Ciao a tutti! Sono contenta di aver trovato questo forum, avevo bisogno di leggere storie simili alla mia. Due anni di fidanzamento, lui parte fuori per lavoro un anno fa. Già qualche mese prima si incaponisce per un famoso social network. Io divento gelosa, lui mi da della paranoica. Pur di costruirci un futuro insieme il prima possibile, mi butto a capofitto nello studio per laurearmi il prima possibile, faccio lunghi viaggi per vederlo. Lui non viene mai a trovarmi: il suo lavoro, a detta sua, non lo permette. Un mese fa scopro che mi tradiva da un anno con una ragazza conosciuta su questo social network. Poi il classico: prima si arrampica sugli specchi, poi confessa. E parla non di una, ma di "altre donne". Il mondo mi è crollato addosso. Credo che molti di voi sanno di cosa sto parlando. Credi di avere delle certezze e poi ti rendi conto che era solo qualcosa che esisteva nella propria testa. Sono diventata apatica, aggressiva, acida. La cosa che mi ferisce, inoltre, è che mi ha sempre sottovalutata. Come donna, come persona. La cosa ancora più bella è che, quando l' ho lasciato, ha detto di non amarmi più. Dopo pochi giorni, contatta un' amica in comune e da allora le chiede di me, dice di amarmi, di aver sbagliato, che soffre. A breve lui tornerà a casa e vuole incontrarmi. Ho davvero molta paura. Una parte di me lo odia, un' altra invece lo ama ancora. Non so che fare.
Ciao Puella!
Che certi straccivendoli allorquando s'allontanano dalla cartiera assumano un'indole anfòtera è cosa talmente normale che, in assenza di inesigibili cambiali, sembra quasi da considerarsi la norma.
Anche nei gloriosi tempi antichi, quando i cellulari erano tutti tacs, i cavalieri sputavano negli occhi ai mori e l'uomo del Similaun correva felice sulle Alpi, gli uomini lontani dalle loro matrici promesse bananavano le falloppie per ogni calata.
Ora, tu che vai contando i peli periombelicali del mondo, cogliendo in tutti i suoi abitanti l'irrefrenabile carenza di fiducia, sei davvero ispirata da un'intuizione felice e verietiera.
E se l'intuizione, che è una istantanea e totale compartecipazione dell'idea divina, ti mostra pentadimensionalmente che l'uomo non ha più valore di un carnevale coi carri affollati di scimmie che gettano le loro feci nelle bocche che festano in basso nè più genuinità di una moneta da tre euro recante l'effige di un coleottero illascivito da un pallottoliere di terracotta, tu devi assolutamente far finta di credergli!
Perchè le donne hanno sensi sopraffini e organi tattili ipertrofici di altissimo valore e sarebbe un peccato non venderli o, che è peggio, appiccicargli un cartellino come in quei vecchi bordelli scontati e felici.
Il genere umano non merita davvero alcuna considerazione da un suo rappresentante tipo, perchè altrimenti subentrerebbe un conflitto di interessi che nessun fondo fiduciario extragestito potrebbe mai far funzionare.
Così come avresti fatto bene ad odiarlo preventivamente, ora sarebbe di gran lunga meglio tu lo amassi consapevolmente o, a scelta, estrometterlo dai tuoi saggi alla fiamma.
Lui è una persona come tutti, che asservisce il dilettevole al necessario ed il necessario al non emendabile e, in ragione di queste sue scelte assolutamente non ambigue, tu risulti superflua, ed anzi dannosa.
Incattivendoti per la tua buonafede tradita e continuando a stargli accanto per la tua dabbenaggine nei confronti delle sue alterne promesse, non potresti altro che fargli del male, mettendo una come te, ormai rovinata, inacidita e mentulascartavetrante al suo fianco.
Cioè, tu ormai sei smagata, e lui ne ha una gran parte del merito, almeno quanto il comburente ha merito nell'esotermia oltre al combustibile, lui è invece ancora candidamente sognante, ma non al tuo fianco.
Il voler respirare ancora la sua aria sarebbe quindi una delle più sgradevoli ripicche che una donna trista e pia potrebbe incuneare nella vita di un uomo normodotato coi lombi capitaneggianti.
Se vuoi renderlo infelice resta con lui.
Ciao!