Nausicaa
sfdcef
Signor Salvo,
mia figlia è molto piccola, ma sono madre, e cmq da sorella ho vissuto spesso l'angoscia dei miei genitori per i casini di mio fratello -e la mia stessa.
Quindi, sì, capisco la sua preoccupazione.
Ma la vedo anche dal punto di vista di suo figlio.
Gli è capitata una cosa che mette a dura prova l'autostima e l'orgoglio di una persona -il tradimento.
Una cosa -e mi correggano i traditi se sbaglio- che di rado si vuole far sapere al mondo intero, se non dopo un periodo di incubazione.
E invece in questo caso è la sorella che informa il padre, e da lì, tutta la famiglia, e chissà quanti altri. Una faccenda di famiglia, mentre probabilmente lui la avrebbe voluta poter gestire da solo. E di quartiere.
Il suo orgoglio deve essere a pezzi, e quando vi vede probabilmente la prima cosa che pensa è che VOI lo sapete, che VOI magari lo disprezzate per la sua debolezza (anche se non è vero), che voi quella ragazza non l'avete mai accettata.
La sua vita sentimentale, affare di famiglia. Come se si trattasse di un casino combinato da un minorenne da discutere tutti assieme.
Questo, a ME, farebbe sentire molto male, e non mi porrebbe nella condizione di ascolto migliore.
C'è stata, ho letto, una discussione molto interessante sugli aiuti economici che si danno ai figli.
Se lei ritiene che i suoi aiuti oltrepassino la misura di quelli "normali" da dare a un figlio che si sta creando la sua vita, è indubbio che la cosa vada rivista.
Ma in questo momento, appare quasi come un ricatto, come ha giustamente scritto Sbriciolata.
"Non capisci quale sia il tuo bene con quella ragazza? E allora io ti taglio i viveri. Continuo a foraggiarti se la lasci". Sottointeso percepito, tu sei un bambino che non sa gestire la sua vita.
Salvo, se lei vuole ridurre gli aiuti economici, mi permetto di suggerire di farlo nei prossimi mesi, con calma, e pensandoci bene.
E mi permetto di suggerirle di allentare la pressione su questo ragazzo. L'ha fatto parlare "con un esperto"? Come se il tradimento della sua ragazza fosse paragonabile ai problemi di alcolismo e tossicodipendenza dei ragazzi di cui si occupa lei?
Io mi sarei sentita umiliata nel mio amor proprio, lo ammetto. A torto o a ragione, mi sarei sentita così.
Suo figlio è giovane, ha tempo da vendere per rompere con la sua ragazza di SUA spontanea decisione, e non condotto recalcitrante per mano dalla famiglia. Come, mi ripeto, se fosse un bambino piccolo.
Tratti la situazione con più discrezione, lasci perdere, non si stanno sposando, e gli affari di cuore sono intimi, non da trattare a tavolino durante pranzi di famiglia.
Non peggiorerà la sua preoccupazione, e invece migliorerà il rapporto con suo figlio.
Non c'è nulla che lei possa fare per separare suo figlio da quella ragazza se non al prezzo di spezzare rovinosamente la sua autostima.
Ma ci sono ottime probabilità che la loro storia si rompa autonomamente col tempo
mia figlia è molto piccola, ma sono madre, e cmq da sorella ho vissuto spesso l'angoscia dei miei genitori per i casini di mio fratello -e la mia stessa.
Quindi, sì, capisco la sua preoccupazione.
Ma la vedo anche dal punto di vista di suo figlio.
Gli è capitata una cosa che mette a dura prova l'autostima e l'orgoglio di una persona -il tradimento.
Una cosa -e mi correggano i traditi se sbaglio- che di rado si vuole far sapere al mondo intero, se non dopo un periodo di incubazione.
E invece in questo caso è la sorella che informa il padre, e da lì, tutta la famiglia, e chissà quanti altri. Una faccenda di famiglia, mentre probabilmente lui la avrebbe voluta poter gestire da solo. E di quartiere.
Il suo orgoglio deve essere a pezzi, e quando vi vede probabilmente la prima cosa che pensa è che VOI lo sapete, che VOI magari lo disprezzate per la sua debolezza (anche se non è vero), che voi quella ragazza non l'avete mai accettata.
La sua vita sentimentale, affare di famiglia. Come se si trattasse di un casino combinato da un minorenne da discutere tutti assieme.
Questo, a ME, farebbe sentire molto male, e non mi porrebbe nella condizione di ascolto migliore.
C'è stata, ho letto, una discussione molto interessante sugli aiuti economici che si danno ai figli.
Se lei ritiene che i suoi aiuti oltrepassino la misura di quelli "normali" da dare a un figlio che si sta creando la sua vita, è indubbio che la cosa vada rivista.
Ma in questo momento, appare quasi come un ricatto, come ha giustamente scritto Sbriciolata.
"Non capisci quale sia il tuo bene con quella ragazza? E allora io ti taglio i viveri. Continuo a foraggiarti se la lasci". Sottointeso percepito, tu sei un bambino che non sa gestire la sua vita.
Salvo, se lei vuole ridurre gli aiuti economici, mi permetto di suggerire di farlo nei prossimi mesi, con calma, e pensandoci bene.
E mi permetto di suggerirle di allentare la pressione su questo ragazzo. L'ha fatto parlare "con un esperto"? Come se il tradimento della sua ragazza fosse paragonabile ai problemi di alcolismo e tossicodipendenza dei ragazzi di cui si occupa lei?
Io mi sarei sentita umiliata nel mio amor proprio, lo ammetto. A torto o a ragione, mi sarei sentita così.
Suo figlio è giovane, ha tempo da vendere per rompere con la sua ragazza di SUA spontanea decisione, e non condotto recalcitrante per mano dalla famiglia. Come, mi ripeto, se fosse un bambino piccolo.
Tratti la situazione con più discrezione, lasci perdere, non si stanno sposando, e gli affari di cuore sono intimi, non da trattare a tavolino durante pranzi di famiglia.
Non peggiorerà la sua preoccupazione, e invece migliorerà il rapporto con suo figlio.
Non c'è nulla che lei possa fare per separare suo figlio da quella ragazza se non al prezzo di spezzare rovinosamente la sua autostima.
Ma ci sono ottime probabilità che la loro storia si rompa autonomamente col tempo