La mia storia piena di perchè

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Simy

WWF
Vi racconto quest'altro tragicomico. Io lo prendo con sorriso.
Andiamo una sera a mangiare in un locale abbastanza elegante in un paesino a una ventina di km dalla sua città.
Si mangiava carne, e la sala era nei sotterranei. Quel giorno era quasi deserta.
Lei deve andare in bagno, torna e tutto fila liscio. La notte facciamo l'amore e poi l'accompagno a casa, come sempre.

Normale con lei? Nemmeno per sogno. Il giorno dopo era incazzata nera al telefono.
Che è successo?
Lei, infuriata: "Ieri sera quando sono andata in bagno, hai chiesto alla cameriera di seguirmi!!! Cosa è, volevi sapere cosa facevo?"

Ragazzi, nei dizionari metterei questa storia nella definizione di pazzia.

La cosa è durata, lo ha ripetuto spesso: quella sera... quella sera...

Il mo pensiero: è andata in bagno, è stata al cellulare con qualcuno, la cameriera è scesa per i fatti suoi (ma chi la conosceva?) e l'ha trovata al telefono a parlare con un altro. La cameriera avrà capito che era una donna dal gioco sporco. La mia ragazza avrà capito di avere fatto la figura di cacca (anzi della put...a), e ha cercato di giustificare il suo disagio facendomi credere di essere io malato di mente...

si vabbè ma questa è tutta matta!:eek::eek::eek::eek:
 

Simy

WWF
Credo che l'unico modo in cui potresti avere un risarcimento, soprattutto per il lavoro perso ma non solo, sia farle causa tramite avvocato.
è una causa persa in partenza...rischia di rimetterci solamente lui più di quanto ci abbia già rimesso.
 

Andy

Utente di lunga data
E poi mai siiiiiiia i centri commerciali. In mezzo la gente non respirava, non voleva starci.

A Natale andavo da solo a fare compere...
 

Simy

WWF
E poi mai siiiiiiia i centri commerciali. In mezzo la gente non respirava, non voleva starci.

A Natale andavo da solo a fare compere...
Lasciati alle spalle questa brutta esperienza....vedrai che la persona giusta per te prima o poi arriverà!
 

Andy

Utente di lunga data
C'erano troppe ambiguità. Una volta mi chiama dall'Università nella sua città, e mi passa al telefono un ragazzo. Lei dice, fuori campo, dì, come mi comporto, visto che non si fida di quello che faccio al campus?

Il ragazzo, in imbarazzo mi dice: no, no è brava non fa nulla di male....

Ma secondo voi è normale avere una ragazza che fa uscite del genere? Dice di parlare con i colleghi solo di studio e poi mi ritrovo a parlare con questi "colleghi" del mio rapporto con lei??? Colleghi mai presentati, quando ero lì di persona.

Altro... altro.

Vado al campus. Stava nel cortile centrale, c'era poca gente. Era al telefono. Di fronte a me. Mi incammino verso il Dipertimento, leggermente deviando verso di lei per salutarla, a una decina di metri da me (non a un chilometro...), si gira di spalle e si allontana!!

Ero furibondo, entro al dipartimento e le mando un messaggio chiedendo spiegazioni. Ero in stanza con un docente e un collega. Si apre la porta all'improvviso, entra piangendo e sudando (era estate): non ho fatto niente, non ho fatto niente. Mi sono dovuto alzare davanti a tutti, trascinarla fuori nel vano scale. Dove mi ha giurato e spergiurato che era al telefono con una amica e che non mi aveva visto davvero.

Naturalmente abbiamo fatto pace e come stava avrebbe fatto l'amore anche per le scale...
 

Andy

Utente di lunga data
Altro? Il padre malato terminale. Mi diceva tutto, anche dei suoi problemi intimi, tutto, ma dico tutto.
Mai visto in faccia. Che strano però che non sapessi nemmeno quanti esami le mancavano all'università: quello no, è troppo intimo.

Certo è che poi mi dici un cognome falso che scopro IO dopo 3 anni, quando l'estate successiva al nostro fidanzamento mi chiese di lasciare il lavoro (luglio) e andare in Sicilia con i suoi genitori (mai visti) in una villa affittata in campagna tutti e quattro.
Non mi torna: ma non avrei capito in una situazione un pò strana per conoscere per la prima volta i suoi genitori, anche che mi aveva dato il nome falso?

