Tubarao
Escluso
Ora che mi ci fai pensare, penso che per i torti ricevuti io non ho in verità mai perdonato.......più che altro....lascio/lasciavo passare....e tu, che sei il re dei paraculi........
chi hai perdonato?
eh?
Ora che mi ci fai pensare, penso che per i torti ricevuti io non ho in verità mai perdonato.......più che altro....lascio/lasciavo passare....e tu, che sei il re dei paraculi........
chi hai perdonato?
eh?
Anch'io, non credo pronuncerò mai la frase "ti perdono". E chi sarei, Babbo Natale? Al massimo mando a quel paese........più che altro....lascio/lasciavo passare....
Sono d'accordo.E mi viene sempre in mente quado si parla di perdono....
Io non mi sento dovere di perdonare nessuno per nessuna azione commessa non è un mio compito....
E' l'altra persona che se sente di aver fatto una cosa sbagliata si deve pentire ma questo non dipende da me....
Ma si, non può essere una cosa che può dare soddisfazione.Sono d'accordo.
Io il perdono non l'ho mai sperimentato.
Ho sperimentato l'accettazione di un dato di fatto, il metabolizzare un'esperienza amara o deludente, facendo leva sulle mie risorse. Ma il concetto del perdono non mi appartiene.
Il perdono in psicologiaaffatto, a me non è mai successo così
il perdono interviene sua sponte, a volte sì a volte no
Perchè tu non vedi il perdono come un atto eroico, che automaticamente sancisce la superiorità di chi perdona. Neppure io lo vedo così. Ma anche qui ci sono tante sfumature. L'esempio classico è : io ti faccio male, poi ti chiedo scusa, tu mi perdoni. Ma se ogni volta che mi incontri, mi saluti, poi ti tiri indietro per paura che io ti faccia ancora male, significa che non hai dimenticato il dolore, ma ti ricordi di avermi perdonato e ti sforzi di comportarti di conseguenza. Se invece mi corri incontro e mi abbracci... non ti ricordi più nè il dolore, nè di avermi dovuto perdonare. Ed è quello il perdono, secondo me.affatto, a me non è mai successo così
il perdono interviene sua sponte, a volte sì a volte no
Perchè tu non vedi il perdono come un atto eroico, che automaticamente sancisce la superiorità di chi perdona. Neppure io lo vedo così. Ma anche qui ci sono tante sfumature. L'esempio classico è : io ti faccio male, poi ti chiedo scusa, tu mi perdoni. Ma se ogni volta che mi incontri, mi saluti, poi ti tiri indietro per paura che io ti faccia ancora male, significa che non hai dimenticato il dolore, ma ti ricordi di avermi perdonato e ti sforzi di comportarti di conseguenza. Se invece mi corri incontro e mi abbracci... non ti ricordi più nè il dolore, nè di avermi dovuto perdonare. Ed è quello il perdono, secondo me.
Padre...perdona loro perchè non sanno quello che fanno.:carneval:Il perdono in psicologia
Il perdono è divenuto oggetto di interesse da parte della psicologia soltanto in questi ultimi anni. Per lungo tempo le persone hanno praticato e studiato il perdono soprattutto all’interno del contesto religioso e filosofico. Lo studio scientifico dello stesso, al contrario, è iniziato solamente in questi ultimi anni, una volta aumentati l’interesse, la comunicazione tra le discipline e il dibattito teorico riguardanti questo costrutto (Berry, Worthington, Parrott, O’Connor & Wade, 2001). Il concetto di perdono ha quindi una ricca storia in filosofia e nella tradizione religiosa Giudaico-Cristiana, mentre gli studi psicologici che lo riguardano sono stati molto rari fino a pochi anni fa (McCullough, Sandage & Worthington, 1997).
Soffermandosi a considerare le modalità attraverso cui lo studio del perdono si è sviluppato e consolidato in ambito psicologico è possibile osservare come la maggior parte dei contributi pubblicati sul tema consistano in riflessioni di natura teorica. Fino alla prima metà degli anni Ottanta queste riflessioni venivano prevalentemente condotte da teologi e consulenti spirituali, allo scopo di evidenziare l’utilità dell’applicazione di categorie teologiche alla comprensione e risoluzione del disagio psichico. Il perdono, in questo contesto, era ritenuto uno dei mezzi più efficaci che l’individuo ha a disposizione per superare il risentimento, l’ansia e il senso di colpa derivanti dal peccato e, quindi, un ingrediente necessario per il benessere psichico della persona (Scabini & Rossi, 2000).
