Il dubbio mi uccide

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Duchessa

Utente di lunga data
sul primo evidenziato: eccerto!

sul rosso: tu che sei una persona di fede potresti chiederlo a un sacerdote, che probabilmente ti spiegherebbe che l'amore di cui parli tu non è l'amore che intende Dio

mi sovviene un post di Annuccia di qualche giorno fa in cui descriveva la sua dedizione al marito per molti anni
parlava del piacere senza sforzo che le comportava: nel momento in cui ha scoperto di essere stata tradita ha smesso quell'atteggiamento nei confronti del marito

ecco....l'amore dovrebbe far continuare quell'atteggiamento nonostante tutto
Assolutamente d'accordo. L'amore per definizione è "incondizionato" (anche al di là di concetti "religiosi" di qualunque tipo). Non definirei come "amore" tutte le altre forme di affetto presente solo "sotto condizione".
 
Assolutamente d'accordo. L'amore per definizione è "incondizionato" (anche al di là di concetti "religiosi" di qualunque tipo). Non definirei come "amore" tutte le altre forme di affetto presente solo "sotto condizione".
Si ma siamo umani: io con l'amore "incondizionato" mi sono solo fatto del male...e mi sentivo dire...ohi è una scelta tua quella di amarmi e stare con me: io non ti ho chiesto niente e non ti tengo certo legato con una catena.

Ho sperimentato questo...

[video=youtube;hEsMZfYGqIM]http://www.youtube.com/watch?v=hEsMZfYGqIM[/video]
 

Duchessa

Utente di lunga data
Si ma siamo umani: io con l'amore "incondizionato" mi sono solo fatto del male...e mi sentivo dire...ohi è una scelta tua quella di amarmi e stare con me: io non ti ho chiesto niente e non ti tengo certo legato con una catena.

Indubbiamente. L'amore incondizionato ha in sè la perfezione, e invece cosa c'è di più imperfetto e "bisognoso" di un essere umano?.. E' da chiedersi come mai nelle relazioni di coppia le "condizioni" siano spesso molto più grandi e numerose di quelle di altre relazioni. Ma questa è una faccenda molto complessa.
 

Sole

Escluso
Assolutamente d'accordo. L'amore per definizione è "incondizionato" (anche al di là di concetti "religiosi" di qualunque tipo). Non definirei come "amore" tutte le altre forme di affetto presente solo "sotto condizione".
Una condizione c'è, ed è il rispetto per se stessi.

Io non posso amare una persona che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste.
 
Si ma siamo umani: io con l'amore "incondizionato" mi sono solo fatto del male...e mi sentivo dire...ohi è una scelta tua quella di amarmi e stare con me: io non ti ho chiesto niente e non ti tengo certo legato con una catena.

Indubbiamente. L'amore incondizionato ha in sè la perfezione, e invece cosa c'è di più imperfetto e "bisognoso" di un essere umano?.. E' da chiedersi come mai nelle relazioni di coppia le "condizioni" siano spesso molto più grandi e numerose di quelle di altre relazioni. Ma questa è una faccenda molto complessa.
Il guaio è questo.
Per me il nostro bisogno primario è quello di essere amati.
Questo bisogno è così forte, che pur di soddisfarlo siamo capaci di convincerci di tutto e di più...
E ci facciamo andar bene anche condizioni che a mente lucida ci diremmo ma sono pazzo?

Il guaio è che siamo abili ad adattarci a tutto pur di conservare questa illusione: è vero che mi ama! Anche se tutti i fatti dimostrano il contrario.

Ci vuole molto coraggio e mettersi lì davanti ad uno e dire:
Tu non mi ami affatto, altrimenti non avresti fatto questo.

Ed è anche vero che gli esseri umani pur di sentirsi importanti per qualcuno: si svendono al primo venuto.
E poi cianciano...ah come sono amato...ah quante persone mi vengono dietro e quante persone mi trovano figa e interessante...ma non è così: se ci guardiamo dentro...sappiamo benissimo che ci stiamo vendendo per un effimero benessere!

Se ti senti amato da qualcuno: non hai proprio più bisogno di niente.
 

