione dei propri sogni avanzare fino ad essere soddisfatti (che non è necessariamente realizzare il sogno ma stare bene )

Il merito c'entra poco anche nel lavoro perché ci sono casi in cui hai un ruolo perché te lo sei meritato, altre in cui te lo sei meritato ma l'ha chi non se lo merita.
Figuriamoci nei sentimenti. Puoi essere una persona solida con capacità di amore, dedizione, dialogo e ogni qualità necessaria per un rapporto appagante ma non riuscire ad averlo quel rapporto.
Così scegli il niente perché quel rapporto non va, non perché ne "meriti" uno migliore. Il migliore potrebbe non arrivare mai.
Per ora quello che ho capito è che nei sentimenti non è l'essere una persona solida con capacità di amore, dedizione, dialogo e ogni qualità necessaria per un rapporto appagante che ti permette di scegliere un rapporto soddisfacente ma le emozioni che sei in grado di far provare. Ma un rapporto di sole emozioni è costruito sul nulla.... e così non và bene. Rimandato a settembre :D
 

lunaiena

Scemo chi legge
Accontentarsi vuole dire essere in una situazione che non soddisfa o non piace proprio e non fare nulla per cambiarla. Per pigrizia, per poca autostima o scarsa ambizione.

Per me il motore del cambiamento deve essere alimentata da una misurata ambizione. Bisogna capire le proprie potenzialità, i propri limiti e puntando in direzione dei propri sogni avanzare fino ad essere soddisfatti (che non è necessariamente realizzare il sogno ma stare bene )



Per ora quello che ho capito è che nei sentimenti non è l'essere una persona solida con capacità di amore, dedizione, dialogo e ogni qualità necessaria per un rapporto appagante che ti permette di scegliere un rapporto soddisfacente ma le emozioni che sei in grado di far provare. Ma un rapporto di sole emozioni è costruito sul nulla.... e così non và bene. Rimandato a settembre :D

questo lo pensi tu o è una regola??
 
Ultima modifica:

Spider

Escluso
Accontentarsi vuole dire essere in una situazione che non soddisfa o non piace proprio e non fare nulla per cambiarla. Per pigrizia, per poca autostima o scarsa ambizione.

Per me il motore del cambiamento deve essere alimentata da una misurata ambizione. Bisogna capire le proprie potenzialità, i propri limiti e puntando in direzione dei propri sogni avanzare fino ad essere soddisfatti (che non è necessariamente realizzare il sogno ma stare bene )



Per ora quello che ho capito è che nei sentimenti non è l'essere una persona solida con capacità di amore, dedizione, dialogo e ogni qualità necessaria per un rapporto appagante che ti permette di scegliere un rapporto soddisfacente ma le emozioni che sei in grado di far provare. Ma un rapporto di sole emozioni è costruito sul nulla.... e così non và bene. Rimandato a settembre :D

morfy...di la verità, è finito proprio adesso il film in seconda serata.
però quanto è bello quello che hai scritto.
eppure le sole emozioni basterebbero eccome...sia se vivi in un castello
sia se vivi in una semplice capanna.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Accontentarsi vuole dire essere in una situazione che non soddisfa o non piace proprio e non fare nulla per cambiarla. Per pigrizia, per poca autostima o scarsa ambizione.

Per me il motore del cambiamento deve essere alimentata da una misurata ambizione. Bisogna capire le proprie potenzialità, i propri limiti e puntando in direzione dei propri sogni avanzare fino ad essere soddisfatti (che non è necessariamente realizzare il sogno ma stare bene )



Per ora quello che ho capito è che nei sentimenti non è l'essere una persona solida con capacità di amore, dedizione, dialogo e ogni qualità necessaria per un rapporto appagante che ti permette di scegliere un rapporto soddisfacente ma le emozioni che sei in grado di far provare. Ma un rapporto di sole emozioni è costruito sul nulla.... e così non và bene. Rimandato a settembre :D
Ma né una né l'altra, per me, è solo una fortunata coincidenza di trovare (o forse di saper trovare) una persona capace di accontentarsi, nel senso detto da Innominata.
 

morfeo78

Utente di lunga data
Ma né una né l'altra, per me, è solo una fortunata coincidenza di trovare (o forse di saper trovare) una persona capace di accontentarsi, nel senso detto da Innominata.
È bello il post di Innominata. Il saper apprezzare le piccole cose per me non è accontentarti, ma stare bene.
Purtroppo questo spesso viene visto come una scarsa ambizione ma non è così. Perché se si insegue una infinita ambizione ed il principe azzurro non si ci ferma mai e si vivrà in una costante insoddisfazione.
 

morfeo78

Utente di lunga data
morfy...di la verità, è finito proprio adesso il film in seconda serata.
però quanto è bello quello che hai scritto.
eppure le sole emozioni basterebbero eccome...sia se vivi in un castello
sia se vivi in una semplice capanna.
non ho tv in casa :D
rientrato da una seratina latina in un locale praticamente sotto casa.
Poi è passata la mezzanotte e cenerentola rientra a casa ed è inutile cercarla :carneval:
 

morfeo78

Utente di lunga data
questo lo pensi tu o è una regola??
Non so se è la definizione corretta, è la mia idea di "accontentarsi". Perché se uno resta fermo non vuole necessariamente dire che si sta accontentando.

Una volta mi hanno fatto un discorso che mi ha fatto imbestialire. Si parlava di posti e posizioni di lavoro. E mi parlavano di persone che facevano di tutto per aumentare la loro posizione e raggiungere posti prestigiosi alludendo che io fossi "morto" accontentandomi di quello che ho.... ma non è colpa mia se faccio quello che sognavo di fare fin da quando avevo 6 anni da ben 15 anni e sono cresciuto professionalmente fin dove mi interessava crescere! Se gli altri non sono riusciti ancora a realizzarsi mi dispiace per loro, ma non li invidio.... avranno forse sbagliato qualcosa?? Non lo so e non mi interessa saperlo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non so se è la definizione corretta, è la mia idea di "accontentarsi". Perché se uno resta fermo non vuole necessariamente dire che si sta accontentando.

Una volta mi hanno fatto un discorso che mi ha fatto imbestialire. Si parlava di posti e posizioni di lavoro. E mi parlavano di persone che facevano di tutto per aumentare la loro posizione e raggiungere posti prestigiosi alludendo che io fossi "morto" accontentandomi di quello che ho.... ma non è colpa mia se faccio quello che sognavo di fare fin da quando avevo 6 anni da ben 15 anni e sono cresciuto professionalmente fin dove mi interessava crescere! Se gli altri non sono riusciti ancora a realizzarsi mi dispiace per loro, ma non li invidio.... avranno forse sbagliato qualcosa?? Non lo so e non mi interessa saperlo.
Per le posizioni lavorative si arriva alla follia. Come se tutti dovessero e soprattutto volessero diventare top manager. A volte un "chi se ne frega" ci sta bene :up:
 
Stato
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