Infatti, pochi giorni prima di partire, alla madre uscirono le macchie alla pelle e non si è fatto più nulla... Strano...
 

oceansize

Utente di lunga data
Andy ok, lei sarà pazza, però pure tu...starle dietro e passare sopra a tutte queste cose...tanto sano di mente non sei :p

si scherza eh? cmq ormai direi che puoi voltare pagina, sfogati pure ma ripigliati :)
 

Andy

Utente di lunga data
Lo so che non sono tanto normale, a volte non mi sembra di vivere ma di inscenare barzellette in continuazione.

Nei momenti di intimità a volte mi sfotteva e mi chiamava per cognome. Io dicevo di finirla, ridendo, e a mia volta la chiamavo per cognome... un cognome falso...

facepalmsmiley1ti3.gif
 

UltimoSangre

Utente di lunga data
Ehm...

Io non sono messo molto bene, ma anche tu ;)

Veramente, fregatene, non hai figli, non sei sposato, cambia i numeri di telefono...

Hai due opzioni:
1: fai il detective, scopri la verità - o almeno una delle tante - ti avveleni ancora di più e passi il tuo tempo nell'odio e nel rancore.
2: Te ne freghi, appallottoli il tutto e getti via. Secondo me non era amore, ma dipendenza, anche da parte tua.

Spero veramente che tu possa stare meglio.
 

Simy

WWF
Andy lo so che non è facile ma devi lasciarti sta situzione alle spalle e guardare avanti!!
 
Ciao a tutti. Vorrei raccontare la mia ultima storia. E' lunga ma piena di eventi importanti. E' iniziata poco prima
dell'estate del 2008. Io ero un assegnista di ricerca presso una università, quindi un precario che sperava un giorno di fare carriera nell'ambito accademico dopo tanti anni di studi e sacrifici. Un giorno mi trovavo con un collega in stanza, quando la porta si apre ed entra una signora ben vestita e molto bella, la quale saluta affettuosamente il mio collega e fa anche le feste a me, presentandosi e dandomi anche il bacetto sulla guancia prima di uscire. Al che, io chiedo al collega se fosse una docente, vista l'età.


Lui mi risponde che non la conosceva, che ogni tanto veniva lì in Dipartimento a studiare, perchè era una studentessa, e lo andava a trovare (premetto che io lavoravo in una sede del dipartimento a circa 100km di distanza, quindi frequentavo poco quell'ambiente). Lui mi buttò anche la battuta: secondo me è una che
si diverte, per come si veste e perchè sta ancora qui senza laurearsi. Io gli dissi che era molto bella: aveva 38 anni, 5 più di me. Sapendo che ero in cerca di una compagna, il mio collega/amico qualche giorno dopo le disse che mi piaceva tanto. Lei chiese la mia età e rispose che ero troppo piccolo, ma che ne era lusingata. Lui poi mi disse della faccenda e io scherzosamente gli ho detto che non doveva, ma in realtà ne ero contento.
Un giorno ero allo stesso dipartimento, solo in un'altra stanza al PC, una stanza molto defilata vicino i laboratori, e me la vedo entrare dentro. Iniziamo a parlare. La cosa durò per 5-6 volte, ogni volta che andavo puntualmente veniva da me, e quando chiedevo al mio collega se lei fosse passata da lui, lui mi rispondeva che non la vedeva
da quell'ultima volta che stavamo insieme in stanza. In pratica veniva lì apposta per me. Ci fu un convegno all'università. Durante lo stesso, ad un certo punto lei si avvicina. Era il suo compleanno, le faccio gli auguri, e lei mi ringrazia abbracciandomi. In quel momento ci spassa davanti il mio docente di riferimento, che ci saluta, ma con lo sguardo basso. Lei mi chiede anche di scambiarci il cellulare e mi invita a uscire con lei a prendere un regalo per una
amica, qualche giorno dopo. Eravamo già in agosto, e andai apposta apposta da lei per l'incontro, facendo quei maledetti 100km. Passammo la giornata insieme.