Diletta

Utente di lunga data
sul primo evidenziato: eccerto!

sul rosso: tu che sei una persona di fede potresti chiederlo a un sacerdote, che probabilmente ti spiegherebbe che l'amore di cui parli tu non è l'amore che intende Dio

mi sovviene un post di Annuccia di qualche giorno fa in cui descriveva la sua dedizione al marito per molti anni
parlava del piacere senza sforzo che le comportava: nel momento in cui ha scoperto di essere stata tradita ha smesso quell'atteggiamento nei confronti del marito

ecco....l'amore dovrebbe far continuare quell'atteggiamento nonostante tutto[/QUOTE]


Eh no...quell'atteggiamento NON può continuare nonostante tutto perché l'amore tra un uomo e una donna si basa sulla reciprocità: si dà amore, ma si vuole anche ricevere amore e quando il partner ti dimostra di non averti rispettato o, peggio, di averti umiliato...crolla tutto il sistema amore.
E' un amore terreno, dunque imperfetto e condizionato.
Forse il solo amore che non pone condizioni e non chiede nulla in cambio è l'amore verso i figli, probabilmente per via del legame di sangue.
L'amore di coppia non rientra fra i canoni dell'amore cristiano, anche se dovrebbe tendere ad esso, e non ci rientra perché difficilmente un essere umano riesce a realizzarlo, ci prova, ma con scarso successo.
La Chiesa invita al "sacrificio" specie in presenza di figli, ma non chiede di continuare ad amare perché sa benissimo che si tratta di un'impresa quasi fuori della portata umana.

Sull'altro evidenziato: quello che mi chiedevo io è se è così giusto e fino a che punto lo è sforzarsi e controllarsi quando la coppia è innaturale per definizione.
A me pare tanto una buffonata...
Non sarebbe meglio svincolare il patto di fedeltà dalla coppia e considerare fedeltà solo quella legata ai sentimenti?
Ma é anche vero che nascerebbero casini su casini...sarebbe il caos più totale.
Di qui la "scelta" di chi è diversamente fedele di fare le cosine di nascosto, quindi ipocrisia e fariseismi a volontà...
e a me non piace per niente questa strada contraddittoria.
 

Diletta

Utente di lunga data
Assolutamente d'accordo. L'amore per definizione è "incondizionato" (anche al di là di concetti "religiosi" di qualunque tipo). Non definirei come "amore" tutte le altre forme di affetto presente solo "sotto condizione".

Ma chi l'ha detto che l'amore di coppia è incondizionato?
E' una definizione cristiana e nobilissima, che forse forse si può applicare all'amore dei genitori verso i figli e stop.
Un amore trascendente, che riescono a praticare solo i puri di cuore.
 

Duchessa

Utente di lunga data
Una condizione c'è, ed è il rispetto per se stessi.

Io non posso amare una persona che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste.
A proposito di ciò che poi ha scritto Diletta, è corretto per te scrivere così?
"Io non posso amare un partner che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste - Io posso amare un figlio che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste"
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
A proposito di ciò che poi ha scritto Diletta, è corretto per te scrivere così?
"Io non posso amare un partner che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste - Io posso amare un figlio che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste"
Duchessa, mi permetto :smile:

Sei stata molto arguta con questa osservazione

in effetti io ritengo vere due cose:

che i principi di cui ci si riempie tanto la bocca (religiosi o civili che siano) hanno poco per non dire niente a che fare con la vita reale e immediata

che spesso e volentieri sono le donne stesse a calpestare le proprie dignità/esigenze/legittime richieste in nome di quei principi
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Eh no...quell'atteggiamento NON può continuare nonostante tutto perché l'amore tra un uomo e una donna si basa sulla reciprocità: si dà amore, ma si vuole anche ricevere amore e quando il partner ti dimostra di non averti rispettato o, peggio, di averti umiliato...crolla tutto il sistema amore.
E' un amore terreno, dunque imperfetto e condizionato.
Forse il solo amore che non pone condizioni e non chiede nulla in cambio è l'amore verso i figli, probabilmente per via del legame di sangue.
L'amore di coppia non rientra fra i canoni dell'amore cristiano, anche se dovrebbe tendere ad esso, e non ci rientra perché difficilmente un essere umano riesce a realizzarlo, ci prova, ma con scarso successo.
La Chiesa invita al "sacrificio" specie in presenza di figli, ma non chiede di continuare ad amare perché sa benissimo che si tratta di un'impresa quasi fuori della portata umana.

