UltimoSangre
Utente di lunga data
Sì, infatti. Ma questa è "una tantum".... :sonar:
Grazie della risposta
Sì, infatti. Ma questa è "una tantum".... :sonar:
prego :singleeye:
Grazie della risposta![]()
Concordo su tutto ma non sulla facilità di licenziamento. Ah aggiungerei anche stipendi dei manager da adeguarsi all'attivo della società. Se il bilancio è in perdita i primi stipendi da decurtare sono i loro.Io sarei piuttosto per una rivitalizzazione del nervo anestetizzato.
La gente deve lavorare, per cui è inutile battere il chiodo sui risparmi. Aumentare le tasse non fa altro che far scappare la gente, ossia aumentare il nero.
Se risparmiare significa ridurre i costi dove i furbi si arricchiscono sulle spalle nostre, allora va bene. Ma nella norma "risparmio" è soltanto una riformulazione del termine "licenziamento di massa".
Fra le soluzioni ci sono alcune popolari e altre, impopolari.
Fra quelle popolari sono:
Impopolari:
- abbassamento degli stipendi dei politici
- abolizione di vitalizi e privilegi
- rimozione degli sprechi
- ritiro delle truppe dall'estero
- applicazione delle decisioni del popolo (aka referendum sul finanziamento dei partiti)
- abilitazione delle strutture mediche tenute un stallo da anni, in parte da decine di anni
- permesso agevolato di costruzione della prima casa
- abolizione del canone RAI
- diritto di licenziamento
- facilitazione di assunzione
- semplificazione delle dichiarazioni fiscali
- detrazioni di tutte le spese
- spese di scuola e istruzione a pieno carico dello stato
- abbassamento dell'accise sull'energia del 12-20%
- riduzione della burocrazia
- obbligo di produzione di beni o servizi (zero tolleranza per scaldasedie)
- eliminazione definitiva delle organizzazioni criminali
- riduzione forzato del consumo elettrico e carburante anche a livello industriale
- utilizzo delle proprie risorse energetiche (petrolio, geotermico)
- incentivazione del turismo e dell'agricoltura
- abolizione delle multe sulla sovrapproduzione di alimentari
- abolizione delle multe eccessive
- divieto di incentivare prodotti che nuociono alla salute
- riacquisto delle strutture privatizzate di base (energia, acqua, telefonia)
- fermo prezzi per i prodotti di prima necessità
- sostituzione di ISTAT con un ente attendibile
- limitazione delle differenze di prezzo e persecuzione di cartelli
- limitazione delle cause per rappresaglia
- divieto di ricorso per lo stato
Figliuolo...qui non si tratta di politica...ma non erano ... "sconsigliate" ... le discussioni "politiche" ??
Cosi eh ... per sapere ...
Ciao Conte, si capisco l'emergenza della situazione,Figliuolo...qui non si tratta di politica...
Ma dell'acqua che ci sta toccando il culo capissi?
E come Se dise...co l'acqua toca el culo...
Chi non tien da conto un scheo
Non vale un scheo.
Tutti al mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!Ciao Conte, si capisco l'emergenza della situazione,
era solo una curiosità![]()
bah, manco le ferie faccio,Tutti al mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
La mia manovra è...
Penem et porcencis...
Forever! XD...
Dai ragazzi fra un po' è Natale...![]()
Lo so bene. Ma se le promozioni mancano, o è perché si è troppo buoni (mio caso) o perché non c'è l'incentivo giusto.Ma Quibbel, non credo che il problema sia trovare un "lavoro qualunque". Adesso Quinty dirà la sua, però per me, se c'è anche una minimissima possibilità che un giorno i tuoi sforzi saranno premiati e che non sarai più precario... perché rinunciare così? E te lo dice una che invece ha rinunciato a una strada difficilissima, simile a quella di Quinty, per un lavoro stabile che non c'entra niente con quello che ha studiato
...
