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B

ballerino

Guest
non è della decenza che m'importa ma della sconsideratezza
per decenza intendevo solo nei propri confronti
è assurdo che ci sia bisogno di una gravidanza indesiderata per capirlo
la sconsideratezza c'è sempre al prescindere dal numero.
 

lunaiena

Scemo chi legge
chiedi a chi non ha avuto padre o madre

tutti abbiamo di che lamentarci dell'uno o dell'altro...chi ha avuto il padre severo, assente, immaturo...chi la madre allegra, poco responsabile, troppo giovane e competitiva...

...ma chiedi a chi non ha avuto nulla di tutto ciò...o a chi ha perso uno dei due molto giovane...

l'anomalia c'è, perchè vuoi o non vuoi ognuno di noi cresce "condizionato" dalla propria famiglia e crescere con sola mamma, o solo papà, porta ad una incompletezza...

Continuo a non essere daccordo...e penso che il tutto dipenda dal modello di famiglia con cui siamo cresciuti....

Sono daccordo con te se uno è abituato a vivere in un detetminato modo e poi ad un certo punto cambia tutto....
Ma se nasci e vivi in un determinato modo per te la normalita è quella e non hai nessun motivo di essere incompleto...
 
N

Non Registrato

Guest
io pure non mi trovo d'accordo ...

Continuo a non essere daccordo...e penso che il tutto dipenda dal modello di famiglia con cui siamo cresciuti....

Sono daccordo con te se uno è abituato a vivere in un detetminato modo e poi ad un certo punto cambia tutto....
Ma se nasci e vivi in un determinato modo per te la normalita è quella e non hai nessun motivo di essere incompleto...
I bambini sono esseri piu' evoluti di noi adulti comprendono un linguggio segreto che a noi non ci è dato capire...


blu
 

Sole

Escluso
la tua teoria è assurda,
non anomalia a crescere senza un padre,
tantomeno nel caso non ci sia nemmeno la madre
l 'importante che cresca con amore da parte
dichi si occupa della patria podestà.
Al contrario vedo infanzie anomale in bambini
con genitori che si separano,
si tradiscono,
sballottano i figli a destra e sinistra,
oppure assistere ai continui cambi dei loro partner,
o in altri casi usati come controversie in fase separazioni.
Io invece continuo a dire che tutto dipende dall'equilibrio dei genitori o di chi si prende cura di questi bambini.

La separazione non è un cancro. Se un bambino è amato e se si tiene conto delle sue esigenze, anche un figlio di separati può avere un'infanzia felice.

Forse l'avevo già raccontato, ma io ho avuto un'alunna figlia di separati e cresciuta con la madre lesbica e la sua compagna. E la ricordo come una delle bimbe più serene, solari, intelligenti ed equilibrate che io abbia mai incontrato.

I modelli familiari cambiano nel tempo e attraverso le società. Pertanto non credo che alla fine siano così decisivi.
Decisivi sono l'amore, l'affetto, l'accudimento. Che possono mancare totalemente in una famiglia tradizionalissima e possono abbondare, invece, in casi di famiglie 'anomale'.
 
N

Non Registrato

Guest
Io invece continuo a dire che tutto dipende dall'equilibrio dei genitori o di chi si prende cura di questi bambini.

La separazione non è un cancro. Se un bambino è amato e se si tiene conto delle sue esigenze, anche un figlio di separati può avere un'infanzia felice.

Forse l'avevo già raccontato, ma io ho avuto un'alunna figlia di separati e cresciuta con la madre lesbica e la sua compagna. E la ricordo come una delle bimbe più serene, solari, intelligenti ed equilibrate che io abbia mai incontrato.

I modelli familiari cambiano nel tempo e attraverso le società. Pertanto non credo che alla fine siano così decisivi.
Decisivi sono l'amore, l'affetto, l'accudimento. Che possono mancare totalemente in una famiglia tradizionalissima e possono abbondare, invece, in casi di famiglie 'anomale'.

Verissimo!


blu
 

Kid

Utente un corno
Io invece continuo a dire che tutto dipende dall'equilibrio dei genitori o di chi si prende cura di questi bambini.