Sull'altro evidenziato: quello che mi chiedevo io è se è così giusto e fino a che punto lo è sforzarsi e controllarsi quando la coppia è innaturale per definizione.
A me pare tanto una buffonata...
Non sarebbe meglio svincolare il patto di fedeltà dalla coppia e considerare fedeltà solo quella legata ai sentimenti?
Ma é anche vero che nascerebbero casini su casini...sarebbe il caos più totale.
Di qui la "scelta" di chi è diversamente fedele di fare le cosine di nascosto, quindi ipocrisia e fariseismi a volontà...
e a me non piace per niente questa strada contraddittoria.

Trovo assurda la distinzione che fai tra l'amore tra coniugi e l'amore tra genitore e figlio in quanto trattasi sempre di esseri umani e quindi di amore perfettibile in entrambi i casi.

L'amore (nell'accezione di sentimento nobile e nobilitante) per un figlio non è così scontato come pensi tu.
Col figlio c'è un legame viscerale che in taluni casi è ben lungi da sortire effetti nobilitanti.
 

Diletta

Utente di lunga data
A proposito di ciò che poi ha scritto Diletta, è corretto per te scrivere così?
"Io non posso amare un partner che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste - Io posso amare un figlio che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste"


L'hai chiesto a Sole che ti risponderà sicuramente.
Io, dal canto mio, penso che ad un figlio si arrivi a perdonare anche le cose più imperdonabili perché è un altro tipo di legame affettivo rispetto a quello col proprio compagno.
E' semplicemente diverso.
Sentimenti come la gelosia, l'orgoglio, l'offesa non appartengono alla sfera genitori-figli, mentre sono elementi portanti in caso di crisi di coppia, e sono fra quelli che più traballano.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
L'hai chiesto a Sole che ti risponderà sicuramente.
Io, dal canto mio, penso che ad un figlio si arrivi a perdonare anche le cose più imperdonabili perché è un altro tipo di legame affettivo rispetto a quello col proprio compagno.
E' semplicemente diverso.
Sentimenti come la gelosia, l'orgoglio, l'offesa non appartengono alla sfera genitori-figli, mentre sono elementi portanti in caso di crisi di coppia, e sono fra quelli che più traballano.

certo, le cronache sono piene di figli che commettono cose imperdonabili .....

da chi? dalla società malata, da internet, da.......

sta minchia. rovinati da genitori che ragionano in questo modo
 

Leda

utente Olimpi(c)a
L'hai chiesto a Sole che ti risponderà sicuramente.
Io, dal canto mio, penso che ad un figlio si arrivi a perdonare anche le cose più imperdonabili perché è un altro tipo di legame affettivo rispetto a quello col proprio compagno.
E' semplicemente diverso.
Sentimenti come la gelosia, l'orgoglio, l'offesa non appartengono alla sfera genitori-figli, mentre sono elementi portanti in caso di crisi di coppia, e sono fra quelli che più traballano.
certo, le cronache sono piene di figli che commettono cose imperdonabili .....

da chi? dalla società malata, da internet, da.......

sta minchia. rovinati da genitori che ragionano in questo modo
La penso come Diletta, in linea di massima. Il legame figli-genitori è asimmetrico per definizione, mentre quello tra due adulti consenzienti è più su un piano di parità, di diritti e di doveri.

Con ciò, volendo portare il discorso all'estremo, possono esserci casi limite anche nel primo caso. Faccio un esempio: il delitto di Novi Ligure. Il padre di Erika ha perdonato la figlia che gli ha trucidato moglie e figlio minore. Io non so se ne sarei stata capace, onestamente. In ogni rapporto c'è un limite, ci sono delle condizioni. L'asticella può essere posta più o meno lontano da sè, ma in un modo o nell'altro c'è. Può anche essere taciuta o non esplicitata, ma chi fa le cose di nascosto dimostra di essersi ben accorto che c'è e di non voler correre il rischio di rinegoziarne la posizione, eventualmente, manifestando esigenze che sente di avere e che sa che potrebbero non essere accettate.
Il succo del tradimento secondo me sta qui: nel non voler rinunciare a nulla (certezze da una parte, evasione-emozioni dall'altra) a discapito della buona fede altrui. Prima di chiederci se l'amore vero di chi subisce debba essere o meno incondizionato, chiediamoci che amore sia quello di chi si fa credere chi non è per tenersi ciò che forse non gli sarebbe dato se l'altro/a sapesse chi è davvero e che si comporta in modo tale da tenere le chiappe al caldo e i genitali (segretamente) in tempesta.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Prima di chiederci se l'amore vero di chi subisce debba essere o meno incondizionato, chiediamoci che amore sia quello di chi si fa credere chi non è per tenersi ciò che forse non gli sarebbe dato se l'altro/a sapesse chi è davvero e che si comporta in modo tale da tenere le chiappe al caldo e i genitali (segretamente) in tempesta.