Passò un mesetto di incontri di questo tipo, di sola amicizia, quando un giorno, seduti su una panchina le prendo la mano e ci baciamo. Ero al settimo cielo, e lei sembrava felice.
Pochi giorni dopo ci fu il mio compleanno, è lì avrei dovuto capire tutto. Ero in dipartimento, mi chiama e mi dice di scendere: mi fa il regalo e mi costringe a lasciare tutto per andare a festeggiare in pizzeria. Lo faccio, e durante il pomeriggio ci appartiamo a parlare vicino il mare. Dietro di noi un'auto girava in continuazione. Quando l'ho riaccompagnata lei mi dice che quell'uomo ci stava seguendo dalla mattina. Io le chiedo spiegazioni e le domando
se fosse sposata. All'inizio è evasiva e poi esce dalla macchina e torna a casa. Non mi rispose.
Decisi di non chiamarla più. Dopo una decina di giorni torna nella stanza dove mi sistemavo, e si lamenta del fatto che non la chiamavo. Io le chiesi spiegazioni e mi disse che non era sposata e che aveva reagito male perchè non avevo fiducia. Sì, ma chi era quell'uomo? Riprendiamo la relazione. Una relazione che consistette per 2 mesi nelle sue visite all'università, ma che non proseguiva al di fuori. Sabato e domenica ognuno a casa sua, anzi io per fortuna avevo 3 comitive e non avevo problemi ad uscire con gli amici. Ma lei me lo rinfacciava. Io allora le dissi che o usciva con me il weekend o io uscivo con gli amici. Non potevo starmene in casa ad aspettare Babbo Natale. Gli incontri all'università erano anche ambigui e nascosti e la cosa non mi piaceva. Un giorno accade l'imprevisto: mi dice che il mio prof (che è ancora scapolo) le andava dietro pesantemente, che la invitava a uscire con insistenza, a mangiare insieme, che lo trovava a trafficare al suo citofono di casa, e che a volte gli faceva apprezzamenti pesanti (che bel seno, posso toccarlo? Io sono professore e posso avere 7 mogli). Nel contempo non volevo rinunciare a lei. Le chiesi di non vederci più all'università e vivere la storia fuori. Ci sono riuscito e questo mi ha anche illuso. Era un periodo in cui io ero tutto per lei, che mi amava all'impazzire. Mi sognava la notte. A me piaceva un sacco e le volevo bene, ed era bellissima e curatissima. Cominciai a farle conoscere una mia comitiva a un compleanno. In macchina al ritorno mi
disse che un amico mio (noto donnaiolo) la fissava in continuazione. Litigammo per quello: lei lo guardava anche, in risposta? Con le mie scuse quella comitiva fu OUT. Poi uscì fuori che era ricchissima, che non le interessava davvero la laurea e che poteva girarsi i pollici per tutta la vita. Io non lo sapevo. E mi ha fatto tentennare molto questa cosa: "cosa vuole questa donna da me? Se lei è ricca, mentre io sono povero, cosa potrò mai ottenere da una
donna così, per giunta stamba. Di certo lei potrà sempre pensare che io stia con lei per i soldi. Ma io non potrei vivere con questa ombra addosso, e farmi comandare nella vita da quello che pensa lei". Espressi i miei dubbi e lei mi disse: non preoccuparti. Ma cominciò le scenate di gelosia.
Mi rinfacciava che non la portavo nel mio gruppo, e che me la facevo con le mie amiche (cosa non vera). Litigavamo, io chiudevo tutto ma lei chiamava mia madre a casa piangendo dicendo che teneva a me e mia madre aiutava a ricucire lo strappo. Lei non aveva amici e mi prometteva di farmi conoscere la sua amica universitaria. Di lei non sapevo il numero di casa, era entrata in casa mia, ma io a casa sua non potevo, perchè era ricca e dovevo meritarmi la sua fiducia davanti i suoi genitori. Sapevo il cognome.
Come vedremo, scoprii che era falso...Ad un altro convegno, eravamo seduti accanto, mi alzo per andare a discutere con dei colleghi, e le si avvicina un ragazzo. Si mettono a parlare. Quando ritorno a posto lui se ne va. Nel pomeriggio questi ritorna e le chiede sfacciatamente di andare a prendere un caffè. Lei gli risponde: ora non posso. Chi era? Un'altra volta in macchina verso le 17 le arriva una chiamata da un "collega" che la invitava a prendere un caffè. Rispose: ora non posso. Chiesi spiegazioni: "chi sono questi, come non puoi? stai col tuo ragazzo! e lo fai davanti a me!". No, diceva che erano solo suoi colleghi di università. (che la invitano a prendere un caffè alle 17?). E perchè all'Università non mi ha mai fatto conoscere la sua colega e questi signori? Ogni tanto la fermavano e parlavano, con me al fianco e nemmeno mi presentava. Poi li lasciava con bacetto con mano che sfiorava il petto... solo colleghi.
Comunione di mio cugino, la invito nella mia città. Fuori la chiesa un uomo si stacca da un gruppo e le grida dietro "Ehi, ma tu non sei la moglie di Giampaolo?". Gelo! Lei scappa, io la rincorro, chiedo spiegazioni. Lei mi dice che quello si era confuso: le chiedo di ripassare davanti e confermarmi del malinteso. Non ha voluto. Decido basta. La riaccompagno a casa (almeno io l'educazione la ho), 100 km, e la voglio lasciare. Sotto casa sua mi chiede scusa e
si butta al mio collo. La perdono, ma le dico mai più queste cose, che deve essere sincera. Lei lo era. Qualche giorno dopo nell'intimità in auto, mi chiama "Gianpa'", anche abbreviato confidenziale ora. Litighiamo ancora. E ritorna da me. Ancora. Io sono stato stupido.
Tralascio altre situazioni, come un suo sms
trovato sul cellulare di mia madre verso un certo Nicola che abbracciava. Aveva sbagliato a spedirlo. Mai saputo chi è Antonio. Oppure un regalo di un presunto orologio a Natale di 2000euro che mi ha sempre sbandierato ma mai dato perchè ho un brutto carattere (e che le avevo anche detto che non volevo).


