Andy
Utente di lunga data
La mia storia piena di perchè
Ciao a tutti. Vorrei raccontare la mia ultima storia. E' lunga ma piena di eventi importanti. E' iniziata poco prima
dell'estate del 2008. Io ero un assegnista di ricerca presso una università, quindi un precario che sperava un giorno di fare carriera nell'ambito accademico dopo tanti anni di studi e sacrifici. Un giorno mi trovavo con un collega in stanza, quando la porta si apre ed entra una signora ben vestita e molto bella, la quale saluta affettuosamente il mio collega e fa anche le feste a me, presentandosi e dandomi anche il bacetto sulla guancia prima di uscire. Al che, io chiedo al collega se fosse una docente, vista l'età.
Lui mi risponde che non la conosceva, che ogni tanto veniva lì in Dipartimento a studiare, perchè era una studentessa, e lo andava a trovare (premetto che io lavoravo in una sede del dipartimento a circa 100km di distanza, quindi frequentavo poco quell'ambiente). Lui mi buttò anche la battuta: secondo me è una che
si diverte, per come si veste e perchè sta ancora qui senza laurearsi. Io gli dissi che era molto bella: aveva 38 anni, 5 più di me. Sapendo che ero in cerca di una compagna, il mio collega/amico qualche giorno dopo le disse che mi piaceva tanto. Lei chiese la mia età e rispose che ero troppo piccolo, ma che ne era lusingata. Lui poi mi disse della faccenda e io scherzosamente gli ho detto che non doveva, ma in realtà ne ero contento.
Un giorno ero allo stesso dipartimento, solo in un'altra stanza al PC, una stanza molto defilata vicino i laboratori, e me la vedo entrare dentro. Iniziamo a parlare. La cosa durò per 5-6 volte, ogni volta che andavo puntualmente veniva da me, e quando chiedevo al mio collega se lei fosse passata da lui, lui mi rispondeva che non la vedeva
da quell'ultima volta che stavamo insieme in stanza. In pratica veniva lì apposta per me. Ci fu un convegno all'università. Durante lo stesso, ad un certo punto lei si avvicina. Era il suo compleanno, le faccio gli auguri, e lei mi ringrazia abbracciandomi. In quel momento ci spassa davanti il mio docente di riferimento, che ci saluta, ma con lo sguardo basso. Lei mi chiede anche di scambiarci il cellulare e mi invita a uscire con lei a prendere un regalo per una
amica, qualche giorno dopo. Eravamo già in agosto, e andai apposta apposta da lei per l'incontro, facendo quei maledetti 100km. Passammo la giornata insieme.
Passò un mesetto di incontri di questo tipo, di sola amicizia, quando un giorno, seduti su una panchina le prendo la mano e ci baciamo. Ero al settimo cielo, e lei sembrava felice.
Pochi giorni dopo ci fu il mio compleanno, è lì avrei dovuto capire tutto. Ero in dipartimento, mi chiama e mi dice di scendere: mi fa il regalo e mi costringe a lasciare tutto per andare a festeggiare in pizzeria. Lo faccio, e durante il pomeriggio ci appartiamo a parlare vicino il mare. Dietro di noi un'auto girava in continuazione. Quando l'ho riaccompagnata lei mi dice che quell'uomo ci stava seguendo dalla mattina. Io le chiedo spiegazioni e le domando
se fosse sposata. All'inizio è evasiva e poi esce dalla macchina e torna a casa. Non mi rispose.