La separazione non è un cancro. Se un bambino è amato e se si tiene conto delle sue esigenze, anche un figlio di separati può avere un'infanzia felice.

Forse l'avevo già raccontato, ma io ho avuto un'alunna figlia di separati e cresciuta con la madre lesbica e la sua compagna. E la ricordo come una delle bimbe più serene, solari, intelligenti ed equilibrate che io abbia mai incontrato.

I modelli familiari cambiano nel tempo e attraverso le società. Pertanto non credo che alla fine siano così decisivi.
Decisivi sono l'amore, l'affetto, l'accudimento. Che possono mancare totalemente in una famiglia tradizionalissima e possono abbondare, invece, in casi di famiglie 'anomale'.
Ok và bene tutto. Ma la separazione è SEMPRE dannosa per un bambino. Sempre che a casa i coniugi non si tirassero i piatti in testa, sia chiaro.
 
N

Non Registrato

Guest
Uhmm

Io invece continuo a dire che tutto dipende dall'equilibrio dei genitori o di chi si prende cura di questi bambini.

La separazione non è un cancro. Se un bambino è amato e se si tiene conto delle sue esigenze, anche un figlio di separati può avere un'infanzia felice.

Forse l'avevo già raccontato, ma io ho avuto un'alunna figlia di separati e cresciuta con la madre lesbica e la sua compagna. E la ricordo come una delle bimbe più serene, solari, intelligenti ed equilibrate che io abbia mai incontrato.

I modelli familiari cambiano nel tempo e attraverso le società. Pertanto non credo che alla fine siano così decisivi.
Decisivi sono l'amore, l'affetto, l'accudimento. Che possono mancare totalemente in una famiglia tradizionalissima e possono abbondare, invece, in casi di famiglie 'anomale'.
Secondo me Ballerino cercava di spiegare un concetto molto simile al tuo con esmpi vari...


blu
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
una mia amica è rimasta in cinta, si trova di fronte ad un enigma, frequenta 5 persone contemporaneamente, di cui solo una di queste relazione è stabile, le altre sono saltuarie!
non sapendo chi protrebbe essere il padre, decide di rimanere single per portare avanti la gravidanza, lasciando anche il fidanzato
fisso.
Si sente in colpa della sua vita frivola, e pensa che la nasciata di questo bambino, la può far ritornane su una strada più corretta
di vita.
Non so proprio cosa consigliargli.
Io farei anche il test dell'HIV nel caso non l'avesse già fatto..

Buscopann

PS. Ma dove cazzo lo trovano ste persone tutto stò tempo? Io anche volendo dovrei chiedere le ferie!
 

Annuccia

Utente di lunga data
Io farei anche il test dell'HIV nel caso non l'avesse già fatto..

Buscopann

PS. Ma dove cazzo lo trovano ste persone tutto stò tempo? Io anche volendo dovrei chiedere le ferie!

lo trovano lo trovano...
la signora in questione magari inventava la scusa del catechismo,o dei gruppi di preghiera...
perchè era tanto religiosa ...appunto...
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
lo trovano lo trovano...
la signora in questione magari inventava la scusa del catechismo,o dei gruppi di preghiera...
perchè era tanto religiosa ...appunto...
E io che da ragazzino saltavo il catechismo per andare a giocare a pallone. Ora mi spiego perché ho sempre trombato poco in vita mia.

Buscopann
 

Sole

Escluso
Ok và bene tutto. Ma la separazione è SEMPRE dannosa per un bambino. Sempre che a casa i coniugi non si tirassero i piatti in testa, sia chiaro.
La separazione è triste per un bambino. Come purtroppo lo sono tante cose nella vita. Ci sono bambini che vanno in crisi perchè sono costretti a cambiare città... e davvero anche un trasloco può essere un evento traumatico.

Ma io penso che se due genitori arrivano a separarsi, lo fanno perchè si rendono conto che in famiglia non c'è più amore, perchè sentono che è la cosa giusta da fare. Che restare insieme sarebbe sbagliato. E non si può vivere solo in funzione dei bambini. I figli vanno preservati, ma non possono crescere in una campana di vetro, non sarebbe giusto. E alla fine ogni esperienza, se vissuta in modo adeguato, può essere formativa. Anche un momento di crisi, quando viene superato, può lasciare tracce positive.

