Daniele
Utente orsacchiottiforme
MI sono laureato con un bel voto, ma più basso di quello che avrei avuto prima di stare male, ho trovato un lavoro e due mesi dopo ero già assunto in una grossa, ma davvero grossa azienda che non prevede l'idea di crisi, se non di crisi mistica, sono apprezzato per le mie capacità al lavoro, ma alla fin finedentro di me mi sento sempre un perdente. Come ho sempre detto io credevo fermamente di non essere stato tradito dalla mia ex, quando lo scoprii credetti fermamente che lei non lo avesse fatto con lo scopo di ferirmi, ma che per il bene che mi voleva mi avrebbe aiutato ad uscire da una cosa che sapeva che non ero in grado di tenere, come io le stavo dando una mano con la morte del suo amatissimo nonno. HO sempre creduto che l'affetto rimane tra persone, che si può sbagliare, si può anche fare del male agli altri, ma che il senso di affetto ci spingerà senza dubbio all'aiutare chi abbiamo erroneamente ferito e così ho sempre fatto io.
Ma credendo ancora in lei, nonostante il tradimento subito (credo che fosse il mio ultimo baluardo della fiducia), mi sono tolto una possibilità, quella di abbandonarmi a quello che sentivo, a quello che il donore mi imponeva di fare, l'ho imploso e ne sono finito danneggiato. Le opzioni erano due, o implodere e avere un aiuto da lei che mi conosceva molto bene, oppure esplodere e sperare di non fare eccessivi danni, io la conosco quella bestia che mi porto dentro, si chiama sete di giustizia, una enorme ingiustizia vissuta che non vede bandiere e non vede autorità, quando vuole venire fuori viene fuori.
Io non faccio paura a nessuno nella mia versione semplice, ho una forza nella norma e sono calmo e pacato, quando mi si mette davanti ad una ingiustizia divento altro, minaccioso, forte e cattivo, così sono riuscito ad avere i soldi dell'assicurazione di quando mi sfasciarono la macchina, preso per il sedere dall'assicurature per il mio scassone si ritrovò con i piedi in aria ed io pronto a distruggergli la faccia, mi staccò subito un assegno per i danni subiti, mia madre mi disse che avevo la classica faccia di chi non ha niente da perdere. Ma ora ho da perdere, perchè per mantenere il mio posto non posso aver problemi con la legge, neppure minimi, per poter viaggiare in paesi che necessitano di questo. Come imbrigliare questa mia rabbia che da allora vive dentro di me? CI ho pensato e ho deciso di prendere su ed andare a ROma da quella ragazza, non solo ovviamente, se no potrei beccarmi una denuncia, ma in compagnia, perchè io devo far vedere agli occhi di quyella ragazza i danni che ha fatto, sia fisici (che ci sono) sia del mio animo, che è diverso.
Detta semplicemente io sono due persone ora, il me pasato che vive solo nei miei ricordi ed il me attuale, famelico, odioso e cattivo, devo far morire questa ultima persona per essere chi ero prima e per farlo, devo dargli giustizia. Per me il concetto di giustizia è univoco, non esistono più cose che posso fare, c'è solo una azione che posso seguire e quindi la seguirò.
Perchè farlo? Perchè nonostante tutto io soffro di attacchi di panico, che devo reprimere anche al lavoro e quei sudori freddi che mi prendono non sono il massimo, perchè hjo oltretutto paura di finire come il mio ottico, suicida per uan storia accaduta 30 anni prima che lo ha tormentato sempre.
Ma credendo ancora in lei, nonostante il tradimento subito (credo che fosse il mio ultimo baluardo della fiducia), mi sono tolto una possibilità, quella di abbandonarmi a quello che sentivo, a quello che il donore mi imponeva di fare, l'ho imploso e ne sono finito danneggiato. Le opzioni erano due, o implodere e avere un aiuto da lei che mi conosceva molto bene, oppure esplodere e sperare di non fare eccessivi danni, io la conosco quella bestia che mi porto dentro, si chiama sete di giustizia, una enorme ingiustizia vissuta che non vede bandiere e non vede autorità, quando vuole venire fuori viene fuori.
Io non faccio paura a nessuno nella mia versione semplice, ho una forza nella norma e sono calmo e pacato, quando mi si mette davanti ad una ingiustizia divento altro, minaccioso, forte e cattivo, così sono riuscito ad avere i soldi dell'assicurazione di quando mi sfasciarono la macchina, preso per il sedere dall'assicurature per il mio scassone si ritrovò con i piedi in aria ed io pronto a distruggergli la faccia, mi staccò subito un assegno per i danni subiti, mia madre mi disse che avevo la classica faccia di chi non ha niente da perdere. Ma ora ho da perdere, perchè per mantenere il mio posto non posso aver problemi con la legge, neppure minimi, per poter viaggiare in paesi che necessitano di questo. Come imbrigliare questa mia rabbia che da allora vive dentro di me? CI ho pensato e ho deciso di prendere su ed andare a ROma da quella ragazza, non solo ovviamente, se no potrei beccarmi una denuncia, ma in compagnia, perchè io devo far vedere agli occhi di quyella ragazza i danni che ha fatto, sia fisici (che ci sono) sia del mio animo, che è diverso.
Detta semplicemente io sono due persone ora, il me pasato che vive solo nei miei ricordi ed il me attuale, famelico, odioso e cattivo, devo far morire questa ultima persona per essere chi ero prima e per farlo, devo dargli giustizia. Per me il concetto di giustizia è univoco, non esistono più cose che posso fare, c'è solo una azione che posso seguire e quindi la seguirò.
Perchè farlo? Perchè nonostante tutto io soffro di attacchi di panico, che devo reprimere anche al lavoro e quei sudori freddi che mi prendono non sono il massimo, perchè hjo oltretutto paura di finire come il mio ottico, suicida per uan storia accaduta 30 anni prima che lo ha tormentato sempre.