Arriviamo all'estate 2010. Matrimonio di una collega, che insiste nell'invitare me e lei. Veniva il mio prof. Decisi di portarla perchè la mia vita privata la devo vivere e perchè lei non voleva stare con lui. Mi fido. Al matrimonio, al tavolo ci prova con il marito della cugina della sposa, chiedendogli della sua vita e facendo moine. Ero io l'asociale, per lei. Peccato che aveva mirato solo a lui, e davanti la moglie. Intanto io ero quello che di nascosto andava
a prostitute, per lei. C'era il mio prof al matrimonio. Costui, giorni dopo se la prese con la sposa perchè non l'aveva avvisato che venisse la mia ragazza ed era rimasto male. Si avvicina il concorso da ricercatore a cui speravo. Mi arriva una mail anonima in cui mi si dice di rosicare perchè stavo con la bionda che per giunta era sposata! 3 indizi fanno una prova ora? Inoltre a un convegno fuori porta il mio prof parla male alle spalle di me e di lei, perchè geloso, e mi viene raccontato tutto dai colleghi. Faccio l'errore di dirglielo, queste le 3 reazioni:


-mio padre ha un tumore, ora devo dedicarmi a lui;
-a casa mia sta chiamando la tua ex che mi dice che te la fai con lei e le altre
-prima del concorso è andata dal mio prof a insultarlo per le cose dette al convegno: il mio prof era membro interno per il mio concorso. Fate voi. Subito dopo il concorso (perso) mi ha escluso dalle commissioni di esami senza dirmi nulla e perchè, sebbene io lo chiamavo e lui fuggiva.

Non sono più riuscito a parlare con lui da giorno del concorso ed ho dovuto dimettermi da lavoro, anche per sfruttamento successivo.
Lei è sparita. Non mi chiamava più, a volte diceva che era per il mio brutto carattere, a volte per via del padre e che io non rispettavo il suo dolore. Un padre che non ho mai conosciuto in 3 anni.
Finito? No. Su un elenco delle matricole universitarie trovo il suo nome (abbastanza raro) con un altro cognome e una matricola che individua la sua età (perchè molto vecchia rispetto a tutti gli altri iscritti). Per la prima volta decido di andare sotto casa sua, ma non per la strada con la macchina, ma a piedi fino al citofono: lei mi diceva che abitava all'ultimo piano (casa sua di proprietà), e trovo proprio lo stesso cognome. Mi aveva dato un nome falso.


