Forse ho capito

, ma per la privacy non lo dirò. Non andare da uno psicologo che già conosci, la relazione sarebbe inquinata.
Hai capito, hai capito.
Ok, visto che tanto non avrò più un lavoro cerco di spiegarmi.
Ho pensato che in questa storia non potrò mai starci bene se non a costo di cambiare personalità, del tutto. Io non posso costruire niente con la mia ragazza, ma proprio niente.
Adesso viviamo insieme, da non troppo, però si sa . . . si fanno delle scelte comuni. Ed io ci sto bene si, ma perché sono apatico, ho la testa altrove e non voglio più di questo e lei ci sta bene perché non mi conosce . . . non posso ingannarla.
A me suona strano ma oggi, proprio oggi, io sento di non amarla. "Geko, ma tu dicevi che era una forma diversa d'amore, più tranquilla, più serena, più giusta . . . ma sempre amore" e io dico: "Si, e se così non fosse?". Per quello che so potrei chiudere materialmente la storia con l'altra ma rimanerne comunque innamorato, rimanere malato insomma. E' possibile, no? Rimanere malati.
Oppure potrei anche smettere all'improvviso di provare qualcosa per LEI e potrebbe non cambiare comunque niente nei confronti della mia attuale compagna . . . cioè, non è mica un gioco di sottrazioni e addizioni.
Io posso anche decidere di chiudere fuori ogni sentimento, l'ho già fatto e mi piace difendermi così ma . . . ho il diritto di farlo anche per lei?
Premetto che io, idealmente, vorrei un figlio/a. Lei vorrà un figlio prima o poi ma io non posso farlo, assolutamente, qui non si tratta più di me! Come si può decidere di avere un figlio con una donna che non ti avrà mai, che non ti ha mai avuto?
Pensare fa male, è pericoloso.
Saranno solo i sensi di colpa? O magari ho trovato un ostacolo insormontabile per proseguire il mio rapporto con lei? Per quanto sereno e bello possa essere.
C'è un altro motivo per cui credo di non amarla, e qui vi autorizzo agli sfottò, i fischi e le prese per il culo. Nessun problema: ho abbastanza autostima da non aver problemi a mostrare il mio lato 'femminile'.
Io con lei non ho mai fatto l'amore. A letto è bello tra noi, intendiamoci, c'è intesa, c'è tutto. E voglio fare una precisazione importante: fare l'amore non significa fare le cose dolci e da innamoratini adolescenti, anche quello viene benissimo con lei.
Ma no, io parlo di fare l'amore davvero. Sarò pazzo ma io l'ho notata la differenza quando mi è successo e non era perché fosse troppo bello o perché lo volessi troppo o ancora più banalmente perché era la scopata perfetta, era un qualcosa di più, di trascendente, un'esperienza quasi 'mistica' (ed io non credo in nulla che non sia tangibile, non ho fede, non ho dogmi).
Me la ricordo bene quella sensazione, mi ricordo come stavo prima, durante e dopo. Ed il dopo è stato quello che mi ha steso, io sarei rimasto lì per sempre. Altro sintomo della mia follia? Può darsi ma se c'è una cosa che ho imparato dalle mie esperienze, anche le più frivole, è che quando vai a letto con una donna, specialmente quando lo fai da un bel po', ti rendi conto fin dove, fino a che livello può arrivare, o no? Io lo so già che noi due non avremo mai quel tipo di esperienza, nemmeno se la Prof. venisse cancellata dalla mia mente come in "Eternal Sunshine of a Spotless Mind", per capirci . . .
Conclusione: lei va bene per me, per la mia vita com'è adesso, ma io non sono l'uomo giusto per lei.
Le dirò tutto, le dirò che l'ho tradita e le spiegherò quello che sento. E' terribile perché so che la ferirò, piangerà e mi sentirò ancora peggio di così, si sentirà ingannata e metterà in discussione tutto quello che c'è stato tra noi, ripenserà ai momenti migliori per lei e si dirà "allora quella volta lui stava pensando a lei" ed io non potrò fare niente per impedirglielo.
Chissà come ci si sente ad essere mollati il primo dell'anno . . .
Fatemi cambiare idea.