Con facilità di licenziamento non intendo il permesso a licenziamenti selvaggi. Il problema di molte ditte, compreso la mia è che per trovare personale qualificato bisogna fare letteralmente salti mortali, ma una volta trovati, il più delle volte non hanno voglia di fare. Cioè fin quando sono in prova, tutto bene, poi non più. Un po' come entrare in letargo, superato l'esame del matrimonio. In tal caso, come imprenditore, vorrei poter licenziare, e non posso. Per ovviare il problema, richiedo che ciascuno prenda la sua Partita IVA. E già da lì vedo quanto sia onesto il futuro rapporto di lavoro.Concordo su tutto ma non sulla facilità di licenziamento. Ah aggiungerei anche stipendi dei manager da adeguarsi all'attivo della società. Se il bilancio è in perdita i primi stipendi da decurtare sono i loro.
Ecco, qui ti quoto. Se non fai una mazza, pubblico o privato, te ne vai a casa. Magari concediamo due preavvisi, della serie: A) "sei sotto osservazione, sei a rischio downgrade" = cartellino giallo; b) "sei a un passo dal deafult" = cartellino rosso.Con facilità di licenziamento non intendo il permesso a licenziamenti selvaggi. Il problema di molte ditte, compreso la mia è che per trovare personale qualificato bisogna fare letteralmente salti mortali, ma una volta trovati, il più delle volte non hanno voglia di fare. Cioè fin quando sono in prova, tutto bene, poi non più. Un po' come entrare in letargo, superato l'esame del matrimonio. In tal caso, come imprenditore, vorrei poter licenziare, e non posso. Per ovviare il problema, richiedo che ciascuno prenda la sua Partita IVA. E già da lì vedo quanto sia onesto il futuro rapporto di lavoro.
Non è che vorrei fare così, ma devo, perché alla fine ciò che manda avanti la barracca, è l'impegno. Posso avere un giorno o due di svogliatezza, ma non per settimane. E non posso pretendere che qualcuno paghi per la mia svogliatezza.
Diritto e facilitazione di licenziamento in questo senso![]()
Con facilità di licenziamento non intendo il permesso a licenziamenti selvaggi. Il problema di molte ditte, compreso la mia è che per trovare personale qualificato bisogna fare letteralmente salti mortali, ma una volta trovati, il più delle volte non hanno voglia di fare. Cioè fin quando sono in prova, tutto bene, poi non più. Un po' come entrare in letargo, superato l'esame del matrimonio. In tal caso, come imprenditore, vorrei poter licenziare, e non posso. Per ovviare il problema, richiedo che ciascuno prenda la sua Partita IVA. E già da lì vedo quanto sia onesto il futuro rapporto di lavoro.
Non è che vorrei fare così, ma devo, perché alla fine ciò che manda avanti la barracca, è l'impegno. Posso avere un giorno o due di svogliatezza, ma non per settimane. E non posso pretendere che qualcuno paghi per la mia svogliatezza.
Diritto e facilitazione di licenziamento in questo senso![]()
Allora comprendo. Non c'è più l'etica del lavoro che c'era una volta (c'è mai stata?). Domandiamoci come mai c'è chi lavora 24 ore al giorno e chi ne lavorerebbe due, magari a giorni alterniCon facilità di licenziamento non intendo il permesso a licenziamenti selvaggi. Il problema di molte ditte, compreso la mia è che per trovare personale qualificato bisogna fare letteralmente salti mortali, ma una volta trovati, il più delle volte non hanno voglia di fare. Cioè fin quando sono in prova, tutto bene, poi non più. Un po' come entrare in letargo, superato l'esame del matrimonio. In tal caso, come imprenditore, vorrei poter licenziare, e non posso. Per ovviare il problema, richiedo che ciascuno prenda la sua Partita IVA. E già da lì vedo quanto sia onesto il futuro rapporto di lavoro.
Non è che vorrei fare così, ma devo, perché alla fine ciò che manda avanti la barracca, è l'impegno. Posso avere un giorno o due di svogliatezza, ma non per settimane. E non posso pretendere che qualcuno paghi per la mia svogliatezza.
