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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ho solo cercato di spiegarti che non sono un irresponsabile totale, che si adagia sulle situazioni. mi avevi detto che non ci prendevamo le nostre responsabilità e ho cercato di spiegarti che se avessi preso meno responsabilità nel corso della mia vita, magari avrei avuto maggiori possibililtà di affrontare quelle che mi si sono presentate ora. mi hai anche detto che ci affidavamo alla famiglia di lei e ho cercato di spiegarti che ho fatto di tutto perchè questo non avvenisse. non mi sembra di essermi lamentato di quello che ho fatto e sono convinto che un sacrificio sia realmente "rendere qualcosa sacro", qualcosa a cui si rinuncia perchè credi che sia la cosa giusta da fare.

per quanto riguarda l'altro commento, forse viene dal mio rapporto con mio padre. l'ho visto vivere la sua vita da ragazzo irresponsabile, che badava solo a se stesso. e quando è finalmente cresciuto ha fatto il capofamiglia molto bene. il mio era solo il lamento del fratello del figliol prodigo, che vede che i propri sforzi non hanno bisogno di essere premiati dal vitello grasso, e che invidia chi ha fatto quello che ha voluto e viene anche ricompensato. so che non è giusto pensare così e generalmente sono felicissimo di come sono stato e continuo ad essere. solo certe volte mi immagino di essere io il figliol prodigo, tutto qui
Ci siamo capiti.
Però se lei e la bambina vivono con i genitori di lei su di loro vi appoggiate, se non altro logisticamente.
Per carità è normale che i genitori aiutino i figli, sia infanti sia adulti, in base alle necessità e alle possibilità se lei si fosse chiamata barbara b avreste avuto qualche villa, ma sempre su i genitori avreste fatto conto.
Mica è una vergogna, se possono.
 
O

Old PriMa

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Ci siamo capiti.
Però se lei e la bambina vivono con i genitori di lei su di loro vi appoggiate, se non altro logisticamente.
Per carità è normale che i genitori aiutino i figli, sia infanti sia adulti, in base alle necessità e alle possibilità se lei si fosse chiamata barbara b avreste avuto qualche villa, ma sempre su i genitori avreste fatto conto.
Mica è una vergogna, se possono.
purtroppo questo è qualcosa che non posso spiegarti. come ho già detto non mi sembra giusto parlare qui dei problemi di lei e della sua famiglia. dovrai quindi prendere per buone le miei conclusioni.
la sua famiglia è unitissima, per una serie di problemi veramente grandi. il fatto è che sua madre non è il tipo di quelle che spingono i figli fuori dal nido,anzi li tiene stretti sotto la sua ala. ti dico anche che mia suocera è oltremodo giustificata in questo comportamento dai problemi dei fratelli della mia ragazza. il fatto è che questo si riflette poi nel rapporto tra mia suocera e la mia ragazza, che non ha problemi se non una dipendenza fortissima dal resto della sua famiglia. quando abbiamo scoperto della bambina, io cercato di rassicurala, di dirle che ero al suo fianco, che finchè eravamo in due potevamo farcela, ma lei non ha ascoltato una delle mie parole. solo quando l'ho riaccompagnata dai suoi e i genitori le hanno detto "ti perdoniamo"(sono molto cattolici e l'idea di aver peccato è stato un'altro forte senso di colpa per lei) solo allora lei ha smesso di piangere. da allora mi sembra davvero che ci sia un cerchio magico che mi tiene fuori. certe volte riesco ad avvicinarmi di più certe volte di meno, ma è come se su di me gravasse una riprovazione costante, da parte di tutti loro. è stato inutile dire che io volevo sposarla anche in chiesa se necessario (io non sono credente), è stato inutile aver abbandonato il mio lavoro, che avrebbe potuto facilmente darci la possibilità di vivere subito assieme, per venire qui e dare a lei possibilità di rimanere vicino ai suoi. è stato inutile aver trovato una sistemzione per me da solo per non far pesare la mia presenza in casa sua dove sono in effetti in tanti. quando la bambina aveva sei mesi, io le ho chiesto seriamente di sposarci non appena avessimo un po' più di risparmi, ma lei non riesce a decidersi a lasciare quel cerchio magico. e non è neanche del tutto felice, perchè da un lato non vuole lasciare i suoi, dall'altro le piacerebbe avere una sua casa; da un lato ha paura di vivere con me, dall'altro lo vorrebbe. e io non riesco a smuoverla. certo ho anch'io la mia parte di responsabilità, non ho un carattere facile, ma se penso a come stavamo prima non riesco a capire come le cose siano potute peggiorare così in fretta e senza un motivo reale. sapevo di dover affrontare difficoltà, ma non mi aspettavo di rovarmi di fronte un muro del genere. devo dire però che sembra che nell'ultimo periodo riusciamo a stare meglio insieme e spero per il bene. mi resta l'amarezza per come mi sono comportato quella sera
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
purtroppo questo è qualcosa che non posso spiegarti. come ho già detto non mi sembra giusto parlare qui dei problemi di lei e della sua famiglia. dovrai quindi prendere per buone le miei conclusioni.
la sua famiglia è unitissima, per una serie di problemi veramente grandi. il fatto è che sua madre non è il tipo di quelle che spingono i figli fuori dal nido,anzi li tiene stretti sotto la sua ala. ti dico anche che mia suocera è oltremodo giustificata in questo comportamento dai problemi dei fratelli della mia ragazza. il fatto è che questo si riflette poi nel rapporto tra mia suocera e la mia ragazza, che non ha problemi se non una dipendenza fortissima dal resto della sua famiglia. quando abbiamo scoperto della bambina, io cercato di rassicurala, di dirle che ero al suo fianco, che finchè eravamo in due potevamo farcela, ma lei non ha ascoltato una delle mie parole. solo quando l'ho riaccompagnata dai suoi e i genitori le hanno detto "ti perdoniamo"(sono molto cattolici e l'idea di aver peccato è stato un'altro forte senso di colpa per lei) solo allora lei ha smesso di piangere. da allora mi sembra davvero che ci sia un cerchio magico che mi tiene fuori. certe volte riesco ad avvicinarmi di più certe volte di meno, ma è come se su di me gravasse una riprovazione costante, da parte di tutti loro. è stato inutile dire che io volevo sposarla anche in chiesa se necessario (io non sono credente), è stato inutile aver abbandonato il mio lavoro, che avrebbe potuto facilmente darci la possibilità di vivere subito assieme, per venire qui e dare a lei possibilità di rimanere vicino ai suoi. è stato inutile aver trovato una sistemzione per me da solo per non far pesare la mia presenza in casa sua dove sono in effetti in tanti. quando la bambina aveva sei mesi, io le ho chiesto seriamente di sposarci non appena avessimo un po' più di risparmi, ma lei non riesce a decidersi a lasciare quel cerchio magico. e non è neanche del tutto felice, perchè da un lato non vuole lasciare i suoi, dall'altro le piacerebbe avere una sua casa; da un lato ha paura di vivere con me, dall'altro lo vorrebbe. e io non riesco a smuoverla. certo ho anch'io la mia parte di responsabilità, non ho un carattere facile, ma se penso a come stavamo prima non riesco a capire come le cose siano potute peggiorare così in fretta e senza un motivo reale. sapevo di dover affrontare difficoltà, ma non mi aspettavo di rovarmi di fronte un muro del genere. devo dire però che sembra che nell'ultimo periodo riusciamo a stare meglio insieme e spero per il bene. mi resta l'amarezza per come mi sono comportato quella sera
Fai copia e incolla solo delle risposte che hai avuto e rileggile.
 
