Gli amanti si riconoscono a vista.
Quando passeggi per la strada li noti subito. A me scappa da dire "Guarda quello è un amante" e mia moglie "Non ti assomiglia per niente".
Sarà l'occhio grifagno, le labbra tumide, gli ormoni sparsi tra i bulbi piliferi, o anche il particolare look da amante che distingue inesorabilmente questo particolare soggetto dal resto dell'umanità inevitabilmente cornuta.
L'amante è una specie superiore para-ariana. Dotato di grandi capacità oratorie, amatorie, culinarie, canore, culturali, grinta ha la capacità di sintonizzarsi con soggetti recettivi dell'altro sesso quasi immediata ed è poderoso nelle sue manifestazioni connettive.
Il genotipo (per alcuni morfotipo) dell'amante non ha bisogno di grande sbattimento per raggiungere lo scopo.
Un battere di ciglia, uno strizzamento pupillare sono più che sufficienti per concupire la vittima predestinata e portarla immediatamente alla soglia del piacere più sublime che solo lui può offrire. Nessun altro essere vivente ha le caratteristiche vincenti dell'amante. Teoricamente potrebbe rifondare la razza umana costituendo il nucleo di un patrimonio genetico decisamente più evoluto, ma si scontra con l'elevata - per ora - diffusione della sottospecie dei cornuti. Questi si riconoscono per l'aspetto grigio, i genitali inerti, i capelli grassi e vischiosi, l'aria afflitta, gli occhi spenti.