Diritto e facilitazione di licenziamento in questo senso![]()
Per stare al passo con la "millennium ly", inflazione, tasse, contributi, affitti e spese base, dovremmo guadagnare circa € 3.300 al mese, per ottenere un livello di vita di 10 anni fa. Poterci andare a mangiare fuori 1-2 volte al mese, fare le ferie in un posto decente, comprarsi macchina e casa ormai appartengono a lussi proibitivi anche per chi ci lavora tanto.Allora comprendo. Non c'è più l'etica del lavoro che c'era una volta (c'è mai stata?). Domandiamoci come mai c'è chi lavora 24 ore al giorno e chi ne lavorerebbe due, magari a giorni alterni
Forse va cambiato il sistema. Il minimo per tutti e chi vuole di più faccia di più. Sai con mille euro al mese per otto ore di lavoro non riesci nemmeno a permetterti di uscire a mangiare una pizza, credo che si cominci a pensare che vivere per lavorare non rientri nei bisogni degli esseri umani.
Ti leggo sempre volentieri e con grande attenzione, ma non riesco ancora a capire se queste tue idee sono frutto di riflessione economica vera o sono risposte "di pancia".Per stare al passo con la "millennium ly", inflazione, tasse, contributi, affitti e spese base, dovremmo guadagnare circa € 3.300 al mese, per ottenere un livello di vita di 10 anni fa. Poterci andare a mangiare fuori 1-2 volte al mese, fare le ferie in un posto decente, comprarsi macchina e casa ormai appartengono a lussi proibitivi anche per chi ci lavora tanto.
L'etica del lavoro era a mio avviso migliore, quando si guadagnava abbastanza per godersi la vita almeno un po'.
La "millenium ly" è la bugia dell'ISTAT che continua a sostenere che l'aumento del costo di vita al passaggio dell'Euro sia aumentato soltanto nei margini dell'inflazione. In realtà, come tutti sappiamo, il costo è cresciuto mediamente del 70%, mentre lo stipendio è rimasto uguale di prima.
Per me, il ritorno alla Lira risolve questo ed altri problemi, perché nessuno sarà disposto a pagare in Lire ciò che invece paga in Euro.
Nessuna accetterebbe che gli si dimezzasse lo stipendio.Ti leggo sempre volentieri e con grande attenzione, ma non riesco ancora a capire se queste tue idee sono frutto di riflessione economica vera o sono risposte "di pancia".
Un ritorno alla lira significa senza ombra di dubbio una cosa che si chiama DEFLAZIONE. Sai cosa significa ? Tra le tante cose significa stipendio medio di un operaio a 500.000 lire. Il risultato sarebbe una GRANDE DEPRESSIONE. Altro che stagnazione o recessione. Chi li comprerebbe i beni che si producono ? Il mercato estero ? Quale, e con quali tempi di risposta ? La prima risposta alle crisi economiche è dare fiato ai consumi interni !!!!!
Sò cazzi.
Io vengo pagata anche d'estate, ma per il resto pari pari, con in più il fatto che dovrò probabilmetne spostarmi...Sono una statale PRECARIA, non sono assunta, ho dei contratti che vanno da ottobre a giugno (peccato che però mi tocca lavorare anche nelle sessioni d'esami di luglio e settembre aggratis ovviamente), non mi pagano le ferie, non ho la tredicesima, non ho nessuna garanzia che a ottobre mi ridiano i miei incarichi, tutto ciò da 9 anni
e per inciso, tesorino, quando i miei figli avevano 3 mesi sono tornata a lavorare, perché le precarie hanno diritto solo a 2 mesi prima del parto e 3 dopo... e poi cazzi tuoi... se non torni a lavorare il tuo contratto lo danno a qualcun altro, e per fortuna che i miei figli sono nati in un periodo in cui nel mezzo c'erano le vacanze natalizie seguite da periodo di sospensione lezioni per esami, altrimenti il contratto non me lo facevano proprio...