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Old giobbe

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purtroppo questo è qualcosa che non posso spiegarti. come ho già detto non mi sembra giusto parlare qui dei problemi di lei e della sua famiglia. dovrai quindi prendere per buone le miei conclusioni.
la sua famiglia è unitissima, per una serie di problemi veramente grandi. il fatto è che sua madre non è il tipo di quelle che spingono i figli fuori dal nido,anzi li tiene stretti sotto la sua ala. ti dico anche che mia suocera è oltremodo giustificata in questo comportamento dai problemi dei fratelli della mia ragazza. il fatto è che questo si riflette poi nel rapporto tra mia suocera e la mia ragazza, che non ha problemi se non una dipendenza fortissima dal resto della sua famiglia. quando abbiamo scoperto della bambina, io cercato di rassicurala, di dirle che ero al suo fianco, che finchè eravamo in due potevamo farcela, ma lei non ha ascoltato una delle mie parole. solo quando l'ho riaccompagnata dai suoi e i genitori le hanno detto "ti perdoniamo"(sono molto cattolici e l'idea di aver peccato è stato un'altro forte senso di colpa per lei) solo allora lei ha smesso di piangere. da allora mi sembra davvero che ci sia un cerchio magico che mi tiene fuori. certe volte riesco ad avvicinarmi di più certe volte di meno, ma è come se su di me gravasse una riprovazione costante, da parte di tutti loro. è stato inutile dire che io volevo sposarla anche in chiesa se necessario (io non sono credente), è stato inutile aver abbandonato il mio lavoro, che avrebbe potuto facilmente darci la possibilità di vivere subito assieme, per venire qui e dare a lei possibilità di rimanere vicino ai suoi. è stato inutile aver trovato una sistemzione per me da solo per non far pesare la mia presenza in casa sua dove sono in effetti in tanti. quando la bambina aveva sei mesi, io le ho chiesto seriamente di sposarci non appena avessimo un po' più di risparmi, ma lei non riesce a decidersi a lasciare quel cerchio magico. e non è neanche del tutto felice, perchè da un lato non vuole lasciare i suoi, dall'altro le piacerebbe avere una sua casa; da un lato ha paura di vivere con me, dall'altro lo vorrebbe. e io non riesco a smuoverla. certo ho anch'io la mia parte di responsabilità, non ho un carattere facile, ma se penso a come stavamo prima non riesco a capire come le cose siano potute peggiorare così in fretta e senza un motivo reale. sapevo di dover affrontare difficoltà, ma non mi aspettavo di rovarmi di fronte un muro del genere. devo dire però che sembra che nell'ultimo periodo riusciamo a stare meglio insieme e spero per il bene. mi resta l'amarezza per come mi sono comportato quella sera
Sei una brava persona.
La tua ragazza e la sua famiglia si stanno comportando in modo sbagliato.
Non può esserci la nascita di una nuova famiglia senza il distacco del cordone ombelicale con la famiglia di origine: “Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne”.
Secondo me dovresti fare un cammino alla ricerca della Fede e poi comportarti secondo la volontà divina. Non è difficile, l'importante è cominciare.
Potrebbe sembrare un consiglio scemo ma non lo è.
 