Nella stessa casella c'era un altro cognome... ora ci ritorno...Si giustifica dicendo prima che era il cognome di chi aveva la casa prima in affitto (strano, perchè lei abitava lì da anni, e se non sbaglio non solo è illegale, ma come potrebbe ricevere la sua posta?). Poi mi dice che non erano fatti miei. Su un elenco pochi giorni fa trovo che alla stessa via dove abita lei c'è un certo Gianpaolo con proprio l'altro cognome che sta sul suo citofono. La risposta sua
finale qual è stata? Mi ha dato degli schiaffi e rotto gli occhiali. Ho chiesto solamente di dirmi la verità e perchè si è comportata male con me nascondendomi tutto. La risposta è stata che io ho un brutto carattere e la gente mi allontana. Il giorno che mi ha preso a schiaffi sono andato dalla sua parrucchiera per la prima volta, ho chiesto di lei e, giustamente mi sono presentato come il suo ragazzo (3 ANNI).
Lei mi ha anche rinfacciato che ho creato casino dalla parrucchiera e che è stata costretta a cambiarla. (perchè la parrucchiera sapeva che era sposata).
Questo è tutto, ho un grande rammarico e senso di impotenza, e non penso di riuscire più ad aver fiducia nel prossimo.
Mi chiedo solo e VI CHIEDO, perchè non ne so nulla su queste cose, se è punibile di reato nascondere ad una persona che crede in te, il fatto di essere sposata. Vivere la vita con una persona, credendola libera, quando invece ha firmato un contratto per la vita con un altro uomo, anche se magari al momento sono separati (quello che penso tuttora). E' legale, si potrebbe agire legalmente per difendermi da quello che mi è stato fatto?

E voi come avreste reagito? A partire da quale momento?Siccome mi ha sempre negato di avermi tradito e di essere sposata, secondo voi la verità dove sta?
E se un giorno tornasse indietro, come dovrei comportarmi anche se la amo?


Grazie per l'attenzione
non credo che questa tua domanda sia casuale: infatti , in questa fiction strampalata ,era intuibile da subito l'inaffidabilità della signora.
ma forse anche per questo ti è piaciuta.tutta vita finché l'hai vissuta nel male e nel bene....c'è solo da voltare pagina.che altro?
 

Andy

Utente di lunga data
Guardate, io spesso mi metto a riflettere.

