sono una ragazza e mi piacciono le donne, per completezza di informazione
diciamo che la seduta procede in genere con un mio aggiornamento della situazione, parlo parlo parlo, poi arriva la domanda da parte sua..., la guardo bene per capire dove va' a parare, rispondo e spiego cercando sempre delle metafore che spieghino meglio quello che mi ha chiesto. a questo punto la psicologa coglie l'elemento che dà vita a questa metafora (ben più significativa di tutti i racconti precedenti) e mi fa notare il suo significato oppure mi chiede se possa averne un altro.
raccolgo questo assist e proseguo elaborando il significato che può avere, il più delle volte sapendolo e vergognandomi di rivelarlo (es: il terrore di diventare una povera vecchia sola che avrà bisogno di aiuto, ma nessuno la cagherà nemmeno di striscio); puntualmente la mia dottoressa individua questo punto nodale e me lo propina (o questo o un altro).
mi divincolo un attimo dalla scomoda constatazione e poi ci lavoriamo sopra assieme, da cosa deriva questa paura e perchè, ha un senso, una coerenza, quali sono gli episodi dell'infanzia che mi vengono alla mente?
nel tradimento lei mi ha accompagnata con pazienza, aiutandomi ad elaborarlo e sostenendomi nel tollerarne il dolore; mi ha fatto notare lo sproposito di attenzioni che dedicavo a lei, senza permettermi di rivolgere lo sguardo sulle MIE necessità, non riconoscendole e senza dare loro dignità di esistenza. mi sono calpestata nella ricerca della felicità, una felicità che non teneva conto dei COSTI spropositati in termini di sacrifici che aveva.
qualche volta è dura e una cosa che mi dice mi ferisce e fa incazzare, dopo qualche giorno di "digestione" mi tocca ammettere che quando ha toccato quel nervo scoperto aveva ragione e stava seminando una briciola nel bosco per consentirmi di seguirla e non perdermi in deliri fantastici e sogni ad occhi aperti.
mi ha sottolineato una verità che sapevo ma volevo accantonare... la briciola da seguire.
molto spesso è dolce e empatica, quindi so che ho sbagliato, che ho permesso che mi facessero del male, ma che posso imparare ad amarmi di più e non permettere che accada di nuovo.