O

Old Anna A

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Sei una brava persona.
La tua ragazza e la sua famiglia si stanno comportando in modo sbagliato.
Non può esserci la nascita di una nuova famiglia senza il distacco del cordone ombelicale con la famiglia di origine: “Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne”.
Secondo me dovresti fare un cammino alla ricerca della Fede e poi comportarti secondo la volontà divina. Non è difficile, l'importante è cominciare.
Potrebbe sembrare un consiglio scemo ma non lo è.
e se son chilometri?
con 'sto caldo poi...
 
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Old PriMa

Guest
Sei una brava persona.
La tua ragazza e la sua famiglia si stanno comportando in modo sbagliato.
Non può esserci la nascita di una nuova famiglia senza il distacco del cordone ombelicale con la famiglia di origine: “Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne”.
Secondo me dovresti fare un cammino alla ricerca della Fede e poi comportarti secondo la volontà divina. Non è difficile, l'importante è cominciare.
Potrebbe sembrare un consiglio scemo ma non lo è.
Io non posso concepire un Dio che ricompensa e punisce le sue creature, e che esercita una volontà simile a quella che noi sperimentiamo su noi stessi. Nè so immaginarmi e desiderare un individuo che sopravviva alla sua morte fisica: lasciamo che di tali idee si nutrano, per paura o per egoismo, le anime fiacche. A me basta il mistero della vita, la coscienza e il presentimento della mirabile struttura del mondo in cui viviamo, insieme con lo sforzo incessante per comprendere una particella, per piccola che sia, della Ragione che si manifesta nella natura.
(Albert Einstein)

Chi può davvero sapere? Chi può affermare certezze? Da dove viene il Creato? Forse si è formato da solo, o forse no. Colui che osserva dall'alto dei cieli, solo lui sa. O forse non sa affatto.
(Rigveda)


ho seguito un lungo percorso di ricerca. conosco la bibbia e il corano, il bhuddismo e il tao, persino le religioni animiste come lo shinto. ma cercando dio l'ho perso e ora spetta alla provvidenza cercarmi se vuole
ma per finire con una battuta:

Con quanti nomi puoi chiamare Dio?
Puoi chiamarlo, se vuoi, in mille maniere:
Dio, Visnu, Ugo, Krisna, Giove, Allah...
Tanto... non ti risponde.
(Corrado Guzzanti)
 
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Old tenebroso67

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......
un paio di mesi fa ero uscita di sera, in una via secondaria. c’era una prostituta. sono andato con lei. ho sempre provato repulsione per chi va con loro e non per quelle povere ragazze ma per l’ipocrisia degli uomini che le sfruttano. eppure mi sono comportato così. era come se il cuore, il cervello e l’anima si fossero fatti indietro e avessero lasciato solo il corpo che cercava il calore di un altro corpo. ho pensato che dopo mi sarei odiato per aver voluto far finta che un affare fosse un gesto più umano, ma invece mi sono assolto da quella che non sentivo come una colpa. avevo così bisogno di un contatto intimo che ero disposto a passare sulle mie convinzioni, sui miei principi. alla fine quella ragazza mi ha sorriso, ha detto che ero bravo, forse perché nei miei gesti affiorava qualcosa di più che semplice lussuria. più che il rapporto è stato quel sorriso a donarmi piacere.
non sono pentito.
Stranamente non mi sento di criticare il tuo gesto
anzi penso che tu ne avessi bisogno
solo per iniziare a capire veramente per quanto tempo riuscirai ad accettare ancora la tua situazione .....
 
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