Questa sarà la quarta o quinta volta che mi devo rialzare, ma ancora non capisco tante cose.
Questa è anche la volta peggiore (invece di migliorare vado sempre più indietro) perchè ho perso un lavoro in cui credevo. Ho fatto l'errore di dare l'importanza al sentimento, sapendo di avere un capo che andava dietro a lei. Ma mi sono anche comportato correttamente, sapendo che non mi sono ficcato in una relazione esistente e che non vi è mai stata in passato, inoltre portando la relazione al di fuori dell'ambiente di lavoro.
Oggi è complicato trovare un lavoro, soprattutto nella mia città e dalle mie parti, e ripartire a 35 anni non è così semplice (basta leggere bandi e annunci di lavoro per le età che si richiedono) soprattutto quando si lascia un posto statale che conosci molto bene e in cui non è più possibile rientrare (l'università è governata da baroni, è così e loro decidono chi vince i concorsi. Non si tratta solo di parentele, ma anche e soprattutto di gente che "semplicemente" va simpatica). Fortunatamente, essendo ingegnere, ora cerco di fare qualche collaborazione nella libera professione, ma in questo momento non posso prospettare una famiglia e una sistemazione: semplicemente sono OUT per considerazioni economiche.
Il Lavoro è più importante di amore e sentimenti: la lezione imparata. Puoi essere tradito, stare male ma trovare soddisfazioni nel lavoro. Puoi piangere, ma un giorno di alzi dal letto, mandi a fare in culo il mondo, vai a farti una vacanza, a fare shopping, per puttane. I soldi ti coprono il culo.
Il contrario non esiste: l'amore non dà la felicità. Anzi, dirò di più, l'amore non esiste per come ci viene fatto credere.
Quello che emerge in molte dichiarazioni di persone che soffrono, sono tradite, tradiscono, fanno gli amanti è la pura e semplice infatuazione. Perchè mi sposo e poi la convivenza diventa piatta? Perchè accetto di fare l'amante con una persona sposata e per la prima volta so che con lui/lei potrei fare quello che non ho mai fatto prima? E poi la storia va a puttane? Perchè non è amore: è infatuazione, e l'infatuazione termina per definizione, perchè ci si stanca, perchè non c'è più la novità, perchè siamo animali.
Il vero amore è cosa rara e la maggior parte di noi non sa nemmeno cosa è, sebbene pensa di provarlo.
Il vero amore è un sentimento più generale ed è quello per il quale si vive, e in tanti qui dentro sono convinto che non lo provano davvero per la persona che hanno affianco. Io tra le persone lo riscontro raramente (i matrimoni che hanno successo, in cui la coppia decide di continuare fino alla fine: quello è amore, anche se non c'è più sesso, l'amore di dedicarsi l'uno all'altro per la vita. Mia nonna dopo la morte di mio nonno, si è lasciata morire. Non era infatuazione la sua, ma amore). Il vero amore lo hanno le madri verso i figli, infatti sono disposte a dedicarsi al figlio piuttosto che all'uomo che "amano". Il vero amore si prova verso un animale da compagnia, che non ti chiede nulla in cambio e tu lo ami proprio per questo. Perchè sei l'unica persona al mondo che lo protegge dal mondo.
Il vero amore è nelle passioni. Io ad esempio ho la passione dei videogiochi. Per me è amore, da quando li ho conosciuti ad 8 anni. Sono passati 27 anni da allora, ed ancora gli occhi mi luccicano quando entro in un negozio di videogiochi. Per una donna, dopo 27 anni gli occhi luccicano?
Vabbè, scriverei per ore, come un fiume in piena, avrei migliaia di cose da dire su quello che penso e le mie esperienze passate.
In un altro momento.
 
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Andy

Utente di lunga data
non credo che questa tua domanda sia casuale: infatti , in questa fiction strampalata ,era intuibile da subito l'inaffidabilità della signora.
ma forse anche per questo ti è piaciuta.tutta vita finché l'hai vissuta nel male e nel bene....c'è solo da voltare pagina.che altro?
Per questo ho fatto quella domanda. A volte dal di dentro è difficile capire quando dire basta. Da fuori o a storia chiusa è molto più facile.
A volte si insiste ad andare avanti nel beneficio del dubbio, ed è anche giusto così, perchè viviamo in un mondo che ci riempie di dubbi in continuazione.
Ad esempio, io con lei una volta litigai sotto Natale, e un sabato decidemmo di non vederci. Io andai al compleanno di una amica, in pizzeria, ma lo dissi alla mia ragazza. Non avevo necessità di dire bugia: era un'amica che faceva parte delle mie conoscenze e che fino al giorno prima frequentavo tranquillamente: non butto via gli amici per una storia appena iniziata.
Quella sera in pizzeria (non eravamo solo io e lei, ma anche altre persone) questa amica scoppia a piangere perchè il ragazzo non si era presentato alla festa. Pochi giorni prima lui prese il suo cellulare e trovo la foto di lei abbracciata con il suo ex, e decise di lasciarla. Lei ancora ci sperava, ma lui fu inamovibile. Dicevo, invece di festeggiare fu una piangiuta continua. La riaccompagnai in macchina a casa. In macchina c'erano anche due sue amiche, ai sedili posteriori. Ci fermammo a parlare, ci facemmo raccontare la storia con questo ragazzo, e lei piangeva e si puliva con il fazzoletto. Lasciò il fazzoletto in macchina sul sedile del passeggero, nel vano laterale dello sportello per la precisione. Naturalmente non me ne accorsi. Quando andai dalla mia ragazza, lei trovò il fazzoletto, e mi accusò di avere scopato con la mia amica. Ecco, in questa situazione voi come vi sareste comportati. Io le ho detto della serata. Lei mi ha segnato a vita rinfacciandomi in continuazione quel fazzoletto. E non è stato giusto. Se mi avesse lasciato per quel dubbio, come avrei reagito? Per una cosa mai commessa? Non dovevo andare al compleanno di una amica che ci teneva, dopo che la mia ragazza non voleva passare quei giorni di festa per me perchè doveva studiare (ripeto a 40 ancora studentessa)? Che ho fatto? Ho chiuso con la mia amica. Errori, su errori.
 
