carlotta, ho finito solo ora il mio lavoro. sono stremata e devo portare i bimbi ad uno spettacolo teatrale.
ti risponderò appena possibile.
ritiro il vaffanculo comunque, non ci stava ma mi irrigidisco quando vengono toccati i miei valori etici e non accetto essere tacciata di disonestà.
posso essere confusa e contraddittoria ma non disonesta. mai.
vorrà dire che dovrò regalare anche a te una colomba della pace e speriamo tu non capisca che ho intenzioni diverse. solo pace, appunto
amen
a presto
fiorella
accetto con piacere quella colomba, anche perchè - ti prego di credermi - l'ultima delle mie intenzioni era offenderti.
lungi da me voler tirare in ballo i tuoi valori etici, mi riferivo solo ed esclusivamente al tuo modo di riportare i fatti qui che, secondo me, rischia di far travisare la realtà e quello che tu stessa veramente desideri.
ho forse usato una parola sbagliata, e poi ce la siamo trascinata.
io stessa, presa dalla foga di spiegarmi, rispondendo a persa mi sono male autocitata, pensa te.
non ho mai detto "sei disonesta con noi", ma "non sei onesta con noi".
è diverso. o almeno, nelle mie intenzioni era diverso.
era un pò come dire "dai fiorella, sii onesta!", che cosa vuoi veramente?
perchè non ce la racconti tutta, così possiamo davvero provare a darti una mano?? sempre che tu lo voglia, ovviamente.
riconosco a internet, con tutte le limitazioni proprie del mezzo, un grande vantaggio: ha rimesso in uso la parola scritta. qui ci confrontiamo scrivendo.
e scrivere è una gran buona terapia, secondo me. davanti al foglio bianco ci siamo soltanto noi, e attraverso le parole che buttiamo giù dovremmo cercare di districare il groviglio di sentimenti, emozioni, desideri, paure, rancori, che abbiamo dentro.
sai, io, quando c'è qualcosa che non mi torna, scrivo spesso. vado a ruota libera e poi, rileggendo, talvolta mi capita di trovare qualche risposta.
ma occorre essere completamente sinceri. totalmente. provarci, perlomeno.
qui poi, dopo aver buttato fuori, c'è anche il vantaggio del confronto con gli altri. che, del resto, devono leggere e scrivere a loro volta, se vogliono dirci la loro.
esempio: se tu mi dici che vuoi assolutamente chiudere una relazione, ma che non sai come fare per contingenze "tecniche" (soldi, casa, eccetera), io proverò a darti dei consigli per chiudere (prenditi un monolocale, mandalo a dormire alla caritas o compra un divano letto, eccetera).
ma se poi emerge che tu non vuoi affatto chiudere, o che, perlomeno, nella realtà agisci in modo diametralmente opposto a quella pretesa intenzione, io ti avrò dato suggerimenti buoni solo per farne carta straccia.
non dico che sia il tuo caso, ho solo semplificato all'osso per spiegarmi.
ora mi piacerebbe chiedertelo di nuovo, senza il timore di essere fraintesa: sii onesta fiorella, che cosa vuoi veramente?
tu purtroppo lo sai bene: le persone sbagliano spesso.
e nulla è mai privo di conseguenze, tantomeno gli errori delle persone che amiamo. errore è solo una parola, ma quanta cazzo di sofferenza, delusione, rabbia, possono portare con sè quelle poche lettere!!! errore=orrore, spesso, purtroppo.
ma c'è qualcosa di buono in mezzo a tutta questa disperazione: gli errori si possono rimediare. finchè siamo tutti ancora vivi, siamo qui, ci può ancora esser rimedio.
non so perchè, ma mi è venuta in mente mia nonna. insomma, io ho questa nonnetta di ottantasette anni, ancora vispa e arzilla ma un pò malinconica. lei è rimasta vedova a cinquant'anni. ogni tanto, quando vado a trovarla ed è in vena di chiacchiere, mi parla di mio nonno. ora che la vita le sta piano piano sfuggendo, ripensa spesso al suo uomo. mi dice: sai, tuo nonno me ne ha fatta qualcuna, ma io l'ho sempre perdonato. l'ho perdonato perchè mi amava e lo amavo. se fosse rimasto, avrei continuato a perdonarlo. non ho più avuto nessuno dopo di lui, perchè nessuno mi avrebbe amato come mi amava lui. anche se, quando eravamo giovani, sapessi quante me ne ha fatte!
scusa la parabola della nonna, mi sono lasciata un pò prendere.
accetta per favore un abbraccio, fiorella.
carlotta