Decisi di non chiamarla più. Dopo una decina di giorni torna nella stanza dove mi sistemavo, e si lamenta del fatto che non la chiamavo. Io le chiesi spiegazioni e mi disse che non era sposata e che aveva reagito male perchè non avevo fiducia. Sì, ma chi era quell'uomo? Riprendiamo la relazione. Una relazione che consistette per 2 mesi nelle sue visite all'università, ma che non proseguiva al di fuori. Sabato e domenica ognuno a casa sua, anzi io per fortuna avevo 3 comitive e non avevo problemi ad uscire con gli amici. Ma lei me lo rinfacciava. Io allora le dissi che o usciva con me il weekend o io uscivo con gli amici. Non potevo starmene in casa ad aspettare Babbo Natale. Gli incontri all'università erano anche ambigui e nascosti e la cosa non mi piaceva. Un giorno accade l'imprevisto: mi dice che il mio prof (che è ancora scapolo) le andava dietro pesantemente, che la invitava a uscire con insistenza, a mangiare insieme, che lo trovava a trafficare al suo citofono di casa, e che a volte gli faceva apprezzamenti pesanti (che bel seno, posso toccarlo? Io sono professore e posso avere 7 mogli). Nel contempo non volevo rinunciare a lei. Le chiesi di non vederci più all'università e vivere la storia fuori. Ci sono riuscito e questo mi ha anche illuso. Era un periodo in cui io ero tutto per lei, che mi amava all'impazzire. Mi sognava la notte. A me piaceva un sacco e le volevo bene, ed era bellissima e curatissima. Cominciai a farle conoscere una mia comitiva a un compleanno. In macchina al ritorno mi
disse che un amico mio (noto donnaiolo) la fissava in continuazione. Litigammo per quello: lei lo guardava anche, in risposta? Con le mie scuse quella comitiva fu OUT. Poi uscì fuori che era ricchissima, che non le interessava davvero la laurea e che poteva girarsi i pollici per tutta la vita. Io non lo sapevo. E mi ha fatto tentennare molto questa cosa: "cosa vuole questa donna da me? Se lei è ricca, mentre io sono povero, cosa potrò mai ottenere da una
donna così, per giunta stamba. Di certo lei potrà sempre pensare che io stia con lei per i soldi. Ma io non potrei vivere con questa ombra addosso, e farmi comandare nella vita da quello che pensa lei". Espressi i miei dubbi e lei mi disse: non preoccuparti. Ma cominciò le scenate di gelosia.
Mi rinfacciava che non la portavo nel mio gruppo, e che me la facevo con le mie amiche (cosa non vera). Litigavamo, io chiudevo tutto ma lei chiamava mia madre a casa piangendo dicendo che teneva a me e mia madre aiutava a ricucire lo strappo. Lei non aveva amici e mi prometteva di farmi conoscere la sua amica universitaria. Di lei non sapevo il numero di casa, era entrata in casa mia, ma io a casa sua non potevo, perchè era ricca e dovevo meritarmi la sua fiducia davanti i suoi genitori. Sapevo il cognome.
Come vedremo, scoprii che era falso...Ad un altro convegno, eravamo seduti accanto, mi alzo per andare a discutere con dei colleghi, e le si avvicina un ragazzo. Si mettono a parlare. Quando ritorno a posto lui se ne va. Nel pomeriggio questi ritorna e le chiede sfacciatamente di andare a prendere un caffè. Lei gli risponde: ora non posso. Chi era? Un'altra volta in macchina verso le 17 le arriva una chiamata da un "collega" che la invitava a prendere un caffè. Rispose: ora non posso. Chiesi spiegazioni: "chi sono questi, come non puoi? stai col tuo ragazzo! e lo fai davanti a me!". No, diceva che erano solo suoi colleghi di università. (che la invitano a prendere un caffè alle 17?). E perchè all'Università non mi ha mai fatto conoscere la sua colega e questi signori? Ogni tanto la fermavano e parlavano, con me al fianco e nemmeno mi presentava. Poi li lasciava con bacetto con mano che sfiorava il petto... solo colleghi.
Comunione di mio cugino, la invito nella mia città. Fuori la chiesa un uomo si stacca da un gruppo e le grida dietro "Ehi, ma tu non sei la moglie di Giampaolo?". Gelo! Lei scappa, io la rincorro, chiedo spiegazioni. Lei mi dice che quello si era confuso: le chiedo di ripassare davanti e confermarmi del malinteso. Non ha voluto. Decido basta. La riaccompagno a casa (almeno io l'educazione la ho), 100 km, e la voglio lasciare. Sotto casa sua mi chiede scusa e
si butta al mio collo. La perdono, ma le dico mai più queste cose, che deve essere sincera. Lei lo era. Qualche giorno dopo nell'intimità in auto, mi chiama "Gianpa'", anche abbreviato confidenziale ora. Litighiamo ancora. E ritorna da me. Ancora. Io sono stato stupido.
Tralascio altre situazioni, come un suo sms
trovato sul cellulare di mia madre verso un certo Nicola che abbracciava. Aveva sbagliato a spedirlo. Mai saputo chi è Antonio. Oppure un regalo di un presunto orologio a Natale di 2000euro che mi ha sempre sbandierato ma mai dato perchè ho un brutto carattere (e che le avevo anche detto che non volevo).