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Simy

WWF
Per questo ho fatto quella domanda. A volte dal di dentro è difficile capire quando dire basta. Da fuori o a storia chiusa è molto più facile.
A volte si insiste ad andare avanti nel beneficio del dubbio, ed è anche giusto così, perchè viviamo in un mondo che ci riempie di dubbi in continuazione.
Ad esempio, io con lei una volta litigai sotto Natale, e un sabato decidemmo di non vederci. Io andai al compleanno di una amica, in pizzeria, ma lo dissi alla mia ragazza. Non avevo necessità di dire bugia: era un'amica che faceva parte delle mie conoscenze e che fino al giorno prima frequentavo tranquillamente: non butto via gli amici per una storia appena iniziata.
Quella sera in pizzeria (non eravamo solo io e lei, ma anche altre persone) questa amica scoppia a piangere perchè il ragazzo non si era presentato alla festa. Pochi giorni prima lui prese il suo cellulare e trovo la foto di lei abbracciata con il suo ex, e decise di lasciarla. Lei ancora ci sperava, ma lui fu inamovibile. Dicevo, invece di festeggiare fu una piangiuta continua. La riaccompagnai in macchina a casa. In macchina c'erano anche due sue amiche, ai sedili posteriori. Ci fermammo a parlare, ci facemmo raccontare la storia con questo ragazzo, e lei piangeva e si puliva con il fazzoletto. Lasciò il fazzoletto in macchina sul sedile del passeggero, nel vano laterale dello sportello per la precisione. Naturalmente non me ne accorsi. Quando andai dalla mia ragazza, lei trovò il fazzoletto, e mi accusò di avere scopato con la mia amica. Ecco, in questa situazione voi come vi sareste comportati. Io le ho detto della serata. Lei mi ha segnato a vita rinfacciandomi in continuazione quel fazzoletto. E non è stato giusto. Se mi avesse lasciato per quel dubbio, come avrei reagito? Per una cosa mai commessa? Non dovevo andare al compleanno di una amica che ci teneva, dopo che la mia ragazza non voleva passare quei giorni di festa per me perchè doveva studiare (ripeto a 40 ancora studentessa)? Che ho fatto? Ho chiuso con la mia amica. Errori, su errori.
Questo è stato un errore...gli amici non di lasciano mail.....
gli amori spesso vanno e vengono...ma gli amici, quelli veri, ci sono sempre...

Comunque continuo a non capire gli atteggiamenti di questa donna! a che diamine di gioco ha giocato??????
 

Andy

Utente di lunga data
Questo è stato un errore...gli amici non di lasciano mail.....
gli amori spesso vanno e vengono...ma gli amici, quelli veri, ci sono sempre...

Comunque continuo a non capire gli atteggiamenti di questa donna! a che diamine di gioco ha giocato??????
Purtroppo non bisogna generalizzare nemmeno qui. Qualcuno merita, molti no. Ad esempio quegli amici che si fidanzano e non escono più con una comitiva (è anche giusto) che poi ritornano all'ovile quando vengono presi a calci. Quegli stessi amici che se non ti fai sentire tu, nemmeno ti cagano, e te lo rinfacciano, ma quando gli chiedi "e tu, perchè non mi hai chiamato tu?", cambiano discorso imbarazzati... ci sono ci sono
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Purtroppo non bisogna generalizzare nemmeno qui. Qualcuno merita, molti no. Ad esempio quegli amici che si fidanzano e non escono più con una comitiva (è anche giusto) che poi ritornano all'ovile quando vengono presi a calci. Quegli stessi amici che se non ti fai sentire tu, nemmeno ti cagano, e te lo rinfacciano, ma quando gli chiedi "e tu, perchè non mi hai chiamato tu?", cambiano discorso imbarazzati... ci sono ci sono
Secondo me è sbagliatissimo. Mai lasciato i veri amici che sono ovviamente pochissimi. Ho lottato contro mio marito quando per gelosia non voleva farmi frequentare il mio migliore amico e non mi sono mai pentita di questo. Certo bisogna distinguere amici e amici veri.
 