Chiaro ora, tessssssssssoro?
Sulla DEFLAZIONE non so.Ti leggo sempre volentieri e con grande attenzione, ma non riesco ancora a capire se queste tue idee sono frutto di riflessione economica vera o sono risposte "di pancia".
Un ritorno alla lira significa senza ombra di dubbio una cosa che si chiama DEFLAZIONE. Sai cosa significa ? Tra le tante cose significa stipendio medio di un operaio a 500.000 lire. Il risultato sarebbe una GRANDE DEPRESSIONE. Altro che stagnazione o recessione. Chi li comprerebbe i beni che si producono ? Il mercato estero ? Quale, e con quali tempi di risposta ? La prima risposta alle crisi economiche è dare fiato ai consumi interni !!!!!
Sò cazzi.
Mi chido perché continui a farlo anziché mandarli ... uhm ... lasciarli macerare nel loro brodo. Non credo che lo fai per benevolenza e nemmeno per un irrefrenabile desiderio masochista. Guarda, per trovare un lavoro non ci vuole molto, soltanto destinazione e concentrazione. Destinazione perché tu sai dove vuoi arrivare, cencentrazione per non lasciare nulla al caso.![]()
Ascolta, quando ho parlato di operai a 500.000 lire non intendevo certo che da un giorno all'altro gli abbassano lo stipendio. Sarebbe la rivoluzione. Ovviamente mi riferivo al potere d'acquisto, che finirebbe molto più in basso (500.000 lire era tanto x dare un numero, magari si abbatterebbe pure di più, chi lo sa....). E questo succederebbe perchè alla lira bisognerebbe dare un valore di riferimento, che non potrebbe che essere MOLTO INFERIORE all'euro, per dare competitività alle imprese (unico vantaggio del ritorno alla lira). In pratica si decide, ad esempio, che 100 euro corrispondono, che so, a 100.000 lire. I beni prodotti in Italia, ammesso che fossero prodotti senza materie prime importate, si venderebbero all'estero alla metà del valore attuale (ottimo per chi fa export) mentre all'interno, per i nostri consumatori non succederebbe, in teoria, nulla. Purtroppo per l'Italia le materie prime importate sono la regola, anche gli stessi carburanti, etc : in pratica sarebbe impossibile che i prezzi dei beni abbiano la stessa riduzione degli stipendi. Il consumatore ci perderebbe dunque in potere d'acquisto, perchè nessun imprenditore può abbassare i prezzi al di sotto dei propri costi di produzione. Ma pensate, poi, ai prodotti importati: alla gente costerebbero il doppio (altro che migliore potere d'acquisto !!!). E il debito pubblico ? Siccome è stato emesso in euro, bisogna ripagarlo in in valore corrispondente, dunque si raddoppierebbe di valore. In pratica si andrebbe al default: lo Stato diventa insolvente. Le banche falliscono, i capitali prendono il volo, gli stati esteri non si fidano più di noi. Le banche che sopravvivono aumentano i tassi di interesse per convincere gli investitori a depositare risparmi, in questo aiutati dallo Stato che aumenta il tasso di sconto per controllare l'inevitabile inflazione "importata". I mutui esplodono. Un disastro.Nessuna accetterebbe che gli si dimezzasse lo stipendio.
Questo era sott'inteso. Il ritorno alla Lira raddoppierebbe il potere di acquisto, non perché tutto suona "a metà prezzo", ma perché nessuno pagherebbe L.36.000 al chilo di carne, L.6.000 al chilo di pane o L.2.000 al caffé nel bar, L.3.300 al litro di benzina, solo per fare qualche esempio.
Lo stipendio invece rimarrebbe uguale, perché vorrei proprio vedere se ce lo dimezzano dopo non avercelo raddoppiato 10 anni fa. Gli Italiani sono buoni, ma non sono mica scemi![]()