Arriviamo all'estate 2010. Matrimonio di una collega, che insiste nell'invitare me e lei. Veniva il mio prof. Decisi di portarla perchè la mia vita privata la devo vivere e perchè lei non voleva stare con lui. Mi fido. Al matrimonio, al tavolo ci prova con il marito della cugina della sposa, chiedendogli della sua vita e facendo moine. Ero io l'asociale, per lei. Peccato che aveva mirato solo a lui, e davanti la moglie. Intanto io ero quello che di nascosto andava
a prostitute, per lei. C'era il mio prof al matrimonio. Costui, giorni dopo se la prese con la sposa perchè non l'aveva avvisato che venisse la mia ragazza ed era rimasto male. Si avvicina il concorso da ricercatore a cui speravo. Mi arriva una mail anonima in cui mi si dice di rosicare perchè stavo con la bionda che per giunta era sposata! 3 indizi fanno una prova ora? Inoltre a un convegno fuori porta il mio prof parla male alle spalle di me e di lei, perchè geloso, e mi viene raccontato tutto dai colleghi. Faccio l'errore di dirglielo, queste le 3 reazioni:
-mio padre ha un tumore, ora devo dedicarmi a lui;
-a casa mia sta chiamando la tua ex che mi dice che te la fai con lei e le altre
-prima del concorso è andata dal mio prof a insultarlo per le cose dette al convegno: il mio prof era membro interno per il mio concorso. Fate voi. Subito dopo il concorso (perso) mi ha escluso dalle commissioni di esami senza dirmi nulla e perchè, sebbene io lo chiamavo e lui fuggiva.
Non sono più riuscito a parlare con lui da giorno del concorso ed ho dovuto dimettermi da lavoro, anche per sfruttamento successivo.
Lei è sparita. Non mi chiamava più, a volte diceva che era per il mio brutto carattere, a volte per via del padre e che io non rispettavo il suo dolore. Un padre che non ho mai conosciuto in 3 anni.
Finito? No. Su un elenco delle matricole universitarie trovo il suo nome (abbastanza raro) con un altro cognome e una matricola che individua la sua età (perchè molto vecchia rispetto a tutti gli altri iscritti). Per la prima volta decido di andare sotto casa sua, ma non per la strada con la macchina, ma a piedi fino al citofono: lei mi diceva che abitava all'ultimo piano (casa sua di proprietà), e trovo proprio lo stesso cognome. Mi aveva dato un nome falso.
Nella stessa casella c'era un altro cognome... ora ci ritorno...Si giustifica dicendo prima che era il cognome di chi aveva la casa prima in affitto (strano, perchè lei abitava lì da anni, e se non sbaglio non solo è illegale, ma come potrebbe ricevere la sua posta?). Poi mi dice che non erano fatti miei. Su un elenco pochi giorni fa trovo che alla stessa via dove abita lei c'è un certo Gianpaolo con proprio l'altro cognome che sta sul suo citofono. La risposta sua
finale qual è stata? Mi ha dato degli schiaffi e rotto gli occhiali. Ho chiesto solamente di dirmi la verità e perchè si è comportata male con me nascondendomi tutto. La risposta è stata che io ho un brutto carattere e la gente mi allontana. Il giorno che mi ha preso a schiaffi sono andato dalla sua parrucchiera per la prima volta, ho chiesto di lei e, giustamente mi sono presentato come il suo ragazzo (3 ANNI).
Lei mi ha anche rinfacciato che ho creato casino dalla parrucchiera e che è stata costretta a cambiarla. (perchè la parrucchiera sapeva che era sposata).
Questo è tutto, ho un grande rammarico e senso di impotenza, e non penso di riuscire più ad aver fiducia nel prossimo.
Mi chiedo solo e VI CHIEDO, perchè non ne so nulla su queste cose, se è punibile di reato nascondere ad una persona che crede in te, il fatto di essere sposata. Vivere la vita con una persona, credendola libera, quando invece ha firmato un contratto per la vita con un altro uomo, anche se magari al momento sono separati (quello che penso tuttora). E' legale, si potrebbe agire legalmente per difendermi da quello che mi è stato fatto?
E voi come avreste reagito? A partire da quale momento?
Siccome mi ha sempre negato di avermi tradito e di essere sposata, secondo voi la verità dove sta?
E se un giorno tornasse indietro, come dovrei comportarmi anche se la amo?