Simy

WWF
Purtroppo non bisogna generalizzare nemmeno qui. Qualcuno merita, molti no. Ad esempio quegli amici che si fidanzano e non escono più con una comitiva (è anche giusto) che poi ritornano all'ovile quando vengono presi a calci. Quegli stessi amici che se non ti fai sentire tu, nemmeno ti cagano, e te lo rinfacciano, ma quando gli chiedi "e tu, perchè non mi hai chiamato tu?", cambiano discorso imbarazzati... ci sono ci sono
Ma infatti io ho parlato di amici veri! quelli di cui parli tu sono conoscienti...per me la parola "amico" vuol dire molto di più di una semplice conoscenza!
 

Andy

Utente di lunga data
Ma infatti io ho parlato di amici veri! quelli di cui parli tu sono conoscienti...per me la parola "amico" vuol dire molto di più di una semplice conoscenza!
Su questo io ho sbagliato lo so.
Ma è davvero difficile capire quali siano gli amici veri.
All'epoca dell'università frequentavo un amico (era anche vicino di casa e ci conoscevamo da molto prima, giocavamo anche a pallone nelle stessa squadra) e non dimenticherò mai un colloquio avuto con lui sulle ragazze e sull'amicizia. Discutemmo del fatto se di fronte a un amico in difficoltà si sarebbe preferita la fidanzata o meno. Lui mi disse: Andrea, ma che cavolo dici, è logico che se un mo amico sta davvero male, io gli starei vicino cercando di aiutarlo ad uscirne dalla situazione. Per me l'amicizia è importante, e tanto la mia ragazza capirebbe e starà sempre lì per me.
Inutile dire che qualche tempo dopo ero disperato per una ragazza, lo chiamavo ma lui doveva uscire con la sua ragazza.
Io mi allontanai da quell'amicizia falsa. Si fece risentire dopo anni così (negli sms mette sempre la parola AMICONE MIO davanti):

-si sposa in comune, farebbe piacere la mia presenza
-dopo pochi giorni: Andrea mi fai questo favore, devo portare dei documenti per un bando ma sono al lavoro. Passi da me e li porti? Io ho detto che ero occupato...
-un anno dopo: Andrea mi sposo in Chiesa, sei un mio amico voglio che tu ci sia è importante che tu venga. Non andai, cercava di incassare soldi al matrimonio dagli amici...
 

Simy

WWF
Su questo io ho sbagliato lo so.
Ma è davvero difficile capire quali siano gli amici veri.
All'epoca dell'università frequentavo un amico (era anche vicino di casa e ci conoscevamo da molto prima, giocavamo anche a pallone nelle stessa squadra) e non dimenticherò mai un colloquio avuto con lui sulle ragazze e sull'amicizia. Discutemmo del fatto se di fronte a un amico in difficoltà si sarebbe preferita la fidanzata o meno. Lui mi disse: Andrea, ma che cavolo dici, è logico che se un mo amico sta davvero male, io gli starei vicino cercando di aiutarlo ad uscirne dalla situazione. Per me l'amicizia è importante, e tanto la mia ragazza capirebbe e starà sempre lì per me.
Inutile dire che qualche tempo dopo ero disperato per una ragazza, lo chiamavo ma lui doveva uscire con la sua ragazza.
Io mi allontanai da quell'amicizia falsa. Si fece risentire dopo anni così (negli sms mette sempre la parola AMICONE MIO davanti):

-si sposa in comune, farebbe piacere la mia presenza
-dopo pochi giorni: Andrea mi fai questo favore, devo portare dei documenti per un bando ma sono al lavoro. Passi da me e li porti? Io ho detto che ero occupato...
-un anno dopo: Andrea mi sposo in Chiesa, sei un mio amico voglio che tu ci sia è importante che tu venga. Non andai, cercava di incassare soldi al matrimonio dagli amici...
bè sta a te capire quali sono gli amici veri e quali no....
io ti posso dire che quando è finita la storia con il mio compagno i veri amici ci sono sempre stati...e non è stato necessario che io li chiamassi per dirgli che avevo bisogno di loro..ci sono stati e basta.
 
Stato
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