I miei suoceri si sono odiati per tutta la vita e hanno trasmesso ai loro figli tanta infelicità. Forse, se si fossero separati e avessero scelto di essere felici da soli anzichè infelici insieme, sarebbero stati due genitori migliori. In questo caso la scelta di restare insieme è stata dannosa.
 
B

ballerino

Guest
Io farei anche il test dell'HIV nel caso non l'avesse già fatto..

Buscopann


PS. Ma dove cazzo lo trovano ste persone tutto stò tempo? Io anche volendo dovrei chiedere le ferie!

sia il test dell HIV o per altre malattie
e altri tipi di analisi
vengono prescritti obbligatoriamente dal medico
in caso di gravidanza.
 
I bambini sono esseri piu' evoluti di noi adulti comprendono un linguggio segreto che a noi non ci è dato capire...


blu
Mah io ritengo che un bambino nasca...
Abbia fame e freddo
Tanta fame
Molta fame

Voglia di crescere e di vivere...

Penso che voglia mangiare e socializzare...

Ma prima tanto mangiare...e bere...e dormire...
 

kikko64

Utente Incasinato
OT Storico

mi sembra di averle già lette queste tue nobili teorie, vediamo di ricordare, forse su testi di Adolf Hitler?
Ma per favore ...
io quello che ha scritto Hitler l'ho letto tutto, si fa abbastanza presto, era quasi analfabeta e a parte il libricino "Mein Kampf" i discorsi più accesi glieli ha scritti Himmler (altro bel personaggio) e ti assicuro che "baffetto" di cazzate ne ha dette tante ma questa proprio no.
I suoi riferimenti all'aborto come "cura sociale" (e non solo l'aborto ma anche la sterilizzazione degli individui non conformi agli standard razziali) erano legati esclusivamente alla volontà di conservare la purezza della razza. I non ariani, i pazzi, i ritardati ma anche i ciechi, i muti, i sordi, i focomelici ... ecc non avevano il diritto di procreare e venivano sterilizzati e nel caso ciò avvenisse le donne incinte, anche se sane, erano obbligate ad abortire (per noi è pazzesco, lo so, ma questa è Storia).
E ti dirò di più, nelle sue teorie andava anche oltre : i figli di genitori ariani e sani (il matrimonio non era considerato necessario per la procreazione) erano proprietà dello stato e solo lo stato aveva il diritto/dovere di allevarli, quindi, per un genitore ariano, abortire volontariamente un figlio potenzialmente sano era un crimine contro lo stato.
A questo scopo furono create delle vere e proprie Cliniche/Allevamento dove donne volontarie venivano ingravidate da ufficiali delle SS e alle quali i figli venivano tolti all'età di 3/4 anni per venire allevati in asili/scuole gestite dal partito senza che la madre potesse più in qualche modo "influire" sulla loro educazione !!
Per la cronaca migliaia di questi ragazzi (14/15 anni), indottrinati fin da piccolissimi e quindi assolutamente fedeli alla causa, vennero utilizzati come "carne da macello" nell'ultimo disperato tentativo di difendere Berlino dall'avanzata delle truppe sovietiche (interi battaglioni di questi ragazzi furono annientati in quanto non vollero arrendersi).
In conclusione : se c'era uno che, in linea di principio, era contrario all'aborto come strumento di controllo delle nascite questi era proprio Hitler.

Scusate la digressione "storica", ma quelli che fanno citazioni a vanvera mi fanno imbestialire.
 

The Cheater

Utente di lunga data
Io invece continuo a dire che tutto dipende dall'equilibrio dei genitori o di chi si prende cura di questi bambini.

La separazione non è un cancro. Se un bambino è amato e se si tiene conto delle sue esigenze, anche un figlio di separati può avere un'infanzia felice.

Forse l'avevo già raccontato, ma io ho avuto un'alunna figlia di separati e cresciuta con la madre lesbica e la sua compagna. E la ricordo come una delle bimbe più serene, solari, intelligenti ed equilibrate che io abbia mai incontrato.

I modelli familiari cambiano nel tempo e attraverso le società. Pertanto non credo che alla fine siano così decisivi.
Decisivi sono l'amore, l'affetto, l'accudimento. Che possono mancare totalemente in una famiglia tradizionalissima e possono abbondare, invece, in casi di famiglie 'anomale'.
questo già è un ragionamento diverso e più condivisibile dal mio punto di vista

rimane il fatto che fino a "ieri" la regola era "papà e mamma" e non è andata avanti per anni ma per secoli

concordo che gli stereotipi cambiano, ma cambiando sono sempre condizionati dai precedenti che tra l'altro, in questo caso, sono attualmente in corso e ancora per lo più prevalenti (parlo di famiglia con entrambi i genitori, anche se separati)

tra 100 anni magari sarà più comune crescere con 2 mamme o 2 papà o con la mamma sola, ma oggi non è semplice per un bambino accettare l'idea di vivere in un contesto familiare "troppo diverso" da quello comune...

...forse oggi ci si sta cominciando ad abituare ai genitori separati...basta fare un giro in una qualunque classe di una qualsiasi scuola: su 25 bambini una grossa fetta avranno i genitori separati...e fino a 10 anni fa non era così...
 

Monsieur Madeleine

Utente di lunga data
Sai secondo me non è giusto che i genitori decidano sulla vita o morte di un feto.
Detto ciò, e non voglio infognarmi, mi ha sempre colpito vedere di persone nate in contesti di totale degrado e poi bene o male divenuti persone non da poco. Se noi parliamo di come era Ludwig Van Beethoven come individuo sociale, c'è da mettersi le mani nei capelli, lui era salvo perchè era di moda tra i nobili portare avanti la gloria musicale tedesca...finalmente uno di Bonn sgraffignava lo strapotere dei viennesi...un grandissimo musicista...
Se noi vediamo il contesto in cui nacque Beethoven, possiamo capire che fu un bambino non poco traumatizzato, sua madre era tisica, e suo padre era bevitore...Non si contavano le volte che il padre tornava dall'osteria, svegliava il piccolo e lo portava in osteria per esibirlo ai compagni di gioco. Da adulto Beethoven visse da solo, con le governanti che a turno lo mollavano, tanto era impossibile stare al fianco di un orso del genere. GLi fu affidato un lontano nipote, e poi ( e siamo nell'800) questo gli fu tolto perchè risultò che Ludwig avesse verso il nipote un atteggiamento ossessionante.

Poi io sono colpito, dalla voglia di vivere dei neonati...pare che abbiano una resistenza in rapporto alla loro sostanza che è da brivido.
Ah, ok.
Chi se ne frega del fatto che Behetoven sia stato un infelice per tutta la vita! Ha creato qualcosa che a noi piace, quindi avrebbe potuto pure soffrire il doppio che a noi tanto che ci cala: l'importante è che abbiamo la sua musica!

..............
 
Ah, ok.
Chi se ne frega del fatto che Behetoven sia stato un infelice per tutta la vita! Ha creato qualcosa che a noi piace, quindi avrebbe potuto pure soffrire il doppio che a noi tanto che ci cala: l'importante è che abbiamo la sua musica!

..............
Non so se infelice.
Ma una cosa è certa...
I percorsi della vita sono strani.
Se Mozart non schiattava a soli 36 anni ( che fu un bambino iperamato da suo padre), Beethoven non sarebbe riuscito a farsi strada...infatti Mozart è morto proprio quando stava spiccando il volo sul serio, e Mozart avrebbe segnato le sorti di tutta la musica europea dopo di lui, ben lo sapeva un altro infelice ( ma amato da bambino) Schubert.

Dopo di Beethoven ci fu lo smarrimento e il vuoto, per anni.
A quello che scrive lui, la sua infelicità fu la sordità, basti leggere il suo testamento spirituale...

Heiligenstadt, 6 ottobre 1802
Per i miei fratelli Carl e [Johann] Beethoven
O voi uomini che mi reputate o definite astioso, scontroso o addirittura misantropo, come mi fate torto ! Voi non conoscete la causa segreta di ciò che mi fa apparire a voi così. Il mio cuore e il mio animo fin dall’infanzia erano inclini al delicato sentimento di benevolenza e sono stato sempre disposto a compiere azioni generose.


Considerate, però, che da sei anni mi ha colpito un grave malanno peggiorato per colpa di medici incompetenti. Di anno in anno le mie speranze di guarire sono state gradualmente frustrate, e alla fine sono stato costretto ad accettare la prospettiva di una malattia cronica (la cui guarigione richiederà forse degli anni o sarà del tutto impossibile). Pur essendo dotato di un temperamento ardente, vivace, e anzi sensibile alle attrattive della società, sono stato presto obbligato ad appartarmi, a trascorrere la mia vita in solitudine. E se talvolta ho deciso di non dare peso alla mia infermità, ahimè, con quanta crudeltà sono stato allora ricacciato indietro dalla triste, rinnovata esperienza delle debolezza del mio udito. Tuttavia non mi riusciva di dire alla gente: «Parlate più forte, gridate perché sono sordo». Come potevo, ahimè, confessare la debolezza di un senso, che in me dovrebbe essere più raffinato che negli altri uomini e che in me un tempo raggiungeva un grado di perfezione massima, un grado tale di perfezione quale pochi nella mia professione sicuramente posseggono, o hanno mai posseduto. – No, non posso farlo; perdonatemi perciò se talora mi vedrete stare in disparte dalla vostra compagnia, che un tempo invece mi era caro ricercare. La mia sventura mi fa doppiamente soffrire perché mi porta a essere frainteso. Per me non può esservi sollievo nella compagnia degli uomini, non possono esservi conversazioni elevate, né confidenze reciproche. Costretto a vivere completamente solo, posso entrare furtivamente in società solo quando lo richiedono le necessità più impellenti; debbo vivere come un proscritto. Se sto in compagnia vengo sopraffatto da un’ansietà cocente, dalla paura di correre il rischio che si noti il mio stato. – E così è stato anche in questi sei mesi che ho trascorso in campagna. Invitandomi a risparmiare il più possibile il mio udito, quell’assennata persona del mio medico ha più o meno incoraggiato la mia attuale disposizione naturale, sebbene talvolta, sedotto dal desiderio di compagnia, mi sia lasciato tentare a ricercarla. Ma quale umiliazione ho provato quando qualcuno, vicino a me, udiva il suono di un flauto in lontananza e io non udivo niente, o udiva il canto di un pastore e ancora io nulla udivo. – Tali esperienze mi hanno portato sull’orlo della disperazione e poco è mancato che non ponessi fine alla mia vita. – La mia arte, soltanto essa mi ha trattenuto. Ah, mi sembrava impossibile abbandonare questo mondo, prima di aver creato tutte quelle opere che sentivo l’imperioso bisogno di comporre; e così ho trascinato avanti questa misera esistenza – davvero misera, dal momento che il mio fisico tanto sensibile può, da un istante all’altro precipitarmi dalle migliori condizioni di spirito nella più angosciosa disperazione. – Pazienza – mi dicono che questa è la virtù che adesso debbo scegliermi come guida; e adesso io la posseggo. – Duratura deve essere, io spero, la mia risoluzione di resistere fino alla fine, finché alle Parche inesorabili piacerà spezzare il filo; forse il mio stato migliorerà, forse no, a ogni modo io, ora, sono rassegnato. – Essere costretti a diventare filosofi ad appena 28 anni non è davvero una cosa facile e per l’artista è più difficile che per chiunque altro. – Dio Onnipotente, che mi guardi fino in fondo all’anima, che vedi nel mio cuore e sai che esso è colmo di amore per l’umanità e del desiderio di bene operare. O uomini, se un giorno leggerete queste mie parole, ricordate che mi avete fatto torto; e l’infelice tragga conforto dal pensiero di aver trovato un altro infelice che, nonostante tutti gli ostacoli imposti dalla natura, ha fatto quanto era in suo potere per elevarsi al ragno degli artisti nobili e degli uomini degni. – E voi fratelli miei, Carl e [Johann], dopo la mia morte, se il professore Schmidt sarà ancora in vita, pregatelo a mio nome di fare una descrizione della mia infermità e allegate al suo documento questo mio scritto, in modo che, almeno dopo la mia morte, il mondo e io possiamo riconciliarci, per quanto è possibile. – Nello stesso tempo vi dichiaro qui tutti e due eredi del mio piccolo patrimonio (se posso chiamarlo così). – Dividetelo giustamente, andate d’accordo e aiutatevi reciprocamente. Il male che mi avete fatto, voi lo sapete, vi è stato perdonato da lungo tempo. Ringrazio ancora in maniera particolare te, fratello Carlo, per l’affetto che mi hai dimostrato in questi ultimi anni. Il mio augurio è che la vostra vita sia più serena e più scevra da preoccupazioni della mia. Raccomandate ai vostri figli di essere virtuosi; perché soltanto la virtù può rendere felici, non certo il denaro. Parlo per esperienza. È stata la virtù che mi ha sostenuto nella sofferenza. Io debbo a essa, oltre che alla mia arte, se non ho messo fine alla mia vita col suicidio. – State bene e amatevi. – Ringrazio tutti i miei amici, in particolare il principe Lichnowsky e il professor Schmidt. Vorrei che gli strumenti del principe L[ichnowsky] venissero custoditi da uno di voi, purché ciò non conduca a un litigio fra voi. Qualora essi possano servire a uno scopo più proficuo, vendeteli pure; quanto sarò lieto, se potrò esservi utile anche nella tomba. – Ebbene, questo è tutto. – Con gioia vado incontro alla Morte – se essa venisse prima che io abbia avuto la possibilità di sviluppare tutte le mie qualità artistiche, allora, malgrado la durezza del mio destino, giungerebbe troppo presto; e indubbiamente mi piacerebbe ritardarne la venuta. – Sarei però contento anche così; non mi libererebbe essa forse da uno stato di sofferenze senza fine? Vieni dunque, Morte, quando tu vuoi, io ti verrò incontro coraggiosamente. – Addio, non dimenticatemi del tutto, dopo la mia morte. Io merito di essere ricordato da voi, perché nella mia vita ho spesso pensato a voi, e ho cercato di rendervi felici. – Siate felici. –