Grazie per l'attenzione
Ciao a tutti. Vorrei raccontare la mia ultima storia. E' lunga ma piena di eventi importanti. E' iniziata poco prima
dell'estate del 2008. Io ero un assegnista di ricerca presso una università, quindi un precario che sperava un giorno di fare carriera nell'ambito accademico dopo tanti anni di studi e sacrifici. Un giorno mi trovavo con un collega in stanza, quando la porta si apre ed entra una signora ben vestita e molto bella, la quale saluta affettuosamente il mio collega e fa anche le feste a me, presentandosi e dandomi anche il bacetto sulla guancia prima di uscire. Al che, io chiedo al collega se fosse una docente, vista l'età.
Lui mi risponde che non la conosceva, che ogni tanto veniva lì in Dipartimento a studiare, perchè era una studentessa, e lo andava a trovare (premetto che io lavoravo in una sede del dipartimento a circa 100km di distanza, quindi frequentavo poco quell'ambiente). Lui mi buttò anche la battuta: secondo me è una che
si diverte, per come si veste e perchè sta ancora qui senza laurearsi. Io gli dissi che era molto bella: aveva 38 anni, 5 più di me. Sapendo che ero in cerca di una compagna, il mio collega/amico qualche giorno dopo le disse che mi piaceva tanto. Lei chiese la mia età e rispose che ero troppo piccolo, ma che ne era lusingata. Lui poi mi disse della faccenda e io scherzosamente gli ho detto che non doveva, ma in realtà ne ero contento.
Un giorno ero allo stesso dipartimento, solo in un'altra stanza al PC, una stanza molto defilata vicino i laboratori, e me la vedo entrare dentro. Iniziamo a parlare. La cosa durò per 5-6 volte, ogni volta che andavo puntualmente veniva da me, e quando chiedevo al mio collega se lei fosse passata da lui, lui mi rispondeva che non la vedeva
da quell'ultima volta che stavamo insieme in stanza. In pratica veniva lì apposta per me. Ci fu un convegno all'università. Durante lo stesso, ad un certo punto lei si avvicina. Era il suo compleanno, le faccio gli auguri, e lei mi ringrazia abbracciandomi. In quel momento ci spassa davanti il mio docente di riferimento, che ci saluta, ma con lo sguardo basso. Lei mi chiede anche di scambiarci il cellulare e mi invita a uscire con lei a prendere un regalo per una
amica, qualche giorno dopo. Eravamo già in agosto, e andai apposta apposta da lei per l'incontro, facendo quei maledetti 100km. Passammo la giornata insieme.
Passò un mesetto di incontri di questo tipo, di sola amicizia, quando un giorno, seduti su una panchina le prendo la mano e ci baciamo. Ero al settimo cielo, e lei sembrava felice.
Pochi giorni dopo ci fu il mio compleanno, è lì avrei dovuto capire tutto. Ero in dipartimento, mi chiama e mi dice di scendere: mi fa il regalo e mi costringe a lasciare tutto per andare a festeggiare in pizzeria. Lo faccio, e durante il pomeriggio ci appartiamo a parlare vicino il mare. Dietro di noi un'auto girava in continuazione. Quando l'ho riaccompagnata lei mi dice che quell'uomo ci stava seguendo dalla mattina. Io le chiedo spiegazioni e le domando
se fosse sposata. All'inizio è evasiva e poi esce dalla macchina e torna a casa. Non mi rispose.