neanche una delle due condizioni è da considerarsi amore
 
A proposito di ciò che poi ha scritto Diletta, è corretto per te scrivere così?
"Io non posso amare un partner che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste - Io posso amare un figlio che calpesta la mia dignità, che non rispetta le mie esigenze, che ignora le mie legittime richieste"
Per me è impostato molto male il concetto.
Se un partner ti calpesta: non ti ama no?
Cosa c'entrano le esigenze?
Cosa c'entrano le legittime richieste?

Quando in amore dove dovrebbe essere l'incontro di due libertà possiamo parlare di esigenze non rispettate e di legittime richieste?
 

Flavia

utente che medita

Il succo del tradimento secondo me sta qui: nel non voler rinunciare a nulla (certezze da una parte, evasione-emozioni dall'altra) a discapito della buona fede altrui. Prima di chiederci se l'amore vero di chi subisce debba essere o meno incondizionato, chiediamoci che amore sia quello di chi si fa credere chi non è per tenersi ciò che forse non gli sarebbe dato se l'altro/a sapesse chi è davvero e che si comporta in modo tale da tenere le chiappe al caldo e i genitali (segretamente) in tempesta
.
:up::up::up:

mi pare che Quizz avesse dato la definizione di vampiri sentimentali, credo più che mai azzeccata
inoltre mi chiedo se in tanti casi non sono i primi a mentire a se stessi
 

Leda

utente Olimpi(c)a
neanche una delle due condizioni è da considerarsi amore
Chiara, parliamoci chiaro :)mexican:): per me l'amore è anzitutto mettersi in gioco. Considerare me stessa un mistero, che non basterà una vita a scoprire del tutto, e l'altro alla stessa stregua. E' disvelamento continuo.
Altro discorso è parlare di matrimonio: qui ho la sensazione che se ne parli come di un concetto in parte sovrapponibile, in parte no, tutte le volte che si mette l'accento sugli impegni, la routine quotidiana, i soldi, i figli, ecc. ecc.
Ma anzitutto credo che ci sia l'idea di relazione, che sta alla base. La relazione cambia, si adatta, insieme a noi che cambiamo nel corso della vita. Ma la scoperta reciproca non dovrebbe mai venire a mancare, e - secondo me - se manca prima o poi è perchè uno dei due o entrambi hanno perso di vista anzitutto il rapporto con se stessi, e di riflesso anche quello con l'altro.
E allora via col teatrino dei ruoli, più o meno codificati a livello sociale, e alle ortiche l'autenticità.
 
Ultima modifica:
Chiara, parliamoci chiaro :)mexican:): per me l'amore è anzitutto mettersi in gioco. Considerare me stessa un mistero, che non basterà una vita a scoprire del tutto, e l'altro alla stessa stregua. E' disvelamento continuo.
Altro discorso è parlare di matrimonio: qui ho la sensazione che se ne parli come di un concetto in parte sovrapponibile, in parte no, tutte le volte che si mette l'accento sugli impegni, la routine quotidiana, i soldi, i figli, ecc. ecc.
Ma anzitutto credo che ci sia l'idea di relazione, che sta alla base. La relazione cambia, si adatta, insieme a noi che cambiamo nel corso della vita. Ma la scoperta reciproca non dovrebbe mai venire a mancare, e - secondo me - se manca prima o poi è perchè uno dei due o entrambi hanno perso di vista anzitutto il rapporto con se stessi, e di riflesso anche quello con l'altro.
E allora via col teatrino dei ruoli, più o meno codificati a livello sociale, e alle ortiche l'autenticità.
:D:D:D:D:D
Il disvelamento continuo?
Ok...
Allora ci sto...
Tu mettiti con me e avrai un uomo che è fatto come una matrioska...
O peggio come una cipolla...
 
Stato
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