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Per i miei fratelli Carlo e [Johann]
Da leggere ed eseguire dopo la mia morte –
Heiligenstadt, 10 ottobre 1802

Così prendo commiato da voi – e per di più con tanta tristezza – sì, la speranza che ho nutrito – la speranza che ho portato con me qui, di guarire almeno in parte – quella speranza ormai la devo completamente abbandonare. Come d’autunno le foglie cadono e appassiscono – così quella speranza è per me ormai del tutto inaridita. Parto da qui – quasi nelle stesse condizioni in cui ero arrivato. – Anche il grande coraggio – che spesso mi animava nelle belle giornate d’estate – è ormai svanito. – O provvidenza – concedimi ancora un giorno di pura gioia. – Da tanto tempo ormai non conosco più l’intima eco della vera gioia. – Oh, quando – quando, Dio Onnipotente – potrò sentire di nuovo questa eco nel tempio della Natura e nel contatto con l’umanità. – Mai? – No! – Oh, questo sarebbe troppo crudele.
 

Spider

Escluso
Ue' Marie' l'hai associata tu la Maria Maddalena alla "signora " di questa storia quando hai invitato Monsieur ad essere piu' "elastico" sulla comprensione della folla dei 5 che se tromba la "signora"...

percio' t'ho detto che nun conosci la favola, visto che la Maria Maddalena era perfettamente "normale" o per lo meno i suoi ciuladores erano abbondantemente sotto i 5...

ahahahahahahah
...certo che le ho associate! ma di nessuna delle due ho detto che sono delle puttane...
..cosa che invece, sulla "signora", sotto-sotto fate passare qui dentro.
..e perchè? perchè ha scopato con 5 uomini... ma fammi il piacere.
Se avesse scopato con uno solo e fosse comunque rimasta incinta, avresti lo stesso metro di giudizio?
 
Stato
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