Decisi di non chiamarla più. Dopo una decina di giorni torna nella stanza dove mi sistemavo, e si lamenta del fatto che non la chiamavo. Io le chiesi spiegazioni e mi disse che non era sposata e che aveva reagito male perchè non avevo fiducia. Sì, ma chi era quell'uomo? Riprendiamo la relazione. Una relazione che consistette per 2 mesi nelle sue visite all'università, ma che non proseguiva al di fuori. Sabato e domenica ognuno a casa sua, anzi io per fortuna avevo 3 comitive e non avevo problemi ad uscire con gli amici. Ma lei me lo rinfacciava. Io allora le dissi che o usciva con me il weekend o io uscivo con gli amici. Non potevo starmene in casa ad aspettare Babbo Natale. Gli incontri all'università erano anche ambigui e nascosti e la cosa non mi piaceva. Un giorno accade l'imprevisto: mi dice che il mio prof (che è ancora scapolo) le andava dietro pesantemente, che la invitava a uscire con insistenza, a mangiare insieme, che lo trovava a trafficare al suo citofono di casa, e che a volte gli faceva apprezzamenti pesanti (che bel seno, posso toccarlo? Io sono professore e posso avere 7 mogli). Nel contempo non volevo rinunciare a lei. Le chiesi di non vederci più all'università e vivere la storia fuori. Ci sono riuscito e questo mi ha anche illuso. Era un periodo in cui io ero tutto per lei, che mi amava all'impazzire. Mi sognava la notte. A me piaceva un sacco e le volevo bene, ed era bellissima e curatissima. Cominciai a farle conoscere una mia comitiva a un compleanno. In macchina al ritorno mi
disse che un amico mio (noto donnaiolo) la fissava in continuazione. Litigammo per quello: lei lo guardava anche, in risposta? Con le mie scuse quella comitiva fu OUT. Poi uscì fuori che era ricchissima, che non le interessava davvero la laurea e che poteva girarsi i pollici per tutta la vita. Io non lo sapevo. E mi ha fatto tentennare molto questa cosa: "cosa vuole questa donna da me? Se lei è ricca, mentre io sono povero, cosa potrò mai ottenere da una
donna così, per giunta stamba. Di certo lei potrà sempre pensare che io stia con lei per i soldi. Ma io non potrei vivere con questa ombra addosso, e farmi comandare nella vita da quello che pensa lei". Espressi i miei dubbi e lei mi disse: non preoccuparti. Ma cominciò le scenate di gelosia.
Mi rinfacciava che non la portavo nel mio gruppo, e che me la facevo con le mie amiche (cosa non vera). Litigavamo, io chiudevo tutto ma lei chiamava mia madre a casa piangendo dicendo che teneva a me e mia madre aiutava a ricucire lo strappo. Lei non aveva amici e mi prometteva di farmi conoscere la sua amica universitaria. Di lei non sapevo il numero di casa, era entrata in casa mia, ma io a casa sua non potevo, perchè era ricca e dovevo meritarmi la sua fiducia davanti i suoi genitori. Sapevo il cognome.
Come vedremo, scoprii che era falso...Ad un altro convegno, eravamo seduti accanto, mi alzo per andare a discutere con dei colleghi, e le si avvicina un ragazzo. Si mettono a parlare. Quando ritorno a posto lui se ne va. Nel pomeriggio questi ritorna e le chiede sfacciatamente di andare a prendere un caffè. Lei gli risponde: ora non posso. Chi era? Un'altra volta in macchina verso le 17 le arriva una chiamata da un "collega" che la invitava a prendere un caffè. Rispose: ora non posso. Chiesi spiegazioni: "chi sono questi, come non puoi? stai col tuo ragazzo! e lo fai davanti a me!". No, diceva che erano solo suoi colleghi di università. (che la invitano a prendere un caffè alle 17?). E perchè all'Università non mi ha mai fatto conoscere la sua colega e questi signori? Ogni tanto la fermavano e parlavano, con me al fianco e nemmeno mi presentava. Poi li lasciava con bacetto con mano che sfiorava il petto... solo colleghi.
Comunione di mio cugino, la invito nella mia città. Fuori la chiesa un uomo si stacca da un gruppo e le grida dietro "Ehi, ma tu non sei la moglie di Giampaolo?". Gelo! Lei scappa, io la rincorro, chiedo spiegazioni. Lei mi dice che quello si era confuso: le chiedo di ripassare davanti e confermarmi del malinteso. Non ha voluto. Decido basta. La riaccompagno a casa (almeno io l'educazione la ho), 100 km, e la voglio lasciare. Sotto casa sua mi chiede scusa e
si butta al mio collo. La perdono, ma le dico mai più queste cose, che deve essere sincera. Lei lo era. Qualche giorno dopo nell'intimità in auto, mi chiama "Gianpa'", anche abbreviato confidenziale ora. Litighiamo ancora. E ritorna da me. Ancora. Io sono stato stupido.
Tralascio altre situazioni, come un suo sms
trovato sul cellulare di mia madre verso un certo Nicola che abbracciava. Aveva sbagliato a spedirlo. Mai saputo chi è Antonio. Oppure un regalo di un presunto orologio a Natale di 2000euro che mi ha sempre sbandierato ma mai dato perchè ho un brutto carattere (e che le avevo anche detto che non volevo).