A partire dalla metà degli anni Ottanta, è aumentato considerevolmente il numero di scritti teorici pubblicati da psicoterapeuti, psichiatri e consulenti psicologici (Fincham, 2000; Scabini & Rossi, 2000; Worthington, E.L. 1998; Worthington, E.Jr,, 1998). Tali contributi concordano nel giudicare il perdono un valido strumento terapeutico per il trattamento di particolari gruppi di soggetti disturbati (donne che hanno abortito, individui vittime di abusi sessuali, familiari di alcolisti o di disabili, coppie in crisi o separate, malati terminali).
L’ultimo decennio è stato contrassegnato da un numero crescente di ricerche empiriche (Fincham, 2000; McCullough, Exline, & Baumeister 1997; McCullough & al., 1998) condotte sul perdono, in particolare all’interno delle relazioni intime (close relationships).
Certamente. Ma se chi lo riceve non perdona prima se stesso, temo che sia perfettamente inutile.Ma si, non può essere una cosa che può dare soddisfazione.
Però potrebbe essere di sollievo per la persona che lo riceve. Credo che come convenevole potrebbe essere sensato...il perdono intendo.![]()
fratelli preghiamo...Padre...perdona loro perchè non sanno quello che fanno.:carneval:
Sono d'accordo.Certamente. Ma se chi lo riceve non perdona prima se stesso, temo che sia perfettamente inutile.
Ecco, mi viene da pensare che il vero perdono, quello che può fare la differenza, forse è quello che faticosamente si concede a se stessi sulla base di un sincero pentimento.
...ora pro nobis...fratelli preghiamo...
ahahahahah
Io non ho mai detto "ti perdono" anche se caratterialmente lascio passare molto.cosa significa veramente perdonare?
...ne parliamo tutti ma poi?
Ti perdono, ti perdono...quante volte questa frase, questo pensiero.
senza il tradimento non avrei neanche potuto sperimentare l'esperienza del perdono.
Adesso so cos'è il significato profondo del perdono e quanto sia difficile attuarlo, combattuto tra dignità
e rispetto.
La fiducia un salto nel vuoto con occhi bendati, ora però ha un significato, un senso che la rende possibile e reale.
Thornside
Ma per me il perdono è una condizione mia interiore.fratelli preghiamo...
ahahahahah
infatti io all'inizio ero convito che sarei riuscito a perdonare mia moglie ma non penso che riuscirò più a fidarmi di lei né a rispettarla più per come si è comportata dopo essere stata beccata che primaPerchè tu non vedi il perdono come un atto eroico, che automaticamente sancisce la superiorità di chi perdona. Neppure io lo vedo così. Ma anche qui ci sono tante sfumature. L'esempio classico è : io ti faccio male, poi ti chiedo scusa, tu mi perdoni. Ma se ogni volta che mi incontri, mi saluti, poi ti tiri indietro per paura che io ti faccia ancora male, significa che non hai dimenticato il dolore, ma ti ricordi di avermi perdonato e ti sforzi di comportarti di conseguenza. Se invece mi corri incontro e mi abbracci... non ti ricordi più nè il dolore, nè di avermi dovuto perdonare. Ed è quello il perdono, secondo me.
Daniele, posso farti una domanda? Escludendo il tradimento di coppia, ti è mai capitato di fare qualcosa che abbia causato dolore a qualcuno senza che questa ti abbia fatto niente? E se si, non hai poi pensato di aver sbagliato e aver sentito dentro di te il desiderio di rimediare? E se si, non hai desiderato che chi ha subito un tuo torto fossse clemente dandoti una nuova posibilità?Bhe, c'è la via più difficile, quella del non perdono con il calcione in culo. Si, perchè vi sembra facile non perdonare e perseguire questa strada coerentemente nel futuro ogni volta che quella persona si farà sentire.
Io dico sempre che preferisco non sapere, ma se scopro non perdono, se perdono ci sarà una terza persona che subirà la mia ira, se non me la si vuole consegnare io sono fuori, me ne vado e non c'è possibilità di avere più rapporti di ogni tipo con me.
Chi tradisce me deve avere anche il coraggio di vedere una persona che in parte solo colpevole soffre per una azione non del tutto colpa sua, poi se è uno come Lothar che gode nel pensiero anche di rendere cornuto uno...il piacere è sublime.
Il concetto di perdono lo considero unito a quello di aspettativa e di accettazione.cosa significa veramente perdonare?
...ne parliamo tutti ma poi?
Ti perdono, ti perdono...quante volte questa frase, questo pensiero.
senza il tradimento non avrei neanche potuto sperimentare l'esperienza del perdono.
Adesso so cos'è il significato profondo del perdono e quanto sia difficile attuarlo, combattuto tra dignità
e rispetto.
La fiducia un salto nel vuoto con occhi bendati, ora però ha un significato, un senso che la rende possibile e reale.
Thornside