Arriviamo all'estate 2010. Matrimonio di una collega, che insiste nell'invitare me e lei. Veniva il mio prof. Decisi di portarla perchè la mia vita privata la devo vivere e perchè lei non voleva stare con lui. Mi fido. Al matrimonio, al tavolo ci prova con il marito della cugina della sposa, chiedendogli della sua vita e facendo moine. Ero io l'asociale, per lei. Peccato che aveva mirato solo a lui, e davanti la moglie. Intanto io ero quello che di nascosto andava
a prostitute, per lei. C'era il mio prof al matrimonio. Costui, giorni dopo se la prese con la sposa perchè non l'aveva avvisato che venisse la mia ragazza ed era rimasto male. Si avvicina il concorso da ricercatore a cui speravo. Mi arriva una mail anonima in cui mi si dice di rosicare perchè stavo con la bionda che per giunta era sposata! 3 indizi fanno una prova ora? Inoltre a un convegno fuori porta il mio prof parla male alle spalle di me e di lei, perchè geloso, e mi viene raccontato tutto dai colleghi. Faccio l'errore di dirglielo, queste le 3 reazioni:
-mio padre ha un tumore, ora devo dedicarmi a lui;
-a casa mia sta chiamando la tua ex che mi dice che te la fai con lei e le altre
-prima del concorso è andata dal mio prof a insultarlo per le cose dette al convegno: il mio prof era membro interno per il mio concorso. Fate voi. Subito dopo il concorso (perso) mi ha escluso dalle commissioni di esami senza dirmi nulla e perchè, sebbene io lo chiamavo e lui fuggiva.
Non sono più riuscito a parlare con lui da giorno del concorso ed ho dovuto dimettermi da lavoro, anche per sfruttamento successivo.
Lei è sparita. Non mi chiamava più, a volte diceva che era per il mio brutto carattere, a volte per via del padre e che io non rispettavo il suo dolore. Un padre che non ho mai conosciuto in 3 anni.
Finito? No. Su un elenco delle matricole universitarie trovo il suo nome (abbastanza raro) con un altro cognome e una matricola che individua la sua età (perchè molto vecchia rispetto a tutti gli altri iscritti). Per la prima volta decido di andare sotto casa sua, ma non per la strada con la macchina, ma a piedi fino al citofono: lei mi diceva che abitava all'ultimo piano (casa sua di proprietà), e trovo proprio lo stesso cognome. Mi aveva dato un nome falso.
Nella stessa casella c'era un altro cognome... ora ci ritorno...Si giustifica dicendo prima che era il cognome di chi aveva la casa prima in affitto (strano, perchè lei abitava lì da anni, e se non sbaglio non solo è illegale, ma come potrebbe ricevere la sua posta?). Poi mi dice che non erano fatti miei. Su un elenco pochi giorni fa trovo che alla stessa via dove abita lei c'è un certo Gianpaolo con proprio l'altro cognome che sta sul suo citofono. La risposta sua
finale qual è stata? Mi ha dato degli schiaffi e rotto gli occhiali. Ho chiesto solamente di dirmi la verità e perchè si è comportata male con me nascondendomi tutto. La risposta è stata che io ho un brutto carattere e la gente mi allontana. Il giorno che mi ha preso a schiaffi sono andato dalla sua parrucchiera per la prima volta, ho chiesto di lei e, giustamente mi sono presentato come il suo ragazzo (3 ANNI).
Lei mi ha anche rinfacciato che ho creato casino dalla parrucchiera e che è stata costretta a cambiarla. (perchè la parrucchiera sapeva che era sposata).
Questo è tutto, ho un grande rammarico e senso di impotenza, e non penso di riuscire più ad aver fiducia nel prossimo.
Mi chiedo solo e VI CHIEDO, perchè non ne so nulla su queste cose, se è punibile di reato nascondere ad una persona che crede in te, il fatto di essere sposata. Vivere la vita con una persona, credendola libera, quando invece ha firmato un contratto per la vita con un altro uomo, anche se magari al momento sono separati (quello che penso tuttora). E' legale, si potrebbe agire legalmente per difendermi da quello che mi è stato fatto?
E voi come avreste reagito? A partire da quale momento?
Siccome mi ha sempre negato di avermi tradito e di essere sposata, secondo voi la verità dove sta?
E se un giorno tornasse indietro, come dovrei comportarmi anche se la amo?
Grazie per l'attenzione
Ultima modifica: